{"id":41456,"date":"2026-06-23T20:13:07","date_gmt":"2026-06-23T20:13:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=41456"},"modified":"2026-06-23T20:13:07","modified_gmt":"2026-06-23T20:13:07","slug":"giovannino-guareschi-fotografo-uno-sguardo-dautore-in-bianco-e-nero-la-mostra-allape-parma-museo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/06\/23\/giovannino-guareschi-fotografo-uno-sguardo-dautore-in-bianco-e-nero-la-mostra-allape-parma-museo\/","title":{"rendered":"Giovannino Guareschi fotografo. Uno sguardo d&#8217;autore in bianco e nero. La mostra all\u2019APE Parma Museo."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/MUP-Giovannino-Guareschi-fotografo-copertina-e1782245200845.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41457\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/MUP-Giovannino-Guareschi-fotografo-copertina-e1782245200845.jpg\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"603\" \/><\/a>APE Parma Museo<\/strong>, centro culturale ed espositivo della\u00a0<strong>Fondazione Monteparma<\/strong>, presenta la prima mostra dedicata all&#8217;interessante produzione\/pratica fotografica di\u00a0<strong>Giovannino Guareschi<\/strong>, uno dei versanti creativi meno conosciuti ma non per questo meno importanti del poliedrico artista, la cui diffusa notoriet\u00e0 \u00e8 indissolubilmente legata ai personaggi di Don<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/giovannino-guareschi-lungolago-iseo-1941-archivio-giovannino-guareschi-e1782245231282.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-41458 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/giovannino-guareschi-lungolago-iseo-1941-archivio-giovannino-guareschi-e1782245231282.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"407\" \/><\/a> Camillo e Peppone. La mostra, visitabile fino al 28 giugno 2026, trae ispirazione dall&#8217;omonimo volume\u00a0<em>Giovannino Guareschi fotografo. Uno sguardo d&#8217;autore in bianco e nero<\/em>, di\u00a0<strong>Giuseppina Benassati<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Roberta Cristofori<\/strong>, con presentazione di\u00a0<strong>Gino Ruozzi<\/strong>\u00a0e un&#8217;intervista ad\u00a0<strong>Alberto Guareschi<\/strong>\u00a0(Monte Universit\u00e0 Parma Editore), attingendo dai materiali conservati presso l&#8217;<strong>Archivio di Roncole Verdi<\/strong>, illustra il suo fare creativo nel periodo interessato dalla <strong>sua produzione\/pratica fotografica, che va dal 1934 al 1956, con un&#8217;interruzione di quasi due anni (1943-45) di internamento militare e di altri due anni (1954-55) di carcerazione.<\/strong><\/p>\n<p>La presente esposizione e la pubblicazione del volume rientrano anch&#8217;essi nel rinnovato interesse per la figura di Giovannino Guareschi, la cui vita sar\u00e0 oggetto del film \u00a0\u00a0tv di prossima uscita &#8220;Non muoio neanche se mi ammazzano&#8221;, prodotto da Anele in collaborazione con Rai Fiction, per la regia di Andrea Porporati.<\/p>\n<p>Parlare di Guareschi fotografo significa innanzitutto chiarire cosa non \u00e8: non \u00e8 un dilettante, non \u00e8 un professionista, non \u00e8 un cultore della bella immagine realizzata a regola d&#8217;arte, non \u00e8 seguace di nessuna tendenza artistica o estetica. \u00c8 un outsider perch\u00e9 non \u00e8 un fotografo in senso stretto ma un creatore di immagini in senso onnicomprensivo.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>fotografia<\/strong>\u00a0di Guareschi \u00e8 qui proposta non tanto come attivit\u00e0 autonoma ma soprattutto\u00a0<strong>come tessera di un mosaico creativo eterogeneo<\/strong>\u00a0composto di tasselli interdipendenti l&#8217;uno dall&#8217;altro. Al di l\u00e0 del mezzo che utilizza &#8212; fotocamera, disegno, ma anche scrittura &#8212; l&#8217;Autore risponde solo al proprio personalissimo sguardo, un insieme di curiosit\u00e0, profonda cultura umanistica, ricchissima cultura visiva, geniale immaginazione, spesso declinata in una vena di irresistibile comicit\u00e0<\/p>\n<p>La scelta di realizzare un&#8217;esposizione attraverso riproduzioni digitali a stampa di fotografie analogiche e disegni autografi \u00e8 motivata dalla duplice volont\u00e0 di tutelare gli originali e di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/giovannino-guareschi-campo-di-grano-1941-archivio-giovannino-guareschi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41459\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/giovannino-guareschi-campo-di-grano-1941-archivio-giovannino-guareschi.