{"id":40928,"date":"2026-04-29T19:39:46","date_gmt":"2026-04-29T19:39:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=40928"},"modified":"2026-04-29T19:39:46","modified_gmt":"2026-04-29T19:39:46","slug":"arte-italiana-dagli-anni-ottanta-ad-oggi-artisti-di-diverse-stagioni-e-movimenti-a-palazzo-delle-albere-a-trento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/04\/29\/arte-italiana-dagli-anni-ottanta-ad-oggi-artisti-di-diverse-stagioni-e-movimenti-a-palazzo-delle-albere-a-trento\/","title":{"rendered":"Arte italiana dagli anni Ottanta ad oggi. Artisti di diverse stagioni e movimenti a Palazzo delle Albere a Trento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/2-giulia-andreani-la-me-re-corbeau-2023-collezione-privata.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40929\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/2-giulia-andreani-la-me-re-corbeau-2023-collezione-privata.jpg\" alt=\"\" width=\"404\" height=\"746\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/2-giulia-andreani-la-me-re-corbeau-2023-collezione-privata.jpg 621w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/2-giulia-andreani-la-me-re-corbeau-2023-collezione-privata-163x300.jpg 163w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/2-giulia-andreani-la-me-re-corbeau-2023-collezione-privata-555x1024.jpg 555w\" sizes=\"(max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/><\/a>Il\u00a0<strong>Mart<\/strong>\u00a0torna ad abitare le sale dello storico\u00a0<strong>Palazzo delle Albere<\/strong>, a Trento, con la mostra\u00a0<em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/5-francesco-clemente-io-e-lei-a-tavola-1980-mart-museo-di-arte-moderna-e-contemporanea-di-trento-e-rovereto-lascito-alessandro-grassi-e1777490880324.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-40930 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/5-francesco-clemente-io-e-lei-a-tavola-1980-mart-museo-di-arte-moderna-e-contemporanea-di-trento-e-rovereto-lascito-alessandro-grassi-e1777490880324.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"380\" \/><\/a>Anacronismi e discronie<\/em>, un progetto espositivo dedicato a selezionate ricerche artistiche italiane che si sono affermate tra gli Ottanta e oggi, visitabile fino al 6 settembre 2026. \u00a0Il percorso indaga quelle pratiche che sfuggono alla linearit\u00e0 del tempo, intrecciando rimandi storici, immaginari e linguaggi contemporanei. In mostra circa 70 opere di quasi 50 artisti, appartenenti a generazioni e percorsi differenti, tra cui\u00a0<strong>Sandro Chia<\/strong>,\u00a0<strong>Enzo Cucchi<\/strong>,\u00a0<strong>Francesco Clemente<\/strong>,\u00a0<strong>Mimmo Paladino<\/strong>,\u00a0<strong>Salvo<\/strong>,\u00a0<strong>Luigi Ontani<\/strong>,\u00a0<strong>Francesco Vezzoli<\/strong>,\u00a0<strong>Guglielmo Castelli<\/strong>,\u00a0<strong>Giulia Andreani<\/strong>. A cura di\u00a0<strong>Margherita de Pilati<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Ivan Quaroni<\/strong>, la mostra racconta come negli ultimi quarant&#8217;anni una parte significativa dell&#8217;arte italiana abbia scelto di lavorare apparentemente \u00abcontro il proprio tempo\u00bb, instaurando un rapporto irregolare, intermittente o deliberatamente anacronistico con la storia. A partire dagli anni Ottanta, molti artisti hanno sviluppato forme di temporalit\u00e0 disallineata. Nell&#8217;epoca del digitale e dell&#8217;iper-presente, questa sospensione si \u00e8 trasformata in una condizione diffusa: opere che non appartengono pienamente n\u00e9 a ieri n\u00e9 a oggi si collocano in un territorio intermedio, nel quale la memoria iconografica viene continuamente rimontata, interrotta o rallentata.<\/p>\n<p>Tra ritorni alla\u00a0pittura, recuperi iconografici e sospensioni temporali, le opere delineano uno spazio in cui passato e presente convivono in modo dinamico, offrendo nuove chiavi di lettura sulla produzione artistica recente.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/6-chiara-calore-trip-in-nature-2025-galleria-giovanni-bonelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40931 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/6-chiara-calore-trip-in-nature-2025-galleria-giovanni-bonelli.