{"id":42109,"date":"2026-08-28T20:21:58","date_gmt":"2026-08-28T20:21:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=42109"},"modified":"2026-08-28T20:21:58","modified_gmt":"2026-08-28T20:21:58","slug":"nordic-table-design-una-silenziosa-rivoluzione-femminile-1900-1970-la-mostra-al-mic-di-faenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/08\/28\/nordic-table-design-una-silenziosa-rivoluzione-femminile-1900-1970-la-mostra-al-mic-di-faenza\/","title":{"rendered":"Nordic Table Design. Una Silenziosa Rivoluzione Femminile (1900-1970). La mostra al MIC di Faenza."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/Nordic-Table-Design-Installation-view-e1787948022509.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-42110\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/Nordic-Table-Design-Installation-view-e1787948022509.jpg\" alt=\"\" width=\"583\" height=\"327\" \/><\/a>La mostra <em>Nordic Table Design. Una silenziosa rivoluzione femminile (1900\u20131970)<\/em>, curata da <strong>Fabia Masciello<\/strong><strong>,<\/strong> racconta <strong>settant&#8217;anni di design nordico al femminile attraverso una selezione di oggetti per la tavola e approfondisce il ruolo che intellettuali, designer, artigiane, architette, artiste e imprenditrici, provenienti da Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, hanno avuto nella trasformazione della societ\u00e0 del XX secolo.<\/strong> Questa inedita storia del design, costruita attraverso molteplici voci, racconta il passaggio dalla tradizione alla modernit\u00e0, dall&#8217;artigianato all&#8217;industria, da una societ\u00e0 gerarchica a una pi\u00f9 inclusiva. Un percorso che si intreccia con le battaglie delle donne per l&#8217;emancipazione e per la conquista della parit\u00e0 di genere.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;esposizione\u00a0 al MIC di Faenza visitabile fino al 10 gennaio 2027 \u00a0riunisce oltre duecento opere, tra pezzi storici provenienti da musei, archivi e collezioni private e oggetti tuttora in produzione concessi da aziende.<\/strong> I manufatti esposti testimoniano come il design della tavola abbia rappresentato molto pi\u00f9 di una semplice ricerca estetica o funzionale: un autentico laboratorio di sperimentazione sociale, capace di ridefinire ruoli domestici, relazioni familiari e modelli culturali.<\/p>\n<p>Una rivoluzione silenziosa ma profonda, portata avanti da donne che hanno dimostrato come anche un semplice gesto quotidiano \u2014 apparecchiare la tavola, condividere un pasto, stare insieme \u2014 possa trasformarsi in un atto di libert\u00e0 e di cambiamento. Il loro approccio progettuale, profondamente umanista, coniuga creativit\u00e0, estetica, funzionalit\u00e0 e accessibilit\u00e0, ponendo al centro le persone, i loro bisogni e la qualit\u00e0 delle relazioni.<\/p>\n<p>Il design \u00e8 spesso associato all&#8217;idea di lusso, prestigio e visibilit\u00e0. La mostra sceglie invece di rivolgere lo sguardo altrove: verso un design discreto ma essenziale, capace di abitare la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/SwedishGrace_collection_Snow_portrait2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42111 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/SwedishGrace_collection_Snow_portrait2.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"855\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/SwedishGrace_collection_Snow_portrait2.jpg 750w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/SwedishGrace_collection_Snow_portrait2-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/SwedishGrace_collection_Snow_portrait2-683x1024.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/a>quotidianit\u00e0 e di trasformarla. Al centro vi sono le donne che, partendo dalla tavola \u2014 cuore della vita domestica e luogo simbolico di relazione, cura e condivisione \u2014 hanno contribuito a ripensare e ridefinire le forme del nostro vivere.<\/p>\n<p>In un mondo caratterizzato dalla velocit\u00e0 e dal consumo, la rivoluzione delle designer nordiche appare straordinariamente attuale: ci invita a riflettere sul significato del progettare oggi, riscoprendo un design fondato sull&#8217;empatia e sui bisogni reali delle persone, in cui la tavola pu\u00f2 tornare ad essere uno spazio cui esprimere valori, identit\u00e0 e forme di convivenza.