{"id":40878,"date":"2026-04-23T13:33:03","date_gmt":"2026-04-23T13:33:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40878"},"modified":"2026-04-23T13:33:03","modified_gmt":"2026-04-23T13:33:03","slug":"lintercity-di-giovanna-silva-un-racconto-geografico-e-urbano-multiforme-costruito-in-20-anni-di-lavoro-dellartista-milanese-la-mostra-al-ciac-di-foligno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/04\/23\/lintercity-di-giovanna-silva-un-racconto-geografico-e-urbano-multiforme-costruito-in-20-anni-di-lavoro-dellartista-milanese-la-mostra-al-ciac-di-foligno\/","title":{"rendered":"L\u2019Intercity di Giovanna Silva un racconto geografico e urbano multiforme costruito in 20 anni di lavoro dell\u2019artista milanese. La mostra al CIAC di Foligno"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC__-5-e1776950521521.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40879\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC__-5-e1776950521521.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"408\" \/><\/a>Da Nicosia a Baghdad, da Damasco a Rabat, dal Cairo a New York. E poi l&#8217;Italia, da Milano a Roma, Genova, Napoli. Fotografa tra le pi\u00f9 interessanti e autorevoli del<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC_2-e1776950544654.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40880 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC_2-e1776950544654.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" \/><\/a> panorama contemporaneo, Giovanna Silva espone al CIAC di Foligno un articolato corpo di immagini, composto da esplorazioni di citt\u00e0, metropoli, periferie, campagne e deserti. <\/strong><strong>La mostra costruisce un racconto geografico e urbano multiforme, costruito in 20 anni di lavoro dell\u2019artista milanese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un viaggio tra paesaggi e trasformazioni urbane.<\/strong> La Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, da sempre impegnata nella promozione della cultura contemporanea e nel sostegno ai linguaggi della ricerca artistica, presenta <strong>un nuovo appuntamento dedicato alla fotografia d\u2019autore<\/strong>, confermando il proprio ruolo come spazio di dialogo, confronto e valorizzazione delle pratiche visive del nostro tempo. Al CIAC di Foligno (Centro Italiano Arte Contemporanea) ha inaugurato la mostra <strong>\u201cGiovanna Silva. Intercity\u201d <\/strong>che sar\u00e0 visitabile<strong> fino \u00a0al 24 maggio 2026.<\/strong><\/p>\n<p>Attraverso una programmazione attenta alla qualit\u00e0 e alla rilevanza delle proposte culturali, la Fondazione si pone come punto di riferimento per la diffusione di progetti capaci di intrecciare arte, territorio e riflessione sul presente. In questo contesto si inserisce l\u2019evento dedicato a <strong>Giovanna Silva<\/strong>, <strong>fotografa tra le pi\u00f9 interessanti e autorevoli del panorama contemporaneo<\/strong>, il cui lavoro si caratterizza per uno sguardo lucido e sensibile sui luoghi, sull\u2019architettura e sulle trasformazioni del paesaggio urbano e umano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC__-2-e1776950594197.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40882\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC__-2-e1776950594197.jpeg\" alt=\"\" width=\"565\" height=\"559\" \/><\/a>Con \u201c<strong>Intercity\u201d<\/strong>, l\u2019artista propone una mostra fotografica che costruisce <strong>un racconto geografico e urbano multiforme<\/strong>, costruito in 20 anni di lavoro, a partire dal display delle sue pubblicazioni, intese alternativamente come documento, investigazione, traccia e memoria del viaggio. Ne emerge un articolato<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC__-8a-e1776950635935.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40884 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC__-8a-e1776950635935.jpg\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"279\" \/><\/a> corpo di immagini, composto da <strong>esplorazioni di citt\u00e0, periferie, campagne e deserti<\/strong>, in un\u2019indagine itinerante che cerca di abitare il passaggio e attraversarne le tracce. Il progetto si propone di <strong>scoprire le citt\u00e0-mondo oltre le mappe e al di fuori delle strade battute<\/strong>, per riportare alla luce spazi nascosti o interrotti e stimolare una nuova coscienza critica del contesto urbano.