{"id":41767,"date":"2026-07-20T19:38:06","date_gmt":"2026-07-20T19:38:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=41767"},"modified":"2026-07-20T19:38:06","modified_gmt":"2026-07-20T19:38:06","slug":"a-morterone-natura-arte-poesia-2026-con-francois-morellet-cholet-1926-2016-nel-centenario-della-nascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/07\/20\/a-morterone-natura-arte-poesia-2026-con-francois-morellet-cholet-1926-2016-nel-centenario-della-nascita\/","title":{"rendered":"A Morterone Natura Arte Poesia 2026 con Fran\u00e7ois Morellet (Cholet, 1926 \u2013 2016) nel centenario della nascita."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/morellet.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-41768\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/morellet.jpg\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"789\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/morellet.jpg 538w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/morellet-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 538px) 100vw, 538px\" \/><\/a>L\u2019Associazione Culturale amici di Morterone in occasione del centenario di Fran\u00e7ois Morellet (Cholet, 1926 &#8211; 2016) l\u2019associazione Culturale amici di Morterone e il Museo d\u2019arte Contemporanea all\u2019aperto di Morterone hanno aderito al progetto nazionale Fran\u00e7ois Morellet Centenario in Italia 1926 &#8211; 2026, realizzato in stretta collaborazione con l\u2019estate Morellet, e curato da Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Ragghianti di Lucca, e Alessandro Gallicchio, direttore del Dipartimento di storia dell\u2019arte dell\u2019accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici. <\/strong>Diverse istituzioni presenti su tutto il territorio italiano si sono riunite per rendere omaggio alla figura dell\u2019artista francese in un Paese in cui ha esposto per la prima volta nel 1960 alla Galleria azimut di Milano su invito di Piero Manzoni e dove si \u00e8 tenuta l\u2019ultima mostra da lui progettata presso la galleria a arte Invernizzi di Milano nel 2016, inauguratasi poco dopo la sua scomparsa. Per questa occasione, sabato 11 luglio 2026 alle ore 11, viene presentato nuovamente al pubblico l\u2019intervento Laporte s\u2019envole, realizzato da Fran\u00e7ois Morellet nel 2012 e attualmente opera permanente del museo all\u2019aperto. <strong>Due elementi in neon blu riprendono, alterandolo, il perimetro di uno degli ingressi della casa su cui \u00e8 installata, la luce blu sposta l\u2019attenzione dal punto di passaggio reale della soglia a una dimensione \u201caltra\u201d, quasi come se lo sguardo dell\u2019osservatore fosse chiamato a muoversi oltre il limite di ci\u00f2 che \u00e8 reale, verso il \u201cpossibile\u201d, senza tuttavia negare la funzione effettiva di collegamento tra esterno e interno dell\u2019edificio<\/strong>. All\u2019interno della Casa dell\u2019arte viene inoltre presentato un focus dedicato all\u2019artista dove opere degli anni sessanta e settanta &#8211; quali 5 impressions d\u00e9cal\u00e9es du jaune \u00e0 l\u2019orange del 1969 e 8 passes de carr\u00e9s r\u00e9guliers, pivot\u00e9es \u00e0 chaque c\u00f4t\u00e9 del 1970 &#8211; sono esposte in dialogo con lavori degli anni Duemila &#8211; Lunatique n\u00e9only 4 quarts n\u00b011 del 2002 e Contorsions n\u00b05 del 2007. <strong>Se nelle prime l\u2019attivazione spaziale si realizza attraverso la parcellizzazione e la ripetizione sfalsata di un archetipo geometrico quale il quadrato, nelle opere pi\u00f9 recenti Morellet enfatizza il suo percorso di libert\u00e0 decostruttiva coinvolgendo lo spazio esterno alla tela nella ricomposizione segnica della figura del cerchio in neon.