{"id":41997,"date":"2026-08-13T20:23:30","date_gmt":"2026-08-13T20:23:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=41997"},"modified":"2026-08-13T20:23:30","modified_gmt":"2026-08-13T20:23:30","slug":"il-miserere-di-andrea-tagliapietra-e-mariarosa-vio-in-mostra-a-burano-nella-cappella-di-santa-barbara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/08\/13\/il-miserere-di-andrea-tagliapietra-e-mariarosa-vio-in-mostra-a-burano-nella-cappella-di-santa-barbara\/","title":{"rendered":"Il Miserere di Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio in mostra a Burano nella Cappella di Santa Barbara"},"content":{"rendered":"<p><em><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/ATagliapietra-Dopo-l-alluvione-1--e1786652183317.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-41998\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/ATagliapietra-Dopo-l-alluvione-1--e1786652183317.jpg\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"603\" \/><\/a>Miserere<\/strong><\/em><strong> nasce da un paradosso geografico e spirituale che riguarda la Cappella di Santa Barbara a Burano.<\/strong> <strong>Durante i mesi estivi, infatti, le reliquie della santa vengono trasferite a Roma, lasciando temporaneamente l&#8217;altare privo della sua presenza. Questo vuoto non \u00e8 soltanto fisico, ma simbolico: la sospensione del culto trasforma la cappella in uno spazio di riflessione, dove l&#8217;assenza diventa occasione per interrogarsi sul significato della piet\u00e0, della fragilit\u00e0 e della responsabilit\u00e0 verso l&#8217;altro.<\/strong> \u00c8 in questa condizione che si inserisce il progetto espositivo di <strong>Andrea Tagliapietra<\/strong>, che non cerca di sostituire l&#8217;icona sacra, ma sceglie di abitare quel vuoto, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/a-tagliapietra-lovely-ghost-e1786652230118.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42000 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/a-tagliapietra-lovely-ghost-e1786652230118.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"636\" \/><\/a>trasformandolo in una riflessione sulla vulnerabilit\u00e0 dell&#8217;essere umano. Il titolo della mostra<strong>, Miserere, richiama l&#8217;antica invocazione Miserere fragilitatis nostrae (&#8220;abbi piet\u00e0 della nostra fragilit\u00e0&#8221;), ma ne ribalta la direzione: non pi\u00f9 una supplica rivolta al divino, bens\u00ec un appello laico rivolto a chi osserva, affinch\u00e9 la piet\u00e0 si traduca in prossimit\u00e0, empatia e condivisione. <\/strong><\/p>\n<p>La mostra visitabile fino al 6 settembre 2026 prende forma a partire dal flusso continuo di immagini e notizie che attraversano quotidianamente la cronaca nazionale e internazionale. Guerre, migrazioni, alluvioni, violenze, emarginazione e povert\u00e0 alimentano una narrazione collettiva che rischia di trasformare il dolore altrui in un&#8217;immagine da consumare. Miserere invita invece a interrompere questa distanza, restituendo un volto e una presenza a chi \u00e8 stato privato della casa, della famiglia, della libert\u00e0 o della vita.<\/p>\n<p><strong>Le opere costruiscono un percorso dedicato alla fragilit\u00e0 dell&#8217;esistenza.<\/strong> Le tre sculture affrontano il tema dell&#8217;infanzia negata: un bambino con il giubbotto di salvataggio stringe il corpo del proprio furetto morto durante un&#8217;alluvione; un piccolo migrante indossa guantoni da boxe con i colori della bandiera statunitense, simbolo della lotta per il diritto a una casa e a una scuola; una bambina salta una corda che termina in un cappio mentre un sacco le copre il volto, evocando il dramma della condanna a morte attraverso il linguaggio del gioco. Accanto alle sculture, i dipinti indagano le contraddizioni della societ\u00e0 contemporanea. In <em>L&#8217;ingordo<\/em>, una figura umana si aggrappa al ventre di una mucca, metafora di un consumismo insaziabile; <em>La zattera<\/em> rielabora provocatoriamente il celebre dipinto di Th\u00e9odore G\u00e9ricault, trasformando il naufragio collettivo in un ammasso di corpi costretti sul comfort di una poltrona domestica, immagine di una societ\u00e0 che osserva le tragedie del presente senza lasciarsene realmente coinvolgere. Opere come <em>The Rabbit<\/em>, ispirata all&#8217;aggressione subita da una performer durante la Fiera del Giocattolo di Roma, o il dipinto dedicato a una bambina che ruba un gelato, riflettono sui meccanismi della violenza, della disumanizzazione e sulla sottile linea che separa colpa e bisogno.