{"id":4221,"date":"2015-02-02T21:35:00","date_gmt":"2015-02-02T21:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=4221"},"modified":"2015-02-03T14:13:16","modified_gmt":"2015-02-03T14:13:16","slug":"arte-e-ideologia-fernando-de-filippi-storico-direttore-dellaccademia-di-brera-fa-vivere-in-mostra-alla-fondazione-mudima-di-milano-il-suo-coerente-lavoro-artistico-degli-anni-60-e-70","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/02\/02\/arte-e-ideologia-fernando-de-filippi-storico-direttore-dellaccademia-di-brera-fa-vivere-in-mostra-alla-fondazione-mudima-di-milano-il-suo-coerente-lavoro-artistico-degli-anni-60-e-70\/","title":{"rendered":"Arte e ideologia. Fernando De Filippi, storico direttore dell&#8217;Accademia di Brera, fa vivere in mostra alla Fondazione Mudima di Milano  il suo coerente lavoro artistico degli  anni &#8217;60 e &#8217;70."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/lenzuolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4222\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/lenzuolo.jpg\" alt=\"\" width=\"317\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/lenzuolo.jpg 317w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/lenzuolo-231x300.jpg 231w\" sizes=\"(max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/15613613893_5c09c12f651.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4224\" style=\"width: 283px;height: 214px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/15613613893_5c09c12f651.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/15613613893_5c09c12f651.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/15613613893_5c09c12f651-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/aaaaaa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4226\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/aaaaaa.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/aaaaaa.jpg 316w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/aaaaaa-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/defilippi-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4227\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/defilippi-2.jpg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/defilippi-2.jpg 331w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/defilippi-2-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/defilippi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4228\" style=\"width: 329px;height: 252px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/defilippi.jpg\" alt=\"\" width=\"522\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/defilippi.jpg 522w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/defilippi-300x181.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 522px) 100vw, 522px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/fernando-de-filippi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4229\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/fernando-de-filippi.jpg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/fernando-de-filippi.jpg 352w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/fernando-de-filippi-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/trascrizioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4230\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/trascrizioni.jpg\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/trascrizioni.jpg 286w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/trascrizioni-228x300.jpg 228w\" sizes=\"(max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><\/a>Nello storico spazio della Fondazione Mudima cattura non poco una mostra imbastita tra arte e ideologia, con i lavori di Fernando De Filippi (Lecce 1940) artista di chiara fama e gi\u00e0 direttore dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera; l&#8217;esposizione che spazia su due piani accoglie lavori dell&#8217;artista realizzati tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> L\u2019ampia rassegna \u00e8 curata dalla collega Angela Madesani, che ha realizzato anche una lunga intervista all\u2019artista, pubblicata nel volume, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>\u201cLa rivoluzione privata 2\u201d, edito dall\u2019editore Prearo. Il libro costituisce un\u2019ideale prosecuzione del libro con lo stesso titolo, che il medesimo editore aveva pubblicato nel 1974. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Opere realizzate con diversi linguaggi che vanno dalla pittura alla fotografia, dal film ai manifesti e agli striscioni pubblicitari; appartengono a diversi cicli, strettamente connesse tra loro, perfettamente inserite nel tempo storico in cui sono state realizzate. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong> Fondamentale l&#8217;avvio del percorso con Autobiografia (1970-1975), un lavoro pittorico in cui il protagonista \u00e8 Lenin.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Si tratta di un personaggio restituito dall&#8217;informazione, dai libri dai reperti, dalle stampe. Al personaggio storico Lenin \u00e8 dedicato anche \u201cIl grande lenzuolo\u201d, un lavoro di \u201cpittura ideologica\u201d, del quale oggi rimane e visibile in mostra soltanto la testimonianza fotografica. De Filippi ha ideologizzato e deideologizzato la pittura, ne ha catturato l&#8217;anima di anni dove essa movimentava le masse, ha interpretato il pensiero dominante di quegli anni,specie i Settanta del Novecento. Con la biografia e l&#8217;autobiografia ha coniugato un\u2019operazione basata sostanzialmente sull\u2019 esperienza, protrattasi per mesi e anni. E con lo stesso valore esperienziale sono da intendersi <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>le \u201cTrascrizioni\u201d in cui De Filippi, dopo un lungo periodo di studio ed esercizio, arriva a trascrivere i testi di Lenin con la sua stessa grafia, in lingua russa.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Un esercizio, una pratica di conoscenza diretta, che si affianca a <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>\u201cSostituzione\u201d, un lavoro performativo in cui l\u2019artista viene trasformato, attraverso il trucco(ben 150 passaggi), nel grande statista russo.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> La sostituzione dell&#8217;immagine di Lenin e la successiva acquisizione della sua calligrafia, si presentavano come episodi paralleli, tempi diversi di un processo generale di spersonalizzazione e di conseguente sostituzione, proposto attraverso i mezzi della comunicazione visiva, nel tentativo di misurare lo spazio intercorrente tra l&#8217;appropriazione dell&#8217;immagine e la sua frequentazione. Esposizione come si vedr\u00e0 di forte impianto storico e intellettuale; e su questa linea corre <\/span> <span style=\"font-size: medium\"><strong>\u201cTra esibizione e occultamento\u201d del 1976, realizzato tra i territori della Sardegna e la Francia, ciclo del quale rimane la documentazione fotografica originale; si tratta della scrittura, attraverso caratteri realizzati con delle formine, di alcuni passi degli scritti sull&#8217;arte di Marx. Le scritte fatte sulla battigia, venivano cancellate dal riflusso del mare, nel momento immediatamente successivo a quello in cui venivano costruite. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">In mostra, non meno intense visivamente anche una serie di lavori dedicati alle pratiche di comunicazione diretta, realizzati attraverso l&#8217;affissione di slogan estrapolati dagli scritti sull&#8217;arte di Marx ed Engels, utilizzando i canali riservati alla comunicazione pubblicitaria per la distribuzione delle idee. <\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">La mostra raccoglie opere che mostrano una stretta connessione tra loro e rievocano un periodo estremamente attivo e partecipativo, a partire dagli anni Settanta, dove il pensiero politico e artistico che hanno fatto anche la storia d&#8217;Italia riescono a restituire momenti storici indelebili.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-size: medium\">E&#8217; stato, questo di Fernando De Filippi, un percorso serio e coerente, capace di vivere e leggere la storia, una storia, e di tradurla intellettualmente e artisticamente come pochi in Europa hanno avuto il coraggio di porvi mano. <\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<strong><span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nello storico spazio della Fondazione Mudima cattura non poco una mostra imbastita tra arte e ideologia, con i lavori di Fernando De Filippi (Lecce 1940) artista di chiara fama e gi\u00e0 direttore dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera; l&#8217;esposizione che spazia su due piani accoglie lavori dell&#8217;artista realizzati tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta. L\u2019ampia rassegna \u00e8 curata dalla collega Angela Madesani, che ha realizzato anche una lunga intervista all\u2019artista, pubblicata nel volume, \u201cLa rivoluzione privata 2\u201d, edito dall\u2019editore Prearo. 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