{"id":40743,"date":"2026-04-09T19:41:54","date_gmt":"2026-04-09T19:41:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40743"},"modified":"2026-04-09T19:42:23","modified_gmt":"2026-04-09T19:42:23","slug":"unampia-retrospettiva-di-alighiero-boetti-allo-smac-venice-in-concomitanza-con-la-61a-esposizione-internazionale-darte-della-biennale-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/04\/09\/unampia-retrospettiva-di-alighiero-boetti-allo-smac-venice-in-concomitanza-con-la-61a-esposizione-internazionale-darte-della-biennale-di-venezia\/","title":{"rendered":"Un\u2019ampia retrospettiva di Alighiero Boetti allo SMAC Venice in concomitanza con la 61\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Mappa-1979-BOE00450.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-40744\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Mappa-1979-BOE00450.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Mappa-1979-BOE00450.jpg 684w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Mappa-1979-BOE00450-300x213.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/a>SMAC Venice presenta <em>Alighiero Boetti<\/em>, un\u2019ampia retrospettiva dedicata al maestro italiano dell\u2019arte del dopoguerra (Torino, 1940 \u2013 Roma, 1994),<\/strong> <strong>a cura di Elena Geuna e sostenuta da Ben Brown Fine Arts, la mostra sar\u00e0 visitabile dal 7 maggio al 22 novembre 2026, in concomitanza con la 61\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti_-_Le_Cose_Nascono_dalla_Necessita_e_dal_Caso_1987-88_BOE00494-e1775763357876.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40745 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti_-_Le_Cose_Nascono_dalla_Necessita_e_dal_Caso_1987-88_BOE00494-e1775763357876.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"543\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il percorso di mostra sviluppato dalla curatrice riunisce circa cento opere distribuite in otto sale, offrendo un\u2019ampia ricognizione su uno degli artisti pi\u00f9 influenti del periodo del dopoguerra. Coprendo un arco temporale di pi\u00f9 di venticinque anni, dalla fine degli anni Sessanta ai primi anni Novanta, la mostra ripercorre l\u2019intera traiettoria artistica di Boetti e mette in luce l\u2019ampiezza e la complessit\u00e0 della sua pratica.<\/p>\n<p>Concepita come una sorta di \u201ccostellazione\u201d che invita il pubblico ad abitare lo spazio tra idea e forma, ordine e disordine, <em>Alighiero Boetti<\/em> riflette l\u2019interesse costante dell\u2019artista per la dualit\u00e0, i sistemi e il processo. Dalle prime opere, radicate in materiali semplici e strutture elementari come proposto dal gr<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Aerei-1989-BOE00635.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-40746\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Aerei-1989-BOE00635.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Aerei-1989-BOE00635.jpg 960w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Aerei-1989-BOE00635-300x173.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Aerei-1989-BOE00635-768x443.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/a>uppo dell\u2019Arte Povera, ai successivi progetti collaborativi e concettualmente stratificati, la mostra evidenzia la coerenza interna di una pratica che ha costantemente messo alla prova i propri presupposti, accogliendo il caso, la ripetizione e l\u2019autorialit\u00e0 condivisa come forze generative.<\/p>\n<p>La mostra si apre con una sala dedicata all\u2019autoritratto e alla questione dell\u2019identit\u00e0, affrontando l\u2019impegno di Boetti lungo tutta la vita nei confronti della nozione di doppio. Questa ricerca trov\u00f2 la sua espressione pi\u00f9 evidente nel 1972, quando adott\u00f2 la firma duale \u201cAlighiero e Boetti\u201d. Opere come <em>Autoritratto<\/em> (1969) e <em>Gemelli<\/em> (1968) <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Titoli-1979-BOE00475_detail.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40747 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Titoli-1979-BOE00475_detail.jpg\" alt=\"\" width=\"574\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Titoli-1979-BOE00475_detail.jpg 880w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Titoli-1979-BOE00475_detail-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Titoli-1979-BOE00475_detail-768x511.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><\/a>esplorano l\u2019identit\u00e0 come scissa, riflessa e moltiplicata, mentre l\u2019uso di forme accoppiate e strutture seriali introduce una logica della dualit\u00e0 che rimarr\u00e0 fondamentale nella sua pratica.