{"id":40717,"date":"2026-04-07T16:51:57","date_gmt":"2026-04-07T16:51:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40717"},"modified":"2026-04-07T16:51:57","modified_gmt":"2026-04-07T16:51:57","slug":"paesaggi-visivi-e-sonori-nella-fotografia-di-luigi-ghirri-immagine-e-suono-avvolgono-le-sue-fotografie-in-mostra-al-palazzo-dei-musei-di-reggio-emilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/04\/07\/paesaggi-visivi-e-sonori-nella-fotografia-di-luigi-ghirri-immagine-e-suono-avvolgono-le-sue-fotografie-in-mostra-al-palazzo-dei-musei-di-reggio-emilia\/","title":{"rendered":"Paesaggi visivi e sonori nella fotografia di Luigi Ghirri. Immagine e suono avvolgono le sue fotografie in mostra al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/3-Luigi-Ghirri-e1775580336434.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40718\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/3-Luigi-Ghirri-e1775580336434.jpg\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"385\" \/><\/a>Dal 30 aprile 2026 al 28 febbraio 2027,\u00a0<strong>Palazzo dei Musei\u00a0<\/strong>di\u00a0<strong>Reggio Emilia<\/strong>\u00a0presenta\u00a0<em><strong>Luigi Ghirri.\u00a0A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori<\/strong><\/em>, a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere. La mostra, che si apre nell\u2019ambito della XXI edizione del festival Fotografia Europea, comprende anche un nucleo intitolato\u00a0<em><strong>Oltre quei monti il mare<\/strong><\/em>, concepito grazie alla partecipazione del musicista<strong>\u00a0Iosonouncane<\/strong>, e un focus\u00a0allestito presso il\u00a0<strong>Teatro Valli<\/strong>, visitabile fino al 14 giugno.<\/p>\n<p>Nel 2021, nell\u2019ambito del riallestimento curato da Italo Rota, nel secondo piano di\u00a0<strong>Palazzo dei Musei<\/strong>\u00a0\u00e8 stata inaugurata una nuova sezione fotografica concepita com<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/4-Luigi-Ghirri-e1775580368128.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40719 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/4-Luigi-Ghirri-e1775580368128.jpg\" alt=\"\" width=\"558\" height=\"367\" \/><\/a>e uno spazio dinamico di ricerca, pensiero e valorizzazione delle immagini. La sezione dedica uno\u00a0<strong>spazio permanente all\u2019opera di Luigi Ghirri,<\/strong>\u00a0figura centrale per la storia della fotografia e per l\u2019identit\u00e0 culturale della citt\u00e0. Il progetto \u2013 promosso dal\u00a0<strong>Comune di Reggio Emilia<\/strong>\u00a0(Musei Civici e Fototeca della Biblioteca Panizzi) in collaborazione con la\u00a0<strong>Fondazione Luigi Ghirri<\/strong>\u00a0\u2013 vede ogni anno una nuova esposizione che racconta la complessit\u00e0 della produzione del grande fotografo attraverso prospettive critiche inedite e il coinvolgimento di artisti contemporanei.<\/p>\n<p>Il progetto espositivo per l\u2019anno 2026-2027, esplora quella che<strong>\u00a0Luigi Ghirri\u00a0<\/strong>definisce la\u00a0<strong>\u201cstrana e misteriosa parentela tra suono e immagine\u201d\u00a0<\/strong>che, da sempre, lo affascina.\u00a0Grande appassionato di musica, Ghirri le attribuisce un ruolo centrale: lo dimostrano la passione per l\u2019opera di Bob Dylan, la profonda amicizia con Lucio Dalla e l\u2019importante collezione di dischi. Ma lo rivelano anche i suoi scritti, attraversati da continui rimandi all\u2019<strong>influenza che la musica<\/strong>\u00a0ha avuto<strong>\u00a0sul suo modo di guardare e di costruire immagini<\/strong>.\u00a0Al pari della pittura, della filosofia, della letteratura, della fotografia e del cinema, la musica concorre infatti alla formazione di quell\u2019\u201cimmagine dell\u2019esterno\u201d su cui Ghirri si interrogava costantemente, riconoscendole \u2013 come alla fotografia \u2013 una\u00a0<strong>capacit\u00e0 narrativa<\/strong>\u00a0in grado di\u00a0<strong>attivare veri e propri \u201csquarci visionari\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Luigi Ghirri. A Series of Dreams.