<\/p>\n<p><strong>Non una visione ideale, ma un atlante interrotto e circospetto a volte critico che si muove su tante tappe<\/strong>: Nicosia (Cipro), Tripoli (Libia), Baghdad (Iraq), Manila (Filippine), Rabat (Marocco), Damasco (Siria), Kabul (Afghanistan), Phnom Penh (Cambogia), Teheran (Iran), Palmyra (Libano), Cairo (Egitto), Gedda (Arabia Saudita), Ginevra (Svizzera), Islamabad (Pakistan), New York (USA) e Milano, Roma, Genova, Napoli&#8230;<\/p>\n<p>Spesso Giovanna Silva torna sui suoi passi per <strong>rivedere con nuovi occhi le citt\u00e0 gi\u00e0 battute<\/strong>, <strong>o le molte \u201ccare\u201d e frequentate citt\u00e0 italiane<\/strong>; la sua pratica perpetua contempla anche il ritorno. Il sopralluogo avviene virtualmente, in digitale, per poi raggiungere fisicamente e indagare i luoghi a piedi, incontrando edifici, persone, quartieri, architetture contemporanee e antiche, brani di spazi e di vita per perdersi e scoprire infine altri luoghi, <strong>per tentare di comprendere una citt\u00e0 straniante, interculturale e molecolare.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;artista ha mappato tante geografie, citt\u00e0 compresse ed espanse, insondabili per le dimensioni e le interruzioni del tessuto urbano. <strong>Vastit\u00e0 fatte di grandi vuoti, di aree in costruzione, di macchie di verde educato o selvatico<\/strong>. Spesso la citt\u00e0 sembra quasi scomparire per lasciare spazio alla campagna o al deserto, ma \u00e8 solo la stratificazione storica e urbana, il downtown o la favelas a creare densit\u00e0 e ammasso confuso ma affascinante.<\/p>\n<p>Milano in verit\u00e0 \u00e8 la sua citt\u00e0 di origine, affondata nella pianura padana che non permette nessuno scorcio, nessuno scenario pittoresco. Ad animarla \u00e8 il ritmo stesso, Milano vive delle persone che la abitano anche quando alla mattina all\u2019alba ancora dorme: le strade deserte, nessun isterismo collettivo, solo qualche portinaio che porta fuori la spazzatura.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC_3-e1776950669504.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40885\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC_3-e1776950669504.jpg\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"377\" \/><\/a>L\u2019artista fotografa Giovanna Silva si racconta<\/strong>: \u00abIo in realt\u00e0 sono laureata in architettura. Ho iniziato a lavorare con la fotografia nel 2003, mentre studiavo ancora. Per otto anni ho lavorato per riviste di architettura: prima <em>Domus<\/em>, poi <em>Abitare<\/em>. Era una fotografia molto \u201ccommerciale\u201d: tutto doveva essere pulito, bianco, grandangolare. A un certo punto ho sentito il bisogno di scegliere: continuare su quella strada oppure tornare a una ricerca pi\u00f9 personale. Da l\u00ec \u00e8 iniziato un percorso che \u00e8 durato fino al 2020. Il progetto <em>Narratives<\/em> nasce proprio dal tentativo di usare la fotografia come strumento di ricerca in paesi segnati da conflitti, spesso visitati a distanza di tempo dalle guerre. Nel 2020, dopo un ultimo viaggio a Islamabad, in Pakistan, mi sono ritrovata \u201cbloccata\u201d in Italia, a causa della pandemia. Da l\u00ec \u00e8 nato il progetto <em>Souvenir<\/em>: ho iniziato a indagare le citt\u00e0 italiane, partendo da Roma, dove mi trovavo in quel momento. Ogni anno ho pubblicato un libro su una citt\u00e0 diversa, cercando ogni volta un approccio personale. Questo lavoro mi ha fatto capire meglio il mio linguaggio: non una fotografia perfetta e controllata, ma un accumulo di immagini che trova senso soprattutto nel progetto editoriale. Ogni citt\u00e0 \u00e8 affrontata in modo diverso, ma sempre con l\u2019idea che l\u2019architettura e lo spazio urbano raccontino la storia dei luoghi e delle persone. Il mio lavoro, in fondo, si muove sempre tra fotografia, architettura e storia: perch\u00e9 le citt\u00e0 sono il riflesso delle culture e dei passaggi storici<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC_6-e1776950693102.