{"id":41144,"date":"2026-05-20T20:27:18","date_gmt":"2026-05-20T20:27:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=41144"},"modified":"2026-05-20T20:27:18","modified_gmt":"2026-05-20T20:27:18","slug":"ottone-rosai-pittore-e-cantore-di-firenze-la-mostra-al-museo-novecento-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/05\/20\/ottone-rosai-pittore-e-cantore-di-firenze-la-mostra-al-museo-novecento-di-firenze\/","title":{"rendered":"Ottone Rosai pittore e cantore di Firenze. La mostra al Museo Novecento  di Firenze."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/04-ritratto-di-giuseppe-ungaretti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41146\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/04-ritratto-di-giuseppe-ungaretti.jpg\" alt=\"\" width=\"397\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/04-ritratto-di-giuseppe-ungaretti.jpg 1355w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/04-ritratto-di-giuseppe-ungaretti-254x300.jpg 254w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/04-ritratto-di-giuseppe-ungaretti-867x1024.jpg 867w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/04-ritratto-di-giuseppe-ungaretti-768x907.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/04-ritratto-di-giuseppe-ungaretti-1301x1536.jpg 1301w\" sizes=\"(max-width: 397px) 100vw, 397px\" \/><\/a>Il Museo Novecento di Firenze presenta la mostra \u201c<em>Ottone Rosai, poeta innanzitutto\u201d<\/em>, e visitabile fino \u00a0al 4 ottobre 2026<\/strong>. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del\u00a0<strong>Lascito Rosai<\/strong>\u00a0e le opere dell&#8217;artista provenienti dalla\u00a0<strong>Collezione Alberto Della Ragione<\/strong>, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti, l&#8217;esposizione<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/1-dsc-7852-ph-leonardo-morfini-e1779308159462.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-41145 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/1-dsc-7852-ph-leonardo-morfini-e1779308159462.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a> consente di indagare le figure e i luoghi cari a\u00a0<strong>Ottone Rosai<\/strong>\u00a0(Firenze, 1895 \u2013 Ivrea, 1957), restituendo un&#8217;immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria citt\u00e0 e gli intellettuali del suo tempo. Completa l&#8217;esposizione una selezione di documenti provenienti dal\u00a0<strong>Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux<\/strong>, Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti. La mostra costituisce inoltre un importante tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz, a breve protagonista di una grande mostra al Museo Novecento. Baselitz \u00e8 infatti un grande estimatore di Ottone Rosai, che ebbe modo di scoprire le opere dell&#8217;artista fiorentino durante il suo primo soggiorno a Firenze nel 1965.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Con questa mostra al Museo Novecento, Firenze celebra l&#8217;anima pi\u00f9 autentica di un suo grande maestro, Ottone Rosai, che ha dipinto la nostra citt\u00e0 interpretandone il respiro etico e umano, trasformand<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/01-autoritratto-con-palazzo-vecchio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41147 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/01-autoritratto-con-palazzo-vecchio.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"665\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/01-autoritratto-con-palazzo-vecchio.jpg 935w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/01-autoritratto-con-palazzo-vecchio-175x300.jpg 175w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/01-autoritratto-con-palazzo-vecchio-598x1024.jpg 598w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/01-autoritratto-con-palazzo-vecchio-768x1314.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/01-autoritratto-con-palazzo-vecchio-898x1536.jpg 898w\" sizes=\"(max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/a>o strade e volti quotidiani in poesia universale. Riunire oggi il Lascito Rosai e la Collezione Della Ragione \u00e8 un&#8217;operazione culturale preziosa che mette in luce la centralit\u00e0 di Firenze nel panorama del Novecento e la sua influenza su artisti internazionali come Baselitz. Puntare su Rosai significa valorizzare una Firenze che \u00e8, allo stesso tempo, custode di memoria e laboratorio di riflessione profonda sull&#8217;esistenza<\/em>\u00bb, ha detto l&#8217;assessore alla cultura\u00a0<strong>Giovanni