{"id":40594,"date":"2026-03-27T20:11:43","date_gmt":"2026-03-27T20:11:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40594"},"modified":"2026-03-28T08:36:23","modified_gmt":"2026-03-28T08:36:23","slug":"sicilia-unisola-tante-sicilie-fotografia-memoria-e-patrimonio-culturale-nellopera-di-armando-rotoletti-in-mostra-allantiquarium-di-centuripe-en","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/03\/27\/sicilia-unisola-tante-sicilie-fotografia-memoria-e-patrimonio-culturale-nellopera-di-armando-rotoletti-in-mostra-allantiquarium-di-centuripe-en\/","title":{"rendered":"Sicilia. Un\u2019isola, tante Sicilie. Fotografia, memoria e patrimonio culturale nell\u2019opera di Armando Rotoletti in mostra all\u2019Antiquarium di Centuripe (EN)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cantore dell&#8217;Italia, cantore della\u00a0 Sicilia,\u00a0 eccellenza della fotografia italiana, studioso e sociologo della societ\u00e0, intellettuale che documenta una parte del Sud, la Sicilia, anzi le Sicilie, come nessuno mai ad oggi aveva documentato. Dal 28 marzo al 27 settembre 2026 l\u2019Antiquarium Comunale di Centuripe <\/strong>ospita la mostra <strong>Sicilia. Un\u2019isola, tante Sicilie. Fotografia, memoria e patrimonio culturale nell\u2019opera di Armando Rotoletti<\/strong>, un ampio progetto espositivo dedicato a oltre trent\u2019anni di ricerca fotografica sull\u2019isola.<\/p>\n<p>Il progetto nasce dall\u2019idea che la fotografia possa costituire uno strumento di indagine scientifica sul territorio, sulla memoria e<\/p>\n<div id=\"attachment_40596\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/05_Biancavilla-Catania-Circolo-Agrario-2012_\u00a9_Armando-Rotoletti-e1774641025382.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-40596\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40596\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/05_Biancavilla-Catania-Circolo-Agrario-2012_\u00a9_Armando-Rotoletti-e1774641025382.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"384\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40596\" class=\"wp-caption-text\">Biancavilla (Catania) Circolo Agrario, 2012.<br \/>Trocadero etneo in terza et\u00e0. Ogni passaggio \u00e8 una passerella. I tacchi fanno correre l\u2019idea, e l\u2019idea \u00e8 la stessa. La psicanalisi non \u00e8 complessa \u00e8 solo affine. Non ci si distingue neppure mettendosi il cappello. Anche se adesso s\u2019impenna solo la sedia.<\/p><\/div>\n<p>sulle trasformazioni sociali, capace di restituire non solo immagini ma interpretazioni complesse di un contesto storico e culturale. <strong>La mostra di Armando Rotoletti dedicata alla Sicilia<\/strong> rappresenta, in questo senso, un corpus di grande valore, frutto di oltre trent\u2019anni di frequentazione assidua dell\u2019isola e di un rapporto personale, profondo e mai interrotto con essa.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Questa mostra<\/em> \u2013 dichiara l\u2019Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, <strong>Francesco Paolo Scarpinato<\/strong> \u2013 <em>rappresenta un esempio virtuoso di come la fotografia possa diventare strumento di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. L\u2019opera di Rotoletti restituisce alla Sicilia uno sguardo consapevole e stratificato, capace di mettere in luce la ricchezza delle nostre identit\u00e0 e di trasformarla in occasione di crescita culturale e civile<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Costretto a lasciare la Sicilia in giovane et\u00e0 per ragioni di lavoro, Rotoletti non ha mai reciso il legame con la sua terra d\u2019origine. Al contrario, il distacco ha reso ancora pi\u00f9 urgente il bisogno del ritorno. A partire dalla fine degli anni Ottanta, la Sicilia diventa per lui un luogo da esplorare sistematicamente, un campo di osservazione privilegiato in cui far convergere esperienza biografica e pratica professionale di fotogiornalista. I viaggi per importanti magazine italiani e i progetti personali si intrecciano cos\u00ec in una lunga ricerca visiva che non pretende di essere esaustiva, ma che ambisce a essere onesta, stratificata e coerente.