<\/strong> in entrambi i casi il rigore sistematico \u00e8 combinato con l\u2019imprevedibilit\u00e0 del caso attraverso l\u2019ironia e la libert\u00e0 di sperimentazione: il risultato di questa operazione artistica \u00e8 una condizione di osmosi tra opera, spettatore e spazio di relazione. Nelle altre sale della Casa dell\u2019arte sono esposte opere di artisti che hanno partecipato sin dalla met\u00e0 degli anni \u201980 a rigenerare ed animare la vita culturale di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Francois-Morellet-Pratica-dello-sguardo-Casa-dellArte-Morterone-800x506-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41769 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Francois-Morellet-Pratica-dello-sguardo-Casa-dellArte-Morterone-800x506-1.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Francois-Morellet-Pratica-dello-sguardo-Casa-dellArte-Morterone-800x506-1.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Francois-Morellet-Pratica-dello-sguardo-Casa-dellArte-Morterone-800x506-1-300x190.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/Francois-Morellet-Pratica-dello-sguardo-Casa-dellArte-Morterone-800x506-1-768x486.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/a> Morterone partendo dalla visione poetico filosofica della Natura Naturans di Carlo invernizzi &#8211; che pone al centro delle proprie riflessioni l\u2019uomo e la sua capacit\u00e0 di percepire e sentire ci\u00f2 che gli sta intorno non come un qualcosa di estraneo, ma come parte integrante del divenire vitale &#8211; insieme alle opere di artisti che sono stati coinvolti nel progetto di realizzazione del museo nel corso dei decenni. all\u2019ingresso del piano terra della Casa dell\u2019arte \u00e8 presentato l\u2019intervento Giro Tondo di Felice Varini che invade la scala, le pareti e il pavimento adiacenti, una porzione di muro delle sale retrostanti e la porta che conduce ad esse. L\u2019installazione mette in relazione la bidimensionalit\u00e0 della forma &#8211; che viene intercettata e scomposta dalla tridimensionalit\u00e0 dell\u2019ambiente &#8211; all\u2019architettura del luogo generando nuove dimensioni pittoriche che innescano un dialogo continuo con la percezione dello spazio. sulla parete di fronte all\u2019ingresso \u00e8 esposta l\u2019opera di Dadamaino. Il movimento delle cose (1992) appartenente al ciclo presentato in occasione della Biennale di Venezia del 1990 in cui la trasparente consistenza della superficie in poliestere \u00e8 solcata dai movimenti dei segni. nella parete a sinistra la pittura di Nelio Sonego sembra strabordare oltre il limite del supporto, coinvolgendo lo spazio e l\u2019osservatore non varcando o trapassando la superficie, ma aggirandola ed esplorandola nella sua fisicit\u00e0. a fianco l\u2019opera Naturans (1986) di Rodolfo Aric\u00f2 &#8211; ispirata alla visione poetica di Carlo Invernizzi &#8211; lascia trasparire una corporeit\u00e0 non tanto data dalla consistenza tangibile della materia, quanto dall\u2019intensit\u00e0 della manipolazione del colore sulla superficie. La stratificazione di pigmenti che caratterizza le opere di G\u00fcnter Umberg d\u00e0 corpo a monocromi carichi di energia e profondit\u00e0 inafferrabili pervasi da un moto espansivo che cattura lo sguardo di chi osserva verso l\u2019interno e al contempo ne dilata sia spazialmente che concettualmente i confini. accanto viene presentata l\u2019opera di Salvatore Scarpitta Gulag Slug Sled (Ivan\u2019s Bedroom &#8211; Gulag) (1992) derivata dall\u2019assemblaggio di pochi elementi &#8211; composti da materiali di recupero &#8211; volti alla trascendenza del mondo tangibile e alla tensione verso itinerari oltre i limiti del conosciuto. nella parete a destra l\u2019opera di carlo ciussi Senza titolo (2005) infrange l\u2019ordine apparente nella ripetizione sfasata di un quadrato richiamando nella forma e nel gesto le sculture installate all\u2019aperto; a fianco il ritmo della pittura di Alan Charlton presenta la reiterazione del medesimo elemento nello spazio disposto secondo coordinate lineari. nella sala adiacente