{"id":42129,"date":"2026-08-30T19:54:56","date_gmt":"2026-08-30T19:54:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=42129"},"modified":"2026-08-30T19:54:56","modified_gmt":"2026-08-30T19:54:56","slug":"mario-cresci-documenta-il-lavoro-di-ricerca-attorno-alla-pieta-rondanini-di-michelangelo-la-mostra-al-centro-della-fotografia-italiana-a-brescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/08\/30\/mario-cresci-documenta-il-lavoro-di-ricerca-attorno-alla-pieta-rondanini-di-michelangelo-la-mostra-al-centro-della-fotografia-italiana-a-brescia\/","title":{"rendered":"Mario Cresci documenta il lavoro di ricerca attorno alla Piet\u00e0 Rondanini di Michelangelo. La mostra al Centro della Fotografia Italiana a Brescia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/02-1-725x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-42132\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/02-1-725x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"817\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/02-1-725x1024-1.jpg 725w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/02-1-725x1024-1-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/a>La Cavallerizza \u2013 Centro della Fotografia Italiana a Brescia ospita fino al 27 settembre 2026 una mostra che documenta il lavoro di ricerca sviluppato da Mario Cresci (Chiavari, GE, 1942) attorno alla Piet\u00e0 Rondanini di Michelangelo.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esposizione, curata da Roberto Mutti, dal titolo <em><strong>Mario Cresci. In aliam figuram mutare. Interazioni con la Piet\u00e0 Rondanini di Michelangelo<\/strong><\/em>, \u00e8 uno degli appuntamenti inseriti nel palinsesto di eventi, ideato e promosso da Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei, per festeggiare il Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione presenta <strong>ventotto opere<\/strong> frutto di una lunga indagine fotografica dedicata al capolavoro michelangiolesco, inizialmente osservato dall\u2019artista ligure nel suo storico allestimento nella Sala degli <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/07-1-717x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-42137 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/07-1-717x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"411\" height=\"587\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/07-1-717x1024-1.jpg 717w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/07-1-717x1024-1-210x300.jpg 210w\" sizes=\"(max-width: 411px) 100vw, 411px\" \/><\/a>Scarlioni e successivamente reinterpretato attraverso i nuovi punti di vista offerti dalla collocazione nell\u2019Ospedale spagnolo del Castello Sforzesco di Milano. Pi\u00f9 che una semplice rilettura della scultura, il progetto si configura come una personale elaborazione artistica, frutto di un confronto approfondito, durato dal 2013 al 2016, con l\u2019opera di Michelangelo. Attraverso questo dialogo, Mario Cresci affronta temi universali e profondamente attuali, interrogando il rapporto tra immagine, memoria, sofferenza e condizione umana.<\/p>\n<p>Le immagini restituiscono la complessit\u00e0 evocativa della Piet\u00e0 Rondanini, cogliendone le ambiguit\u00e0, le tensioni e il profondo valore simbolico. Nella scultura si intrecciano la grande tradizione della storia dell\u2019arte e una riflessione senza tempo sul dolore e sulla fragilit\u00e0 dell\u2019esistenza. Con uno sguardo misurato e privo di effetti spettacolari, Mario Cresci si accosta all\u2019opera in un dialogo silenzioso e intenso, dando vita a immagini di straordinaria forza espressiva ed emotiva.<\/p>\n<p><strong>Mario Cresci <\/strong>nasce a Chiavari, in Liguria, nel 1942 e oggi vive e lavora a Bergamo. Nel 2004 realizza la sua prima antologica, <em>Le case della fotografia. 1966-2003<\/em>, alla GAM di Torino, mentre nel 2017 riassume i suoi cinquant\u2019anni di attivit\u00e0 artistica con la mostra <em>La fotografia del No. 1964-2016<\/em> alla GAMeC di Bergamo. Nel 2023, Cresci rilegge i primi venti anni del suo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/03-1-1024x725-1-e1788119404788.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42139 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/08\/03-1-1024x725-1-e1788119404788.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"411\" \/><\/a>lavoro attraverso la mostra <em>L\u2019esorcismo del tempo, 1960-1980<\/em>, al MAXXI di Roma. La mostra <em>Colorland, 1975-1983<\/em>, dello stesso anno, al Monastero di Astino per la Fondazione MIA di Bergamo, unitamente alla recente collettiva <em>Viaggio in Italia <\/em>\u2013 riedizione di quella storica di Bari del 1984 \u2013 all\u2019Istituto Italiano della Cultura di Parigi (2024), evidenziano il rinnovato interesse della critica per il progetto di Luigi Ghirri sul paesaggio italiano di quegli anni.<\/p>\n<p>Partecipa alla Biennale d\u2019Arte di Venezia nel 1971, 1979 e nel 1993 in <em>Muri di carta. Fotografia e paesaggio dopo le avanguardie<\/em>, curata da Arturo Carlo Quintavalle. Dal 1974 alcune sue fotografie fanno parte della collezione del MoMA di New York. Molti lavori sono presenti in diverse collezioni d\u2019arte e fotografia contemporanea di noti musei nazionali. Dalla fine degli anni Settanta si dedica anche all\u2019insegnamento, attivit\u00e0 di esperienza creativa condivisa e intesa come parte integrante del suo lavoro d\u2019autore, nella convinzione che l\u2019opera d\u2019arte pu\u00f2 essere anche parte attiva di un processo di crescita sociale. Dal 1991 al 1999 dirige l\u2019Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. Insegna in diverse scuole, accademie e universit\u00e0 come lo IED, l\u2019Accademia di Brera, la NABA, il Politecnico di Milano, la Fondazione Modena Arti Visive e attualmente all\u2019Universit\u00e0 ISIA di Urbino. Ampia e articolata \u00e8 la sua produzione di libri e pi\u00f9 in generale di contributi, anche teorici, sulla fotografia e la comunicazione visiva. Nel 2019 pubblica Segni migranti. Storia di grafica e fotografia (Postcart Edizioni), un compendio della sua ricerca grafica e fotografica, premiato come Livre Historique ai Les Rencontres de la Photographie 2020 di Arles. Nel 2022 per Mimesis Edizioni pubblica Matrici. L\u2019incertezza del vero, dove sperimenta la coesistenza tra scrittura e immagine-segno. Dal 2018 Mario Cresci \u00e8 rappresentato dalla Galleria Mat\u00e8ria di Roma per l\u2019Italia e dal 2025 collabora con la Galleria Large Glass di Londra. Nel 2023 viene istituito a Bergamo l\u2019Archivio d\u2019artista Mario Cresci, a tutela di tutto il lavoro dell\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Cavallerizza \u2013 Centro della Fotografia Italiana a Brescia ospita fino al 27 settembre 2026 una mostra che documenta il lavoro di ricerca sviluppato da Mario Cresci (Chiavari, GE, 1942) attorno alla Piet\u00e0 Rondanini di Michelangelo. L\u2019esposizione, curata da Roberto Mutti, dal titolo Mario Cresci. In aliam figuram mutare. Interazioni con la Piet\u00e0 Rondanini di Michelangelo, \u00e8 uno degli appuntamenti inseriti nel palinsesto di eventi, ideato e promosso da Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei, per festeggiare il Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata. 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