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"578\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/6-chiara-calore-trip-in-nature-2025-galleria-giovanni-bonelli.jpg 706w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/6-chiara-calore-trip-in-nature-2025-galleria-giovanni-bonelli-297x300.jpg 297w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/6-chiara-calore-trip-in-nature-2025-galleria-giovanni-bonelli-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dopo la stagione concettuale, tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta la\u00a0<strong>Transavanguardia<\/strong>\u00a0riporta al centro la pittura e la figurazione. Artisti come Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente e Mimmo Paladino reintroducono la narrazione, il mito, l&#8217;arcaico: non come nostalgia, ma come riattivazione di un repertorio iconografico sedimentato nella memoria culturale italiana.<\/p>\n<p>A questa svolta segue l&#8217;esperienza degli\u00a0<strong>Anacronisti<\/strong>, che affrontano il passato con un approccio ancora pi\u00f9 netto: un ritorno alla forma, alla composizione classica e a una pittura che sembra appartenere a un&#8217;altra epoca. \u00c8 il caso, tra gli altri, di\u00a0<strong>Stefano Di Stasio<\/strong>,\u00a0<strong>Omar Galliani<\/strong>,\u00a0<strong>Paola Gandolfi<\/strong>\u00a0e l&#8217;outsider\u00a0<strong>Carlo Maria Mariani<\/strong>.<\/p>\n<p>La mostra prosegue con una selezione di esperienze \u00abpost-moderne\u00bb: i\u00a0<strong>Nuovi-nuovi<\/strong>, rappresentati per esempio dai ben noti\u00a0<strong>Salvo<\/strong>,\u00a0<strong>Luigi Ontani<\/strong>,\u00a0<strong>Aldo Mondino<\/strong>, i cui lavori preludono quelli dei\u00a0<strong>Nuovi futuristi<\/strong>, caratterizzati da un linguaggio pop che guarda alla pubblicit\u00e0, al design, alla cultura di massa, come\u00a0<strong>Marco Lodola<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Umberto Postal<\/strong>, o\u00a0<strong>Innocente<\/strong>\u00a0e ancora\u00a0<strong>Plumcake<\/strong>. Tra pittura, oggetto e installazioni ambientali, il Nuovo futurismo si caratterizza per un approccio immediato, ironico e consapevole, che riflette un mondo dominato dai media e dalla circolazione dei segni.<\/p>\n<p>In questi corsi e ricorsi stilistici e visivi, in molti e molte si confrontano con la\u00a0<strong>storia<\/strong>, come fanno\u00a0<strong>Paolo Ventura<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Max Rohr<\/strong>, o con il\u00a0<strong>tempo<\/strong>, \u00e8 il caso di\u00a0<strong>Andrea Mastrovito<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Giulia Andreani<\/strong>. Ma anche con l&#8217;<strong>iconografia sacra<\/strong>, la cui ripresa \u00e8 uno dei tratti distintivi delle opere di\u00a0<strong>Nicola Samor\u00ec<\/strong>, o con il\u00a0<strong>mito<\/strong>, con il quale si misura\u00a0<strong>Francesco Vezzoli<\/strong>. Fertile \u00e8 il raffronto con i\u00a0<strong>generi<\/strong>\u00a0tradizionali della pittura: se\u00a0<strong>Guglielmo Castelli<\/strong>\u00a0sceglie il ritratto,\u00a0<strong>Nicola Nannini<\/strong>,\u00a0<strong>Fulvio Di Piazza<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Andrea Di Marco<\/strong>\u00a0optano per il paesaggio. La storia dell&#8217;arte influenza anche i lavori degli artisti under 35, rappresentati da\u00a0<strong>Giuditta Branconi<\/strong>,\u00a0<strong>Chiara Calore<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Martina Cinotti<\/strong>, le cui pitture chiudono la mostra.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/7-enzo-cucchi-eroe-del-mare-adriatico-centrale-1977-1980-mart-e1777490931562.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-40932\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/7-enzo-cucchi-eroe-del-mare-adriatico-centrale-1977-1980-mart-e1777490931562.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"257\" \/><\/a>Artisti in mostra<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/11-mimmo-paladino-santa-rosalia-1993-mart-museo-di-arte-moderna-e-contemporanea-di-trento-e-rovereto-1-e1777490953743.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40933 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/11-mimmo-paladino-santa-rosalia-1993-mart-museo-di-arte-moderna-e-contemporanea-di-trento-e-rovereto-1-e1777490953743.jpg\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"438\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Alberto Abate, Gianantonio Abate, Giulia Andreani, Diana Aparo, Ubaldo Bartolini, Giuditta Branconi, Dario Brevi, Chiara Calore, Arduino Cantafora, Guglielmo Castelli, Gianni Cella, Sandro Chia, Martina Cinotti, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Vanni Cuoghi, Bruno d&#8217;Arcevia, Paolo De Biasi, Andrea Di Marco, Fulvio Di Piazza, Stefano Di Stasio, Christian Fogarolli, Omar Galliani, Paola Gandolfi, Mimmo German\u00e0, Jacopo Ginanneschi, Innocente, Marcello Jori, Marco Lodola, Carlo Maria Mariani, Andrea Mastrovito, Aldo Mondino, Gian Marco Montesano, Nicola Nannini, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Michele Parisi, Plumcake, Umberto Postal, Andrea Ravo Mattoni, Max Rohr, Salvo, Nicola Samor\u00ec, Paolo Ventura, Nicola Verlato, Francesco Vezzoli, Massimiliano Zaffino.