{"id":41450,"date":"2026-06-22T19:45:42","date_gmt":"2026-06-22T19:45:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=41450"},"modified":"2026-06-22T19:45:42","modified_gmt":"2026-06-22T19:45:42","slug":"semplici-abbandoni-e-lultimo-libro-di-poesia-di-alberto-bertoni-la-plaquette-uscita-da-einaudi-vive-il-nostro-tempo-fra-malinconie-realta-e-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/06\/22\/semplici-abbandoni-e-lultimo-libro-di-poesia-di-alberto-bertoni-la-plaquette-uscita-da-einaudi-vive-il-nostro-tempo-fra-malinconie-realta-e-storie\/","title":{"rendered":"\u201cSemplici abbandoni\u201d \u00e8 l\u2019ultimo libro di  poesia di Alberto Bertoni. La plaquette uscita da Einaudi vive il nostro tempo fra malinconie, realt\u00e0 e storie."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/978880626385HIG.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41453\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/978880626385HIG.jpg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"918\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/978880626385HIG.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/978880626385HIG-176x300.jpg 176w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/978880626385HIG-599x1024.jpg 599w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/978880626385HIG-768x1313.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/978880626385HIG-899x1536.jpg 899w\" sizes=\"(max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><\/a>Libro \u00a0prezioso, vademecum del vivere, quest\u2019ultimo di Alberto Bertoni(<em>Semplici abbandoni<\/em>, uscito presso Einaudi (pag. 140, euro 12), poeta di chiara fama, che scava e racconta il presente, il suo quotidiano, scrivendo versi che tracciano la vita, reale e realistica, \u00a0come vero documentario \u00a0scritto che lascia emergere riferimenti concreti della vita di tutti i giorni, in luoghi precisi; lasciando poi \u00a0trasparire come il dato autobiografico sbordi dall\u2019animo, dal magma interiore e si muove velocemente \u00a0lungo l\u2019asse temporale, di un tempo che fu<\/strong>. Non c\u2019\u00e8 solo il riaffiorare dei ricordi, i colloqui con i familiari o gli amici scomparsi, questi attivano il dialogo con un passato che interagisce col presente. Bellissimi e vivi questi versi: \u201cQuante cose scompaiono\/giorno dopo giorno\/se ne vanno per conto loro\/senza preavviso prendono il volo\/per tornare al tempo remoto\/di un loro angoletto vuoto\/\u2026Del nostro desiderio d&#8217;abbandono\u201d. <strong>Alberto Bertoni,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/img-20251011-wa0026.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41452 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/img-20251011-wa0026.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/img-20251011-wa0026.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/img-20251011-wa0026-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/a> professore di Letteratura italiana contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Bologna, su quella stessa cattedra che fu del suo illustre maestro Ezio Raimondi, \u00e8 critico militante, impegnato nella saggistica letteraria<\/strong> <strong>con preziosi saggi,<\/strong> dati i numerosissimi studi effettuati; ma \u00e8 anche raffinato e umanissimo poeta. Dagli scaffali della memoria, i fotogrammi visivi che tralucono di fotografia mostrano anche eventi della storia collettiva (le guerre, le migrazioni, il covid&#8230;). Ma \u00e8 soprattutto il quotidiano, a partire da semplici azioni e gesti \u2013 dal comprare il pane e il giornale, al caff\u00e8 del mattino e i piaceri della tavola, poi l\u2019accesa passione per lo sport, i viaggi e gli incontri occasionali \u2013 a riempire di umanit\u00e0 i suoi versi. <strong>Il presente diventa sulla pagina lo specchio di una realt\u00e0 che sfugge i tentativi di decifrazione, si confonde, si alterna, si muove a tratti fra luci e ombre. <\/strong>E pur muovendosi in un paesaggio interrogativo, disorientati tra le nebbioline di Modena o le biforcazioni di strade mai intraprese, pu\u00f2 accadere che nella \u00abfuga inesorabile del tempo\u00bb si riaccenda improvviso il dettaglio di un ricordo, qualcosa in grado di alleggerire le ansie e le mancanze.<\/p>\n<p>Ecco una serie di storie singolari: \u201cil sapone talismano di ogni doccia\/ adesso che con vero dolore ne scarto\/ l\u2019ultimo esemplare rimasto\/ solo perch\u00e9 \u00e8 stato\/ il sapone a mia madre pi\u00f9 caro\u2026\u201d; la Passata Cavicchi (s\u00ec il famoso pugile, passato alla produzione del pomodoro); la magnificenza del cibo (quello: \u201csemplice e modenese\/\u2026 Pastalburro o tortellini in brodo,\/ polenta condita in ogni modo,\/ con lo zampone a bollire per sei ore,\/ accompagnato da fagioli e gnocco\/ fritto per precetto medievale\/ nello strutto\u201d); il calciatore Luisito Suarez da vecchio \u201cal ristorante Botinero di Milano\u201d col suo \u201cfaccino\/ senza baffi ma un po\u2019 troppo appuntito\/ e grigio\u201d; l\u2019ex pugile Tiberio Mitri che, racconta il cardinale Zuppi, \u201cprima di prendere l\u2019ostia\/ consacrata fra le labbra\/ accennava la mossa\/ del pugile in