<\/p>\n<p>Con il procedere della mostra, questa logica del raddoppiamento si espande in sistemi pi\u00f9 ampi di linguaggio, geografia e tempo. Il lavoro di Boetti si orienta sempre pi\u00f9 verso strutture che organizzano la visione e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Titoli-1979-BOE00475.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-40748\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Titoli-1979-BOE00475.jpg\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"531\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Titoli-1979-BOE00475.jpg 890w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Titoli-1979-BOE00475-300x285.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Boetti-Titoli-1979-BOE00475-768x730.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/a> la conoscenza, esponendone al contempo l\u2019instabilit\u00e0. Il suo impegno costante con la mappatura riflette un interesse per l\u2019orientamento, la distanza e la circolazione di informazioni, lavoro e modalit\u00e0 di produzione tra culture diverse. <strong>A partire dai primi anni Settanta, i disegni<em> Biro<\/em> (1972-), insieme ai <em>Ricami<\/em> (1971-) e alle <em>Mappe <\/em>(1971-), realizzati attraverso collaborazioni di lunga durata con artigiani afghani, esemplificano uno spostamento deliberato della paternit\u00e0 dell\u2019opera.<\/strong> Boetti stabiliva il quadro concettuale e i parametri regolativi di ciascuna opera, mentre la sua esecuzione si sviluppava attraverso altre mani, permettendo a differenza, durata e contingenza di diventare parte integrante sia della forma sia del significato.<\/p>\n<p>Le sezioni finali della mostra si concentrano sugli <em>Aerei<\/em> (dal 1977-), sui <em>Calendari<\/em> (1974-) e sulle opere seriali su carta, concettualmente rigorose, realizzate negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta. Negli <em>Aerei<\/em>, strutture mutevoli generano campi disorientanti in cui le immagini del volo sono soggette a sistemi che sono al tempo stesso metodici e instabili, consentendo all&#8217;ordine e al caos di scontrarsi all&#8217;interno di un quadro razionale e classificato. L\u2019accumulazione costante di date nei <em>Calendari<\/em>, insieme al ripetuto impiego di elementi grafici nelle opere su carta, registra analogamente il tempo come misura e come materia. Nel loro insieme, queste serie articolano un processo continuo in cui i sistemi vengono messi in moto solo per rivelare i propri limiti, mettendo in scena uno scambio prolungato, spesso giocoso, tra controllo e casualit\u00e0.<\/p>\n<p>La mostra ha beneficiato del sostegno e della collaborazione dell\u2019Archivio Alighiero Boetti. \u00c8 concepita per presentare con chiarezza ed equilibrio il percorso dell\u2019artista, permettendo al pubblico di seguire l\u2019evoluzione delle sue idee e di confrontarsi con le tensioni durature al centro della sua pratica. Nel corso dell\u2019esposizione, struttura e caso, autonomia e collaborazione, sistema e gioco sono mantenuti in una relazione produttiva, rivelando un corpus di opere che rimane al tempo stesso rigoroso e aperto, e costantemente attento alla complessit\u00e0 del mondo che riflette.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>SMAC Venice presenta Alighiero Boetti, un\u2019ampia retrospettiva dedicata al maestro italiano dell\u2019arte del dopoguerra (Torino, 1940 \u2013 Roma, 1994), a cura di Elena Geuna e sostenuta da Ben Brown Fine Arts, la mostra sar\u00e0 visitabile dal 7 maggio al 22 novembre 2026, in concomitanza con la 61\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia. Il percorso di mostra sviluppato dalla curatrice riunisce circa cento opere distribuite in otto sale, offrendo un\u2019ampia ricognizione su uno degli artisti pi\u00f9 influenti del periodo del dopoguerra. Coprendo un arco temporale di pi\u00f9 di venticinque anni, dalla fine degli anni Sessanta ai primi anni Novanta, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/04\/09\/unampia-retrospettiva-di-alighiero-boetti-allo-smac-venice-in-concomitanza-con-la-61a-esposizione-internazionale-darte-della-biennale-di-venezia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,53889,53888,53709,53710,53740,28280,38618,66637,44441,87,35266,17505,35188,28369,51665,4625,409394],"tags":[601197,108026,601198,355195,601196],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40743"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40743"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40743\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40751,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40743\/revisions\/40751"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}