Bettarini<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/4-dsc-7925-ph-leonardo-morfini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41148\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/4-dsc-7925-ph-leonardo-morfini.jpg\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/4-dsc-7925-ph-leonardo-morfini.jpg 1400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/4-dsc-7925-ph-leonardo-morfini-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/4-dsc-7925-ph-leonardo-morfini-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/4-dsc-7925-ph-leonardo-morfini-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 587px) 100vw, 587px\" \/><\/a>\u00ab<em>La sinergia tra istituzioni culturali fiorentine aiuta l&#8217;arte in ogni sua dimensione, consapevoli come siamo che molti artisti possono essere annoverati nella categoria &#8216;artefici&#8217; di memoria rinascimentale. Dediti all&#8217;arte figurativa, s\u00ec, e al contempo letterati. Rosai, infatti, terr\u00e0 una stretta relazione con Papini. Degni di nota i suoi scritti giovanili<\/em>\u00bb, ha detto\u00a0<strong>Riccardo Nencini<\/strong>, presidente del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Fin dal 2018, quando sono arrivato a dirigere questo museo, ho avuto sempre in mente di valorizzare le opere di Ottone Rosai appartenenti alle collezioni civiche. In prima battuta era per me importante rispettare l&#8217;accordo fra gli eredi e l&#8217;amministrazione, che si basava sulla necessit\u00e0 di esporre in modo permanente le opere donate al Comune di Firenze e oggi parte delle collezioni civiche del Novecento: cos\u00ec \u00e8 stato fatto, attraverso l&#8217;allestimento, al terzo piano, di una sala riservata esclusivamente a questa Raccolta. Un altro punto fondamentale del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/05-panorama.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41149\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/05-panorama.jpg\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/05-panorama.jpg 1400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/05-panorama-300x185.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/05-panorama-1024x632.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/05-panorama-768x474.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 538px) 100vw, 538px\" \/><\/a>mio lavoro \u00e8 consistito nel valorizzare alcune delle bellissime opere di questo importante artista appartenute ad Alberto Della Ragione, esponendole al secondo piano nell&#8217;ambito di un rinnovato progetto museologico. Terzo punto: attendevo l&#8217;occasione giusta per riunire in una sola mostra i due corpi, quello della Collezione Della Ragione e quello delle opere conservate nello studio dell&#8217;artista al momento della sua morte e generosamente donate al Comune dagli eredi, al fin di esaltare questo cospicuo patrimonio. Finalmente l&#8217;occasione \u00e8 arrivata. \u00c8 un&#8217;occasione di assoluta importanza perch\u00e9 inauguriamo questa esposizione oggi, pochi giorni prima dell&#8217;apertura della straordinaria mostra di Georg Baselitz, uno dei pi\u00f9 grandi artisti a livello mondiale degli ultimi sessant&#8217;anni, che da sempre ha manifestato un grande interesse per le poesie visuali e pittoriche di Rosai, artista &#8220;maledetto&#8221;, &#8220;teppista&#8221;, sensibile fino alla brutalit\u00e0. Fu in un ristorante che il maestro Baselitz scopr\u00ec Ottone Rosai come ha ricordato in una recente intervista: &#8216;Se in quel locale avevo in mano una foto o un catalogo di Rosai, il cameriere veniva e diceva: &#8220;Oh, Ottone Rosai&#8221;. Tutti conoscevano Ottone Rosai; fuori dalla citt\u00e0, invece, nessuno.&#8217;<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/18-ritratto-di-eugenio-montale.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-41150 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/18-ritratto-di-eugenio-montale.jpg\" alt=\"\" width=\"532\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/18-ritratto-di-eugenio-montale.jpg 1400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/18-ritratto-di-eugenio-montale-296x300.jpg 296w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/18-ritratto-di-eugenio-montale-1012x1024.jpg 1012w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/05\/18-ritratto-di-eugenio-montale-768x777.