{"id":41508,"date":"2026-06-27T19:13:03","date_gmt":"2026-06-27T19:13:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=41508"},"modified":"2026-06-27T19:13:03","modified_gmt":"2026-06-27T19:13:03","slug":"nel-centenario-della-nascita-di-robert-filliou-artista-e-pensatore-francese-una-mostra-dedicata-alla-fondazione-mudima-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/06\/27\/nel-centenario-della-nascita-di-robert-filliou-artista-e-pensatore-francese-una-mostra-dedicata-alla-fondazione-mudima-di-milano\/","title":{"rendered":"Nel centenario della nascita di Robert Filliou artista e pensatore francese, una mostra dedicata alla Fondazione Mudima di Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/11-maggio-robert-filliou-alla-fondazione-mudima-milano_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41509\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/11-maggio-robert-filliou-alla-fondazione-mudima-milano_.jpg\" alt=\"\" width=\"577\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/11-maggio-robert-filliou-alla-fondazione-mudima-milano_.jpg 625w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/11-maggio-robert-filliou-alla-fondazione-mudima-milano_-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/a>Nel centenario della nascita di<\/strong>\u00a0<strong>Robert Filliou\u00a0<\/strong>(Sauve 1926 \u2013 Les Eyzies-de-Tayac-Sireuil 1987) la\u00a0<strong>Fondazione Mudima\u00a0<\/strong>ospita a Milano (via Tadino 26<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/f_1-e1782586735704.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41510 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/f_1-e1782586735704.jpg\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"403\" \/><\/a>) una sua mostra personale dal titolo\u00a0<strong>\u201cfraternit\u00e9, fraternit\u00e8, fraternit\u00e9\u201d<\/strong>, che \u00e8 anche il titolo di un\u2019opera del 1973 presente in mostra. Curata da\u00a0<strong>Gino Di Maggio<\/strong>, la mostra, inaugurata lo scorso gioved\u00ec, rimarr\u00e0 aperta al pubblico\u00a0<strong>fino al 10 luglio<\/strong> <strong>2026.<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>Rivoluzione francese\u00a0ci aveva regalato i tre principi fondamentali della convivenza umana \u201clibert\u00e9, fraternit\u00e9, egalit\u00e9\u201d.<\/strong> Di fronte all\u2019evidente fallimento di questa proposta negli ultimi due secoli, Robert Filliou sofferma il suo sguardo sulla sola parola fraternit\u00e9 perch\u00e9 \u00e8 evidente che senza fraternit\u00e0 non pu\u00f2 esserci uguaglianza, e senza uguaglianza non esiste la libert\u00e0.<br \/>\n<strong>Robert Filliou\u00a0<\/strong>\u00e8 stato una delle figure chiave dell\u2019arte sperimentale della seconda met\u00e0 del XX secolo, poeta, drammaturgo, artista visivo, economista e pensatore francese. Dopo aver studiato dal 1948 al 1951 economia alla\u00a0<strong>University of California di Los Angeles<\/strong>, partecipa per tre anni, per conto delle Nazioni Unite, a un programma di ricostruzione rivolto alla\u00a0<strong>Corea del Sud<\/strong>, esperienza che insieme a un viaggio in\u00a0<strong>Giappone\u00a0<\/strong>gli consente di conoscere la filosofia zen, che eserciter\u00e0 un ruolo fondamentale nello sviluppo della sua ricerca. Rientrato a\u00a0<strong>Parigi\u00a0<\/strong>nel 1958, si dedica alla scrittura, preferendo considerarsi, anche successivamente, pi\u00f9 che un artista, soprattutto un poeta-scrittore. L\u2019interesse per la scrittura determina nel tempo una riflessione sulle possibilit\u00e0 del testo di operare sconfinamenti imprevedibili che danno origine a performance come, nel 1960, Le collage de l\u2019immortelle mort du monde, trascrizione scomposta e casuale di un testo teatrale, in cui la disarticolazione delle regole convenzionali apre a non sempre controllabili possibilit\u00e0 semantiche.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/ev_filliou-1200x818-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41511\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/ev_filliou-1200x818-1.jpg\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/ev_filliou-1200x818-1.jpg 1200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/ev_filliou-1200x818-1-300x205.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/ev_filliou-1200x818-1-1024x698.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/ev_filliou-1200x818-1-768x524.