{"id":40766,"date":"2026-04-11T20:20:35","date_gmt":"2026-04-11T20:20:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40766"},"modified":"2026-04-11T20:20:35","modified_gmt":"2026-04-11T20:20:35","slug":"le-fotografie-di-mario-strippini-esplorano-nuove-forme-espressive-la-mostra-alla-trattoria-4-leoni-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/04\/11\/le-fotografie-di-mario-strippini-esplorano-nuove-forme-espressive-la-mostra-alla-trattoria-4-leoni-di-firenze\/","title":{"rendered":"Le fotografie di Mario Strippini esplorano nuove forme espressive. La mostra  alla Trattoria 4 Leoni di Firenze"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/08g_Mario-Strippini-Per-Ferragamo-1970.-Stampa-Cibachrome-20x25-cm-e1775938596687.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40767\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/08g_Mario-Strippini-Per-Ferragamo-1970.-Stampa-Cibachrome-20x25-cm-e1775938596687.jpeg\" alt=\"\" width=\"569\" height=\"455\" \/><\/a>Con la mostra dedicata a <strong>Mario Strippini \u00a0e visitabile fino al 19 aprile 2026 <\/strong>presso la <strong>Trattoria 4 Leoni<\/strong>, si chiude la rassegna<strong><em> Fotografia &#8211; Tracce Fiorentine<\/em><\/strong> che ha visto dal 7 marzo del 2025 avvicendarsi cinque personali di altrettanti fotografi, di generazioni diverse, legati a Firenze per nascita o formazione, a partire da <strong>Franco Cammarata, Lorenzo Bojola, Massimo D\u2019Amato, Lapo Pecchioli e Gianluca Sgherri.<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto &#8211; a cura della storica dell\u2019arte e della fotografia Anna Maria Amonaci e organizzato dal titolare della trattoria, <strong>Stefano Di Puccio<\/strong> &#8211; ha posto l\u2019accento su come l\u2019espressione di un artista sia segnata profondamente dai luoghi della sua formazione, riprendendo il pensiero di Giorgio Vasari che, nelle <em>Vite degli artisti<\/em>, sottolineava le differenze stilistiche tra le scuole pittoriche italiane e come contesti diversi orientino in modo emblematico le scelte artistiche, sia in pittura allora che, oggi, analogamente, nella fotografia. Il titolo \u201cTracce&#8221; richiama proprio l\u2019<em>imprinting <\/em>iniziale che un ambiente lascia sui suoi abitanti, plasmandone la percezione e la visione del mondo.<\/p>\n<p>La Trattoria 4 Leoni, nel cuore dell\u2019Oltrarno fiorentino, trasformata in una galleria d\u2019arte, ha raccontato, come fossero capitoli di uno stesso <em>plot<\/em> narrativo, paesaggi, architetture, luci e atmosfere del territorio, declinati attraverso lo sguardo e la sensibilit\u00e0 dei singoli autori, ognuno riconoscibile per la propria cifra stilistica.<\/p>\n<p>Epilogo di questa sequenza \u00e8 l\u2019esposizione di <strong>Mario Strippini<\/strong>. Nato a Firenze nel 1943, dopo il Magistero in grafica, fotografia e pubblicit\u00e0 all\u2019Istituto d\u2019Arte di Firenze (1963), frequent\u00f2 l\u2019Accademia di Belle Arti, dove fu significativo l\u2019insegnamento di Primo Conti. Tra i suoi docenti anche il giovane Carlo Del Bravo, la cui impostazione storico-umanistica lasci\u00f2 un\u2019impronta duratura nella sua visione. Inizi\u00f2 la sua carriera nel 1968 aprendo un suo studio fotografico, condiviso fino al 1975 con l\u2019amico fotografo Aldo Fallai. Negli anni Ottanta, Strippini ide\u00f2 importanti esposizioni presso la Galleria Vivita, in Borgo degli Albizi, tra gli spazi pi\u00f9 significativi per l\u2019arte contemporanea a Firenze in quel decennio. Nello stesso periodo fond\u00f2, insieme a Maria Teresa Faini, il marchio Dodo, che proponeva arredi in legno dipinto in dialogo con l\u2019estetica Neo Pop, in sintonia con le esperienze milanesi di Studio Alchimia.