\u00a0Paesaggi visivi e paesaggi sonori\u00a0<\/em>intende affrontare questi\u00a0<strong>diversi livelli di contatto tra fotografia e musica<\/strong>, articolandoli in un\u00a0<strong>percorso in tre parti<\/strong>. Il corridoio centrale raccoglie fotografie dedicate ai\u00a0<strong>luoghi della musica<\/strong>: disegni parietali di trombe e percussioni, interni di teatri, chiese con organi come fossero piccoli monumenti, juke-box e pianoforti, che insieme compongono un ritratto stratificato che intreccia cultura alta e popolare, mostrando la musica come presenza storica o apparizione fugace. Un secondo nucleo della mostra presenta numerosi materiali, anche inediti, che raccontano la\u00a0<strong>relazione di Ghirri con i musicisti\u00a0<\/strong>fra cui\u00a0<strong>Lucio Dalla<\/strong>,<strong>\u00a0Gianni Morandi<\/strong>,<strong>\u00a0Ron<\/strong>,<strong>\u00a0Luca Carboni<\/strong>,\u00a0i\u00a0<strong>CCCP<\/strong>\u00a0e molti altri. Questa restituzione \u00e8 anche l\u2019occasione per valorizzare il contributo \u00ad\u00ad\u2013 ancora poco raccontato \u2013 di\u00a0<strong>Paola Borgonzoni<\/strong>, designer e figura decisiva accanto a Ghirri (compagna di vita e di lavoro) sia nei progetti editoriali sia nell\u2019ideazione delle copertine dei dischi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/1-Luigi-Ghirri-e1775580441290.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40722\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/1-Luigi-Ghirri-e1775580441290.jpg\" alt=\"\" width=\"585\" height=\"462\" \/><\/a>Il terzo nucleo intitolato\u00a0<em><strong>Oltre quei monti il mare<\/strong><\/em>\u00a0\u00e8 concepito come uno spazio di sperimentazione e ricerca sul\u00a0<strong>soundscape<\/strong>\u00a0e sulla relazione tra paesaggio visivo e paesaggio sonoro, grazie all\u2019intervento artistico, realizzato appositamente per la mostra, del\u00a0cantautore, produttore discografico e compositore\u00a0<strong>Iosonouncane<\/strong>. L\u2019intervento intende mettere in relazione l\u2019<em>ecologia dello sguardo\u00a0<\/em>di Ghirri e l\u2019<em>ecologia acustica\u00a0<\/em>del compositore, scrittore e ambientalista Raymond Murray Schafer, evidenziando come, negli stessi anni ma in ambiti diversi, entrambi abbiano riflettuto su una\u00a0<strong>crescente difficolt\u00e0 nel vedere e nel sentire<\/strong>, causata dalla saturazione dell\u2019ambiente esterno.\u00a0<strong>Paesaggio visivo<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>paesaggio sonoro<\/strong>\u00a0emergono cos\u00ec come\u00a0<strong>due modalit\u00e0 di orientamento<\/strong>\u00a0e di relazione con l\u2019ambiente e la natura.<\/p>\n<p>Dal 30 aprile al 14 giugno 2026, in occasione di Fotografia Europea, un ulteriore focus dedicato alle immagini per le\u00a0<strong>copertine di musica classica\u00a0<\/strong>della storica\u00a0<strong>etichetta discografica RCA<\/strong>, \u00e8 allestito nella sala ottagonale del\u00a0<strong>Teatro Valli<\/strong>. La scelta richiama un luogo centrale nell\u2019esperienza di Luigi Ghirri, che con I Teatri di Reggio Emilia ha collaborato a lungo, fotografando spettacoli e ambienti. Accanto alle copertine, sono esposte anche immagini preziose custodite nell\u2019Archivio storico del Teatro Municipale:\u00a0<strong>fotografie degli spettacoli\u00a0<\/strong>realizzati negli anni, che restituiscono lo\u00a0<strong>sguardo di Ghirri sulla scena e sul tempo teatrale<\/strong>. La presenza di queste opere sottolinea il valore dell\u2019archivio come luogo vivo di conservazione e di cura, capace di custodire la memoria e la bellezza nel tempo e di renderle nuovamente accessibili e condivise.