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/a>La Danse po\u00e8me al\u00e9atoire collectif del 1962 \u00e8 un esempio straordinario di questa attitudine alla poesia. L\u2019opera consiste in due ruote di bicicletta fissate a una tavola di legno montata a parete con tre aghi direzionali per ruota. Intorno, una serie di parole: verbi, sostantivi, piccoli agglomerati semantici. Il Po\u00e8me \u00e8 una sorta di strana macchina poetica, memore dei giochi linguistici surrealisti. Il visitatore \u00e8 chiamato infatti a girare la ruota cos\u00ec che gli aghi puntino le diverse parole componendo una scrittura casuale ed evocativa. La parola poetica si fa evento, partecipazione, fatto visuale. <strong>Filliou<\/strong>, pertanto, concepisce l\u2019arte come una dimensione partecipata che si sviluppa attraverso il coinvolgimento e l\u2019azione collettiva, al di l\u00e0 degli standard del sistema artistico. Da questo principio scaturiscono progetti come l\u2019Eternal Network e La f\u00eate permanente. Il tema della creazione non \u00e8 legato a una condizione di \u201cprivilegio\u201d dell\u2019artista; essa \u00e8 contenuta in tutti gli individui, anche in quelli che normalmente non ne hanno consapevolezza: la condizione dell\u2019artista che agisce all\u2019interno di un\u2019eterna rete di connessioni.<br \/>\nIn base a questa pratica di partecipazione e indistinzione tra artista e pubblico, nel 1971 Filliou realizza Le territoire de la r\u00e9publique g\u00e9niale, un\u2019azione concettuale che ha il senso di un\u2019utopia, presentata per la prima volta allo Stedelijk Museum di Amsterdam, dove il territorio non pu\u00f2 mai essere rivendicato da nessuno. In questo spazio utopico e ideale la gente comune entra in un territorio de-territorializzato, allestito con documenti e fotografie, in cui a varie scatole corrispondono diversi paesi del mondo: interagendo con tale reinterpretazione della geopolitica, predisposta dall\u2019artista, il pubblico \u00e8 chiamato a sviluppare il proprio \u201cgenio\u201d nella convinzione che l\u2019insipiente \u00e8 privilegiato rispetto al savio. Filliou dice che ci formiamo e strutturiamo per avere un valore economico da immettere sul mercato. Tale valore, per Filliou, \u00e8 il talento. E, nel contesto del suo discorso, ci\u00f2 ha una valenza negativa. La mercificazione di queste qualit\u00e0 creatrici rappresenta uno strumento di prostituzione dell\u2019essere. All\u2019opposto del talento per Filliou c\u2019\u00e8 il genio, ossia la creativit\u00e0 spontanea presente in tutti gli uomini. \u201cTutti siamo geni fino a quando non cediamo alla tentazione del talento\u201d.<br \/>\nL\u2019arte, quando la concepiamo come produzione di oggetti, \u00e8 talento; quando l\u2019arte diventa un modo di essere e non di fare, diventa \u201ccreativit\u00e0 permanente\u201d. Tale concetto elaborato e pensato da Filliou, si ritrova sulla grande tela presente alla Fondazione Mudima dal titolo: Research on Pre-Biology &#8211; Research in Progress: I. Proposing a New Concept: PreBiological Genius, 1973. Filliou sostiene che qualit\u00e0 come \u201cl\u2019innocenza, l\u2019immaginazione, la libert\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0\u201d, frenate fin dall\u2019infanzia, possono diventare il motore di un cambiamento. \u201cLa cosa pi\u00f9 importante da insegnare ai bambini \u00e8 l\u2019uso creativo del tempo libero\u201d, scrive, per aiutarli a realizzarsi e a inserirsi in seguito nella sfera professionale con creativit\u00e0 ed etica. Lontano dalla societ\u00e0 del tempo libero, che ha trasformato il tempo libero in una merce standardizzata, Filliou suggerisce di incorporare nelle nostre vite, in tutti i settori di attivit\u00e0, \u201cl\u2019innocenza e l\u2019immaginazione\u201d, per \u201cpassare dal lavoro come pena al lavoro come gioco\u201d, affinch\u00e9 il cambiamento dei valori si ripercuota nel sistema economico e si instauri un\u2019economia poetica. L\u2019intera opera di Robert<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/14filliou.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41513 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/14filliou.jpg\" alt=\"\" width=\"558\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/14filliou.jpg 637w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/06\/14filliou-300x181.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 558px) 100vw, 558px\" \/><\/a> Filliou accompagna il progetto di stravolgere i \u201cprincipi di economia politica\u201d di\u00a0<strong>John Stuart Mill\u00a0<\/strong>(pensatore liberale ed economista britannico del XIX secolo) in Principi di economia poetica fondati non pi\u00f9 su criteri di rendimento e redditivit\u00e0 capitalistici, ma su una nuova teoria del valore che miri alla creazione di una nuova \u201carte di vivere\u201d. Ispirato in ci\u00f2 dagli scritti di Charles Fourier, socialista e utopista del XIX secolo, che aveva definito nuovi rapporti sociali riguardanti la totalit\u00e0 della vita, per un\u2019\u201carmonia sociale\u201d e un\u2019\u201carmonia