{"id":41360,"date":"2026-06-15T19:39:02","date_gmt":"2026-06-15T19:39:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=41360"},"modified":"2026-06-15T19:39:02","modified_gmt":"2026-06-15T19:39:02","slug":"terre-inquiete-la-mostra-di-tullio-pericoli-allestita-al-museo-del-paesaggio-di-verbania-uno-degli-artisti-piu-attenti-al-tema-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/06\/15\/terre-inquiete-la-mostra-di-tullio-pericoli-allestita-al-museo-del-paesaggio-di-verbania-uno-degli-artisti-piu-attenti-al-tema-della-natura\/","title":{"rendered":"Terre inquiete la mostra di Tullio Pericoli allestita al Museo del Paesaggio di Verbania. Uno degli artisti piu\u0300 attenti al tema della natura."},"content":{"rendered":"<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/DSZ_8084-e1781551847366.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41361\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/DSZ_8084-e1781551847366.jpg\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"391\" \/><\/a>Terre inquiete\u00a0<\/em><\/strong>e\u0300 la personale di\u00a0<strong>Tullio Pericoli,<\/strong> allestita al\u00a0<strong>Museo del\u00a0Paesaggio di Verbania<\/strong>, sul Lago Maggiore, fino al\u00a0<strong>1\u00b0 novembre 2026\u00a0<\/strong>nella sede di Palazzo Viani Dugnani (via Ruga, 44). <strong><em>Terre inquiete\u00a0<\/em><\/strong>presenta la figura e l&#8217;opera di Tullio Pericoli attraverso uno dei temi a lui piu\u0300 cari e congeniali, quello della natura e del paesaggio.<strong>\u00a050 le opere esposte, meta\u0300 delle quali inedite<\/strong>. A partire dall\u2019immagine-guida della mostra, \u201cL\u2019osservatore di paesaggi\u201d: un uomo si affaccia su una veduta che diventa spunto per una riflessione sull\u2019attualita\u0300. <strong>Alla mostra si accompagna il catalogo edito dal Museo del Paesaggio di Verbania.<\/strong><\/p>\n<p>A lungo noto soprattutto per la sua attivita\u0300 di disegnatore e ritrattista, Pericoli ha in realta\u0300 sviluppato fin da ragazzo una coerente ricerca pittorica che ha avuto nel paesaggio il suo centro fondamentale. Ma l\u2019artista precisa: \u201c<strong>I miei non sono quadri di un\u00a0<\/strong><em><strong>paesaggista<\/strong><\/em><strong>. Uso il paesaggio come una lingua che mi consente di esprimere le mie idee, per parlare anche di quanto sta<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/DSZ_8065-e1781551880744.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41362 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/DSZ_8065-e1781551880744.jpg\" alt=\"\" width=\"564\" height=\"376\" \/><\/a> avvenendo nel mondo\u201d. Aggiunge Pericoli: \u201cNon voglio lanciare messaggi ma capire qualcosa della pittura e farlo il meglio possibile. Il paesaggio diventa il mezzo per comunicare le mie sensazioni e la mia inquietudine rispetto alla realta\u0300 di oggi. La pittura non deve raccontare in modo troppo dichiarato ma filtrare il racconto con la complessita\u0300 e molteplicita\u0300 di significato delle immagini<\/strong>\u201d. Una pluralita\u0300 di senso che troviamo anche nei titoli delle sue opere: descrivono volutamente solo in parte il soggetto, ne danno un suggerimento di interpretazione vago e parziale, lasciando allo spettatore il compito di completarne la lettura.<\/p>\n<p>Nel panorama italiano di questi ultimi decenni Tullio Pericoli e\u0300 stato uno degli artisti piu\u0300 attenti al tema della natura, interpretandolo pero\u0300 con un linguaggio pienamente contemporaneo, lontano dal verismo e dal naturalismo di ascendenza ottocentesca.