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/a-tagliapietra-la-zattera-olio-su-tela-135x155-cm-e1786652267293.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-42001\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/a-tagliapietra-la-zattera-olio-su-tela-135x155-cm-e1786652267293.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"351\" \/><\/a>In questo itinerario attraversato dal dolore emerge anche una possibilit\u00e0 di riscatto. La figura di un tossicodipendente, nell&#8217;opera <em>My Love<\/em>, che si china a raccogliere un fiore suggerisce come, anche nella marginalit\u00e0 pi\u00f9 estrema, l&#8217;essere umano conservi la capacit\u00e0 di riconoscere la bellezza e la grazia, aprendo uno spiraglio di speranza.<\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo \u00e8 attraversato inoltre dal video performativo <em>Miserere Domini<\/em> di<\/strong> <strong>Mariarosa Vio<\/strong>. Le immagini dell&#8217;artista, vestita di nero sulla soglia del cimitero monumentale di San Michele a Venezia, accompagnate dal suono volutamente ferito di un violino, si diffondono negli ambienti della cappella come un lamento e una preghiera laica, invitando il visitatore a non lasciare invisibile il dolore dell&#8217;altro.<\/p>\n<p><strong>Elemento centrale del progetto \u00e8 il dialogo tra le opere e lo spazio che le accoglie. La<\/strong> <strong>non rappresenta un semplice contenitore espositivo, ma diventa parte integrante dell&#8217;opera stessa.<\/strong> Un ponteggio edile attraversa l&#8217;architettura storica trasformandosi nel supporto delle installazioni e in una potente metafora della misericordia.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/a-tagliapietra-rabbit-olio-su-tela-135x155-cm-e1786652304967.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42002 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/a-tagliapietra-rabbit-olio-su-tela-135x155-cm-e1786652304967.jpg\" alt=\"\" width=\"561\" height=\"491\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>misericordia come costruzione continua: un processo fatto di tentativi, manutenzione e responsabilit\u00e0 quotidiana nei confronti delle relazioni umane.<\/p>\n<p>Miserere nasce dal percorso condiviso di <strong>BAC \u2013 Burano Arte Contemporanea<\/strong>, collettivo fondato da <strong>Silvia Rossi<\/strong> e <strong>Mauro Nardin<\/strong> insieme agli artisti Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio. Il progetto nasce dal desiderio di creare sull&#8217;isola uno spazio dedicato all&#8217;arte contemporanea e alla riflessione culturale, capace di dialogare con il territorio e con la sua comunit\u00e0. In un luogo profondamente segnato dai flussi turistici, BAC propone un tempo diverso: uno spazio di incontro, ascolto e approfondimento, in cui arte, persone e paesaggio possano ritrovare una relazione autentica.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che offrire risposte, Miserere chiede allo spettatore un gesto semplice e radicale: riconoscere l&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;altro. Forse \u00e8 proprio questo il primo atto di misericordia.