{"id":41863,"date":"2026-07-28T20:21:18","date_gmt":"2026-07-28T20:21:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=41863"},"modified":"2026-07-28T20:21:18","modified_gmt":"2026-07-28T20:21:18","slug":"italia-settanta-la-creativita-come-antidoto-arte-moda-design-la-mostra-a-palazzo-attems-petzenstein-a-gorizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/07\/28\/italia-settanta-la-creativita-come-antidoto-arte-moda-design-la-mostra-a-palazzo-attems-petzenstein-a-gorizia\/","title":{"rendered":"Italia Settanta. La creativit\u00e0 come antidoto. Arte Moda Design. La mostra a Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/alessandro_mendini_divano_kandissi_1978_1994_collezione_bau_haus_alchimia_side_one_legno_laccato_mul.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41864\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/alessandro_mendini_divano_kandissi_1978_1994_collezione_bau_haus_alchimia_side_one_legno_laccato_mul.jpg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/alessandro_mendini_divano_kandissi_1978_1994_collezione_bau_haus_alchimia_side_one_legno_laccato_mul.jpg 1181w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/alessandro_mendini_divano_kandissi_1978_1994_collezione_bau_haus_alchimia_side_one_legno_laccato_mul-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/alessandro_mendini_divano_kandissi_1978_1994_collezione_bau_haus_alchimia_side_one_legno_laccato_mul-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/alessandro_mendini_divano_kandissi_1978_1994_collezione_bau_haus_alchimia_side_one_legno_laccato_mul-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 563px) 100vw, 563px\" \/><\/a>Nel 2026, le sale di Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia tornano a farsi scenario di un viaggio ravvicinato nella memoria visiva del nostro Paese con la mostra\u00a0<strong>\u201cItalia Settanta. La creativit\u00e0 come antidoto. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/manifattura_italiana_sandalo_collezione_quinto_tinarelli_foto_di_luigi_vitale-e1785269200242.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41865 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/manifattura_italiana_sandalo_collezione_quinto_tinarelli_foto_di_luigi_vitale-e1785269200242.jpg\" alt=\"\" width=\"586\" height=\"390\" \/><\/a>Arte Moda Design.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;esposizione, promossa dell\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli-Venezia Giulia \u2013 ERPAC FVG, rappresenta il nuovo, attesissimo tassello di un articolato percorso che, dopo il successo dei precedenti appuntamenti dedicati agli anni Cinquanta e Sessanta, continua a documentare le profonde trasformazioni della societ\u00e0 italiana del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/gufram_cactus_musei_provinciali_di_gorizia_erpac_fvg_foto_di_luigi_vitale-e1785269431322.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41870\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/gufram_cactus_musei_provinciali_di_gorizia_erpac_fvg_foto_di_luigi_vitale-e1785269431322.jpg\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"634\" \/><\/a>In stretto collegamento con la mostra goriziana, a Gradisca d\u2019Isonzo, il progetto\u00a0<strong>\u201c<\/strong><strong>FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni \u201970<\/strong><strong>\u201d<\/strong> della\u00a0 riaccender\u00e0 i riflettori su un territorio \u2014 da Trieste a Udine, da Pordenone fino all&#8217;Isontino \u2014 che storicamente \u00e8 stato un crocevia fondamentale di<\/p>\n<div id=\"attachment_41867\" style=\"width: 320px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/bruno_chersicla_baroko_ruota_1975_galleria_regionale_d_arte_contemporanea_luigi_spazzapan_foto_di_el-e1785269367378.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-41867\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41867\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/bruno_chersicla_baroko_ruota_1975_galleria_regionale_d_arte_contemporanea_luigi_spazzapan_foto_di_el-e1785269367378.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"465\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-41867\" class=\"wp-caption-text\">Bruno Chertsicla &#8211; GALLERIA SPAZZAPAN &#8211; Gradisca Isonzo &#8211; Erpac &#8211; Allestimenti &#8211; Architettura Galleria &#8211; Collezione Spazzapan &#8211; Collezione Regionale &#8211; Foto Elia Falaschi \u00a9 2021\u00a0<\/p><\/div>\n<p>avanguardie artistiche. Il fulcro dell&#8217;indagine della mostra di Gorizia, curata da Raffaella Sgubin, Carla Cerutti, Lorenzo Michelli ed Enrico Minio Capucci e allestita dallo studio Roberto Festi, rimane l&#8217;affascinante e fitto dialogo tra i diversi linguaggi creativi \u2014 Arte, Moda e Design, appunto \u2014 mettendone in luce le affinit\u00e0 e le reciproche influenze sullo sfondo di un&#8217;epoca segnata da radicali mutamenti economici, politici e culturali.