{"id":4050,"date":"2015-01-19T21:15:21","date_gmt":"2015-01-19T21:15:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=4050"},"modified":"2015-01-19T21:15:21","modified_gmt":"2015-01-19T21:15:21","slug":"killer-heels-tacchi-assassini-in-mostra-al-brooklyn-museum-di-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/01\/19\/killer-heels-tacchi-assassini-in-mostra-al-brooklyn-museum-di-new-york\/","title":{"rendered":"Killer Heels. Tacchi assassini,  in mostra al Brooklyn Museum di New York."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/imagesX6219FPF.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4052\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/imagesX6219FPF.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"170\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/95386.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4053\" style=\"width: 322px;height: 444px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/95386.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"555\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/95386.jpg 405w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/95386-218x300.jpg 218w\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/shoes-worn-by-ferrari-koolhaas-_c_-elena-olivo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4055\" style=\"width: 333px;height: 368px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/shoes-worn-by-ferrari-koolhaas-_c_-elena-olivo1.jpg\" alt=\"\" width=\"738\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/shoes-worn-by-ferrari-koolhaas-_c_-elena-olivo1.jpg 738w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/shoes-worn-by-ferrari-koolhaas-_c_-elena-olivo1-300x187.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 738px) 100vw, 738px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/images.jpg7_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4056\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/images.jpg7_.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/95387.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4058\" style=\"width: 278px;height: 330px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/95387.jpg\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/95387.jpg 523w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/95387-300x234.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/23.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4059\" style=\"width: 321px;height: 279px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/23.jpg\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/23.jpg 523w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/01\/23-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/a>\u00abCi sono due cose di cui non ne hai mai abbastanza, buoni amici e buone scarpe\u00bb, sostiene con convinzione l&#8217;attrice statunitense <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Sarah Jessica Parker<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">, indossando i panni di Carrie Bradshaw nella famosissima serie televisiva &#8220;<\/span><span style=\"font-size: medium\"><em>Sex and the City&#8221;<\/em><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Ce la ricordiamo mentre affannata sale e scende dai taxi, percorrendo in lungo e in largo Manhattan, specialmente per andare a cocktail, party e appuntamenti galanti. Inciampa ripetutamente a causa dei tacchi vertiginosi con cui rafforza la sua femminilit\u00e0 e appaga l\u2019ambizione di appartenere ad un certo status, possedendo borse firmate Prada e, soprattutto, <strong>scarpe di <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Manolo Blahnik<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Come darle torto, se anche il <strong>noto proverbio popolare italiano recita &#8220;altezza met\u00e0 bellezza\u201d?<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">Ma, come per tanti &#8220;shoeaholic\u201d (persone che possiedono oltre 60 paia di scarpe), anche per Carrie si tratta spesso di pura &#8220;vocazione estetica\u201d, perch\u00e9 le scarpe &#8211; come i cappelli &#8211; sono delle vere opere d\u2019arte, &#8220;sculture indossabili\u201d che trasportano lontano dall\u2019ordinario e dal quotidiano. Inoltre sono l\u2019accessorio di moda pi\u00f9 provocatorio in assoluto, abile nel stimolare fantasie e sogni in un universo non necessariamente solo al femminile.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Partendo da questi presupposti, la mostra &#8220;Killer Heels: The Art of the High-Heeled Shoe\u201d, curata da Lisa Small nella Robert E. Blum Gallery, al primo piano del Brooklyn Museum (fino al 15 febbraio), senza ripercorrere pedissequamente &#8211; passo dopo passo &#8211; la storia della moda, piuttosto intercettando con disinvoltura glamour e fetish, mette a confronto il fortissimo legame che unisce le scarpe con il tacco alto alle varie arti visuali, in particolare pittura, design, architettura, cinema, riportando l\u2019attenzione sulle influenze che, nel corso dei secoli, hanno attraversato epoche, spostandosi da Oriente a Occidente e viceversa. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Nelle bacheche del museo della Grande Mela si possono ammirare <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>pi\u00f9 di 160 modelli di scarpe con tacchi ora vertiginosi, ora sperimentali, ora semplicemente provocatori.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">Nel titolo stesso della mostra trapela quel tanto d\u2019ironia, considerando che i &#8220;tacchi killer\u201d non sono solo quelli a spillo del modello &#8220;Printz\u201d, disegnato dallo stilista francese <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Christian Louboutin<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> per la collezione primavera\/estate 2013-2014, ma anche quelli pi\u00f9 consistenti delle terrificanti &#8220;Super Elevated Gillie\u201d (finto coccodrillo, 9 pollici = 22,86 centimetri) di <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Vivienne Westwood<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">, bad girl della moda britannica, che hanno causato la ruzzolata di Naomi Campbell sulla passerella parigina nel 1993.