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 accompagnata da una\u00a0<strong>serie di contenuti testuali e audio originali<\/strong>\u00a0a cura di\u00a0<strong>Giulia Cavaliere<\/strong>: approfondimenti, dialoghi e interviste che si intrecciano al percorso e invitano a una fruizione \u201cin ascolto\u201d. Le voci di artisti e musicisti &#8211; alcuni dei quali hanno collaborato con Ghirri o ne hanno condiviso un tratto di strada &#8211; restituiscono, in forma diretta, il dialogo tra suono e immagine che attraversa l\u2019intero progetto.<\/p>\n<p><strong>Marco Mietto<\/strong>, Assessore a Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, ha dichiarato: \u201c<em>In questa fase di radicale cambiamento della civilt\u00e0, le crescenti difficolt\u00e0 nel vedere e nel sentire non sono solo questioni fisiche, ma segnali di uno smarrimento pi\u00f9 profondo.<\/em>\u00a0<em>Dal 2021, in questo tempo segnato dalla sovrapproduzione e dalla circolazione incessante di immagini, Palazzo dei Musei propone la fotografia come strumento critico per leggere la contemporaneit\u00e0, offrendo alla citt\u00e0 uno spazio di studio e riflessione attorno alla cultura dell\u2019immagine. Questa mostra rappresenta un nuovo, importante capitolo ed esplora la relazione profonda tra fotografia e musica nell\u2019opera di Ghirri che attraversa i suoi scritti, le sue amicizie, le sue collaborazioni e il suo stesso modo di guardare il mondo. \u00c8 un invito a rallentare, ad ascoltare, a riconoscere che vedere e sentire sono due modalit\u00e0 complementari di abitare il mondo. Particolarmente significativa \u00e8 la sinergia con la Fondazione I Teatri e l\u2019allestimento di un focus nella sala ottagonale del Teatro Valli, luogo simbolico per la citt\u00e0 e per lo stesso Ghirri. Questa collaborazione testimonia la volont\u00e0 del Comune di rafforzare le connessioni tra le istituzioni culturali del territorio, valorizzando archivi e patrimoni come spazi vivi, capaci di generare nuove narrazioni&#8221;.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/2-Luigi-Ghirri-e1775580468516.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40723 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/2-Luigi-Ghirri-e1775580468516.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"385\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>Adele Ghirri<\/strong>, Presidente Fondazione Luigi Ghirri, ha commentato: \u201c<em>Anche quest\u2019anno prosegue la proficua collaborazione tra Fondazione Luigi Ghirri e Musei Civici di Reggio Emilia con una nuova mostra di cui siamo molto entusiasti. Quest\u2019ultima rientra nel pi\u00f9 ampio progetto di valorizzazione e rilettura del lavoro di mio padre Luigi attraverso mostre che raccontano aspetti e nuclei tematici della sua produzione ancora poco conosciuti, mettendoli anche in relazione con ricerche e pratiche contemporanee, come quella \u2013 nel caso di quest\u2019anno \u2013 di Iosonouncane, che ringraziamo infinitamente per aver voluto essere parte di questo progetto. La passione di Luigi per la musica e le collaborazioni con alcuni musicisti italiani sono ormai note, ma molte fotografie legate a queste storie non sono mai state viste e favoriscono riflessioni molto pi\u00f9 ampie riguardanti l\u2019ambiente e il suono. Siamo stati quindi molto felici di mettere a disposizione le opere e tanti materiali d\u2019archivio inediti. Sar\u00e0 una sorpresa, un dialogo tra differenti linguaggi artistici e si far\u00e0 anche luce, finalmente, sul lavoro di Paola Borgonzoni<\/em>\u00a0(mia madre ndr)\u00a0<em>e su quanto sia stata una figura significativa<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ilaria