{"id":40474,"date":"2026-03-17T20:44:51","date_gmt":"2026-03-17T20:44:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40474"},"modified":"2026-03-17T20:44:51","modified_gmt":"2026-03-17T20:44:51","slug":"il-movimento-fluxus-e-giuseppe-chiari-firenze-1926-2007-nel-centenario-della-nascita-e-nel-ventennale-della-scomparsa-2027-la-mostra-alla-galleria-susanna-orlando-di-pietrasanta-per-i-cinquant","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/03\/17\/il-movimento-fluxus-e-giuseppe-chiari-firenze-1926-2007-nel-centenario-della-nascita-e-nel-ventennale-della-scomparsa-2027-la-mostra-alla-galleria-susanna-orlando-di-pietrasanta-per-i-cinquant\/","title":{"rendered":"Il movimento Fluxus e Giuseppe Chiari (Firenze 1926 &#8211; 2007) nel centenario della nascita e nel ventennale della scomparsa (2027). La mostra alla Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta per i cinquant\u2019anni della galleria."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Giuseppe-Chiari1-e1773779656871.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40475\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Giuseppe-Chiari1-e1773779656871.jpg\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"392\" \/><\/a>Per celebrare i cinquant\u2019anni della sua galleria, Susanna Orlando rende omaggio a Firenze, sua citt\u00e0 natale, con una mostra dedicata a Giuseppe Chiari.\u00a0<strong>Artista visivo, musicista, pianista e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Giuseppe-Chiari-2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40476 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Giuseppe-Chiari-2.jpeg\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"439\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Giuseppe-Chiari-2.jpeg 480w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Giuseppe-Chiari-2-279x300.jpeg 279w\" sizes=\"(max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><\/a> compositore fiorentino, Chiari \u00e8 stato una figura chiave in Italia del movimento Fluxus<\/strong>\u00a0e ha profondamente ridefinito, nella seconda met\u00e0 del Novecento, il rapporto tra musica, gesto e arti visive. Di Giuseppe Chiari (Firenze, 26 settembre 1926 \u2013 Firenze, 9 maggio 2007) ricorre quest\u2019anno il centenario dalla nascita e nel 2027 il ventennale dalla scomparsa.<\/p>\n<p>Musicista di formazione, Chiari ha messo in discussione fin dagli anni Sessanta l\u2019idea tradizionale di composizione, trasformando la musica in azione, comportamento, esperienza.\u00a0<strong>Per lui la partitura non era soltanto uno spartito da eseguire, ma un campo aperto di possibilit\u00e0<\/strong>: istruzioni minime, frasi scritte, segni grafici diventavano inviti all\u2019azione, spesso ironici, sempre radicali. Quando nel 1962 entra\u00a0<strong>in contatto con il gruppo Fluxus<\/strong>, inizia a prendere parte a numerosi festival internazionali, sviluppando in questo contesto le sue \u201cazioni musicali\u201d, performance in cui il pianoforte viene suonato, chiuso, spostato, talvolta semplicemente evocato. La musica, pi\u00f9 che produrre suono, diventa un atto mentale e concettuale. Uno dei suoi contributi pi\u00f9 riconoscibili \u00e8<strong>\u00a0la \u201cmusica visiva\u201d: grandi fogli di carta su cui interviene con scritte, segni, pentagrammi alterati<\/strong>, dichiarazioni come \u201cLa musica \u00e8 facile\u201d o \u201cL\u2019arte \u00e8 facile\u201d. Frasi apparentemente semplici che contengono una critica sottile ai sistemi accademici e al mito della complessit\u00e0 come valore.\u00a0<strong>La sua ricerca si colloca in dialogo con figure come\u00a0John Cage<\/strong>, con cui condivide l\u2019attenzione per il caso, il silenzio e la ridefinizione dell\u2019atto musicale, ma mantiene una cifra personale fortemente legata alla scrittura e alla dimensione grafica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Carlo-Battisti4.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-40479\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Carlo-Battisti4.jpeg\" alt=\"\" width=\"434\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Carlo-Battisti4.jpeg 434w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Carlo-Battisti4-203x300.jpeg 203w\" sizes=\"(max-width: 434px) 100vw, 434px\" \/><\/a>Il progetto prende avvio da un nucleo centrale di\u00a0<strong>16 opere inedite e di grande pregio di Giuseppe Chiari<\/strong>, provenienti da un atelier fiorentino dove l\u2019artista amava trascorrere il suo tempo.