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Questo fa chiarezza su una pratica museale come quella messa in campo al Museo Novecento, che sa bene accoppiare conservazione e valorizzazione. In caso contrario, ogni collezione, in mancanza di una connessione con il presente, \u00e8 un feticcio che langue in penombra e asfissia, come un pesce fuori dall&#8217;acqua: la contemporaneit\u00e0 non ha pi\u00f9 ossigeno, non respira pi\u00f9. Analizzando poi le circa 70 opere esposte in mostra, noteremo due filoni principali nella ricerca poetica di Rosai. Uno sono i celebri luoghi fiorentini, tra vie cittadine e campagne circostanti: riconosceremo le sublimi architetture del Brunelleschi e di Arnolfo, la Cupola e Palazzo Vecchio, le chiese del Carmine, di Santa Maria Novella e di Santo Spirito, e la celeberrima via di San Leonardo, dove Rosai aveva il suo studio. Ci sono poi gli scorci di paesaggi che sembrano non essere intaccati dal passare dei secoli, e neppure delle stagioni: vigne e uliveti che sono moderni per la qualit\u00e0 della pittura e antichissimi per la qualit\u00e0 dell&#8217;aria. E poi ecco l&#8217;altro filone: ci sono tutti gli amici di Rosai, quella grande comunit\u00e0 di poeti, scrittori, intellettuali, pittori, artisti e storici dell&#8217;arte che hanno tenuto in vita, anche nella prima met\u00e0 del Novecento, l&#8217;aurea miniera del Rinascimento. Una stagione che ha lasciato frutti preziosi, il cui succo non era patrimonio di pochi eletti, ma impregnava di vitalit\u00e0 creativa la citt\u00e0 e tutto il suo tessuto. Ringrazio Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Vieusseux, per la bella collaborazione; tutto lo staff del Museo Novecento; e un ringraziamento speciale a Eva Francioli, che ha contribuito alla realizzazione di questa mostra in modo, per me, esemplare<\/em>.\u00bb, ha detto\u00a0<strong>Sergio Risaliti<\/strong>, direttore del\u00a0<strong>Museo Novecento<\/strong>.<\/p>\n<p>Il percorso mette in evidenza due poli inscindibili della ricerca dell&#8217;artista:\u00a0<strong>i volti degli amici e le figure della quotidianit\u00e0<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Firenze<\/strong>, vissuta come paesaggio interiore e teatro di un&#8217;esperienza condivisa. Per Rosai, l&#8217;amicizia con letterati, poeti, editori e artisti non \u00e8 un semplice sfondo biografico, ma un vero spazio di confronto e formazione, che incide direttamente sulla sua visione del mondo e sulla concezione dell&#8217;arte come esercizio di sincerit\u00e0. Nei suoi ritratti, le persone care emergono come presenze silenziose, cariche di affetti e tensioni morali, portatrici di una verit\u00e0 profonda, spesso velata di malinconia. Anche le lettere dell&#8217;artista rivelano legami vissuti come necessari, talvolta salvifici, talvolta dolorosi. I luoghi dipinti da Rosai non sono semplici vedute:\u00a0<strong>le strade, le colline, i monumenti e le case isolate di Firenze diventano spazi interiori, organismi vivi con cui l&#8217;artista intreccia un rapporto fisico e morale<\/strong>. Via di San Leonardo, le grandi chiese, Palazzo Vecchio e i margini urbani raccontano una citt\u00e0 lontana dall&#8217;idealizzazione, carica di misura, gravit\u00e0 e resistenza. Anche le immagini apparentemente semplici rivelano tensioni tra luce e ombra, stabilit\u00e0 e precariet\u00e0, appartenenza e solitudine. I luoghi di Rosai sono inseparabili dalle persone che li hanno attraversati e dalle parole che li hanno raccontati: scrittori, poeti e amici condividono con lui una stessa geografia affettiva, fatta di camminate notturne, incontri nei caff\u00e8, stanze di lavoro e periferie osservate senza indulgenza. La fitta rete di relazioni rivelata dai dipinti e dai documenti d&#8217;archivio restituisce un&#8217;immagine della Firenze di met\u00e0 Novecento come tessuto vivo, in cui Rosai si muove come interprete al tempo stesso centrale e irregolare. Capace di devozione assoluta e di rotture radicali, l&#8217;artista apre il suo sguardo sul dramma dell&#8217;esistenza, sempre guidato da un&#8217;idea etica dell&#8217;arte. Le sue figure evocano una comunit\u00e0 inquieta, che condivide un&#8217;umanit\u00e0 segnata dalla fatica di esistere e dalla necessit\u00e0 di credere ancora nella poesia.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Museo Novecento di Firenze presenta la mostra \u201cOttone Rosai, poeta innanzitutto\u201d, e visitabile fino \u00a0al 4 ottobre 2026. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del\u00a0Lascito Rosai\u00a0e le opere dell&#8217;artista provenienti dalla\u00a0Collezione Alberto Della Ragione, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti, l&#8217;esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a\u00a0Ottone Rosai\u00a0(Firenze, 1895 \u2013 Ivrea, 1957), restituendo un&#8217;immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria citt\u00e0 e gli intellettuali del suo tempo. 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