universale\u201d. \u00c8 ci\u00f2 che proclama la sua espressione pi\u00f9 famosa: \u201cl\u2019arte \u00e8 ci\u00f2 che rende la vita pi\u00f9 interessante dell\u2019arte\u201d, riprendendo il pensiero dadaista dell\u2019inizio del XX secolo in cui gi\u00e0 si affermava che \u201cla vita \u00e8 pi\u00f9 interessante dell\u2019arte\u201d. Il valore \u201cassoluto\u201d dell\u2019idea artistica, la consapevolezza delle fondamenta sociali dell\u2019\u201catto creativo\u201d di fronte allo scetticismo che politica ed economia possano risolvere i problemi profondi della societ\u00e0, costituiscono la grammatica di un pensiero dell\u2019artista: \u201cNon sono solo interessato all\u2019arte, ma alla societ\u00e0 della quale l\u2019arte \u00e8 un aspetto. Sono interessato al mondo come a un tutto, un tutto del quale la societ\u00e0 \u00e8 una parte. Sono interessato all\u2019universo del quale il mondo \u00e8 un frammento. Sono anzitutto interessato alla Creazione costante della quale l\u2019universo \u00e8 soltanto un prodotto\u201d.<br \/>\nApproccio sintetizzato anche nel seguente aforisma, che individua nell\u2019opera una sparizione o limitazione congenita: \u201cQuando fai \u00e8 arte, quando finisci \u00e8 non-arte, quando esibisci \u00e8 anti-arte\u201d. Filliou, pertanto, concepisce l\u2019arte come una dimensione partecipata che si sviluppa attraverso il coinvolgimento e l\u2019azione collettiva, al di l\u00e0 degli standard del sistema artistico.<br \/>\nNel 1968 Filliou elabora il principio di equivalenza, con il quale propone di considerare, in termini di creazione permanente, tre proposizioni come equivalenti: \u201cben fatto\u201d, \u201cmal fatto\u201d e \u201cnon fatto\u201d. L\u2019equivalenza non \u00e8 uguaglianza, un valore non si sostituisce all\u2019altro; al contrario, le tre proposizioni si completano a vicenda e il \u201cben fatto\u201d, il \u201cmal fatto\u201d e il \u201cnon fatto\u201d si manifestano, secondo Filliou, come un tutto naturale e spontaneo. Cos\u00ec le tre proposizioni del principio di equivalenza sono legate da questo principio creatore che ristabilisce l\u2019equilibrio fra le parti, fra i tre mondi, e assicura l\u2019Unit\u00e0 con una possibile armonia.<br \/>\nIl principio di equivalenza \u00e8 un attacco diretto al primato del giudizio estetico nella cultura occidentale. L\u2019opera presente in Fondazione Mudima dal titolo Bo\u00eetes parlantes del 1973 ne \u00e8 un chiaro esempio. Autodidatta nel campo delle arti, Robert Filliou va oltre l\u2019ambito specifico della creazione artistica; la sua ricerca si inserisce in un processo di rinnovamento dei valori applicato a tutti i settori di attivit\u00e0. Sempre animato da una fortissima curiosit\u00e0, si \u00e8 nutrito di tutti i campi del sapere e la sua arte affronta questioni legate tanto alla gnosi (la conoscenza suprema che passa attraverso la conoscenza di s\u00e9), alla metafisica, alla filosofia, alla linguistica, all\u2019economia, all\u2019ecologia, quanto alle scienze o alle arti. Filliou si presenta quindi come un vero e proprio\u00a0<strong>\u201canimatore del pensiero\u201d<\/strong>. La sua produzione \u00e8 definita in termini di \u201cproposte artistiche\u201d, piuttosto che di opere d\u2019arte, in cui la comunicazione avviene come un\u2019attivit\u00e0 di scambio, attraverso la creazione di dispositivi che invitano a condividere e sperimentare a propria volta. Filliou non \u00e8 solo uno degli artisti pi\u00f9 influenti del recente passato, ma una voce eminentemente rilevante per la nostra epoca, lui che ha affrontato l\u2019economia politica e poetica, la curiosit\u00e0, e che ha insistito sull\u2019\u201cidea che la ricerca sia il privilegio di chi non sa, e non il dominio di chi sa\u201d; lui che ha parlato di \u201cconvivialit\u00e0 e gioco\u201d, ma anche della \u201csolitudine come uno stato produttivo e desiderabile\u201d. Una morte prematura ha interrotto il suo ritiro in un monastero buddhista che avrebbe dovuto durare tre anni, tre mesi e tre giorni.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel centenario della nascita di\u00a0Robert Filliou\u00a0(Sauve 1926 \u2013 Les Eyzies-de-Tayac-Sireuil 1987) la\u00a0Fondazione Mudima\u00a0ospita a Milano (via Tadino 26) una sua mostra personale dal titolo\u00a0\u201cfraternit\u00e9, fraternit\u00e8, fraternit\u00e9\u201d, che \u00e8 anche il titolo di un\u2019opera del 1973 presente in mostra. Curata da\u00a0Gino Di Maggio, la mostra, inaugurata lo scorso gioved\u00ec, rimarr\u00e0 aperta al pubblico\u00a0fino al 10 luglio 2026. La Rivoluzione francese\u00a0ci aveva regalato i tre principi fondamentali della convivenza umana \u201clibert\u00e9, fraternit\u00e9, egalit\u00e9\u201d. 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