{"id":41704,"date":"2026-07-13T14:36:13","date_gmt":"2026-07-13T14:36:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=41704"},"modified":"2026-07-13T15:17:58","modified_gmt":"2026-07-13T15:17:58","slug":"un-saggio-illuminante-sul-notturno-di-dannunzio-e-sofferente-scriba-di-franco-manzoni-e-marco-sbrana-uscito-da-algra-editore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/07\/13\/un-saggio-illuminante-sul-notturno-di-dannunzio-e-sofferente-scriba-di-franco-manzoni-e-marco-sbrana-uscito-da-algra-editore\/","title":{"rendered":"Un saggio illuminante sul \u201cNotturno\u201d di D\u2019Annunzio. E\u2019 \u201cSoffrente scriba\u201d di Franco Manzoni e Marco Sbrana uscito da Algra editore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Soffrente-Scriba.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-41705\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Soffrente-Scriba.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"620\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Soffrente-Scriba.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Soffrente-Scriba-194x300.jpg 194w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Franco Manzoni illustre poeta e saggista non finisce mai di lasciarsi scoprire sempre nuovo e prezioso, per gli scritti che ci sottopone e oggi eccone uno portato a termine unitamente a un suo allievo, Marco Sbrana. <strong>Si tratta di \u201cSoffrente scriba. D\u2019Annunzio e il suo Notturno\u201d (pp. 71, prefazione di Emilio Zucchi, Algra editore, Viagrande\/Catania, Euro 10). I due saggisti, Franco Manzoni e Marco Sbrana suo allievo,\u00a0\u00a0 hanno qui messo in evidenza come D\u2019annunzio sommo poeta, unico\u00a0 e ancor pi\u00f9 sommo,\u00a0 descrive,\u00a0 comprende e\u00a0 porta a evidenza\u00a0 il senso universalmente esperibile\u00a0 dell\u2019incolore quotidianit\u00e0, delle insensate abitudini, del grigiore della noia, del dolore che avvolge l\u2019umano,\u00a0 e maggiormente qui l\u2019angosciante oscurit\u00e0\u00a0 della disperazione,<\/strong> <strong>della crepuscolare tristezza, dell\u2019andirivieni di vita e morte\u00a0 e dei vuoti che contestualizzano l\u2019esistenza, degli addii\u00a0 che\u00a0 movimentano il cuore in fibrillazione\u00a0 e rodono la felicit\u00e0 e l\u2019amore, della malinconica e nostalgica peregrinatio\u00a0 nel tempo.\u00a0<\/strong> Si legge in \u201cNotturno\u201d: \u201cScruto in tutta la mia attitudine\/ la rigidit\u00e0 di uno scriba egizio\/ scolpito nel basalto\u201d. Domanda e attestazione dell\u2019io e del suo divenire. Parole che lasciano scoprire i modi con i quali ciascuno di noi trattenendo la domanda, le volge lo sguardo, la circonda, ponendosi rispetto ad essa con la propria formazione individuale. <strong>Basta ricordare con Maurice Blanchot che l\u2019arte \u00e8 \u201cun cammino verso s\u00e8 stessi\u201d. Cos\u00ec \u00e8 stato per D\u2019Annunzio e il suo \u201cNotturno\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Il saggio di Manzoni-Sbrana analizza\u00a0<em>Notturno<\/em>\u00a0quale opera di rottura nella produzione di D\u2019Annunzio, generata dal trauma dell\u2019incidente aereo del 1916 e dalla temporanea cecit\u00e0, che in principio si temeva totale. La condizione d\u2019immobilit\u00e0 e buio impose allo scrittore una sorta di stato depressivo, un confronto diretto con il corpo ferito, la paura e il rischio della follia, dando origine a una scrittura di eccelsa prosa poetica frammentaria, dove vita e opera coincidono senza pi\u00f9 sublimazioni eroiche. <strong>Il primo nucleo tematico riguarda il dolore come origine del capolavoro:<\/strong> caduto il mito del Vate, emerge una persona vulnerabile che usa la letteratura a mo\u2019 di resistenza. <strong>Il capitolo sulla musica individua\u00a0<em>Notturno<\/em>\u00a0nel suo aspetto di prosa lirica e impressionistica. Seguono le sezioni dedicate al corpo, alla morte e ai compagni di guerra, in cui il superomismo viene annullato dall\u2019umanissimo processo di una esistenza, segnata ora da precariet\u00e0, perdita, fragilit\u00e0, addii, vuoto.