<\/p>\n<p><strong>Da qui il contrappunto delle sue opere con la collezione permanente della Pinacoteca del Museo del Paesaggio che custodisce una vasta collezione di pittura piemontese e lombarda tra Otto e Novecento<\/strong>: dal verista Arnaldo Ferraguti al naturalismo di Guido Boggiani ed Eugenio Gignous. <strong>\u201cL\u2019allestimento della mostra\u00a0<\/strong><em><strong>Terre Inquiete<\/strong><\/em><strong>\u00a0e\u0300 stato pensato come un percorso immersivo e progressivo, capace di accompagnare il visitatore dentro la visione di Tullio Pericoli, dove il paesaggio si trasforma in racconto, memoria e tensione\u00a0<\/strong>\u2013 racconta la direttrice artistica del Museo del Paesaggio\u00a0<strong>Federica Rabai<\/strong>\u00a0&#8211; . Non una semplice esposizione cronologica ma una costruzione per nuclei tematici e visivi, in cui le opere dialogano tra loro e con gli spazi di Palazzo Viani Dugnani, valorizzandone l\u2019architettura e la luce\u201d. \u201cAbbiamo voluto creare un ritmo espositivo &#8211; prosegue Rabai &#8211; che alternasse momenti piu\u0300 densi e stratificati ad altri piu\u0300 rarefatti, quasi contemplativi, per restituire al pubblico la complessita\u0300 dello sguardo di Pericoli. Le opere sono disposte in modo da suggerire connessioni e rimandi, invitando il visitatore a cogliere le trasformazioni del paesaggio nel tempo e nella percezione\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/DSZ_8132-e1781551923456.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41364\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/DSZ_8132-e1781551923456.jpg\" alt=\"\" width=\"596\" height=\"397\" \/><\/a>La mostra presenta quadri anche di grandi dimensioni, dipinti olio su tela, provenienti in gran parte dall\u2019archivio dell\u2019artista. E\u2019 un\u2019importante occasione per il Museo e per il territorio. Offre uno sguardo ampio e articolato sulla ricerca dell\u2019artista, da sempre attenta al dialogo tra paesaggio, memoria e identita\u0300, mettendo in evidenza la coerenza e al tempo stesso l\u2019evoluzione del suo linguaggio.<\/strong> Sottolinea Federica Rabai: \u201cLa scelta di dedicare spazio a Tullio Pericoli nasce dalla forte affinita\u0300 tra la sua indagine artistica e la vocazione del Museo del Paesaggio. Il suo lavoro, infatti, non si limita a rappresentare il territorio, ma lo interpreta in profondita\u0300, restituendone le tensioni geologiche, emotive e culturali. In questo senso, Pericoli e\u0300 un artista che dialoga pienamente con l\u2019identita\u0300 del nostro Museo e con il paesaggio del Verbano, offrendo al pubblico strumenti nuovi per leggere e comprendere il rapporto tra uomo e ambiente. Con\u00a0<strong><em>Terre Inquiete<\/em><\/strong>\u00a0&#8211; conclude\u00a0<strong>Rabai\u00a0<\/strong>&#8211;\u00a0<strong>intendiamo quindi proporre non solo una mostra, ma un\u2019esperienza di riflessione sul paesaggio contemporaneo, sulle sue fragilita\u0300 e sulle sue trasformazioni. Accogliere questa raccolta significa rafforzare la vocazione del Museo del Paesaggio quale spazio di confronto tra linguaggi artistici contemporanei e patrimonio culturale, favorendo al contempo nuove occasioni di riflessione e partecipazione per la comunita\u0300<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cLa mostra\u00a0<\/strong><em><strong>Terre Inquiete<\/strong><\/em><strong>\u201d si inserisce pienamente nel nostro impegno di valorizzazione dell\u2019arte e del paesaggio<\/strong>\u00a0\u2013 le parole del Presidente del Museo del Paesaggio\u00a0<strong>Massimo Terzi<\/strong>\u00a0&#8211; , confermando il nostro ruolo come punto di riferimento culturale