{"id":42394,"date":"2026-09-20T21:13:54","date_gmt":"2026-09-20T21:13:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=42394"},"modified":"2026-09-20T21:13:54","modified_gmt":"2026-09-20T21:13:54","slug":"magnifica-eleganza-tiepolo-longhi-e-guardi-tra-arte-e-moda-la-mostra-alla-fondazione-paolo-e-carolina-zani-cellatica-brescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/09\/20\/magnifica-eleganza-tiepolo-longhi-e-guardi-tra-arte-e-moda-la-mostra-alla-fondazione-paolo-e-carolina-zani-cellatica-brescia\/","title":{"rendered":"Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda. La mostra alla Fondazione Paolo e Carolina Zani, Cellatica (Brescia)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/MagnificaEleganza.TiepoloLonghieGuarditraarteemoda_installation_view16.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-42395\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/MagnificaEleganza.TiepoloLonghieGuarditraarteemoda_installation_view16.jpg\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/MagnificaEleganza.TiepoloLonghieGuarditraarteemoda_installation_view16.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/MagnificaEleganza.TiepoloLonghieGuarditraarteemoda_installation_view16-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/MagnificaEleganza.TiepoloLonghieGuarditraarteemoda_installation_view16-768x511.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 563px) 100vw, 563px\" \/><\/a>Mentre la Serenissima attraversa il lento declino del proprio potere politico, Venezia conquista l&#8217;Europa con un&#8217;altra forma di supremazia: quella dell&#8217;eleganza. <strong>\u00c8 questo il volto della Venezia settecentesca che la <\/strong><strong>Fondazione Paolo e Carolina Zani<\/strong> r<strong>acconta nella mostra <em>Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda<\/em>, aperta dal 12 settembre al 6 dicembre 2026 nella nuova Sala Esposizioni della Casa Museo di Cellatica (BS).<\/strong><\/p>\n<p>Ideata e coordinata da Massimiliano Capella, la mostra propone un&#8217;inedita lettura della pittura veneziana del XVIII secolo attraverso il rapporto tra arte e moda. Il percorso espositivo presenta oltre <strong>quarantacinque<\/strong> opere, tra disegni e dipinti di <strong>Pietro Longhi<\/strong>, <strong>Giambattista Tiepolo<\/strong>, <strong>Francesco Guardi<\/strong> e <strong>Pietro Antonio Rotari<\/strong>, <strong>abiti originali<\/strong> del Settecento presentati <strong>per la prima volta al pubblico<\/strong>, e <strong>costumi<\/strong> realizzati da Danilo Donati per <em>Il Casanova<\/em> di Federico Fellini (1976), premiati con l&#8217;<strong>Oscar nel 1977<\/strong>. Mostra nella mostra, i costumi leggendari di Donati rivivono anche negli scatti di <strong>Mustafa Sabbagh che li ha interpretati conferendo loro la sacralit\u00e0 atemporale di una posa.<\/strong><\/p>\n<p>Le opere esposte provengono dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, Gabinetto Stampe e Disegni, Ca&#8217; Rezzonico, dalla Collezione Intesa Sanpaolo Gallerie d&#8217;Italia \u2013 Vicenza, dalla collezione privata di Mara Bertoli, dall\u2019archivio Sartoria Farani, da collezioni private e dalla stessa Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani.<\/p>\n<p>Il percorso mette in luce come i grandi maestri della pittura veneziana non siano stati soltanto interpreti della vita della Serenissima, ma anche straordinari osservatori del costume. Nei loro dipinti ogni dettaglio restituisce con sorprendente precisione il gusto e i codici sociali dell&#8217;epoca, trasformando le opere in autentici documenti della storia della moda.<\/p>\n<p><strong>Tra i capolavori<\/strong> <strong>esposti spicca <em>Il Ridotto in Venezia<\/em> di Pietro Longhi, una delle pi\u00f9 celebri rappresentazioni della societ\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/07GuardarobaconparaventoCoromandelmetXVIIsecoloeBuddhainavorioXIXsecolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42400 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/07GuardarobaconparaventoCoromandelmetXVIIsecoloeBuddhainavorioXIXsecolo.