\u00a0<strong>Attorno a questo corpus si costruisce un dialogo vivo con lavori di artisti internazionali e performer, legati all\u2019area Fluxus e non solo<\/strong>, in relazione diretta o ideale con la figura di Chiari. L\u2019accostamento tra opere diverse si configura come un vero e proprio contrappunto visivo, capace di generare un ideale concerto espositivo. Un insieme dinamico che, nello spirito del movimento internazionale, rinnova quell\u2019idea di flusso continuo e coinvolgente in cui arte e vita si incontrano e si fondono.<\/p>\n<p><strong>Gli artisti sono convocati in mostra per celebrare non solo il cinquantenario della galleria, fondata nel 1976, ma anche il centenario della nascita di Chiari<\/strong>. L\u2019esposizione assume cos\u00ec il tono di una festa \u2013 o meglio di un\u00a0<em>party<\/em>,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Screenshot-2026-03-08-alle-18.11.26.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40480 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Screenshot-2026-03-08-alle-18.11.26.jpg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Screenshot-2026-03-08-alle-18.11.26.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Screenshot-2026-03-08-alle-18.11.26-300x195.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/a> come suggerisce il sottotitolo \u2013 dichiaratamente ispirata allo spirito di Fluxus, con quell\u2019energia conviviale, ironica e giocosa che ha caratterizzato gli artisti del movimento.<\/p>\n<p>Gli artisti invitati, presenti con le loro opere, entrano nel progetto come veri e propri contrappunti musicali. Le loro ricerche dialogheranno con i leitmotiv della poetica di Chiari \u2013 il gioco, l\u2019improvvisazione, il caso, il coinvolgimento, la gestualit\u00e0 \u2013 per affinit\u00e0 o per contrasto.<\/p>\n<p>L\u2019accostamento delle opere permetter\u00e0 allo spettatore di cogliere immediatamente lo spirito del lavoro di Chiari e, al tempo stesso, quello degli artisti coinvolti. Senza sovrastrutture teoriche, sar\u00e0 il pubblico stesso a scoprire il gioco associativo che nasce dal dialogo visivo e concettuale tra i lavori.<\/p>\n<p><strong>Per attivare ulteriormente questa dimensione, due musicisti \u2013 Eugenio Sanna, chitarra acustica, oggetti, voce, e Davide Lucchesi, chitarra acustica e oggetti \u2013 saranno coinvolti in performance legate all\u2019improvvisazione in spirito Fluxus, elemento centrale della ricerca dell\u2019artista. L\u2019intervento sonoro non sar\u00e0 un semplice accompagnamento, ma parte integrante dell\u2019esperienza.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019idea progettuale prende ispirazione da\u00a0<em>Suonare la stanza<\/em>\u00a0di Giuseppe Chiari: la musica \u00e8 suono, e il mondo sonoro appartiene pienamente alla realt\u00e0 visibile. In uno dei suoi\u00a0<em>statement<\/em>, l\u2019artista fornisce istruzioni per far \u201crisuonare\u201d uno spazio attraverso il corpo del performer, stecche e strumenti percussivi, invitando a interagire con gli elementi presenti nell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Da qui nasce il cuore del progetto:\u00a0<strong>trasformare lo spazio espositivo in una sorta di music box, un organismo vivo in cui le complessive 21 opere, i suoni, le presenze e gli accadimenti possano risuonare e interagire tra loro<\/strong>, generando un\u2019esperienza aperta, dinamica e condivisa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Giuseppe-Chiari-1jpeg.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40482\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Giuseppe-Chiari-1jpeg.jpeg\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Giuseppe-Chiari-1jpeg.jpeg 633w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Giuseppe-Chiari-1jpeg-300x227.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><\/a>Scrive\u00a0<strong>Susanna Orlando<\/strong>: \u201c<em>Il termine Fluxus mi ha sempre intrigata, cos\u00ec come il concetto di libert\u00e0 espressiva insito in quel folto gruppo di personaggi e artisti straordinari.