<\/p>\n<p><strong>Ecco il percorso della mostra per movimenti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Transavanguardia: arte di transizione.<\/strong>\u00a0La Transavanguardia segna il ritorno alla pittura dopo una stagione dominata da ricerche concettuali e sperimentali. Gli artisti recuperano immagini, simboli e tecniche della tradizione ma le usano con grande libert\u00e0, prediligendo intensi impasti cromatici. Il passato diventa un repertorio da attraversare senza gerarchie, dove convivono riferimenti alla <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/18-salvo-san-giovanni-degli-eremitani-1980-collezione-antonio-colombo-milano-1-e1777490992433.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40934\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/18-salvo-san-giovanni-degli-eremitani-1980-collezione-antonio-colombo-milano-1-e1777490992433.jpg\" alt=\"\" width=\"386\" height=\"522\" \/><\/a>storia dell&#8217;arte, al mito e alla memoria personale. La pittura torna cos\u00ec a essere uno spazio di immaginazione e racconto, espressione di una creativit\u00e0 nomade.<\/p>\n<p><strong>Anacronismi: dalla citazione al mito dell&#8217;origine.<\/strong>\u00a0Gli anni Ottanta sono caratterizzati da una netta discontinuit\u00e0 rispetto al decennio precedente e riflettono la crisi della modernit\u00e0, di quella costante spinta verso il nuovo che aveva contraddistinto l&#8217;arte del XX secolo, nonch\u00e9 di una societ\u00e0 capitalistica basata sull&#8217;idea di progresso incessante. Il Postmoderno dissolve la distinzione tra passato e presente aprendo la strada all&#8217;Anacronismo, dove le immagini della tradizione vengono riprese e rielaborate per riflettere<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Veduta-della-mostra-Anacronismi-e-discronie-ph-Mart-Rovereto-Roberta-Segata-2026-2--e1777491042358.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-40936 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/Veduta-della-mostra-Anacronismi-e-discronie-ph-Mart-Rovereto-Roberta-Segata-2026-2--e1777491042358.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"373\" \/><\/a> sul senso dell&#8217;arte e della memoria. Guardare indietro non significa imitare gli stili antichi, ma cercare un tempo pi\u00f9 profondo, quasi fuori dalla storia.<\/p>\n<p><strong>Nuovi-Nuovi: generazione postmoderna.<\/strong>\u00a0Con l&#8217;espressione Nuovi-Nuovi i critici\u00a0<strong>Renato Barilli<\/strong>,\u00a0<strong>Francesca Alinovi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Roberto Daolio<\/strong>\u00a0indicano un gruppo di artisti molto diversi tra loro, uniti dal desiderio di rimettere in gioco immagini e linguaggi del passato, secondo delle prassi tipicamente postmoderne. In queste ricerche convivono identit\u00e0 ibride tra mito e teatro e paesaggi luminosi e sintetici ispirati alla tradizione mediterranea, accanto a pratiche che mescolano citazioni storiche, ironia e cultura contemporanea.<\/p>\n<p><strong>Nuovo Futurismo: ambiguit\u00e0 neomoderna.<\/strong>\u00a0Il Nuovo Futurismo nasce a Milano nei primi anni Ottanta attorno alla Galleria Diagramma di Luciano Inga Pin, con il sostegno critico di Renato Barilli. Il movimento reagisce alle tendenze pi\u00f9 nostalgiche della pittura del periodo e recupera lo spirito dinamico dell&#8217;avanguardia futurista in chiave ironica e contemporanea. Plexiglas, PVC e colori sintetici trasformano le opere in oggetti luminosi e artificiali, dove citt\u00e0, luci al neon e immagini della cultura pop restituiscono l&#8217;energia della vita urbana.<\/p>\n<p><strong>Memorie e immagini della storia.<\/strong>\u00a0In queste opere l&#8217;immagine diventa un luogo dove tempi diversi si incontrano.