{"id":40610,"date":"2026-03-28T20:10:37","date_gmt":"2026-03-28T20:10:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40610"},"modified":"2026-03-28T20:10:37","modified_gmt":"2026-03-28T20:10:37","slug":"ezgi-gunestekin-con-life-is-good-prima-mostra-personale-in-italia-dellartista-turca-alla-mucciaccia-gallery-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/03\/28\/ezgi-gunestekin-con-life-is-good-prima-mostra-personale-in-italia-dellartista-turca-alla-mucciaccia-gallery-di-roma\/","title":{"rendered":"Ezgi G\u00fcnestekin  con \u201cLife Is Good\u201d. Prima mostra personale in Italia dell\u2019artista turca alla Mucciaccia Gallery di Roma"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Ezgi-Gunestekin-Life-Is-Good-exhibition-Mucciaccia-Gallery-Roma-1024x1027-1-e1774728220180.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40612\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Ezgi-Gunestekin-Life-Is-Good-exhibition-Mucciaccia-Gallery-Roma-1024x1027-1-e1774728220180.jpg\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"586\" \/><\/a>Mucciaccia Gallery<\/strong> presenta a Roma, fino al 25 maggio 2026, \u00a0negli spazi di via Laurina 31, <strong><em>Life Is Good<\/em><\/strong>, prima mostra personale in Italia dell\u2019<strong>artista Ezgi G\u00fcnestekin<\/strong>, <strong>figlia dell\u2019artista Ahmet G\u00fcnestekin<\/strong>, \u00a0mecenate dell\u2019arte turca\u00a0e fondatore della <strong>G\u00fcnestekin Art Refinery<\/strong>, che oggi ha sede in Turchia, a Instabul e Urla, e in Italia, a Venezia.<\/p>\n<p>In mostra, <strong>20 opere<\/strong> realizzate con acrilico e pennarello su tela che\u00a0rivelano una formazione segnata da un\u2019<strong>attenzione architettonica allo spazio<\/strong> e da una sensibilit\u00e0 per la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine-2026-03-17-181107.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40611 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine-2026-03-17-181107.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"556\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine-2026-03-17-181107.jpg 892w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine-2026-03-17-181107-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine-2026-03-17-181107-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine-2026-03-17-181107-768x768.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/a> <strong>costruzione mentale dell\u2019immagine<\/strong>. La figurazione di G\u00fcnestekin non \u00e8 mai semplice rappresentazione, bens\u00ec un campo di tensione tra corpo e linguaggio, tra immagine e ferita.<\/p>\n<p>Le figure che abitano le tele di G\u00fcnestekin \u2014 come si evince in opere quali <em>After the Silence<\/em> o <em>No Surprises<\/em> \u2014 non sono ritratti convenzionali, ma <strong>apparizioni<\/strong>. Emergono da campiture stratificate e trame geometriche, solcate da segni forti che incidono la superficie come cicatrici.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine1-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40615\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine1-7.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine1-7.jpg 582w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine1-7-298x300.jpg 298w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/Immagine1-7-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/a>In un racconto frammentato fatto di contraddizioni, pensieri e stati interiori, i suoi lavori riflettono la complessit\u00e0 dell\u2019esperienza umana: ogni figura, ogni dettaglio diventa parte di una costellazione di significati in cui lo spettatore \u00e8 chiamato a trovare il proprio percorso, senza indicazioni univoche. Il suo approccio \u201cespressionista\u201d concentra la ricerca sulle emozioni umane, i conflitti interiori e gli stati d\u2019animo. Attraverso la combinazione di figure, colori, testi e forme geometriche, trasforma la complessit\u00e0 del mondo interiore e la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/ezgi-gunestekin-life-is-good_00.