Campioli<\/strong>, curatrice della sezione di fotografia di Palazzo dei Musei, ha aggiunto: \u201c<em>Con questo nuovo riallestimento della sezione di fotografia, dedicato alla relazione fra suono e immagine, prosegue l\u2019impegno dei Musei Civici di Reggio Emilia nel concepire progetti capaci di affrontare temi centrali della contemporaneit\u00e0. In questa prospettiva, l\u2019archivio non \u00e8 inteso soltanto come luogo di conservazione e tutela, ma come spazio attivo, politico ed etico, capace di generare nuove narrazioni, di aprire nuove possibilit\u00e0 di ricerca e di dare voce ad aspetti meno conosciuti e laterali. La mostra mette in luce la profonda passione di Luigi Ghirri per la musica, ma non solo. Un nucleo fondamentale del progetto \u00e8 quello realizzato grazie alla preziosa collaborazione con il musicista Iosonouncane, grazie a cui il dialogo fra paesaggio sonoro e paesaggio visivo diventa uno strumento per interrogare le forme della percezione e il nostro modo di abitare il mondo. La mostra vede la co-curatela di Andrea Tinterri e la curatela musicale di Giulia Cavaliere, il cui rispettivo contributo \u00e8 stato essenziale nell\u2019ampliare il campo della riflessione e nel costruire un percorso capace di intrecciare, con rigore e sensibilit\u00e0, ricerca archivistica, pensiero critico e ascolto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Luigi Ghirri<\/strong>\u00a0(Scandiano, 1943 &#8211; Reggio Emilia, 1992) \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 importanti fotografi europei del XX secolo. Il suo lavoro affronta i codici della fotografia: le sue immagini non sono atti di mimesi o semplici riproduzioni, ma modi di esplorare la realt\u00e0, sottolineando il carattere fittizio della visione e della rappresentazione. La sua cultura figurativa ha radici nelle poetiche del Novecento, dall\u2019objet trouv\u00e9 dadaista all\u2019arte concettuale, fino alla pop art americana, mentre in campo fotografico i suoi punti di riferimento sono i fotografi della scuola americana e francese. All\u2019intensa attivit\u00e0 espositiva, Ghirri affianca l\u2019idea di un importante lavoro di promozione culturale con la messa a punto di progetti editoriali sviluppati all\u2019interno della casa editrice\u00a0<em>Punto e Virgola<\/em>\u00a0e con l\u2019organizzazione di mostre come\u00a0<em>Iconicitt\u00e0<\/em>\u00a0(1980),\u00a0<em>Viaggio in Italia\u00a0<\/em>(1984) e\u00a0<em>Esplorazioni sulla via Emilia<\/em>\u00a0(1986), pietre miliari nella storia della fotografia contemporanea italiana che lo vedranno al centro di un animato dibattito.<\/p>\n<p><strong>IOSONOUNCANE\u00a0<\/strong>(Jacopo Incani, 1983) \u00e8 un musicista sardo che vive a Bologna. Dopo l\u2019esperienza con gli Adharma, avvia un progetto solista pubblicando su MySpace brani composti con loop e campionatori. Nel 2015 esce DIE, disco che lo consacra tra i nomi di riferimento della musica italiana, seguito da tour anche internazionali. Collabora con artisti come Edoardo Tresoldi e Paolo Angeli, firma colonne sonore e lavora come produttore. Nel 2020 pubblica il vinile \u201cNovembre \/ Vedrai Vedrai\u201d e ottiene il Disco d\u2019Oro FIMI con \u201cStormi\u201d. Tra 2023 e 2024 pubblica nuovi live, produce SPIRA di Daniela Pes e compone colonne sonore, ottenendo una candidatura ai David di Donatello per\u00a0<em>Berlinguer. La Grande Ambizione<\/em>. Nel 2025 debutta in duo con Daniela Pes e riceve il Premio Ciampi.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal 30 aprile 2026 al 28 febbraio 2027,\u00a0Palazzo dei Musei\u00a0di\u00a0Reggio Emilia\u00a0presenta\u00a0Luigi Ghirri.\u00a0A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori, a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere. 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