<\/p>\n<p>\u201cNelle immagini di Mario Strippini &#8211; <strong>scrive Anna Maria Amonaci nel testo critico che accompagna la mostra<\/strong> &#8211; si individua quel rigore dello sguardo attento a fissare assetti geometrici degli spazi e mirato a rappresentare in fondo un ordine pieno e limpido di forte misura, direi metafisico, riferibile al <em>genius loci<\/em> di Firenze, a quell\u2019essenza stessa della citt\u00e0, fatta di elementi materiali, quali il paesaggio e l\u2019architettura, e da quelli immateriali: la storia, la cultura, la luce, i profumi, i sapori, la cui somma crea sensorialmente la struttura profonda di ognuno di noi.\u201d<\/p>\n<p>Durante la sua carriera, ha sperimentato vari stili, passando dalla fotografia documentaristica a scatti minimalisti e concettuali, soprattutto agli esordi, approdando negli anni Ottanta a un linguaggio pienamente postmoderno, cercando sempre di esplorare nuove forme espressive. Nella mostra, dagli scatti degli anni \u201960, fino ad altri pi\u00f9 recent<strong> Mario Strippini<\/strong> i, emerge una sintesi della ricerca artistica di Strippini: una fotografia sempre modernissima, capace di interrogare lo spazio e la forma.<\/p>\n<p>Legato inizialmente al mondo dei giovani creativi fiorentini dell\u2019epoca, lo studio di Strippini e Fallai era tra i pi\u00f9 rinomati nell\u2019ambito della fotografia di moda e dello <em>Still Life<\/em>, tra i loro clienti figuravano Ferragamo, Gucci, Emilio Pucci e, allora emergenti, Cavalli e Armani. La mostra documenta parte di questo periodo mettendo insieme ritratti, come quello di Armani realizzato durante una festa del 1970, a foto realizzate negli atelier con set e composizioni decisamente innovativi. Di grande suggestione sono le immagini dedicate alla citt\u00e0, da <em>Fontana in Piazza della Signoria <\/em>a <em>Inverno a Boboli<\/em>, da <em>Porta San Frediano <\/em>a <em>In Piazza Tasso<\/em>, con il formidabile dettaglio del lenzuolo steso alla finestra, tutto giocato sulla semplicit\u00e0 delle linee geometriche della composizione e sui contrasti, virati sui toni del seppia. Notevole anche la capacit\u00e0 di immortalare l\u2019espressione dei volti delle persone colte di passaggio nella serie <em>Immagini sul Ponte Vecchio.<\/em> Nelle vedute di Boboli, dove ad esempio una statua, coperta da un telo, \u00e8 avvolta dalla nebbia, o in altre, come <em>Pioggia nel Pineto<\/em>, emerge un\u2019atmosfera densa di mistero e di silenzio tangibile.<\/p>\n<p>Chiude idealmente il percorso lo scatto <em>A Bolsena da Franco Travisi<\/em> (1962), uno spettacolare ritratto che sembra un fotogramma del Neorealismo italiano. Un volto di un bambino, ripreso di tre quarti, con due uccellini, posizionati tra il suo collo e la spalla, anch\u2019essi con la stessa posizione, che accompagnano lo sguardo intenso del fanciullo.<\/p>\n<p><em>Fotografia \u2013 Tracce fiorentine <\/em>nasce da un\u2019idea di Anna Maria Amonaci, promossa da Stefano Di Puccio, che dal 1995 gestisce la storica Trattoria 4 Leoni, punto di riferimento nel cuore dell\u2019Oltrarno fiorentino, non solo gastronomico. Negli anni Di Puccio ha contribuito con passione alla valorizzazione del quartiere, promuovendo numerose iniziative artistiche come <em>Settembre in Piazza della Passera,<\/em> che ha animato la piazza dal 2002 al 2019, incontri e mostre, l\u2019ultima dedicata al fotografo Carlo Fei. La collaborazione tra Anna Maria Amonaci e Stefano Di Puccio \u00e8 iniziata gi\u00e0 nel 2005 con l\u2019esposizione dello scultore Filippo Dobrilla e successivamente con quella di Gianluca Maver, con grandi foto esposte negli ambienti esterni alla trattoria.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Con la mostra dedicata a Mario Strippini \u00a0e visitabile fino al 19 aprile 2026 presso la Trattoria 4 Leoni, si chiude la rassegna Fotografia &#8211; Tracce Fiorentine che ha visto dal 7 marzo del 2025 avvicendarsi cinque personali di altrettanti fotografi, di generazioni diverse, legati a Firenze per nascita o formazione, a partire da Franco Cammarata, Lorenzo Bojola, Massimo D\u2019Amato, Lapo Pecchioli e Gianluca Sgherri. 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