{"id":40784,"date":"2026-04-14T19:51:38","date_gmt":"2026-04-14T19:51:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40784"},"modified":"2026-04-14T20:06:03","modified_gmt":"2026-04-14T20:06:03","slug":"max-bill-1908-1994-e-la-grammatica-della-bellezza-al-m-a-x-museo-di-chiasso-e-lesposizione-piu-vasta-tenutasi-in-canton-ticino-su-una-colonna-dellarte-del-novec","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/04\/14\/max-bill-1908-1994-e-la-grammatica-della-bellezza-al-m-a-x-museo-di-chiasso-e-lesposizione-piu-vasta-tenutasi-in-canton-ticino-su-una-colonna-dellarte-del-novec\/","title":{"rendered":"Max Bill (1908 \u20131994) e la grammatica della bellezza al m.a.x. museo di Chiasso. E\u2019 l\u2019esposizione pi\u00f9 vasta tenutasi in Canton Ticino su una colonna dell\u2019arte del Novecento."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/8_maxbill-e1776196096518.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-40786\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/8_maxbill-e1776196096518.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"800\" \/><\/a>Il m.a.x. museo di Chiasso ospita fino al 12 luglio 2026 \u00a0la mostra <em>max bill (1908\u20131994): la grammatica della bellezza<\/em>,<\/strong> a cura di Karin Gimmi e Nicoletta Ossanna Cavadini. L\u2019esposizione si inserisce nel filone che il m.a.x. museo dedica ciclicamente ai \u201cmaestri del XX secolo\u201d; netto \u00e8 il collegamento con l\u2019attuale tema guida del Centro <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/1_maxbill-e1776196122910.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40787 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/1_maxbill-e1776196122910.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"559\" \/><\/a>Culturale Chiasso, la <em>pulchritudo<\/em>, concetto interpretato da Max Bill attraverso un incessante lavoro di ricerca quale espressione massima di armonia, sintesi, unit\u00e0, spazio e logica. Max Bill individua l\u2019arte concreta quale lespressione dello spirito umano che attraverso la precisione, la chiarezza e la perfezione pu\u00f2 raggiungere la bellezza. Il mezzo creativo \u00e8 dato dal colore, dallo spazio e dal movimento, e con la composizione di questi elementi Max Bill teorizza l\u2019origine di nuove realt\u00e0. L\u2019attivit\u00e0 artistica, il pensiero teorico e l\u2019insegnamento sono aspetti di un unico metodo adottato da Max Bill e riconosciuto dalla critica come concetto \u201cd\u2019artista universale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Architetto, anche se pi\u00f9 noto come pittore, scultore, designer e grafico, Max Bill frequenta il Bauhaus per due semestri nel 1927 e 1928, traendo i principi fondanti per esprimere un\u2019arte razionale, oggettiva, non figurativa; grazie alle sue relazioni personali contribuisce a creare un forte asse fra Zurigo e Milano che contribuir\u00e0 a divulgare l\u2019innovativo fenomeno della <em>konkrete kunst <\/em>o <em>arte concreta.<\/em> In quasi sessant&#8217;anni di intensa attivit\u00e0, sperimentando tutti i campi artistici, Max Bill ha realizzato dipinti, grafiche, sculture, oggetti di design e opere architettoniche oltre ai suoi significativi contributi teorici.<\/strong><\/p>\n<p>La Svizzera degli anni in oggetto era un crocevia di scambio per la presenza di molti intellettuali provenienti dall\u2019Europa e grazie all\u2019amicizia e ospitalit\u00e0 della famiglia Rosenbaum, l\u2019artista soggiorna pi\u00f9 volte con la moglie Binia a Comologno, nella casa denominata \u201cLa Barca\u201d, fulcro di una serie di relazioni con il mondo artistico. Fra queste si ricorda quella con Jean Arp, Sophie Tauber-Arp, Max Ernst, Meret Oppenheim, Vladimir Vogel e Ignazio Silone, per il quale nel 1933 e nel 1934 disegner\u00e0 le copertine di due libri. Il Ticino si configura cos\u00ec come spazio di scambio e di elaborazione critica, contribuendo in modo determinante alla definizione della sua visione etica e progettuale anche attraverso un proficuo confronto intellettuale con Aline Valangin. Nello stesso periodo soggiornano a \u201cLa Barca\u201d diversi fuoriusciti con cui Max Bill intreccia amicizie come Ernesto Buonaiuti, Elias Canetti, Max Pfister, Rudolf Jakob Humm, Jean Paul Samson.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/2_maxbill-e1776196157629.