{"id":41938,"date":"2026-08-05T19:55:51","date_gmt":"2026-08-05T19:55:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=41938"},"modified":"2026-08-05T20:00:01","modified_gmt":"2026-08-05T20:00:01","slug":"rosalie-dherin-seris-1871-1956-prima-donna-fotografa-in-valle-daosta-mostra-nella-chiesa-di-san-lorenzo-di-aosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/08\/05\/rosalie-dherin-seris-1871-1956-prima-donna-fotografa-in-valle-daosta-mostra-nella-chiesa-di-san-lorenzo-di-aosta\/","title":{"rendered":"Rosalie D\u2019H\u00e9rin Seris (1871-1956) prima donna fotografa in Valle d\u2019Aosta. Mostra nella Chiesa di San Lorenzo di Aosta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/FOTO-1-e1785959375651.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-41939\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/FOTO-1-e1785959375651.jpg\" alt=\"\" width=\"417\" height=\"666\" \/><\/a>Nella\u00a0<strong>Chiesa di San Lorenzo di Aosta<\/strong>,\u00a0<strong>venerd\u00ec 24 luglio <\/strong>\u00e8 stata inaugurata la mostra \u201c<strong>Rosalie D\u2019H\u00e9rin Seris (1871-1956), la prima donna fotografa in Valle d\u2019Aosta<\/strong>\u201d, curata da\u00a0<strong>Daria Jorioz<\/strong>. L\u2019esposizione aperta al pubblico dal\u00a0<strong>25 luglio<\/strong>, rimarr\u00e0 visitabile fino al\u00a0<strong>28 febbraio 2027<\/strong>.<\/p>\n<p>Come prima donna professionista in questo settore nella regione, ha documentato la storia della nostra regione attraverso la\u00a0<strong>ritrattistica fotografica negli anni Venti del Novecento<\/strong>. Il percorso espositivo si compone di opere selezionate dalla curatrice tra i\u00a0<strong>settecento fototipi originali negativi in bianco e nero<\/strong>\u00a0alla gelatina-bromuro su lastra di vetro che <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/FOTO-3-e1785959421648.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-41940 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/FOTO-3-e1785959421648.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"606\" \/><\/a>compongono il Fondo Seris. Le\u00a0<strong>ventinove\u00a0immagini presentate in mostra<\/strong>, riprodotte in grande formato, sono state stampate filologicamente da\u00a0<strong>Enrico Peyrot<\/strong>, alcune con procedimento ai sali d\u2019argento, altre con tecnologia digitale.<\/p>\n<p>\u201cLa mostra dedicata alla fotografa di Saint-Vincent sottolinea il valore collettivo degli archivi fotografici e multimediali della Valle d\u2019Aosta \u2013 spiega l\u2019assessore alla Cultura<strong>\u00a0Erik Lavevaz<\/strong>\u00a0-. Il loro patrimonio, accompagnato dalle preziose energie delle donne e degli uomini che ci lavorano, \u00e8 un tassello fondamentale della nostra coscienza storica: sono<strong>\u00a0luoghi che<\/strong>\u00a0<strong>conservano la memoria della nostra comunit\u00e0<\/strong>, che in essi pu\u00f2 trovare percorsi in cui riconoscersi e cogliere allo stesso tempo l\u2019evoluzione della nostra comunit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Nata nel\u00a0<strong>1871<\/strong>\u00a0in un villaggio di\u00a0<strong>Montjovet<\/strong>, in un contesto contadino, ha avuto il suo primo contatto con la fotografia quando, poco pi\u00f9 che ventenne, incontra un\u00a0<strong>fotografo ambulante piemontese specialista in ritratti<\/strong>. La giovane Rosalie decide di seguirlo per imparare l\u2019utilizzo dell\u2019apparecchio fotografico e poco pi\u00f9 tardi trascorre alcuni mesi a Torino per apprendere e perfezionare la tecnica fotografica e di stampa, facendo poi ritorno in Valle d\u2019Aosta, dove si specializza nel\u00a0<strong>ritratto in studio e in esterno<\/strong>. I suoi clienti sono gli abitanti del luogo e i villeggianti della\u00a0<strong>Fons Salutis\u00a0di Saint-Vincent<\/strong>, agiati\u00a0<strong>borghesi<\/strong>\u00a0che amano farsi ritrarre in gruppo nell\u2019ambiente termale.<\/p>\n<p>\u201cRosalie D\u2019H\u00e9rin Seris, la cui prima attestazione come fotografa \u00e8 contenuta in un\u00a0<strong>documento del 1899<\/strong>,\u00a0pu\u00f2 essere considerata una figura pionieristica non solo in Valle d\u2019Aosta, ma anche in ambito italiano \u2013 sottolinea la curatrice\u00a0<strong>Daria\u00a0Jorioz<\/strong>\u00a0-. La sua predilezione\u00a0della luce naturale che accarezza i volti, la scelta di pose e ambientazioni non convenzionali, la prospettiva leggermente ribassata adottata per i ritratti singoli, l\u2019inserimento nell\u2019inquadratura di piante e scorci architettonici, rendono le sue immagini riconoscibili e il suo stile personale e mai scontato\u201d.<\/p>\n<p>La prima monografia dedicata all\u2019artista, accompagnata da un volume di approfondimento, ripercorre la sua carriera professionale, avviata nei primi anni del Novecento all\u2019interno di un\u00a0<strong>settore prevalentemente maschile<\/strong>. La mostra \u00e8 realizzata dalla\u00a0<strong>Struttura Attivit\u00e0\u00a0culturali<\/strong>,<strong>\u00a0espositive e Politiche identitarie\u00a0<\/strong>nell\u2019ambito della valorizzazione degli archivi del\u00a0<strong>Bureau R\u00e9gional Ethnologie et Linguistique<\/strong>. Ilcatalogo\u00a0bilingue italiano-francese, curato da Daria Jorioz e illustrato con oltre cinquanta immagini, \u00e8 edito dalla\u00a0<strong>Tipografia Valdostana<\/strong>. L\u2019esposizione, a ingresso gratuito, sar\u00e0 aperta\u00a0<strong>dal marted\u00ec alla<\/strong>\u00a0<strong>domenica<\/strong>, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nella\u00a0Chiesa di San Lorenzo di Aosta,\u00a0venerd\u00ec 24 luglio \u00e8 stata inaugurata la mostra \u201cRosalie D\u2019H\u00e9rin Seris (1871-1956), la prima donna fotografa in Valle d\u2019Aosta\u201d, curata da\u00a0Daria Jorioz. L\u2019esposizione aperta al pubblico dal\u00a025 luglio, rimarr\u00e0 visitabile fino al\u00a028 febbraio 2027. Come prima donna professionista in questo settore nella regione, ha documentato la storia della nostra regione attraverso la\u00a0ritrattistica fotografica negli anni Venti del Novecento. Il percorso espositivo si compone di opere selezionate dalla curatrice tra i\u00a0settecento fototipi originali negativi in bianco e nero\u00a0alla gelatina-bromuro su lastra di vetro che compongono il Fondo Seris. 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