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40616 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/ezgi-gunestekin-life-is-good_00.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"573\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/ezgi-gunestekin-life-is-good_00.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/ezgi-gunestekin-life-is-good_00-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/03\/ezgi-gunestekin-life-is-good_00-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/a> natura stratificata dei sentimenti in un linguaggio visivo.<\/p>\n<p>Il titolo della mostra, <em>Life Is Good<\/em>, non \u00e8 uno slogan ottimistico. \u00c8 una formula fragile, un gesto di resistenza pronunciato sull\u2019orlo della contraddizione. Per G\u00fcnestekin, affermare che la vita \u00e8 &#8220;buona&#8221; significa attraversarne il peso e la complessit\u00e0, senza ignorarne le incrinature.<\/p>\n<p><strong>Ezgi G\u00fcnestekin<\/strong> (1993, Batman, Turchia) si \u00e8 laureata alla Facolt\u00e0 di Architettura della <strong>Istanbul Bilgi University<\/strong>, e ha svolto un tirocinio presso lo studio <strong>Emre Arolat Architecture<\/strong>, dove il pensiero spaziale e concettuale della disciplina architettonica ha gettato le basi per la sua pratica artistica. In California, ha approfondito i suoi studi in <em>Design Communication Arts<\/em> presso la <strong>UCLA<\/strong> e in <em>Fine Arts and Graphic Design<\/em> all&#8217;<strong>Otis College of Art &amp; Design<\/strong>. Dopo gli studi negli Stati Uniti, G\u00fcnestekin \u00e8 tornata in Turchia iniziando la sua carriera professionale all&#8217;interno del <strong>G\u00fcnestekin Art Refinery<\/strong>, fondazione voluta dal padre dell\u2019artista, Ahmet G\u00fcnestekin, che da anni \u00e8 attiva nel sostegno e nella diffusione dell\u2019arte turca nel mondo. Parallelamente alla sua ricerca individuale, ricopre ruoli attivi in ambito curatoriale e istituzionale. Dal 2020 \u00e8 membro del consiglio direttivo della <strong>G\u00fcnestekin Art Foundation<\/strong> e partecipa attivamente a progetti tra <strong>Venezia<\/strong> e <strong>Urla, <\/strong>dove ha sede la fondazione.<\/p>\n<p><strong>Mostre principali: <em>How U Feel?<\/em> (2024):<\/strong> La sua prima mostra personale, tenutasi presso la DG Art Gallery &amp; Projects di Istanbul. Concepita come una domanda diretta allo spettatore. <strong><em>Life Is Good<\/em> (2026):<\/strong> Rappresenta la fase successiva a tale interrogativo. La mostra rende visibile il senso di accettazione che scaturisce dalla consapevolezza emotiva e da un rapporto pi\u00f9 audace con l&#8217;esistenza.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mucciaccia Gallery presenta a Roma, fino al 25 maggio 2026, \u00a0negli spazi di via Laurina 31, Life Is Good, prima mostra personale in Italia dell\u2019artista Ezgi G\u00fcnestekin, figlia dell\u2019artista Ahmet G\u00fcnestekin, \u00a0mecenate dell\u2019arte turca\u00a0e fondatore della G\u00fcnestekin Art Refinery, che oggi ha sede in Turchia, a Instabul e Urla, e in Italia, a Venezia. In mostra, 20 opere realizzate con acrilico e pennarello su tela che\u00a0rivelano una formazione segnata da un\u2019attenzione architettonica allo spazio e da una sensibilit\u00e0 per la costruzione mentale dell\u2019immagine. La figurazione di G\u00fcnestekin non \u00e8 mai semplice rappresentazione, bens\u00ec un campo di tensione tra corpo e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/03\/28\/ezgi-gunestekin-con-life-is-good-prima-mostra-personale-in-italia-dellartista-turca-alla-mucciaccia-gallery-di-roma\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,10357,180472,202367,44441,87,35266,26,17505,28369],"tags":[601140,591323,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40610"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40610"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40610\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40621,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40610\/revisions\/40621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}