<\/p>\n<p><strong>Gli artisti. <\/strong>Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio vivono e lavorano a Burano. Nel maggio 2026 il duo artistico \u00e8 stato presentato al Salon Presidentiel dell&#8217;Universit\u00e0 Sorbona di Parigi con il video <em>&#8220;In Human We Trust&#8221;<\/em> nel progetto Island&#8217;s Rarities. Hanno partecipato a diverse manifestazione artistica tra le quali:<\/p>\n<p><strong>2026<\/strong><br \/>\nIslands&#8217;Rarities, a cura di Elena Posokhhova, CREA Venezia<\/p>\n<p><strong>2025<\/strong><br \/>\n&#8220;Biennale di Messina&#8221; a cura di Gianfranco Pistorio e Stefania Arcidiacono, Teatro Vittorio Emanuele, Messina; &#8220;Oltre il nome&#8221;, a cura di Romina Sangiovanni, OnArt gallery, Firenze; &#8220;Contemporaneit\u00e0 Veneziana&#8221;, a cura di Marta Bonvalle, Fondazione POMA liberatutti, Pescia; &#8220;I Think I Small A Rat&#8221;, a cura Penzo+Fiore, Villa Albrizzi Marini, San Zenone degli Ezzelini, Bassano del Grappa<\/p>\n<p><strong>2024<\/strong><br \/>\n&#8220;Christmas Party&#8221;, a cura di Silvio Pasqualini, Blue gallery, Venezia<\/p>\n<p><strong>2023<\/strong><br \/>\n&#8220;Sciamani, comunicare con l&#8217;invisibile&#8221;, a cura di Sergio Poggianella e Stefano Beggiora, METS Museo Etnografico di Trento, Trento<\/p>\n<p><strong>2022<\/strong><br \/>\n20th Festival of Contemporary Art ART STAYS &#8220;Post-Production&#8221;, a cura di Marika Vicari e Jernej Forbici, Ptuj, Slovenia; &#8220;Un Bacio Ancora&#8221;, a cura di Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion, Museo Civico di Asolo (TV)<\/p>\n<p><strong>2021<\/strong><br \/>\n&#8220;Without Borders&#8221;, galleria Art Spot Korin, Giappone; &#8220;Scout&#8221;, galleria Heike Arndt DK, Kettinge, Danimarca; &#8220;New World Order&#8221;, a cura di Federica Palmarin, galleria Venice Factory, Venezia; &#8220;Fresh Legs&#8221;, galleria Heike Arndt, Berlino, Germania; &#8220;Without borders&#8221;, galleria Elysium, Galles, Inghilterra<\/p>\n<p>Miserere nasce dal percorso condiviso di BAC \u2013 Burano Arte Contemporanea, un collettivo formato da Silvia Rossi e Mauro Nardin, ideatori del progetto, e dagli artisti Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio, che partecipano alla sua costruzione attraverso le proprie ricerche e pratiche artistiche.<\/p>\n<p>BAC nasce dal desiderio di creare sull&#8217;isola una dimensione dedicata all&#8217;arte contemporanea e alla riflessione culturale, in dialogo con il territorio e con la sua comunit\u00e0. In un luogo profondamente segnato dai flussi turistici, BAC propone una prospettiva diversa: non solo un luogo di attraversamento e di fruizione rapida, ma uno spazio di incontro, ascolto e approfondimento, capace di restituire tempo e attenzione alla relazione tra arte, persone e paesaggio.<\/p>\n<p>La mostra Miserere \u00e8 quindi il risultato di una progettualit\u00e0 condivisa, in cui ideazione, cura e produzione artistica si intrecciano, dando forma a una ricerca comune sul presente e sulle responsabilit\u00e0 dell&#8217;essere umano.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Miserere nasce da un paradosso geografico e spirituale che riguarda la Cappella di Santa Barbara a Burano. Durante i mesi estivi, infatti, le reliquie della santa vengono trasferite a Roma, lasciando temporaneamente l&#8217;altare privo della sua presenza. Questo vuoto non \u00e8 soltanto fisico, ma simbolico: la sospensione del culto trasforma la cappella in uno spazio di riflessione, dove l&#8217;assenza diventa occasione per interrogarsi sul significato della piet\u00e0, della fragilit\u00e0 e della responsabilit\u00e0 verso l&#8217;altro. \u00c8 in questa condizione che si inserisce il progetto espositivo di Andrea Tagliapietra, che non cerca di sostituire l&#8217;icona sacra, ma sceglie di abitare quel vuoto, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/08\/13\/il-miserere-di-andrea-tagliapietra-e-mariarosa-vio-in-mostra-a-burano-nella-cappella-di-santa-barbara\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,9894,10357,44441,87,35351,28308,17505,35188,28369,3732],"tags":[602817,602814,602815,602816,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41997"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41997"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41997\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42006,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41997\/revisions\/42006"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}