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"429\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/07GuardarobaconparaventoCoromandelmetXVIIsecoloeBuddhainavorioXIXsecolo.jpg 755w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/07GuardarobaconparaventoCoromandelmetXVIIsecoloeBuddhainavorioXIXsecolo-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/a>veneziana del Settecento.<\/strong> Pi\u00f9 che una scena di genere, il dipinto appare come un vero catalogo dell&#8217;eleganza della Serenissima: dame in <em>andrienne<\/em> sostenute dai <em>panier<\/em>, gentiluomini con preziose velade, tricorni, maschere, sete e broccati raccontano l&#8217;atmosfera dei Ridotti, luoghi simbolo della mondanit\u00e0 veneziana, dove il gioco, il Carnevale e la rappresentazione di s\u00e9 diventavano parte integrante della vita sociale.<\/p>\n<p>Accanto ai dipinti, <strong>gli abiti originali<\/strong> permettono di verificare dal vero ci\u00f2 che gli artisti raffigurano sulla tela. Le ampie volumetrie dei <em>panier<\/em>, la ricchezza dei damaschi e dei velluti, la leggerezza delle sete, la complessit\u00e0 dei tagli sartoriali e la raffinatezza dei ricami trovano un riscontro concreto negli esemplari storici esposti, offrendo al visitatore un confronto diretto tra la rappresentazione artistica e la realt\u00e0 materiale dell&#8217;abito.<\/p>\n<p>Il dialogo tra opere e costumi prosegue lungo tutto il percorso espositivo. L&#8217;elegante <em>andrienne<\/em>, protagonista dei disegni di <strong>Pietro Longhi<\/strong>, trova riscontro negli abiti originali del Settecento; la <em>robe \u00e0 la polonaise<\/em> \u00e8 riconoscibile nelle figure che animano <strong>la celebre <em>Veduta di Villa Loredan a Paese<\/em> di<\/strong> <strong>Francesco Guardi<\/strong>, uno dei <strong>capolavori<\/strong> della Fondazione Paolo e Carolina Zani presentato per l\u2019occasione sotto una nuova luce. Le raffinate <em>robe \u00e0 la fran\u00e7aise<\/em>, con i caratteristici <em>plis Watteau<\/em>, e gli eleganti <em>habit \u00e0<\/em> <em>la fran\u00e7aise<\/em>, ricorrono invece nei fogli di <strong>Guardi<\/strong> e di <strong>Giambattista Tiepolo<\/strong>, rivelando la straordinaria diffusione della moda francese nella Venezia del tempo. Anche gli accessori raccontano una societ\u00e0 che fece dell&#8217;apparire un vero linguaggio culturale. L\u2019<strong>inedita <\/strong><em>Dama con moretta<\/em> di <strong>Pietro Antonio Rotari<\/strong> restituisce il fascino enigmatico della maschera femminile pi\u00f9 iconica della Serenissima, mentre bautta e larva popolano le scene di Longhi, evocando quell&#8217;universo teatrale e ambiguo che fece del Carnevale veneziano uno dei grandi miti europei.<\/p>\n<p>I preziosi disegni provenienti dalla<strong> Fondazione Musei Civici di Venezia, Gabinetto Stampe e Disegni, Ca&#8217; Rezzonico <\/strong>costituiscono uno dei nuclei pi\u00f9 originali della mostra. Pi\u00f9 che semplici studi preparatori, appaiono come autentici <strong>&#8220;figurini&#8221; ante litteram<\/strong>: fogli nei quali Longhi, Tiepolo e Guardi osservano con precisione quasi sartoriale abiti, panneggi, accessori e atteggiamenti, offrendo oggi una testimonianza unica della cultura vestimentaria del Settecento.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/MagnificaEleganza.TiepoloLonghieGuarditraarteemoda_installation_view.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-42402\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/MagnificaEleganza.TiepoloLonghieGuarditraarteemoda_installation_view.jpg\" alt=\"\" width=\"615\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/MagnificaEleganza.TiepoloLonghieGuarditraarteemoda_installation_view.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/MagnificaEleganza.TiepoloLonghieGuarditraarteemoda_installation_view-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/MagnificaEleganza.TiepoloLonghieGuarditraarteemoda_installation_view-768x511.