<\/p>\n<div id=\"attachment_40599\" style=\"width: 541px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/15.Patti-Messina-1992_\u00a9_Armando-Rotoletti-e1774641534391.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-40599\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40599\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/15.Patti-Messina-1992_\u00a9_Armando-Rotoletti-e1774641534391.jpg\" alt=\"\" width=\"531\" height=\"354\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40599\" class=\"wp-caption-text\">Patti (Messina) 1992.<br \/>Il barbiere\u2026 di fiducia. Meglio mettersi nelle mani di Figaro che in quelle di Ippocrate. Ma \u00e8 bene avere i conti a posto. Pu\u00f2 scappare la mano. C\u2019\u00e8 poi la moglie del tonsor che sta cercando la tovaglia da tavola. Qualcuno ne sa qualcosa?<\/p><\/div>\n<p><strong>Le fotografie raccolte nella mostra e nel volume edito da Silvana Editoriale non vogliono \u201craccontare la Sicilia\u201d in modo totale o definitivo. Esse costituiscono piuttosto una selezione significativa di scatti realizzati nell\u2019arco di oltre tre decenni, che nel loro insieme restituiscono una visione personale dell\u2019isola intesa come \u201cisola-mondo\u201d.<\/strong> Una Sicilia plurale, complessa, attraversata da forti contrasti e da una densissima stratificazione storica, culturale e antropologico-sociale. <strong>\u00c8 per questo che Rotoletti parla di \u201cSicilie\u201d, al plurale: perch\u00e9 ogni territorio, ogni comunit\u00e0, ogni paesaggio umano e materiale concorre a definire identit\u00e0 differenti, spesso coesistenti e talvolta conflittuali.<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto si propone di analizzare questa narrazione visiva come una forma di costruzione del patrimonio culturale, sia materiale sia immateriale. Le immagini di Rotoletti non documentano soltanto luoghi, volti e oggetti, ma restituiscono pratiche, rituali, gesti quotidiani e forme di resistenza alla standardizzazione contemporanea. Come osserva Tomaso Montanari, la Sicilia che emerge da queste fotografie appare come un potente antidoto all\u2019omologazione globale: una realt\u00e0 \u201cdiversa\u201d, in cui il tradizionalismo non \u00e8 semplice arretratezza, ma pu\u00f2 diventare frontiera avanzata del pensiero moderno, l\u00e0 dove la diversit\u00e0 si configura come valore umano fondamentale, fecondo e, proprio per questo, spesso temuto.<\/p>\n<p>La scelta del bianco e nero e di una forma espressiva classica rafforza ulteriormente questa lettura. Lo spettatore \u00e8 indotto a interrogarsi sul tempo delle immagini, a controllarne la datazione, scoprendo con<\/p>\n<div id=\"attachment_40601\" style=\"width: 577px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/01_SICILIA_La-ghigliottina-delle-dominazioni_\u00a9_Armando-Rotoletti-e1774641588785.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-40601\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40601\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/01_SICILIA_La-ghigliottina-delle-dominazioni_\u00a9_Armando-Rotoletti-e1774641588785.jpg\" alt=\"\" width=\"567\" height=\"413\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40601\" class=\"wp-caption-text\">La ghigliottina delle dominazioni<br \/>I moti antiborbonici in Sicilia sono una pagina dei tanti risorgimenti traditi. La testa di Ferdinando I di Antonio Cal\u00ec giace ancora nei fondali del golfo di Catania. A galla resta l&#8217;ingiustizia di un&#8217;unit\u00e0 nazionale che ha reso l&#8217;Isola pi\u00f9 isola.<br \/>Terra d&#8217;incanti per vezzo e condanna. Restano i frammenti del mito di chi l&#8217;ha vista continente. Eterna e di nessuno. La Sicilia sar\u00e0 sempre cos\u00ec.