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"602\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/giovannino-guareschi-campo-di-grano-1941-archivio-giovannino-guareschi.jpg 560w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/giovannino-guareschi-campo-di-grano-1941-archivio-giovannino-guareschi-284x300.jpg 284w\" sizes=\"(max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/a> agevolare la lettura attraverso ingrandimenti. L&#8217;Autore, infatti, essendo totalmente lontano dall&#8217;intento di creare belle fotografie da fruire come opere attraverso stampe accurate, ha lasciato solamente negativi e piccole stampe a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/giovannino-guareschi-pisa-1949-archivio-giovannino-guareschi-e1782245278316.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-41460 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/giovannino-guareschi-pisa-1949-archivio-giovannino-guareschi-e1782245278316.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"425\" \/><\/a> contatto, n\u00e9 ha mai pensato di misurarsi con la sfida della camera oscura.<\/p>\n<p>Questo suo approccio ha suggerito di privilegiare il suo sguardo, il suo pensiero sull&#8217;immagine fotografica, piuttosto che la fisicit\u00e0 dell&#8217;esito del suo fare: tante piccole fotografie che si aggiungono allo straordinario &#8220;magazzino&#8221;, reale e mentale, dei molteplici prodotti della sua creativit\u00e0.<\/p>\n<p>La mostra si snoda attraverso\u00a0<strong>un percorso articolato in nuclei tematici<\/strong>, dove l&#8217;originalit\u00e0 del segno iconografico, che si tratti di fotografie o di disegni, trova risonanza nella parola dell&#8217;Autore attraverso un&#8217;accorta selezione di sue citazioni.<\/p>\n<p>S&#8217;inizia con l&#8217;archetipo della finestra quale confine dello sguardo, limite tra dentro e fuori, passaggio dal chiaro allo scuro; si prosegue con il paesaggio della Bassa, l'&#8221;antipittoresco&#8221; per eccellenza: il Po, la Pianura padana, le strade che l&#8217;attraversano, le case che parlano; si racconta l&#8217;avventura del &#8220;giretto in bicicletta&#8221; effettuato per il &#8220;Corriere della Sera&#8221; nel 1941-42; si passa alla citt\u00e0 di Milano &#8212; che gli regala lavoro, casa e famiglia ma che \u00e8 anche emblema della metropoli dalle crescenti periferie e solitudini &#8212; e poi alla smisurata Ville Lumi\u00e8re, con il suo vertiginoso sviluppo verticale; infine, la dimensione domestica e quotidiana intrisa di surrealismo, dove &#8216;le cose di casa&#8217;, sapientemente accostate, sembrano costruire\/inscenare improbabili dialoghi.<\/p>\n<p>Pervade il racconto un&#8217;assoluta lontananza dalla retorica e dalla rappresentazione convenzionale, ben evidente nelle originali, vere e proprie\u00a0<strong>&#8220;anti-cartoline&#8221;<\/strong>\u00a0delle vedute di citt\u00e0, da Milano a Parigi passando per Pisa.<\/p>\n<p>Del tutto\u00a0<strong>anticipatore della fotografia contemporanea<\/strong>\u00a0\u00e8 il suo sguardo che si posa sul paesaggio di cui coglie l&#8217;essenza attraverso particolari solo apparentemente banali. Le sue fotografie, come i suoi disegni e i suoi scritti, sono sempre coerenti con questa visione poich\u00e9, come scrive\u00a0<strong>Gino Ruozzi<\/strong>, \u00ab<em>Guareschi le sue storie le &#8216;scrive&#8217; e le vede, le fotografa e le disegna, in un sistema di vasi comunicanti di eccezionale espressivit\u00e0<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>APE Parma Museo, centro culturale ed espositivo della\u00a0Fondazione Monteparma, presenta la prima mostra dedicata all&#8217;interessante produzione\/pratica fotografica di\u00a0Giovannino Guareschi, uno dei versanti creativi meno conosciuti ma non per questo meno importanti del poliedrico artista, la cui diffusa notoriet\u00e0 \u00e8 indissolubilmente legata ai personaggi di Don Camillo e Peppone. La mostra, visitabile fino al 28 giugno 2026, trae ispirazione dall&#8217;omonimo volume\u00a0Giovannino Guareschi fotografo. Uno sguardo d&#8217;autore in bianco e nero, di\u00a0Giuseppina Benassati\u00a0e\u00a0Roberta Cristofori, con presentazione di\u00a0Gino Ruozzi\u00a0e un&#8217;intervista ad\u00a0Alberto Guareschi\u00a0(Monte Universit\u00e0 Parma Editore), attingendo dai materiali conservati presso l&#8217;Archivio di Roncole Verdi, illustra il suo fare creativo nel periodo interessato dalla [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/06\/23\/giovannino-guareschi-fotografo-uno-sguardo-dautore-in-bianco-e-nero-la-mostra-allape-parma-museo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,74779,66803,9894,10357,44441,87,28340,17505,35188,28369,51665,4625],"tags":[459253,281437,602029,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41456"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41456"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41456\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41463,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41456\/revisions\/41463"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}