{"id":42405,"date":"2026-09-22T10:31:54","date_gmt":"2026-09-22T10:31:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=42405"},"modified":"2026-09-22T10:31:54","modified_gmt":"2026-09-22T10:31:54","slug":"robert-mapplethorpe-e-le-forme-della-bellezza-la-mostra-al-museo-dellara-pacis-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/09\/22\/robert-mapplethorpe-e-le-forme-della-bellezza-la-mostra-al-museo-dellara-pacis-a-roma\/","title":{"rendered":"Robert Mapplethorpe e le forme della bellezza. La mostra al Museo dell\u2019Ara Pacis a Roma"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/160138-01_Derrick_Cross_1985_Robert_Mapplethorpe_Foundation_Used_by_permission.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-42406\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/160138-01_Derrick_Cross_1985_Robert_Mapplethorpe_Foundation_Used_by_permission.jpg\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/160138-01_Derrick_Cross_1985_Robert_Mapplethorpe_Foundation_Used_by_permission.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/160138-01_Derrick_Cross_1985_Robert_Mapplethorpe_Foundation_Used_by_permission-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/a>Il <strong>Museo dell\u2019Ara Pacis<\/strong> <strong>ospita fino al 4 ottobre 2026<\/strong> la mostra <strong><em>Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza<\/em>: <\/strong>una selezione di <strong>circa 200 fotografie<\/strong>, che esplorano il concetto di bellezza come perfezione assoluta e rigore formale.<br \/>\nL\u2019esposizione, curata da <strong>Denis Curti, <\/strong>\u00e8 promossa da <strong>Roma Capitale<\/strong>, <strong>Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria<\/strong>, <strong>Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali <\/strong>e <strong>Marsilio Arte<\/strong>, organizzata con <strong>Z\u00e8tema Progetto Cultura <\/strong>e <strong>Marsilio Arte<\/strong>, in collaborazione con la <strong>Robert Mapplethorpe Foundation di New York<\/strong>.<\/p>\n<p>Robert Mapplethorpe (New York,1946-1989) non fotografa soggetti, ma scolpisce lo spazio attraverso l\u2019obiettivo della sua Hasselblad, conferendo ad ogni scatto un\u2019aura di assoluta classicit\u00e0, con visione geometrica e ricerca della perfezione.<br \/>\nLa mostra, che si distingue per una serie di <strong>contenuti inediti,<\/strong> <strong>si concentra sulla ricerca della forma pura, dove il corpo umano, i volti e le nature morte vengono trattati con la stessa maniacale attenzione alla luce e alle geometrie.<br \/>\n<\/strong>Mostra conclusiva di un importante progetto espositivo che ha toccato prima Venezia, alle Stanze della Fotografia, e poi Milano, a Palazzo Reale. <strong>In esposizione una selezione di oltre 200 fotografie del fotografo americano maestro del XX secolo che esplorano il concetto<\/strong> <strong>di bellezza come perfezione assoluta e rigore formale. <\/strong>Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza \u00e8 il capitolo conclusivo di un importante progetto espositivo che ha toccato prima Venezia, alle Stanze della Fotografia, e poi Milano, a Palazzo Reale. Nella tappa romana sono esposti i grandi capolavori che in questi mesi hanno conquistato i visitatori di Venezia e Milano: i ritratti di personaggi famosi del mondo dell\u2019arte, della letteratura, della musica, del cinema come Yoko Ono, Robert Rauschenberg, Donald Sutherland, David Byrne, Richard Gere; la sezione dedicata agli autoritratti; alle sue muse Patti Smith e Lisa Lyon; ai fiori e alle foto pi\u00f9 sensuali di corpi maschili e femminili oltre ad una sezione dedicata al confronto con l\u2019antico, esposte in mostra anche due sculture classiche conservate ai Musei Capitolini &#8211; la Statua di Afrodite della seconda met\u00e0 del I sec. a.C. \u2013 inizi del I sec d.C. e la Statua di atleta, I secolo d.C. da un originale greco del V a.C.<\/p>\n<p>\u201cQuesta esposizione \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 rara e al tempo stesso necessaria: il fotografo Robert Mapplethorpe \u00e8 stato un artista della rappresentazione fotografica quasi scultorea, tendente allo spasimo alla perfezione, un classicista nelle forme catturate dal suo obiettivo. In questa esposizione romana ci saranno degli inediti e ci sar\u00e0 modo, cosa che accade raramente, per scandagliare il rapporto tra Mapplethorpe e il nostro Paese\u201d, dichiara l\u2019Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio. \u201cLa mostra \u00e8 anche necessaria, perch\u00e9 l\u2019artista ha voluto immergersi nelle grandi questioni della libert\u00e0 di parola e di espressione soprattutto nella New York di fine anni Ottanta, in un mondo difficile da raccontare e tanto pi\u00f9 da apprezzare in foto. In un contesto storico come quello che viviamo oggi, dove il linguaggio spesso ci conduce per sentieri impervi, tossici e a volte anche censurati, la sua fotografia e il rapporto con il free speech, anche senza essere d\u2019accordo, attiva il nostro pensiero critico e ci apre nuove riflessioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo inizia con una selezione di immagini poco conosciute al grande pubblico, le primissime opere giovanili: assemblaggi e collage tridimensionali realizzati con immagini d&#8217;archivio, ritagli di giornali erotici, feticci religiosi e indumenti. Opere provocatorie nate per innescare una reazione emotiva e invitare l&#8217;osservatore a completare il significato dell\u2019opera.