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Coloratissimi, ma assai pi\u00f9 sobri, sia l\u2019arcinoto sandalo &#8220;Rainbow\u201d con la zeppa realizzato nel 1938 con strati di sughero colorato da Salvatore Ferragamo (prestato per l\u2019occasione dal Metropolitan Museum of Art) che gli stivaletti a pois (&#8220;Dot Boot\u201d, 2002) che sanciscono la collaborazione tra Damien Hirst e Manolo Blahnik.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Quanto al rapporto con l\u2019architettura, non potevano mancare le &#8220;Nova\u201d shoes disegnate dall\u2019archistar Zaha Hadid nel 2013 in edizione limitata di 100 paia. Prodotte da United Nude, sono scarpe con la zeppa che evocano le formazioni geologiche, traducendo al modico prezzo di 1300 sterline anche il ritmo del vento in pelle, vinile metallico cromato, fibra di vetro e gomma. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Un implicito accenno al masochismo, o meglio all\u2019assuefazione al dolore dell\u2019amore e alle tensioni sessuali, sono un tema affrontato anche nel film appositamente realizzato per la mostra da Nick Knight (tra gli autori invitati a realizzare un lavoro ci sono anche <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Ghada Amer<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> e <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Reza Farkhondeh, Zach Gold, Steven Klein, Marilyn Minter e Rashaad Newsome<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">), <\/span><span style=\"font-size: medium\"><em>La Douleur Exquise<\/em><\/span><span style=\"font-size: medium\"> basato sulle scarpe di vetro di Georgina Goodman, certamente vicine a quelle della favola di tutti i tempi: Cenerentola. D\u00e9collet\u00e9 che richiamano (ma solo nella forma) quelli disegnati da Ferragamo per Marilyn Monroe, come pure una scena &#8220;ingenuamente\u201d erotico-fetish della cinematografia americana: <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Dean Martin<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> che beve vino dalla scarpa di <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Kim Novak<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> in <\/span><span style=\"font-size: medium\"><em>Baciami stupido<\/em><\/span><span style=\"font-size: medium\"> (1964) di Billy Wilder.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">Ancora pi\u00f9 indietro nel tempo, troviamo altri oggetti significativi a loro volta, determinanti nell\u2019ispirare forme nei secoli a venire, come le scomodissime e altissime &#8220;ciopine\u201d, calzate dalle cortigiane veneziane e datate tra il XVI e XVII secolo. Non meno comodi gli zoccoli di legno usati dalle donne negli hammam, che in mostra vengono contestualizzati in associazione con il dipinto di <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Jean-Etienne Liotard<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><em>A Lady in Turkish Costume with her Servant at the Hammam<\/em><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Cos\u00ec come la riproduzione di una vecchia foto di C\u00edx\u01d0, l\u2019ultima imperatrice della dinastia Qing, che mostra i piccolissimi &#8220;piedi di loto\u201d calzati in vere e proprie urne metalliche. L\u00ec davanti sono esposte nella vetrina scarpette cinesi di seta, risalenti al XIX secolo. <\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">Tra gli oltre 160 pezzi c&#8217;\u00e8 anche lo &#8220;Shoe Hat\u201d (1937-38), felice collaborazione tra <\/span><span style=\"font-size: medium\">Elsa Schiaparelli <\/span><span style=\"font-size: medium\">e <\/span><span style=\"font-size: medium\">Salvador Dali<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"><strong>: Dadaismo e Surrealismo furono per la grande stilista italiana una fonte d\u2019ispirazione irrinunciabile<\/strong>.<\/span><span style=\"font-size: medium\">Forme azzardate, improbabili e imprevedibili, ispirate all\u2019arte e alle natura, intrecci di tecnologia e tradizione, le scarpe raccontano molto pi\u00f9 di quello che vediamo. Come diceva Marilyn Monroe: \u00abIo non so chi abbia inventato i tacchi alti, ma tutte le donne gli devono molto\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Carlo Franza<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abCi sono due cose di cui non ne hai mai abbastanza, buoni amici e buone scarpe\u00bb, sostiene con convinzione l&#8217;attrice statunitense Sarah Jessica Parker, indossando i panni di Carrie Bradshaw nella famosissima serie televisiva &#8220;Sex and the City&#8221;. Ce la ricordiamo mentre affannata sale e scende dai taxi, percorrendo in lungo e in largo Manhattan, specialmente per andare a cocktail, party e appuntamenti galanti. Inciampa ripetutamente a causa dei tacchi vertiginosi con cui rafforza la sua femminilit\u00e0 e appaga l\u2019ambizione di appartenere ad un certo status, possedendo borse firmate Prada e, soprattutto, scarpe di Manolo Blahnik. Come darle torto, se [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/01\/19\/killer-heels-tacchi-assassini-in-mostra-al-brooklyn-museum-di-new-york\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,9894,53794,44441,87,18229,35351,17505,35188,28369],"tags":[59571,406693,6547,59572,10778,59575,59576,59573],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4050"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4050"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4050\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4061,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4050\/revisions\/4061"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}