<\/p><\/div>\n<p>sorpresa che ci\u00f2 che appare come appartenente a un\u2019altra epoca \u00e8 invece pienamente contemporaneo. Le fotografie diventano cos\u00ec, per usare le parole di Italo Calvino riferite a Carlo Levi e riprese da Montanari, \u201cambasciatrici di un altro tempo\u201d nel nostro presente. In questa sospensione temporale si colloca una delle chiavi di lettura pi\u00f9 fertili del lavoro di Rotoletti: la capacit\u00e0 di mostrare ci\u00f2 che ancora esiste, ma che lentamente e inesorabilmente rischia di scomparire.<\/p>\n<p>In questo senso, il progetto si configura anche come una riflessione sullo sguardo. <strong>Tomaso Montanari<\/strong> parla esplicitamente di un\u2019educazione sentimentale allo sguardo: \u201c<em>lo sguardo di Rotoletti parifica uomini e cose, li inserisce in un repertorio memoriale che non gerarchizza, ma mette in relazione. \u00c8 uno sguardo sensibile, allenato alla complessit\u00e0, capace di cogliere l\u2019unicit\u00e0 dei dettagli senza mai perdere la visione d\u2019insieme. Proprio per questo, il valore scientifico del lavoro non risiede solo nella documentazione, ma nella capacit\u00e0 interpretativa dell\u2019autore, nella costruzione di punti di vista che stimolano una comprensione critica del territorio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il progetto intende dunque indagare la fotografia di Rotoletti come pratica conoscitiva e come dispositivo culturale e politico, nel senso pi\u00f9 alto del termine. Amare la Sicilia, come scrive Montanari, significa amare la sua diversit\u00e0, e riconoscere che il patrimonio culturale non \u00e8 qualcosa di astratto o distante, ma una realt\u00e0 prossima, urgente, che interpella il presente. Attraverso una narrazione visiva articolata e costruita nel tempo, Rotoletti offre uno strumento prezioso per riflettere sull\u2019identit\u00e0, sulla memoria e sulle trasformazioni della Sicilia contemporanea, contribuendo a una comprensione pi\u00f9 profonda e consapevole di una regione che continua a interrogare, resistere e raccontare se stessa.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Accogliere a Centuripe un progetto di tale spessore<\/em> \u2013 afferma il Sindaco <strong>Salvatore La Spina<\/strong> \u2013 <em>significa rafforzare il ruolo della nostra comunit\u00e0 come luogo di produzione culturale e di riflessione sull\u2019identit\u00e0 siciliana. L\u2019Antiquarium conferma il suo ruolo di spazio vivo, in cui memoria, arte e territorio dialogano con le massime espressioni d\u2019arte<\/em>\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_40604\" style=\"width: 576px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/02_Centuripe-Enna-2025_\u00a9_Armando-Rotoletti-copia.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-40604\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40604\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/02_Centuripe-Enna-2025_\u00a9_Armando-Rotoletti-copia.jpg\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/02_Centuripe-Enna-2025_\u00a9_Armando-Rotoletti-copia.jpg 850w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/02_Centuripe-Enna-2025_\u00a9_Armando-Rotoletti-copia-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/02_Centuripe-Enna-2025_\u00a9_Armando-Rotoletti-copia-768x511.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-40604\" class=\"wp-caption-text\">Centuripe (Enna) 2025<br \/>Stella marina di terra e di cielo. Esuberante e titanica pietrificazione dell\u2019adattamento umano alle condizioni orografiche. L\u2019ellenismo qui ha avuto nuova grazia. Narcisistico e millenario abitare le vette.<\/p><\/div>\n<p>La mostra \u00e8 organizzata dal <strong>Comune di Centuripe<\/strong> in collaborazione con <strong>Rjma Progetti culturali<\/strong> ed \u00e8 realizzata grazie al contributo dell\u2019<strong>Assessorato dei beni culturali e dell\u2019identit\u00e0 siciliana.