<\/strong><\/p>\n<p>Nelle sale dedicate alle sue muse celebra il rapporto simbiotico di amore, amicizia e complicit\u00e0 con la poetessa e musicista Patti Smith, attraverso una selezione di ritratti realizzati fin dai tempi del Chelsea Hotel, affiancata dagli scatti dedicati alla culturista Lisa Lyon. Non possono mancare gli autoritratti e i ritratti delle celebrit\u00e0 ma il nucleo principale dell\u2019esposizione \u00e8 nella serie dei fiori e delle nature morte: fotografie in cui elementi naturali vengono isolati e indagati con una maniacale attenzione alla luce, trasformandoli in forme geometriche e reperti di assoluta classicit\u00e0. Fanno da contraltare alla natura, gli scatti pi\u00f9 celebri e sensuali dedicati allo s<strong>tudio dei corpi maschili e femminili, immortalati dalla macchina fotografica come marmo scolpito. Il percorso si chiude idealmente esplorando il profondo legame di Mapplethorpe con l&#8217;Italia.<\/strong> Qui emerge il costante confronto visivo ed evocativo tra i temi della contemporaneit\u00e0, il classicismo, il barocco e l&#8217;archeologia, mostrando come l&#8217;arte antica e la fotografia moderna possano coesistere in perfetta armonia.<\/p>\n<p>\u201cC&#8217;\u00e8 un grande malinteso che accompagna da sempre il lavoro di Robert Mapplethorpe: quello di considerarlo un fotografo della provocazione, un artista dello scandalo legato alla New York underground degli anni &#8217;70 e &#8217;80. In realt\u00e0, se spogliamo le sue immagini dal loro contenuto pi\u00f9 esplicito e geometricamente dirompente, ci\u00f2 che resta \u00e8 puro classicismo. Mapplethorpe non cercava lo scandalo fine a s\u00e9 stesso; cercava la perfezione della forma. Che stesse fotografando un fiore o il corpo scultoreo di Lisa Lyon, il suo sguardo era guidato dalle stesse identiche regole: un&#8217;ossessione per l&#8217;equilibrio, per la simmetria, per la luce zenitale e per il rigore compositivo che affonda le radici nella scultura rinascimentale. La sua vera forza sta nell&#8217;aver applicato l&#8217;ordine e l&#8217;armonia della statuaria classica a temi considerati, allora, provocatori. Mapplethorpe non ha voluto scioccare il mondo, ha voluto elevare il corpo umano \u2014 ogni corpo \u2014 a una dimensione sacra e monumentale. Per questo, a distanza di decenni, le sue fotografie non risultano datate come molta arte di protesta dell&#8217;epoca: perch\u00e9 la bellezza classica \u00e8 senza tempo, e Mapplethorpe era, prima di tutto, un grandissimo fotografo classico\u201d afferma il curatore Denis Curti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione si distingue per una serie di contenuti inediti scelti per la tappa romana: una selezione di scatti realizzati dal fotografo americano durante i suoi soggiorni in Italia, tra Capri e Napoli, su invito del suo gallerista Lucio Amelio che gli chiese di partecipare, dopo il terremoto che colp\u00ec Napoli nel 1980, a Terrae Motus. Mapplethorpe ader\u00ec con slancio all\u2019iniziativa insieme a tanti altri artisti, oltre 60 tra cui Warhol, Cragg, Cucchi, Fabro, Kiefer, Kounellis, Paolini, Pistoletto, Rauschenberg, Schifano, Schnabel, Twombly e Vedova. Amelio voleva trasformare la catastrofe del sisma in forza creativa: \u201ctoccava agli artisti, a noi tutti, osare per abbattere gli ostacoli, e spostare le macerie\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Le fotografie rivelano un legame intimo e finora poco documentato con il nostro Paese, un viaggio attraverso le pieghe del tempo dove l\u2019arte non vive unicamente nei musei ma \u00e8 evocata e respirata nelle piazze e per le strade delle citt\u00e0. Una selezione realizzata per dialogare idealmente con il Museo dell&#8217;Ara Pacis, creando un suggestivo cortocircuito visivo tra la statuaria classica e la fotografia contemporanea.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Museo dell\u2019Ara Pacis ospita fino al 4 ottobre 2026 la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza: una selezione di circa 200 fotografie, che esplorano il concetto di bellezza come perfezione assoluta e rigore formale. L\u2019esposizione, curata da Denis Curti, \u00e8 promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Marsilio Arte, organizzata con Z\u00e8tema Progetto Cultura e Marsilio Arte, in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York. 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