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40886 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Giovanna-Silva_Foligno-CIAC_6-e1776950693102.jpg\" alt=\"\" width=\"585\" height=\"390\" \/><\/a> che le hanno attraversate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il progetto espositivo di Giovanna Silva continua idealmente la mostra di Gabriele Basilico del 2010 svolta al CIAC di Foligno<\/strong> che si intitolava<em> Milano, Mosca e Istanbul: ritratti di 3 metropoli. <\/em>Giovanna Silva anch&#8217;essa milanese come Basilico, a partire da un ritratto esteso della Milano periferica, amplia la sua investigazione su altre citt\u00e0, altre metropoli o grandi abitati che creano geografie infinite e mappe geografiche intercontinentali.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>In mostra sono presenti principalmente<strong> due serie, <em>Narratives<\/em> e <em>Souvenir<\/em><\/strong>, a cui si aggiungono alcuni progetti &#8220;satellite&#8221; dell&#8217;artista: due pubblicazioni sull&#8217;edificio delle Nazioni Unite a Ginevra e un viaggio nei deserti americani compiuto nel 2007 con il designer milanese Enzo Mari.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Narratives \/ Relazioni. <\/strong>Sin dagli studi di architettura Giovanna Silva ha coltivato la fotografia. La fotografia le ha permesso di girare il mondo \u2014 il motivo per cui aveva deciso di studiare architettura. Ha iniziato a lavorare per riviste di architettura e, tra i primi incarichi, le hanno chiesto un servizio su Herat, provincia nord-occidentale dell\u2019Afghanistan, per fotografare una scuola dedicata alla giornalista Maria Grazia Cutuli. Questa esperienza ha accidentalmente dato inizio alla serie <em>Narratives \/ Relazioni<\/em> (in omaggio ai resoconti dei grandi esploratori), il cui obiettivo era raccontare un pezzo della storia di un paese appena uscito da una guerra, nella fase di incertezza post-bellica, da un punto di vista personale, in un certo senso artistico. Questi libri non sono dei reportage giornalistici; sono approfondimenti di storie fragili e in divenire che hanno attirato la sua attenzione.<\/p>\n<p><strong>Souvenir<\/strong>. Con la serie di progetti <em>Souvenir<\/em> la compulsione \u00e8 esplosa, diventa esercizio per trovare la chiave fotografica cercata da Silva. La fotografia diventa mappatura ossessiva delle citt\u00e0 in forma libro; in atto quasi performativo il cammino si estende per chilometri, seguendo mappe puntualmente disattese. A volte ritorna sui suoi passi, seguendo i cambi di luce, percorre le strade nelle diverse stagioni. Il titolo <em>Souvenir<\/em> \u00e8 un omaggio ad Alberto Savinio: sua la citazione che d\u00e0 il titolo al libro su Roma, <em>Never Walk on Crowded Streets<\/em> (Non camminare su strade affollate); suo il titolo del libro su Milano <em>City, I listen to your heart<\/em> (Ascolto il tuo cuore, citt\u00e0).<\/p>\n<p><strong>Giovanna Silva<\/strong> (Milano, 1980) vive e lavora a Milano. I suoi libri fotografici sono stati pubblicati, tra gli altri, da Mousse, Hatje Cantz e Nero. Il suo lavoro \u00e8 stato esposto alla X e XIV Biennale di Architettura di Venezia, al MACRO di Roma, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, alla Triennale di Milano, all\u2019American Academy di Roma, al FRAC di Orl\u00e9ans, c\/o Berlino, alla Biennale di Rabat 2019 e all\u2019Istituto Italiano di Cultura di New York. \u00c8 fondatrice e caporedattrice di Humboldt Books e co-fondatrice della rivista San Rocco. Insegna Fotografia alla NABA di Milano, al Master in Fotografia dello IUAV di Venezia.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da Nicosia a Baghdad, da Damasco a Rabat, dal Cairo a New York. E poi l&#8217;Italia, da Milano a Roma, Genova, Napoli. Fotografa tra le pi\u00f9 interessanti e autorevoli del panorama contemporaneo, Giovanna Silva espone al CIAC di Foligno un articolato corpo di immagini, composto da esplorazioni di citt\u00e0, metropoli, periferie, campagne e deserti. 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