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Armando Rotoletti<\/strong> (Messina, 1958) ha iniziato la sua attivit\u00e0 di fotogiornalista negli anni ottanta a Londra. Trasferitosi a Milano nel 1990, su invito di Grazia Neri \u00e8 entrato a far parte della sua agenzia, affermandosi come uno dei pi\u00f9 importanti ritrattisti italiani di personalit\u00e0 della cultura, della scienza, dello spettacolo e dell&#8217;economia. I suoi reportage sono apparsi sulle principali testate nazionali e internazionali, oltre che in mostre personali e collettive.<\/p>\n<p>Da una ventina d&#8217;anni si dedica alla produzione di libri fotografici di ampio respiro e approfondimento sociale. <strong>Casa della Carit\u00e0. I volti le storie<\/strong> (2005) racconta la fondazione di don Colmegna, mentre <strong>Barbieri di Sicilia<\/strong> (2007) \u00e8 un viaggio tra le ultime botteghe dell&#8217;isola. Con <strong>Gente di Barbaresco<\/strong> (2013) inaugura un percorso dedicato ai paesaggi e ai protagonisti dei principali distretti agroalimentari italiani.<\/p>\n<p><strong>Circoli di conversazione a Biancavilla<\/strong> (2013) esplora la realt\u00e0 antropologica di un paese alle pendici dell&#8217;Etna. <strong>Valelapena<\/strong> (2013) raccoglie storie di riscatto dal carcere di Alba, e <strong>Scicli, citt\u00e0 felice<\/strong> (2014) celebra l&#8217;affascinante citt\u00e0 barocca. <strong>Vino e gente dell&#8217;Etna<\/strong> (2015) documenta il rinascimento enologico di quel territorio, mentre <strong>Il volto dell&#8217;IO<\/strong> (2015) ritrae cinquanta filosofi italiani. <strong>Noto. Le pietre i volti<\/strong> (2015) narra l&#8217;unicit\u00e0 e la bellezza della citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Sicilia in Piazza<\/strong> (2017), dichiarazione d&#8217;amore di un figlio alla sua terra, \u00e8 l&#8217;affresco di ottantadue piazze vuote, libere da condizionamenti visivi per il tempo di una fotografia. <strong>Selinunte<\/strong> (2019) interpreta il rapporto estetico fra rovine ed edifici, templi e paesaggio. Nel dicembre 2020 pubblica <strong>Morte in Sicilia<\/strong>, coraggioso ritratto del lutto nella tradizione isolana, con testi di Dacia Maraini e Ignazio Buttitta.<\/p>\n<p><strong>Marina di Ventimiglia<\/strong> (2021) \u00e8 un&#8217;accorata testimonianza dell&#8217;incontro con la riviera ligure di ponente. <strong>Analisti allo specchio<\/strong> (2023) raccoglie trenta ritratti dei maggiori analisti italiani, ciascuno accompagnato da un breve testo sul tema dell&#8217;Io e lo specchio.<\/p>\n<p>In <strong>Marina di Pisa<\/strong> (2024), Salvatore Settis scrive: \u00abCronista o cantore di una delle mille realt\u00e0 di un&#8217;Italia che non \u00e8 mai veramente &#8216;minore&#8217;, Armando Rotoletti ha catturato in queste sue foto lo spirito di un luogo (Marina) e l&#8217;ombra lunga di un altro (Pisa).\u00bb<\/p>\n<p>Nel suo ultimo libro <strong>SICILIA<\/strong> (2025), Tomaso Montanari osserva \u00abAmare la Sicilia significa amare la sua diversit\u00e0, la sua unicit\u00e0: e qui la nozione, larga, di patrimonio culturale, materiale e immateriale, si fa prossima, urgente, politica. Rotoletti, come accade agli artisti, ha strumenti sensibili e punti di vista unici: il risultato \u00e8 un&#8217;educazione sentimentale allo sguardo di cui abbiamo, oggi, pi\u00f9 bisogno che mai.\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le foto in mostra via ufficio stampa sono tutte di Armando Rotoletti. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cantore dell&#8217;Italia, cantore della\u00a0 Sicilia,\u00a0 eccellenza della fotografia italiana, studioso e sociologo della societ\u00e0, intellettuale che documenta una parte del Sud, la Sicilia, anzi le Sicilie, come nessuno mai ad oggi aveva documentato. Dal 28 marzo al 27 settembre 2026 l\u2019Antiquarium Comunale di Centuripe ospita la mostra Sicilia. Un\u2019isola, tante Sicilie. Fotografia, memoria e patrimonio culturale nell\u2019opera di Armando Rotoletti, un ampio progetto espositivo dedicato a oltre trent\u2019anni di ricerca fotografica sull\u2019isola. 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