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-40788\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/2_maxbill-e1776196157629.jpg\" alt=\"\" width=\"456\" height=\"601\" \/><\/a>Durante la ricostruzione post-bellica, Max Bill partecipa attivamente al dibattito sociale, culturale e politico distinguendosi al Congresso al Castello Sforzesco del 1945 e all\u2019Ottava Triennale del 1947. Disegna il Padiglione svizzero alla Triennale di Milano del 1936 e partecipa alla sezione svizzera della IX Triennale di Milano del 1951, cos\u00ec come al congresso correlato <em>De divina proportione <\/em>e diretto da Le Corbusier. Nel 1947 \u00e8 promotore della mostra \u201c<em>arte astratta e concreta<\/em>\u201d tenutasi a Palazzo ex-Reale curata insieme a Lanfranco Bombelli Tiravanti con la grafica di Max Huber. In questo frangente ha un intenso intreccio di relazioni culturali con l\u2019ambiente milanese fra cui si ricordano in particolare Gillo Dorfles, Ernesto Nathan Rogers, Giuseppe Samon\u00e0, aspetto che diventa la scintilla e il motore per l\u2019aggiornamento dei linguaggi visivi nel campo delle arti e del design nella capitale lombarda e in Svizzera.<\/p>\n<p><strong>La mostra al m.a.x. museo vuole porre l\u2019accento sulla centralit\u00e0 della figura di Max Bill come protagonista della cultura del Moderno, con particolare riferimento alle relazioni fra Zurigo, il Canton Ticino e l\u2019Italia. Questo <em>fil <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/5_maxbill-e1776196188262.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40789 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/5_maxbill-e1776196188262.jpg\" alt=\"\" width=\"435\" height=\"684\" \/><\/a>rouge <\/em>unisce le oltre 150 opere in mostra, pittoriche, scultoree, grafiche e di design, esposte secondo un criterio tematico-cronologico.<\/strong><\/p>\n<p>Grazie all\u2019importante numero di prestatori, \u00e8 questa l\u2019esposizione pi\u00f9 vasta tenutasi in Canton Ticino su Max Bill. Fondamentale \u00e8 il prestito della collezione di Jakob e Chantal Bill e della \u201cmax, binia + jakob bill stiftung\u201d. Vi sono opere significative anche provenienti da musei svizzeri \u2013 Fotostiftung Schweiz, Museum f\u00fcr Gestaltung Z\u00fcrich, gta Archiv ETH Z\u00fcrich, Kunst Museum Winterthur, MASI Lugano, Biblioteca Accademia di architettura USI, Mendrisio, Biblioteca cantonale, Lugano \u2013 oltre a importanti collezioni private, fra cui si ricordano la collezione Lorenzelli Arte, Milano, e wb form, Z\u00fcrich.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u00e8 accompagnata da un catalogo in italiano e inglese con un ricco apparato iconografico, che riporta a colori tutte le immagini delle opere in mostra, e con i testi critici di studiosi di caratura internazionale (saluto di Jakob Bill, saggi di Karin Gimmi, Nicoletta Ossanna Cavadini, Gabriele Neri, Luigi Sansone, Bice Curiger, Antonio d\u2019Avossa), oltre agli apparati con la biografia dell\u2019artista, la bibliografia e alcuni testi critici e lettere dello stesso Max Bill. Il catalogo \u00e8 pubblicato dalle Edizioni d\u2019arte Silvana Editoriale.<\/p>\n<p>Un ricco calendario di eventi (conferenze, visite guidate, laboratori didattici, proiezioni di film, incontri-dibattiti \u2013 vedi oltre in questo comunicato stampa) arricchisce l\u2019esposizione. La mostra vanta uno spin-off con l\u2019Accademia di architettura di Mendrisio, Universit\u00e0 della Svizzera italiana, dove \u00e8 previsto un incontro fra Jakob Bill e Mario Botta, il 23 aprile, alle ore 18.30, moderato dalla giornalista RSI Rachele Bianchi Porro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/13_maxbill-e1776196230440.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-40790\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/13_maxbill-e1776196230440.jpg\" alt=\"\" width=\"561\" height=\"554\" \/><\/a>L\u2019esposizione \u00e8 resa possibile grazie al Dicastero Attivit\u00e0 culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino &#8211; Fondo Swisslos, di \u201cCultura in movimento\u201d dell\u2019Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana, di Valcambi Suisse (main sponsor), di AGE SA, nonch\u00e9 il contributo dell\u2019Associazione amici del m.a.x. museo (aamm), dell\u2019Associazione Villa Pontiggia Cultural Centre, e (per la conferenza) del Circolo \u201cCultura, insieme\u201d Chiasso. Si ringraziano inoltre gli sponsor tecnici One Logistics Group, Verzaschella, Helvetia, Ellipticum, nonch\u00e9 APG|SGA per il rinfresco gentilmente offerto al vernissage della mostra.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione ha come mediapartner RSI Radiotelevisione svizzera.