\u00a0<\/em><strong><em>Non ho mai conosciuto personalmente il maestro Giuseppe Chiari, ma i suoi\u00a0<\/em>Gesti sul piano,\u00a0<em>i suoi segni e graffi sugli spartiti &#8211; tanto infantili quanto rivoluzionari &#8211; mi hanno sempre affascinata<\/em><\/strong><em>. Lo immagino\u00a0negli anni \u201860 a Milano al teatro Lirico al concerto di John Cage\u00a0mentre strappa lentamente l\u2019oggetto del suo mestiere, uno spartito appunto. Cos\u00ec come\u00a0lo vedo seduto\u00a0nei laboratori fiorentini dove amava trascorrere il tempo lavorando. Chiari divulgava arte. Chiari era un operaio dell\u2019arte. Un fiorentino come me. E cos\u00ec,\u00a0<\/em><strong><em>con questa prima mostra, do il l\u00e0 alle celebrazioni dei miei cinquant\u2019anni di attivit\u00e0. Partiamo da Firenze.<\/em><\/strong><em>\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Gli altri artisti in mostra:<\/strong><\/p>\n<p><strong>John Cage\u00a0<\/strong>(1912 &#8211; 1992), precursore e ispiratore di Fluxus. Il suo concetto di silenzio, come intervallo fra due suoni, serv\u00ec ad aprire il microcosmo musicale alla realt\u00e0 circostante: al pubblico e ai rumori della sala. Chiari, a confronto, contribu\u00ec a esplorare questa realt\u00e0 contestuale all\u2019esecuzione concertistica aprendo ulteriormente la musica al reale, a partire dal gesto. I suoi\u00a0<em>Gesti sul piano<\/em>, ad esempio rilevano anzitutto le mani dell\u2019artista prima del suono prodotto, operando una immediata apertura dal sonoro al visivo e viceversa.<\/p>\n<p><strong>Nam June Paik\u00a0<\/strong>(Seul, 1932 \u2013 Miami, 2006), artista statunitense di origine sudcoreana, \u00e8 fra i grandi pionieri della videoarte e parte integrante della galassia Fluxus. Il suo lavoro \u00e8 volto alla creazione di una circolazione immediata di una nuova estetica, tesa a ridurre la distanza tra artista e fruitore, prevedendo il ruolo della tecnologia nella comunicazione interpersonale. Fluxus si proponeva di ricollegare l\u2019arte al mondo, al quotidiano, alla realt\u00e0 e in questo modo arricchirla di percezioni e desideri come una nuova reciproca apertura, una porta, un passaggio. Un lavoro di Paik (<em>Voyeur\u2019s Mail Box<\/em>) \u00e8 costituito da una cassetta delle lettere all\u2019interno della quale \u00e8 possibile visionare un monitor dalla fessura orizzontale della cassetta trasmesso da una videocamera esterna che registra ci\u00f2 che avviene in tempo reale davanti ad essa. \u00c8 come un\u00a0<em>fuori<\/em>\u00a0che diventa\u00a0<em>dentro<\/em>\u00a0\u2013 cos\u00ec come in Chiari il dentro e il chiuso tende, in modo centrifugo, al fuori verso l\u2019aperto e il reale.<\/p>\n<p><strong>Milan Kn\u00eczac\u00a0<\/strong>(Pilsen 1940), celebre artista ceco, performer, scultore, musicista del rumore, dissidente politico, teorico dell&#8217;arte e pedagogo associato a Fluxus, \u00e8 presente in mostra con un lavoro del 1964 che mostra un performer in divisa che suona per strada sdraiato un violoncello fra sbigottiti passanti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Gli artisti extra-Fluxus:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gianni Melotti\u00a0<\/strong>(Firenze 1953), artista fiorentino che lavora con la fotografia, ha collaborato direttamente con Giuseppe Chiari, al quale era legato da profonda e pluriennale amicizia. Di recente l\u2019artista ha pubblicato un volume monumentale edito da Giunti dedicato proprio a Chiari (\u201c<em>La fotografia \u00e8 facile<\/em>\u201d). Di Melotti in mostra \u00e8 presente\u00a0<em>Piano Bar<\/em>, opera fotografica dedicata a Chiari.<\/p>\n<p><strong>Carlo Battisti\u00a0<\/strong>(Viareggio 1945), artista proveniente dalla mail art, ebbe contatti con Fluxus e intrattenne un\u2019amicizia epistolare con George Maciunas. Collabor\u00f2 inoltre con Chiari, invitato a un concerto peripatetico nelle sale del Museo Pecci di Prato, che coinvolgeva diversi artisti muniti di strumenti musicali autoprodotti. Battisti presenta alcuni lavori che mettono assieme la musica alla bicicletta e al monociclo grazie a raffinate tecniche autoprodotte.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per celebrare i cinquant\u2019anni della sua galleria, Susanna Orlando rende omaggio a Firenze, sua citt\u00e0 natale, con una mostra dedicata a Giuseppe Chiari.\u00a0Artista visivo, musicista, pianista e compositore fiorentino, Chiari \u00e8 stato una figura chiave in Italia del movimento Fluxus\u00a0e ha profondamente ridefinito, nella seconda met\u00e0 del Novecento, il rapporto tra musica, gesto e arti visive. Di Giuseppe Chiari (Firenze, 26 settembre 1926 \u2013 Firenze, 9 maggio 2007) ricorre quest\u2019anno il centenario dalla nascita e nel 2027 il ventennale dalla scomparsa. 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