{"id":42465,"date":"2026-09-28T19:25:43","date_gmt":"2026-09-28T19:25:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=42465"},"modified":"2026-09-28T19:25:43","modified_gmt":"2026-09-28T19:25:43","slug":"fucina-degli-angeli-peggy-guggenheim-e-il-vetro-artistico-del-novecento-a-venezia-nella-collezione-peggy-guggenheim","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/09\/28\/fucina-degli-angeli-peggy-guggenheim-e-il-vetro-artistico-del-novecento-a-venezia-nella-collezione-peggy-guggenheim\/","title":{"rendered":"Fucina degli Angeli. Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento. A Venezia nella Collezione Peggy Guggenheim"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/32347955354_4-scaled-e1790622972579.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-42466\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/32347955354_4-scaled-e1790622972579.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"280\" \/><\/a>Alla Collezione Peggy Guggenheim tornano le sculture della Fucina degli Angeli, straordinaria avventura del vetro artistico del Novecento, di cui Peggy Guggenheim fu \u201cmadrina\u201d<\/strong>. Cos\u00ec Peggy Guggenheim nel 1964: \u201cFui felice quando Egidio Costantini venne da me e mi chiese di aiutarlo a creare degli oggetti di vetro tratti dai disegni di artisti contemporanei.\u201d<\/p>\n<p>Dal 14 novembre 2026 al 29 marzo 2027 la <strong>Collezione Peggy Guggenheim<\/strong> presenta <em><strong>Fucina degli Angeli. Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento<\/strong><\/em>, una mostra di ampio respiro che<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/header-mostra-00-e1790622993526.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42467 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/header-mostra-00-e1790622993526.jpg\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"329\" \/><\/a> rilegge alla luce di un\u2019accurata ricostruzione storica una delle vicende pi\u00f9 visionarie del vetro muranese del secondo dopoguerra, restituendo la ricchezza delle sperimentazioni, delle collaborazioni e delle relazioni che hanno lasciato <em>tout court<\/em> una traccia nella storia dell\u2019arte del secolo scorso. Curata da <strong>Cristina Beltrami<\/strong>, la mostra ripercorre l\u2019avventura creativa della Fucina degli Angeli, nata dall\u2019intuizione di <strong>Egidio Costantini<\/strong> alla met\u00e0 degli anni cinquanta. In questa vicenda fu centrale il ruolo di <strong>Peggy Guggenheim<\/strong>, che sostenne Costantini nei momenti cruciali e contribu\u00ec all\u2019affermazione internazionale del progetto, non solo acquistando numerosi pezzi per la sua collezione, ma ampliando i contatti di Costantini ai maggiori protagonisti dell\u2019arte del Novecento e indicandogli una strategia espositiva frutto della sua ampia esperienza di gallerista e mecenate.<\/p>\n<p>Brindisino di nascita ma veneziano d\u2019elezione, <strong>Egidio Costantini<\/strong> (1912\u20132007) vive la fervente stagione muranese degli anni cinquanta, segnata <strong>dall\u2019incontro tra artisti di fama internazionale e alcuni tra i pi\u00f9 talentuosi maestri vetrai<\/strong>. Murano, con la sua straordinaria capacit\u00e0 di coniugare tradizione, innovazione e apertura internazionale, diventa terreno fertile per il dialogo tra artisti e maestri, dando vita a sperimentazioni che spingono il vetro al limite delle sue possibilit\u00e0 tecniche ed espressive.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/32347955354-scaled-e1790623052744.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-42469\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/32347955354-scaled-e1790623052744.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"529\" \/><\/a>Dopo l\u2019esperienza del Centro Studio Pittori nell\u2019Arte del Vetro (1953\u201355), nel 1955 Costantini inaugura a Venezia, in campo Santi Filippo e Giacomo, una galleria specializzata in vetro artistico che, su suggerimento di <strong>Jean Cocteau<\/strong>, prende il nome di Fucina degli Angeli. Costantini segue ogni fase del processo creativo: dall\u2019ideazione, spesso elaborata attraverso il disegno degli artisti, alla traduzione in vetro nelle fornaci di Murano, fino alla presentazione al pubblico.<\/p>\n<p>Il contributo di Peggy Guggenheim si concretizza soprattutto a partire dagli anni sessanta, quando ampia il raggio d\u2019azione di Costantini agli artisti della scena internazionale e lo sprona a delineare <strong>una strategia espositiva capace di affermare la Fucina anche oltre i confini italiani<\/strong>. Dal 1964 le opere della<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/peggy-guggenheim-giardino-venieri-e1790623086680.