<\/p>\n<h4><strong>LA GRAMMATICA DELLA BELLEZZA<\/strong>. Nei suoi contributi teorici Max Bill insiste nel dichiarare che \u201cla bellezza proviene dalla funzione\u201d, e sta nell\u2019artista e nell\u2019architetto dare forma attraverso nuove espressioni capaci di assolvere compiutamente una funzione data. L\u2019arte concreta permette all\u2019artista di essere assolutamente indipendente e, attraverso i suoi principi, di creare il \u201creale e lo spirituale\u201d.<\/h4>\n<p>Max Bill scrive a questo proposito: \u201csappiamo dare una forma a quelle cose che noi adoperiamo quotidianamente e a tutte le ore, dallo spillo al mobilio di casa; sappiamo modellarle secondo una bellezza che si \u00e8 sviluppata dalla <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/18_maxbill-e1776196417276.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40795 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/18_maxbill-e1776196417276.jpg\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"424\" \/><\/a>funzione e che per la sua bellezza adempie una funzione propria\u201d. Attraverso temi compositivi (come il ritmo, la serialit\u00e0, il tema e la sua variazione, l&#8217;armonia e la dissonanza), Max Bill esprime con risultati coerenti argomenti apparentemente molto distanti tra loro, affermando che \u201cl\u2019arte ha bisogno del sentimento e del pensiero\u201d.<\/p>\n<p>La matematica \u00e8 un quadro di riferimento costante come campo di certezze, ordine, oggettivit\u00e0; parafrasando Bill la matematica \u00e8 da intendersi per l\u2019artista \u201cuna configurazione di ritmi, relazioni, di leggi che hanno una origine individuale\u2026 e che possono giungere al di l\u00e0 delle frontiere dell\u2019inesplorato\u201d, o meglio, come definito da Aline Valangine commentando le sue opere, \u201cattraverso la razionalit\u00e0 sfociano nell\u2019ultrasensibile\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/17_maxbill-e1776196466407.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40797\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/17_maxbill-e1776196466407.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"439\" \/><\/a>PERCORSO ESPOSITIVO.<\/strong> Il percorso espositivo si articola in tre sezioni che sviluppano in una visione tematico-cronologica gli argomenti riguardanti \u201c<strong>Verso<\/strong> <strong>l\u2019arte<\/strong>\u201d, \u201c<strong>Arte concreta<\/strong>\u201d. \u201c<strong>La grammatica della bellezza<\/strong>\u201d.<\/h4>\n<p>Il primo argomento tratta il periodo dell\u2019iniziale attivit\u00e0 artistica e professionale indipendente di Max Bill che avviene dopo l\u2019esperienza del Bauhaus a Dessau. Nelle opere della fine anni \u201920 e inizio anni \u201930 si vede in maniera chiara l\u2019influenza dei suoi maestri Paul Klee, Wassily Kandinsky, Josef Albers e Laszlo Moholy-Nagy. Successivamente attraverso gli studi sulla grafica Max Bill si sposta verso il Modernismo e questa fase \u00e8 documentata da opere ad olio, una scultura e fotografie della moglie Binia. Molto significativa \u00e8 la documentazione relativa ai soggiorni a Comologno su invito dei coniugi Wladimir Rosembaum e Aline Valangin.<\/p>\n<p>Nella seconda sala si affronta in maniera teorica lo sviluppo dell\u2019<strong>arte concreta <\/strong>che non deve riferirsi alla natura ma a principi logico-matematici ed armonici. Max Bill mette in pratica tali concetti in architettura per la prima volta nella <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/22_maxbill-e1776196519839.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40798 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/22_maxbill-e1776196519839.jpg\" alt=\"\" width=\"454\" height=\"454\" \/><\/a>sezione svizzera della Triennale di Milano del 1936: attraverso quest\u2019esperienza si documentano i suoi importanti contatti con l\u2019ambiente italiano. Notevoli sono le sue opere ad olio espressione dell\u2019arte concreta, come anche quelle scultoree ove la spirale rappresenta la perfetta armonia matematica. Il catalogo <em>max bill (1908<strong>\u2013<\/strong>1994): la grammatica della bellezza<\/em>, italiano\/inglese, \u00e8 pubblicato da Silvana Editoriale (2026, pp. 304, CHF 38.-\/Euro 38).<\/p>\n<h4><strong>VIDEO IN MOSTRA.<\/strong> Come per tutte le mostre del m.a.x. museo, viene presentato un video dedicato all\u2019 esposizione a cura di 3D Produzioni, in questa occasione con interviste alle co-curatrici Karin Gimmi e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/16_maxbill-e1776196564250.