guardia\u201d. Un intero mondo, molto spesso provinciale, quasi padano, tradotto nei suoi versi. Versi dedicati a nomi e cognomi della sua vita, o ricavati dal suo curiosare giornalistico e professorale, come\u00a0 quelli \u00a0che ritraggono l\u2019ippodromo tanto frequentato coi suoi cavalli o i driver (\u201c Io l\u2019ho visto, Paolino Jemmi,\/ vincere a ottant\u2019anni una corsa\/ di minima a Bologna,\/ rigido, ingessato in sulky,\/ redini alte e muso del cavallo\/ primo d\u2019un niente\/ sul traguardo\u201d);\u00a0 o lo sguardo appuntato al calcio, dall\u2019Inter amata mentre ricorda \u201cLa mia finale\u201d, ahim\u00e8 persa (\u201cse t\u2019illude sulla\u2019Inter finalista\u2026\/ dove\u2026\/ per obbligo morale con me stesso\/ e con mia moglie\u2026\/ a nessun costo potevo smadonnare\/ per ogni tiro o gol subito,\/ tirar fuori il mio peggio\u201d); e poi la Modena della madre insegnante elementare che lo obbliga a non usare il dialetto e dal padre operaio alla Ferrari, che il dialetto lo parlava proprio con Enzo, il grande capo, quel padre che il figlio \u201cl\u2019avrebbe voluto ingegnere\/\u2026\/ riconoscerlo erede e cavaliere\/ del leggendario e modenese Cavallino\u201d;\u00a0 fino agli amici che se ne sono andati, da Santagata a Lolli a Berselli.\u00a0 Traluce anche la vita, la giovinezza che scorre vivace nella bellezza della giovane: \u201ctu che stai a fumare in un angolo\/ ogni mattino\/ capelli neri a caschetto\/ e un angelo custode\/ l\u00ec vicino\u201d. In tutto il libro si svela una silenziosa malinconia, l\u2019esistenza che avvolge le et\u00e0 e le porta in un eterno passato, ed anche una traccia prima leopardiana, poi\u00a0\u00a0 montaliana e luziana, che ribolle, per via del tempo che scorre, con il male nel mondo che incombe, il nichilismo imperante e la mancata attenzione al divino, e il dolore, tenero, struggente, amico quasi che incornicia certe morti, come le belle e vibranti poesie dedicate ai genitori, agli amici. Il vivere, l\u2019osservare, l\u2019incertezza del nostro essere, lo pone dinanzi a fatti che lo interrogano: \u201cE cosa fanno\/ ma soprattutto di cosa parlano\/ i due tizi che scorrono in un lampo\/ proprio accanto al mio treno\/ sulla porta basculante di un garage\/ fra Umbria e Lazio?\u201d. <strong>E\u2019 il poeta che apre la finestra sul mondo, sorpreso come Leopardi scrive: \u201cun enigma e dilemma, \/ nel cuore di un mattino\/ che anche oggi ti dona\/ dell\u2019umano l\u2019equivoco infinito\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Bertoni ha pubblicato vari libri, tra i quali\u00a0 la raccolta\u00a0<em>Ricordi di Alzheimer\u00a0<\/em>(poi\u00a0<em>Il libro dell\u2019ansia<\/em>), in cui scrive della terribile malattia contratta dal padre, poesia che ha avuto molti riconoscimenti, \u00a0\u00a0e \u00a0il volume precedente a questo, \u00a0del poeta, sempre pubblicato da Einaudi, nel 2021, dal titolo insidioso\u00a0<em>L\u2019isola dei topi<\/em>; \u00a0quel titolo e quelle pagine,\u00a0 svelavano la simbologia \u00a0del malefico roditore, certo sguardo al nostro tempo,\u00a0 col \u00a0declino di una societ\u00e0, la nostra, che, tra guerre, covid, perdita dei valori ideali e spirituali ed eventi climatici, si pone sul baratro di un precipizio, sulla soglia della fine.\u00a0<strong> E qui Bertoni s\u2019\u00e8 dimostrato non solo poeta, ma profeta, maestro e guida.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro \u00e8 vincitore del Premio Strega Poesia con questa motivazione: \u00abLa raccolta raccolta <em>Semplici abbandoni, <\/em>di Alberto Bertoni il cui titolo \u00e8 ispirato a un verso di Amelia Rosselli<em>,<\/em> propone una poesia capace di sintetizzare la dimensione privata con quella del fluire delle piccole vicende umane che hanno intercettato il proprio vivere quotidiano. Attraverso luoghi, ricordi e figure della vita comune (la convivialit\u00e0 della buona tavola emiliana, la fede neroazzurra,\u00a0 la passione per le corse e gli studi) il poeta costruisce una meditazione sulla memoria, sugli affetti e sul passare del tempo, concepita su un doppio crinale: tra ironica dolcezza e virile accettazione dei destini umani, nel tono sempre abilmente intimo e al contempo civile, segnato da una lingua limpida che intreccia ironia, malinconia e consapevolezza e che raccoglie l\u2019eredit\u00e0 della grande tradizione novecentesca \u2013 da Sereni a Giudici \u2013 mantenendo uno sguardo originale e un respiro sempre autentico sulla realt\u00e0.\u00bb (Comitato scientifico)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Libro \u00a0prezioso, vademecum del vivere, quest\u2019ultimo di Alberto Bertoni(Semplici abbandoni, uscito presso Einaudi (pag. 140, euro 12), poeta di chiara fama, che scava e racconta il presente, il suo quotidiano, scrivendo versi che tracciano la vita, reale e realistica, \u00a0come vero documentario \u00a0scritto che lascia emergere riferimenti concreti della vita di tutti i giorni, in luoghi precisi; lasciando poi \u00a0trasparire come il dato autobiografico sbordi dall\u2019animo, dal magma interiore e si muove velocemente \u00a0lungo l\u2019asse temporale, di un tempo che fu. 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