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione vanta un legame speciale con la storia del <strong>MIC Faenza<\/strong>. Tra il 1964 e il 1974, il Premio Faenza \u2013 Concorso Internazionale della Ceramica d&#8217;Arte ospit\u00f2 una sezione dedicata al disegno industriale. Moltissime manifatture nordiche guidate da donne vi presero parte stabilmente, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. La mostra evidenzia inoltre il ruolo del MIC Faenza come luogo di incontro tra la tradizione ceramica italiana e il design internazionale, valorizzando il contributo delle protagoniste femminili del design nordico come figure centrali di una pi\u00f9 ampia trasformazione culturale europea.<\/p>\n<p><strong>Aino Aalto<\/strong>, <strong>Herta Bengtson, Estrid Ericson, Nora Gulbrandsen, Grethe Meyer, Ulla Procop\u00e8, Marianne Westman<\/strong> e molte altre protagoniste guidano il visitatore in un percorso articolato in sette sezioni.<\/p>\n<p>La prima, <em>\u00abIl Grande Nord\u00bb<\/em>, introduce la cultura nordica e i valori condivisi che hanno contribuito a definire un&#8217;identit\u00e0 comune nel campo del design, pur nel rispetto delle specificit\u00e0 nazionali. La seconda sezione, <em>\u00abBellezza per tutti\u00bb<\/em>, racconta la nascita del design democratico nei Paesi nordici all&#8217;inizio del Novecento. In questi anni le donne, fino ad allora relegate prevalentemente alla sfera domestica, iniziano a rivendicare un ruolo attivo nella vita politica e professionale. Tra gli anni Venti e Trenta emergono le prime designer, direttrici di dipartimento nelle manifatture di porcellana e imprenditrici che sfidano un sistema dominato dagli uomini per affermare la propria ricerca creativa parallelamente alle battaglie per il riconoscimento dei diritti femminili. La terza sezione, <em>\u00abLa rivoluzione a tavola\u00bb<\/em>, descrive il clima di rinascita e ottimismo del secondo dopoguerra e i cambiamenti del gusto tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in parallelo alla crescente affermazione delle donne nel mondo del design. Con <em>\u00abIl design entra in cucina\u00bb<\/em>, la quarta sezione, la mostra esplora le trasformazioni sociali che accompagnano l&#8217;ingresso sempre pi\u00f9 massiccio delle donne nel mondo del lavoro. La riduzione del tempo dedicato alle attivit\u00e0 domestiche modifica profondamente abitudini, ruoli e dinamiche familiari, influenzando direttamente il design degli oggetti destinati alla vita quotidiana. La quinta sezione, <em>\u00abVerso una nuova libert\u00e0\u00bb<\/em>, racconta la contestazione degli ideali borghesi negli anni Settanta e l&#8217;affermazione di uno stile di vita pi\u00f9 libero e informale. Anche il design della tavola riflette questi cambiamenti, valorizzando convivialit\u00e0, spontaneit\u00e0 e socializzazione. La sesta sezione, <em>\u00abUna forza invisibile\u00bb<\/em>, rende omaggio alle operaie che hanno contribuito, con il loro lavoro quotidiano, alla realizzazione di questi oggetti e alla costruzione di un patrimonio culturale condiviso. Una presenza spesso rimasta ai margini della narrazione ufficiale, ma fondamentale per la storia del design.<\/p>\n<p>Chiude il percorso <em>\u00abIl design nordico e il Premio Faenza\u00bb<\/em>, dedicata al legame tra il design nordico e il Premio Faenza, Concorso Internazionale d&#8217;Arte Ceramica. Tra il 1964 e il 1974 il concorso prevedeva una sezione dedicata al disegno industriale, alla quale parteciparono regolarmente le principali manifatture nordiche. Numerosi riconoscimenti furono assegnati a designer donne, tra cui Grete R\u00f8nning, Marianne Westman, Rut Bryk, Hertha Bengtson e Lisa Larson. I manufatti premiati, oggi parte delle collezioni del MIC Faenza, vengono esposti per la prima volta tutti insieme, offrendo una preziosa testimonianza di questa stagione creativa.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra Nordic Table Design. Una silenziosa rivoluzione femminile (1900\u20131970), curata da Fabia Masciello, racconta settant&#8217;anni di design nordico al femminile attraverso una selezione di oggetti per la tavola e approfondisce il ruolo che intellettuali, designer, artigiane, architette, artiste e imprenditrici, provenienti da Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, hanno avuto nella trasformazione della societ\u00e0 del XX secolo. Questa inedita storia del design, costruita attraverso molteplici voci, racconta il passaggio dalla tradizione alla modernit\u00e0, dall&#8217;artigianato all&#8217;industria, da una societ\u00e0 gerarchica a una pi\u00f9 inclusiva. 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