<\/p>\n<p>In questa nuova tappa, le arti visive affiancano gli altri ambiti assumendo valenza critica rispetto alle urgenze del periodo.\u00a0Gli anni Settanta si distinguono infatti per la straordinaria pluralit\u00e0 dei linguaggi artistici e per il venir meno di una direzione unitaria della ricerca. Accanto alle esperienze concettuali, che privilegiano il progetto e l\u2019idea, si sviluppano pratiche che analizzano criticamente i fondamenti della pittura, mentre altre invadono lo spazio attraverso installazioni e interventi ambientali. Tra memoria e sperimentazione, citazione e innovazione, il decennio ridefinisce profondamente i modelli del fare artistico. La selezione espositiva di arti visive \u2013 strutturata a partire dalle ambientazioni di moda e design &#8211; mette in relazione esperienze eterogenee: dagli echi della stagione Pop e delle ricerche degli anni Sessanta fino a pratiche che anticipano le sensibilit\u00e0 degli anni Ottanta, evidenziando continuit\u00e0 e trasformazioni all\u2019interno di un quadro non lineare. Cos\u00ec, accanto a figure di riferimento come\u00a0<strong>Alberto Burri<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Afro<\/strong>, la sezione presenta protagonisti della ricerca pittorica e concettuale quali\u00a0<strong>Gino De Dominicis<\/strong>,\u00a0<strong>Giorgio Griffa<\/strong>,\u00a0<strong>Rodolfo Aric\u00f2, Marco Gastini, Getulio Alviani, Carlo Ciussi\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Lucio Saffaro<\/strong>. Nel corpo della mostra non poteva mancare\u00a0<strong>Ugo Nespolo<\/strong>, con la sua linea dinamico\/futurista e per questo citazionista, insieme a un&#8217;installazione di\u00a0<strong>Michelangelo Pistoletto<\/strong>, che apre alla dimensione ambientale e relazionale dell\u2019opera. Questa <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/gibo_abito_femminile_collezione_enrico_quinto_e_paolo_tinarelli_foto_di_luigi_vitale-e1785269504982.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41873 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/gibo_abito_femminile_collezione_enrico_quinto_e_paolo_tinarelli_foto_di_luigi_vitale-e1785269504982.jpg\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"568\" \/><\/a>sezione evidenzia chiaramente il rapporto tra le arti visive e le altre discipline: mentre design e moda si concentrano sulla dimensione della quotidianit\u00e0 e della funzione, l\u2019arte sviluppa <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/giancarlo_piretti_portaombrelli_pluvium_1972_anonima_castelli_collezione_privata_foto_di_marco_strin-e1785269478408.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41872\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/giancarlo_piretti_portaombrelli_pluvium_1972_anonima_castelli_collezione_privata_foto_di_marco_strin-e1785269478408.jpg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"570\" \/><\/a>percorsi orientati alla sperimentazione di nuovi linguaggi e alla definizione di modelli espressivi in costante mutamento.<\/p>\n<p>Il mondo della moda vive nel medesimo decennio una rivoluzione epocale legata alla definitiva industrializzazione del settore. L&#8217;alto artigianato cede il passo al pr\u00eat-\u00e0-porter e la figura del sarto d&#8217;atelier viene sostituita da quella, modernissima, dello &#8220;stilista&#8221; termine coniato a definire\u00a0<strong>Walter Albini<\/strong>. Milano si consacra come nuova capitale della moda e i grandi interpreti del Made in Italy dimostrano la capacit\u00e0 straordinaria di elevare la produzione di tipo industriale a livelli qualitativi eccelsi. La metamorfosi del costume si riflette in creazioni straordinarie, sospese tra moda e arte concettuale: ne \u00e8 un esempio il cappotto-scultura\u00a0<em>Cretto<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Roberto Capucci<\/strong>, che recepisce gli stimoli materici delle arti visive applicando elementi naturali insoliti sul tessuto come sassi, corda e bamb\u00f9. Accanto alle geometrie e ai celebri accostamenti cromatici dei capi in maglieria firmati da\u00a0<strong>Missoni<\/strong>, il guardaroba quotidiano si ridefinisce attraverso igeneri e le forme, trovando nella giacca destrutturata di\u00a0<strong>Giorgio Armani<\/strong>\u00a0il simbolo intramontabile di una nuova eleganza urbana e fluida. Questa spinta al rinnovamento intercetta anche le istanze dei pi\u00f9 giovani e della cultura underground grazie allo stile pop e dirompente di\u00a0<strong>Elio Fiorucci<\/strong>, capace di trasformare i jeans e l&#8217;abbigliamento unisex in un fenomeno di costume globale.<\/p>\n<p><strong>Il design,\u00a0<\/strong>dal canto suo, attraversa una stagione di eccezionale vitalit\u00e0 formale. Sulla scia delle grandi riflessioni sul nuovo panorama domestico, la produzione industriale sperimenta con audacia le materie plastiche, lasciando spazio a ironiche intuizioni visive. Emblematica di questa libert\u00e0 espressiva \u00e8 la monumentale poltrona\u00a0<em>Joe<\/em>\u00a0del trio\u00a0<strong>De Pas-D&#8217;Urbino-Lomazzi<\/strong>, una seduta scultorea a forma di guantone da base<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/pietro_gilardi_campanelle_bianche_anni_settanta_del_900_musei_provinciali_di_gorizia_erpac_fvg_foto_-e1785269560120.