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40799\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/16_maxbill-e1776196564250.jpg\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"370\" \/><\/a>Nicoletta Ossanna Cavadini, nonch\u00e9 a Jakob Bill, Presidente della Fondazione max, binia + jakob bill. Il filmato sar\u00e0 presto visibile anche sulla pagina di 3D Produzioni su Facebook (3D Produzioni) e Instagram (@3dproduzioni), e trasmesso SkyArte.<\/h4>\n<p>Viene inoltre proposto il video <em>Temi e ritratti Terza pagina, Max Bill<\/em>, (1978) (Produzione\/Edizione: SRG SSR; produzione Televisione della Svizzera italiana TSI; adattamento Pierre Gisling; produttore Jean Louis Roy; autore Jacques Cavussin; immagini Monica Goux; montaggio Jean Fran\u00e7ois Perrier; suono Alphonse Roy), durata 50\u201d. Per gentile concessione di RSI Radiotelevisione svizzera.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultima ampia sezione di mostra articolata in due sale (la 3 e la 4) si affronta l\u2019arte, l\u2019architettura e il design di un Max Bill maturo che si dedica alacremente ai diversi settori compresa la divulgazione. La <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/9_maxbill-e1776196621404.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40800 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/9_maxbill-e1776196621404.jpg\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"566\" \/><\/a>scultura <em>Kontinuit\u00e4t <\/em>diventa il simbolo della sua ricerca e dei principi artistici. Introduce \u201cDie gute Form\u201d che applica anche nel settore del design. A partire dalla fine degli anni \u201960 la pittura acquista maggiore importanza e la gamma cromatica diventa sempre pi\u00f9 ampia e brillante, il formato quadrato viene ruotato e le dimensioni delle opere si ampliano notevolmente in permutazioni di geometria armonica, che diventa \u201c<strong>grammatica di bellezza<\/strong>\u201d.<\/p>\n<h4><strong>MOSTRA IN CIFRE. <\/strong>Grazie alla presenza di 19 prestatori, \u00e8 questa l\u2019esposizione pi\u00f9 vasta tenutasi in Canton Ticino su Max Bill. Nelle quattro sale del m.a.x museo sono esposte complessivamente 168 opere, di cui 60 quadri, 3 acquerelli, 34 grafiche fra litografie e serigrafie, 11 sculture in granito, marmo, ottone e acciaio, 25 fotografie, 13 oggetti di design (sgabello, sedie, tavoli, orologi e una lampada), 3 manifesti, 4 piante architettoniche con schizzi, 9 libri e diverso materiale fra cui lettere e documenti.<\/h4>\n<h4>All\u2019esposizione \u00e8 abbinato il catalogo in italiano e inglese <em>max bill (1908\u20131994): la grammatica della bellezza <\/em>con un ricco apparato iconografico che riporta tutte le immagini delle opere in mostra e con testi critici, oltre al saluto di Jakob Bill, di Karin Gimmi, storica dell\u2019arte e co-curatrice (\u201cMax Bill promotore dell\u2019arte concreta fra Zurigo e Milano\u201c), Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e Spazio Officina e co-curatrice (\u201cTra forma e funzione: la grammatica della bellezza in Max Bill\u201d), Gabriele Neri, storico del design e dell\u2019architettura (\u201cMax Bill e il disegno industriale italiano: la <em>gute Form <\/em>incontra il <em>Bel Design<\/em>\u201d), Luigi Sansone, storico dell\u2019arte (\u201cUn legame \u201cconcreto\u201d: Max Bill e Gillo Dorfles\u201c), Bice Curiger, storica e critica dell\u2019arte (\u201cIntorno al 1970: simultaneit\u00e0 sorprendenti nell&#8217;arte contemporanea\u201d), Antonio d\u2019Avossa, storico e critico dell\u2019arte (\u201cMax Bill e l\u2019incontro con Joseph Beuys, un racconto inedito\u201d). Seguono negli apparati il catalogo opere, la biografia dell\u2019artista e bibliografia specifica, cos\u00ec come delle lettere e alcuni testi critici dello stesso Max Bill. Il catalogo <em>max bill (1908\u20131994): la grammatica della bellezza<\/em>, italiano\/inglese, \u00e8 pubblicato da Silvana Editoriale (2026, pp. 304, CHF 38.-\/Euro 38).<\/h4>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il m.a.x. museo di Chiasso ospita fino al 12 luglio 2026 \u00a0la mostra max bill (1908\u20131994): la grammatica della bellezza, a cura di Karin Gimmi e Nicoletta Ossanna Cavadini. L\u2019esposizione si inserisce nel filone che il m.a.x. museo dedica ciclicamente ai \u201cmaestri del XX secolo\u201d; netto \u00e8 il collegamento con l\u2019attuale tema guida del Centro Culturale Chiasso, la pulchritudo, concetto interpretato da Max Bill attraverso un incessante lavoro di ricerca quale espressione massima di armonia, sintesi, unit\u00e0, spazio e logica. 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