aperto, dinamico e attento alle espressioni piu\u0300 significative del panorama artistico italiano\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le vedute di Pericoli si ispirano vagamente alla e liberamente, divenendo paesaggi della fantasia e dell&#8217;anima. Ma se un tempo il paesaggio rappresentava quiete e pace interiore oggi la visione non e\u0300 terra marchigiana dove e\u0300 nato ma si esprimono liricamente cosi\u0300 tranquillizzante, siamo di fronte ad una natura sempre piu\u0300 minacciata. <\/strong><strong><em>Terre Inquiete<\/em><\/strong>\u00a0offre un&#8217;immagine che si stacca dall\u2019oggettivita\u0300 ma alla fine non smette di evocare il reale e le possibilita\u0300 senza tempo del colore e della luce, con tocchi leggeri che raccontano di una grazia incantata e incantevole. Siamo alla catarsi, una sorta di consolazione che l\u2019arte continuamente offre.<\/p>\n<p><strong>Tra gli eventi collaterali alla mostra le visite guidate a Terre Inquiete con la storica dell\u2019arte Ilaria Macchi. Sono in programma nelle giornate di sabato 6 giugno, 11 luglio, 8 agosto, 19 settembre, 17 ottobre, sempre alle ore 15.30.\u00a0<\/strong>Sono previste attivit\u00e0 e servizi dedicati ai ragazzi e alle loro famiglie. Il percorso per i pi\u00f9 giovani \u00e8 arricchito da schede pensate per accompagnare la visita in modo semplice, chiaro e coinvolgente.\u00a0<strong>L\u2019esposizione \u00e8 realizzata col sostegno e patrocinio di Citt\u00e0 di Verbania, Regione Piemonte e Distretto Turistico dei Laghi e delle Valli.<\/strong> <strong>La mostra \u00e8 cofinanziata da\u00a0Unione Europea\u00a0Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, Stato italiano, Fondo di Rotazione, nell&#8217;ambito del Programma di Cooperazione\u00a0Interreg VI-A Italia-Svizzera \u2013 progetto:<\/strong>\u00a0<em><strong>Un posto dove sto bene<\/strong><\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tullio Pericoli, nato nel 1936 a Colli del Tronto, dal 1961 vive a Milano.<\/strong> Nel 2024 l\u2019Accademia dei Lincei gli conferisce il Premio Internazionale Feltrinelli per l\u2019Arte. Nello stesso anno il Palazzo Reale di Milano dedica un\u2019esposizione antologica alla sua pittura di paesaggio, che fa seguito a quella di disegni ospitata nel 1991 nella Sala delle Cariatidi. Negli anni ha esposto ritratti e paesaggi presso numerosi musei e gallerie in varie citta\u0300, tra cui Amburgo, Ascoli Piceno, Bologna, Dublino, Londra, Milano, Monaco, New York, Parigi, Stoccolma, Tokio. Ha messo in scena Il Turco in Italia e L\u2019Elisir d\u2019Amore all\u2019Opernhaus di Zurigo e al Teatro alla Scala di Milano. I suoi libri d\u2019arte sono stati pubblicati da Adelphi, Grasset, Hanser, Prestel, Siriuela, e la casa editrice Adelphi ha pubblicato i suoi scritti: Pensieri della mano (2014), Incroci (2019), Arte a parte (2021).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Terre inquiete\u00a0e\u0300 la personale di\u00a0Tullio Pericoli, allestita al\u00a0Museo del\u00a0Paesaggio di Verbania, sul Lago Maggiore, fino al\u00a01\u00b0 novembre 2026\u00a0nella sede di Palazzo Viani Dugnani (via Ruga, 44). Terre inquiete\u00a0presenta la figura e l&#8217;opera di Tullio Pericoli attraverso uno dei temi a lui piu\u0300 cari e congeniali, quello della natura e del paesaggio.\u00a050 le opere esposte, meta\u0300 delle quali inedite. A partire dall\u2019immagine-guida della mostra, \u201cL\u2019osservatore di paesaggi\u201d: un uomo si affaccia su una veduta che diventa spunto per una riflessione sull\u2019attualita\u0300. 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