\u00a0<strong>Gian Marco Montesano<\/strong>\u00a0esplora episodi e simboli della storia europea, rivelandone le tensioni e le contraddizioni. Le fotografie di\u00a0<strong>PaoloVentura<\/strong>\u00a0costruiscono citt\u00e0 e scene immaginarie che sembrano ricordi sospesi nel tempo. Nei dipinti di\u00a0<strong>Max Rohr<\/strong>\u00a0paesaggi e figure si combinano in un atlante personale di memorie, mentre\u00a0<strong>Paolo De Biasi<\/strong>\u00a0concentra l&#8217;attenzione sulla presenza intensa e silenziosa della figura umana.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/veduta-della-mostra-anacronismi-e-discronie-ph-mart-rovereto-roberta-segata-2026-5-e1777491073949.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-40937\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/04\/veduta-della-mostra-anacronismi-e-discronie-ph-mart-rovereto-roberta-segata-2026-5-e1777491073949.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"381\" \/><\/a>Paesaggi e tempi disallineati.<\/strong>\u00a0L&#8217;ambiente diventa il luogo dove affiorano temporalit\u00e0 diverse.\u00a0<strong>Andrea Di Marco<\/strong>\u00a0trasforma scene urbane quotidiane in immagini sospese e silenziose.\u00a0<strong>Andrea Mastrovito<\/strong>\u00a0costruisce paesaggi attraverso stratificazioni di segni e materiali.\u00a0<strong>Fulvio Di Piazza<\/strong>\u00a0immagina citt\u00e0 e architetture fantastiche in continua trasformazione. Nei dipinti di\u00a0<strong>Jacopo Ginanneschi<\/strong>,\u00a0<strong>Massimiliano Zaffino<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Nicola Nannini<\/strong>\u00a0paesaggi apparentemente familiari sono attraversati da presenze inattese o da lievi alterazioni della realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Figure tra passato e presente.<\/strong>\u00a0La figura umana diventa qui un punto di incontro tra epoche e immaginari diversi.\u00a0<strong>Francesco Vezzoli<\/strong>\u00a0inserisce personaggi della cultura e della politica dentro immagini della tradizione artistica, unendo tecniche di riproduzione meccanica come la stampa a getto di inchiostro ad altre di carattere artigianale come il ricamo.\u00a0<strong>Nicola Samor\u00ec<\/strong>\u00a0interviene su modelli della pittura barocca, alterandoli e danneggiandoli per mettere in tensione tradizione e presente.\u00a0<strong>Giulia Andreani<\/strong>\u00a0lavora su fotografie e documenti storici trasformandoli in presenze quasi spettrali.\u00a0<strong>Nicola Verlato<\/strong>\u00a0recupera la grande pittura storica per raccontare conflitti e drammi del presente.<\/p>\n<p><strong>Trasformazioni della figura.<\/strong>\u00a0La figura umana viene modificata, nascosta o trasformata. Nei dipinti di\u00a0<strong>Guglielmo Castelli<\/strong>\u00a0i corpi si dissolvono in atmosfere sospese.\u00a0<strong>Diana Aparo<\/strong>\u00a0costruisce scene enigmatiche che sembrano provenire da un teatro interiore.\u00a0<strong>Michele Parisi<\/strong>\u00a0lavora per stratificazioni di segni e velature, facendo emergere immagini come tracce di memoria.\u00a0<strong>Christian Fogarolli<\/strong>\u00a0utilizza oggetti e materiali diversi per riflettere sui rapporti tra memoria, conoscenza e storia. Le ricerche pi\u00f9 recenti riflettono un mondo digitale in cui immagini e riferimenti culturali circolano liberamente:\u00a0<strong>Andrea Ravo Mattoni<\/strong>\u00a0rilegge capolavori della pittura classica usando lo spray e l&#8217;intelligenza artificiale.\u00a0<strong>Chiara Calore<\/strong>\u00a0combina fonti dal web, dalla fotografia e dalla storia dell&#8217;arte in composizioni ricche di figure e simboli.\u00a0<strong>Giuditta Branconi<\/strong>\u00a0costruisce superfici stratificate e dense di motivi decorativi.\u00a0<strong>Martina Cinotti<\/strong>\u00a0fonde corpo e paesaggio in visioni dove la natura \u00e8 protagonista.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il\u00a0Mart\u00a0torna ad abitare le sale dello storico\u00a0Palazzo delle Albere, a Trento, con la mostra\u00a0Anacronismi e discronie, un progetto espositivo dedicato a selezionate ricerche artistiche italiane che si sono affermate tra gli Ottanta e oggi, visitabile fino al 6 settembre 2026. \u00a0Il percorso indaga quelle pratiche che sfuggono alla linearit\u00e0 del tempo, intrecciando rimandi storici, immaginari e linguaggi contemporanei. In mostra circa 70 opere di quasi 50 artisti, appartenenti a generazioni e percorsi differenti, tra cui\u00a0Sandro Chia,\u00a0Enzo Cucchi,\u00a0Francesco Clemente,\u00a0Mimmo Paladino,\u00a0Salvo,\u00a0Luigi Ontani,\u00a0Francesco Vezzoli,\u00a0Guglielmo Castelli,\u00a0Giulia Andreani. 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