<\/strong> La madre \u00e8 figura legata all\u2019occulto desiderio di regressione (\u201cE\u2019 mia madre, \u00e8 mia madre, \u00e8 mia madre che s\u2019appiglia alle mie ossa, si rivoltola nel mio buio, si rif\u00e0 carne della mia carne, peso del mio calvario\u2026\u201d), mentre la figlia<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Adolfo_de_Carolis_copertina_de_Il_Notturno_di_DAnnunzio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41706 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Adolfo_de_Carolis_copertina_de_Il_Notturno_di_DAnnunzio.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"897\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Adolfo_de_Carolis_copertina_de_Il_Notturno_di_DAnnunzio.jpg 654w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Adolfo_de_Carolis_copertina_de_Il_Notturno_di_DAnnunzio-192x300.jpg 192w\" sizes=\"(max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/a> Renata, la Sirenetta, \u00e8 il dispositivo che rende possibile la scrittura stessa dell\u2019opera.\u00a0<em><strong>Notturno<\/strong><\/em><strong>\u00a0appare cos\u00ec quale canto del disfacimento<\/strong> e, insieme, ultimo atto di volont\u00e0 espressiva, ove l\u2019eroismo si trasforma definitivamente in autentica umanit\u00e0.<strong> \u201c<\/strong>Notturno\u201d fu composto nel 1916 a Venezia, quando D&#8217;Annunzio rimase temporaneamente cieco e immobilizzato a causa di un grave incidente aereo durante una missione su Trieste. Il poeta batt\u00e9 la tempia contro la mitragliatrice di prua, perdendo l&#8217;uso dell&#8217;occhio destro e rischiando anche quello sinistro. Per tre mesi fu costretto a letto, al buio, assistito dalla figlia Renata, che lo aiut\u00f2 a scrivere l&#8217;opera su circa diecimila sottili strisce di carta, una riga per ciascuna, utilizzando un lapis scorrevole senza poter vedere il testo. Successivamente, le strisce furono raccolte e ordinate dalla figlia, permettendo la pubblicazione definitiva nel 1921, dopo una prima edizione incompleta del 1916. \u00a0<strong>L&#8217;opera \u00e8 suddivisa in tre parti chiamate \u201cOfferte\u201d e si conclude con un&#8217;\u201cAnnotazione finale\u201d. <\/strong>La struttura \u00e8 frammentaria e il linguaggio \u00e8 essenziale, lontano dalle consuete esuberanze stilistiche dannunziane. Non segue una trama lineare, ma si compone di <strong>meditazioni, ricordi e sensazioni del poeta durante il periodo di cecit\u00e0, creando un effetto di introspezione profonda e di visione interiore.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Notturno&#8221; affronta temi di\u00a0<strong>malinconia, perdita e consapevolezza della morte<\/strong>, <strong>riflettendo sul dolore personale, la solitudine e l&#8217;impossibilit\u00e0 di muoversi liberamente.<\/strong> \u00a0 L&#8217;opera supera temporaneamente la tensione superomistica tipica di D&#8217;Annunzio, concentrandosi su un bilancio della propria vita e sulla meditazione esistenziale. La malattia e la cecit\u00e0 diventano metafore della condizione umana e della morte, mentre <strong>il poeta si trasforma in un \u201ccieco veggente\u201d,<\/strong> capace di vedere attraverso la memoria e l&#8217;immaginazione.<\/p>\n<p>\u201cNotturno\u201d movimenta la fase pi\u00f9 riflessiva, introspettiva \u00a0e meditativa dell\u2019intera produzione dannunziana, definita comunemente &#8220;notturna&#8221;. <strong>L&#8217;opera \u00e8 un capolavoro, un capolavoro per la sua profondit\u00e0 psicologica e per la capacit\u00e0 di trasformare l&#8217;esperienza del dolore in introspezione poetica; ci viene descritta in questo saggio a due mani, come il possibile ritorno alla propria essenzialit\u00e0 esistenziale. <\/strong>\u00a0La scrittura, pur tra le tante difficolt\u00e0 fisiche, diventa un mezzo di sopravvivenza spirituale e di esplorazione interiore. \u201cNotturno\u201d \u00e8 un&#8217;opera unica nella produzione dannunziana, che lega <strong>esperienza personale, riflessione sulla vita e sulla morte, e innovazione stilistica<\/strong>, offrendo un quadro d\u2019insieme forte, vivo, intenso e soprattutto meditativo della condizione umana.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Franco Manzoni illustre poeta e saggista non finisce mai di lasciarsi scoprire sempre nuovo e prezioso, per gli scritti che ci sottopone e oggi eccone uno portato a termine unitamente a un suo allievo, Marco Sbrana. Si tratta di \u201cSoffrente scriba. D\u2019Annunzio e il suo Notturno\u201d (pp. 71, prefazione di Emilio Zucchi, Algra editore, Viagrande\/Catania, Euro 10). 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