le opere di Riccardo de Marchi, spirali metalliche installate a terra, riflettono da un lato le opere di Arcangelo Sassolino e Antonio Trotta e dall\u2019altro Formaspazio di Bruno Querci. Anticipazione della visione eterea che si trova nella sala attigua in cui le tele libere di Angelo Savelli, Antonio Scaccabarozzi e Niele Toroni restituiscono segni impalpabili insieme al tenue cromatismo di Riccardo Guarneri. Al primo piano l\u2019opera di Philippe Decrauzat obbliga chi osserva ad interrogarsi sul movimento ondeggiante e inarrestabile che l\u2019occhio compie e sulla persistenza dell\u2019immagine vibrante che esso coglie a cospetto dell\u2019opera, mentre i molteplici elementi della disseminazione di Pino Pinelli rimarcano la modalit\u00e0 del suo fare pittura e l\u2019opera di Francesco Candeloro restituisce alla vista l\u2019immagine di un ricordo di materia impalpabile. ad essa si contrappongono l\u2019opera in MDF di Lesley Foxcroft &#8211; un insieme di elementi che ruotano sulla parete &#8211; e le superfici tridimensionali con colature di colore di Elisabeth Vary, incentrate sulla genesi dell\u2019evento pittorico. nella sala attigua Dallo spazio totale (1954-64) di Mario Nigro &#8211; immagine di copertina del catalogo della retrospettiva che la citt\u00e0 di Milano ha dedicato all\u2019artista nel 2023 nelle sedi di Palazzo reale e Museo del novecento &#8211; dialoga con opere storiche di Enrico Castellani, Gianni colombo e Grazia Varisco legate al periodo germinale della loro attivit\u00e0 volta ad indagare le ricerche visuali e percettive. i segni archetipici di Gianni Asdrubali e il disegno a pastello di David Tremlett conducono al secondo piano, dedicato alle sculture di Rudi Wach e ai progetti di Riccardo de Marchi, Alan Charlton, Mauro Staccioli e Michel Verjux. inoltre, sono esposte le immagini fotografiche di Frasnida realizzate da Luigi Erba e la fotografia di Raffaella Toffolo, che attraverso un uso sapiente della luce svela visioni inedite di partiture d\u2019ombra. Le poesie di Carlo Invernizzi accompagnano il visitatore lungo l\u2019intero percorso espositivo. L\u2019attivit\u00e0 proposta dall\u2019associazione Culturale amici di Morterone \u00e8 volta a mettere in risalto la possibilit\u00e0 e la volont\u00e0 di una crescita armonica di uomo e ambiente: gli interventi ed i contributi realizzati da ciascun artista, in tempi e spazi diversi e secondo le proprie specificit\u00e0, si pongono alla nostra attenzione come ipotesi e possibilit\u00e0 di un fare dell\u2019uomo che non sia prevaricatore o estraneo rispetto alla natura, pi\u00f9 o meno antropizzata, ma che in un dialogo con essa sia in grado di fornire inedite e significative direttrici interpretative all\u2019uomo che la abita. \u00c8 l\u2019arte che ci aiuta a comprendere il nostro essere nel mondo e non \u00e8 un caso che sia stata proprio questa realt\u00e0 a fare di Morterone un luogo privilegiato, della geografia e della mente, nel quale proprio le condizioni di assoluta incontaminatezza permettono il libero dispiegarsi di una creativit\u00e0 tesa all\u2019affermazione di una fondamentale identit\u00e0 tra uomo e natura, tra fare antropico.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019Associazione Culturale amici di Morterone in occasione del centenario di Fran\u00e7ois Morellet (Cholet, 1926 &#8211; 2016) l\u2019associazione Culturale amici di Morterone e il Museo d\u2019arte Contemporanea all\u2019aperto di Morterone hanno aderito al progetto nazionale Fran\u00e7ois Morellet Centenario in Italia 1926 &#8211; 2026, realizzato in stretta collaborazione con l\u2019estate Morellet, e curato da Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Ragghianti di Lucca, e Alessandro Gallicchio, direttore del Dipartimento di storia dell\u2019arte dell\u2019accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici. 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