{"id":40866,"date":"2026-04-22T18:53:24","date_gmt":"2026-04-22T18:53:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40866"},"modified":"2026-04-22T18:53:41","modified_gmt":"2026-04-22T18:53:41","slug":"per-filo-e-per-segno-larte-tessile-di-antonio-marras-maria-lai-e-paola-pezzi-in-mostra-da-buildingbox-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/04\/22\/per-filo-e-per-segno-larte-tessile-di-antonio-marras-maria-lai-e-paola-pezzi-in-mostra-da-buildingbox-a-milano\/","title":{"rendered":"Per filo e per segno. L\u2019arte tessile di Antonio Marras, Maria Lai e Paola Pezzi, in mostra da BUILDINGBOX a Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/bZ4KN-OA-e1776883419202.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-40867\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/bZ4KN-OA-e1776883419202.jpeg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"431\" \/><\/a>BUILDINGBOX a Milano presenta fino al 7 gennaio 2027 \u201cPer filo e per segno\u201d. Percorsi di arte tessile in Italia, <\/strong>un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/9u-JLrj8-e1776883469708.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40869 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/9u-JLrj8-e1776883469708.jpeg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"422\" \/><\/a> rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture e lavori site-specific. Gli artisti presentati nel secondo trimestre del progetto espositivo sono <strong>Antonio Marras (Alghero, 1961), Maria Lai (1919-2013), Paola Pezzi (Brescia, 1963).<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;ultimo decennio \u00e8 stato caratterizzato da una sempre maggior attenzione nei confronti dell&#8217;arte tessile che si \u00e8 affermata come uno dei <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/8Q-ruNtg.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-40870\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/8Q-ruNtg.jpeg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/8Q-ruNtg.jpeg 1280w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/8Q-ruNtg-300x225.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/8Q-ruNtg-1024x769.jpeg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/8Q-ruNtg-768x577.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/a>linguaggi pi\u00f9 vitali della contemporaneit\u00e0.<\/strong> Le ragioni vanno rintracciate, in primo luogo, nella sua capacit\u00e0 di restituire un aspetto centrale alla materia e al corpo in un&#8217;epoca dominata dal digitale. Sebbene l&#8217;uso del tessuto non sia una novit\u00e0 \u2212basti pensare alle stoffe di Fortunato Depero (1892-1960), ai tappeti di Giacomo Balla (1871-1958) o agli arazzi di Alighiero<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/wa-k_lr_-e1776883573566.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40873 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/wa-k_lr_-e1776883573566.jpeg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"380\" \/><\/a> Boetti (1940-1994)\u2212 quello che si \u00e8 affermato \u00e8 stato un processo senza pregiudizi, spesso provocatorio e trasgressivo, che ha coinvolto gli artisti contemporanei e nello stesso tempo ha permesso di valorizzare alcune figure centrali nella storia dell&#8217;arte, soprattutto donne, rimaste a lungo marginalizzate. La specificit\u00e0 del tessuto, inoltre, \u00e8 quella di aver dato vita a un linguaggio autonomo, con una propria matrice espressiva intesa <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/GHsAMljA.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-40875\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/GHsAMljA.jpeg\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/GHsAMljA.jpeg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/GHsAMljA-217x300.jpeg 217w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/GHsAMljA-742x1024.jpeg 742w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/GHsAMljA-768x1060.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><\/a>come dispositivo critico in grado di mettere in discussione ogni forma di gerarchia, secondo una rinnovata consapevolezza che si pu\u00f2 far risalire alla Biennale di Venezia del 2017, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, la quale aveva costruito la propria riflessione partendo proprio dall&#8217;arte tessile. Il progetto espositivo presentato da BUILDINGBOX vuole connettere artisti italiani di generazioni diverse sviluppando un percorso fluido, a tutto tondo, da cui emergono le potenzialit\u00e0 di una materia versatile, manipolabile ed ecologicamente sostenibile, dove s&#8217;intersecano tradizione, memoria e attualit\u00e0 evitando rigide formalizzazioni. Al tempo stesso, fibre, trame, nodi e intrecci diventano strumenti relazionali in grado di ridefinire lo spazio e il rapporto tra gli individui. <strong>Per filo e per segno vuole dare un contributo innovativo alla riflessione sull&#8217;arte tessile che in questa occasione si sviluppa intorno a differenti prospettive, offrendo una visione allargata con l&#8217;inserimento di opere tipologicamente variegate quali arazzi, abiti, installazioni, sculture, lavori site-specific di cui molti progetti inediti, realizzati specificatamente per questa occasione, a conferma di come il tessuto non rappresenti soltanto una tecnica, bens\u00ec un approccio innovativo nei confronti della realt\u00e0 e dell&#8217;immagine. <\/strong>Al di l\u00e0 delle prerogative poetiche e stilistiche, c&#8217;\u00e8 comunque un tratto unificante che si pu\u00f2 rintracciare in tutto il percorso, ovvero l&#8217;aspetto intimo, per certi versi autobiografico, della ricerca, non priva di un&#8217;attenzione alla componente manuale, opponendosi in maniera radicale all&#8217;omologazione e alla smaterializzazione della societ\u00e0 contemporanea. Per filo e per segno dunque vuole essere un percorso che si sviluppa in modo minuzioso e dettagliato che contempla l&#8217;unit\u00e0 minima del tessuto e il motivo che emerge intrecciando i fili. Tutto ci\u00f2 con l&#8217;obiettivo di generare, attraverso dodici capitoli, una nuova trama. I tre artisti ospitati nel primo trimestre sono stati Numero Cromatico (collettivo artistico nato a Roma, 2011), Paola Anzich\u00e9 (Milano, 1975) e Maurizio Donzelli (Brescia, 1958).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>BUILDINGBOX a Milano presenta fino al 7 gennaio 2027 \u201cPer filo e per segno\u201d. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture e lavori site-specific. Gli artisti presentati nel secondo trimestre del progetto espositivo sono Antonio Marras (Alghero, 1961), Maria Lai (1919-2013), Paola Pezzi (Brescia, 1963). 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