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 615px) 100vw, 615px\" \/><\/a>Il percorso si conclude con una selezione dei costumi ideati da <strong>Danilo Donati<\/strong> per <em>Il Casanova<\/em> di <strong>Federico Fellini <\/strong>(1976), provenienti dalla Sartoria Farani. Dalle marsine in velluto rosso ai grandi panier, dalle sete cangianti alle silhouette esasperate, le creazioni del costumista premio Oscar non rappresentano una ricostruzione filologica dell&#8217;abito settecentesco, ma una libera interpretazione poetica del suo immaginario. Il confronto con le opere di Longhi, Guardi e Tiepolo dimostra come il mito della Venezia del Settecento continui ancora oggi a ispirare il cinema, la moda e la cultura visiva contemporanea. In mostra, le sculture in tessuto di Donati dialogano direttamente con gli scatti del grande fotografo internazionale <strong>Mustafa Sabbagh<\/strong> dedicati proprio a <em>Il Casanova<\/em> di Fellini, parte del ciclo <em>Trame di Cinema<\/em> del 2014. Qui, il genio di Sabbagh interpreta i costumi originali conferendogli la sacralit\u00e0 atemporale di una posa, indossati da figure reali che non sono pi\u00f9 fantasmi o reliquie su manichino, ma archetipi reali del nostro inconscio, trasformati in opere d\u2019arte contemporanee.<\/p>\n<p>All\u2019interno della Casa Museo, il dialogo tra i costumi di Donati e gli scatti di Sabbagh si fa ancora pi\u00f9 intenso. In una sorta di <strong>Black Room<\/strong>, l\u2019accostamento tra abiti e fotografie celebra il colore nero, uno dei pi\u00f9 riconoscibili stilemi di Sabbagh e, contestualmente, tra i grandi protagonisti delle scelte cromatiche per <em>Il Casanova<\/em>. Creazioni iconiche esposte come sculture e indossate negli scatti fotografici da figure reali col volto celato, nel devoto rispetto degli artisti che hanno profondamente segnato la storia dell\u2019eleganza, tra arte, moda e cinema.<\/p>\n<p>Con <em>Magnifica Eleganza<\/em> la Fondazione Paolo e Carolina Zani prosegue l\u2019originale programmazione destinata alla Sala Esposizioni con un itinerario che intreccia storia dell&#8217;arte, storia del costume e cultura materiale, invitando il pubblico a osservare la pittura veneziana da una prospettiva inedita.<\/p>\n<p><strong>Il programma collaterale<\/strong>. A completare il progetto, un ricco programma di appuntamenti che intreccia <strong>arte, moda, musica e cultura della bellezza<\/strong> attraverso esperienze rivolte a pubblici diversi: <strong>laboratori creativi<\/strong> per i pi\u00f9 giovani, <strong>percorsi di approfondimento<\/strong> dedicati alla <strong>cura della persona<\/strong> e ai <strong>rituali di bellezza del Settecento<\/strong>, <strong>workshop<\/strong> sul mondo delle <strong>fragranze <\/strong>e della<strong> cosmesi<\/strong>, fino agli <strong>appuntamenti conviviali di <em>Arte &amp; Cicchetti<\/em><\/strong>. A questo percorso si affianca la <strong>musica<\/strong>, con quattro concerti delle <strong>Settimane Barocche di Brescia<\/strong> dedicati alla Venezia del Settecento e ospitati nell\u2019Auditorium della Fondazione. Un programma che restituisce, attraverso linguaggi diversi e complementari, l\u2019atmosfera di un\u2019epoca in cui arte, eleganza, socialit\u00e0 e rappresentazione erano profondamente intrecciate.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mentre la Serenissima attraversa il lento declino del proprio potere politico, Venezia conquista l&#8217;Europa con un&#8217;altra forma di supremazia: quella dell&#8217;eleganza. \u00c8 questo il volto della Venezia settecentesca che la Fondazione Paolo e Carolina Zani racconta nella mostra Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda, aperta dal 12 settembre al 6 dicembre 2026 nella nuova Sala Esposizioni della Casa Museo di Cellatica (BS). Ideata e coordinata da Massimiliano Capella, la mostra propone un&#8217;inedita lettura della pittura veneziana del XVIII secolo attraverso il rapporto tra arte e moda. 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