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-41874 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/pietro_gilardi_campanelle_bianche_anni_settanta_del_900_musei_provinciali_di_gorizia_erpac_fvg_foto_-e1785269560120.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"387\" \/><\/a>ball che contesta apertamente il rigore del mobile tradizionale. Questa spinta iconoclasta convive con il design industriale pi\u00f9 puro e rigoroso, attento alla tecnologia e alla funzionalit\u00e0 dell&#8217;ufficio e della casa, magistralmente <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/j_colombo_servizio_di_bordo_per_alitalia_1970_1972_porcellana_richard_ginori_vetro_metallo_e_plastic-e1785269603734.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41875\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/07\/j_colombo_servizio_di_bordo_per_alitalia_1970_1972_porcellana_richard_ginori_vetro_metallo_e_plastic-e1785269603734.jpg\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"378\" \/><\/a>interpretato dalla calcolatrice portatile\u00a0<em>Divisumma 18<\/em>\u00a0disegnata da\u00a0<strong>Mario Bellini per Olivetti<\/strong>, avvolta nella sua caratteristica e morbida membrana di gomma flessibile. Se la lampada\u00a0<em>Valigia<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Ettore Sottsass jr<\/strong>\u00a0esprime con la sua estetica geometrica l&#8217;idea di un design ironico e &#8220;nomade&#8221;, pronto a seguire le evoluzioni degli spazi abitativi, la produzione industriale milanese si conferma il cuore pulsante del settore grazie a protagonisti del calibro di Joe Colombo, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Richard Sapper e Gae Aulenti. In contrapposizione a questa dimensione industriale, si palesa il desiderio di un ritorno alla natura, all\u2019autoproduzione e all\u2019uso di materiali poveri, come testimoniano i progetti di\u00a0<strong>Enzo Mari<\/strong>\u00a0e i mobili scultorei di\u00a0<strong>Mario Ceroli<\/strong>. Un caso a parte \u00e8 costituito dall\u2019attivit\u00e0 di\u00a0<strong>Gabriella Crespi<\/strong>, creatrice di arredi sofisticati d\u2019alto artigianato apprezzati da una ristretta clientela internazionale e oggi oggetto di grande riscoperta da parte dei collezionisti. La fine del decennio segna infine la transizione verso le provocazioni postmoderne: una stagione dominata dalla figura di\u00a0<strong>Alessandro Mendini<\/strong>\u00a0e dallo\u00a0<strong>Studio Alchimia<\/strong>\u00a0(fondato a Milano nel 1976 da Alessandro e Adriana Guerriero), che aprir\u00e0 la strada alla straordinaria avventura del gruppo\u00a0<strong>Memphis<\/strong>, creato da Ettore Sottsass nel 1981.<\/p>\n<p>Con questo ricco intreccio di storie, visioni e oggetti indimenticabili, la mostra a Palazzo Attems Petzenstein si propone non solo come un esercizio di memoria storica, ma come una chiave di lettura fondamentale per comprendere le radici della nostra contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel 2026, le sale di Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia tornano a farsi scenario di un viaggio ravvicinato nella memoria visiva del nostro Paese con la mostra\u00a0\u201cItalia Settanta. La creativit\u00e0 come antidoto. Arte Moda Design.\u201d L&#8217;esposizione, promossa dell\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli-Venezia Giulia \u2013 ERPAC FVG, rappresenta il nuovo, attesissimo tassello di un articolato percorso che, dopo il successo dei precedenti appuntamenti dedicati agli anni Cinquanta e Sessanta, continua a documentare le profonde trasformazioni della societ\u00e0 italiana del secondo dopoguerra. In stretto collegamento con la mostra goriziana, a Gradisca d\u2019Isonzo, il progetto\u00a0\u201cFVG Settanta. Arti visive in Friuli [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/07\/28\/italia-settanta-la-creativita-come-antidoto-arte-moda-design-la-mostra-a-palazzo-attems-petzenstein-a-gorizia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,53710,9894,10357,202367,38618,44441,87,18229,35351,2754,28308,26,2215,17505,35188,28369,4625,409394],"tags":[298469,53907,349791,602762,602767,595636,602765,288249,317744,602768,80472,53892,343252,149086,602766,77076,602760,73544,59691,602761,355195,17523,602764,602763,595561],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41863"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41863"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41863\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41878,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41863\/revisions\/41878"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}