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42471 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/09\/peggy-guggenheim-giardino-venieri-e1790623086680.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"566\" \/><\/a> Fucina sono presentate in gallerie di primo piano della scena artistica come la <strong>Galleria del Naviglio a Milano (1964\u20131965)<\/strong>, <strong>la Galleria dell\u2019Obelisco a Roma (1965)<\/strong> per arrivare a conquistare <strong>il Museum of Modern Art di New York (1965)<\/strong> con <em>Sculpture in Glass<\/em>, prima esposizione di scultura in vetro ospitata dal museo statunitense. \u00a0\u00c8 in quest\u2019occasione che la rivista \u201cTime\u201d definisce Costantini \u201cun visionario contemporaneo veneziano, dedito a restituire al vetro la magnificenza dei secoli precedenti\u201d (17 settembre 1965), consacrandone la fama oltreoceano.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione riunisce <strong>oltre cento opere<\/strong> provenienti da importanti istituzioni internazionali, tra cui la Fondation Marguerite Arp di Locarno, l\u2019Historisches Museum di Basilea, l&#8217;Augsburg, Kunstmuseum Walter, il MUDAC di Losanna e il Museum of Fine Arts di Boston, a cui si aggiungono opere del Museo del Vetro di Murano, dell\u2019Archivio Fucina degli Angeli e della Collezione Peggy Guggenheim, oltre che da gallerie e collezioni private.<\/p>\n<p>A partire dalle prime realizzazioni in vetro liberamente ispirate alle ceramiche di <strong>Georges Braque <\/strong>e <strong>Pablo Picasso<\/strong>, la mostra racconta le collaborazioni tra Egidio Costantini e alcuni protagonisti della scena artistica internazionale, tra cui <strong>Oskar Kokoschka<\/strong>, <strong>Jean Cocteau<\/strong>, <strong>Jean (Hans) Arp<\/strong>, <strong>Max Ernst<\/strong>, <strong>Dorothea Tanning<\/strong>, <strong>Arman<\/strong>, <strong>Mark Tobey<\/strong>, <strong>Paul Jenkins<\/strong> e <strong>Matta<\/strong>. Particolare rilievo assume la collaborazione con artisti astratti come <strong>Remo Bianco<\/strong>, <strong>Giuseppe Capogrossi <\/strong>e <strong>Luigi Veronesi<\/strong>, nonch\u00e9 con <strong>Lucio Fontana<\/strong>, con il quale Costantini sperimenta le possibilit\u00e0 espressive del vetro nella realizzazione di alcuni Concetti spaziali. Tra le opere in mostra figura <em>Concetto Spaziale \u2013 Construction<\/em> (1964), donato a Peggy Guggenheim e oggi conservato al Museum of Fine Arts di Boston. Una sezione approfondisce inoltre il rapporto con alcuni protagonisti della scena artistica giapponese attivi a Venezia tra gli anni sessanta e settanta, tra cui <strong>Mikuni Omura<\/strong>, <strong>Tomio Miki<\/strong>, <strong>Katsuhiko Narita<\/strong> e <strong>Tadanori Yokoo<\/strong>, mentre l\u2019ultima sala \u00e8 dedicata alle collaborazioni pi\u00f9 tarde con artisti gi\u00e0 noti alla Fucina come <strong>James Coignard<\/strong>, <strong>Pino Mucchiut<\/strong>, ai quali si aggiunge l\u2019architetto statunitense <strong>John C. Portman<\/strong>.<\/p>\n<p>Accostando le <strong>opere in vetro<\/strong> ai <strong>disegni<\/strong>, ai <strong>dipinti e alle<\/strong> <strong>sculture dei medesimi artisti <\/strong>nonch\u00e9 ai <strong>materiali d\u2019archivio<\/strong>, il percorso rivela come a partire dagli anni cinquanta Costantini abbia concretamente contribuito ad affrancare il vetro dal dominio delle arti decorative, proponendolo come un materiale del contemporaneo e aprendo le porte delle fornaci muranesi ai protagonisti del panorama artistico del Novecento.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Alla Collezione Peggy Guggenheim tornano le sculture della Fucina degli Angeli, straordinaria avventura del vetro artistico del Novecento, di cui Peggy Guggenheim fu \u201cmadrina\u201d. 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Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento, una mostra di ampio respiro che rilegge alla luce di un\u2019accurata ricostruzione storica una delle vicende pi\u00f9 visionarie del vetro muranese del [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/09\/28\/fucina-degli-angeli-peggy-guggenheim-e-il-vetro-artistico-del-novecento-a-venezia-nella-collezione-peggy-guggenheim\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,59281,53889,53888,53709,53710,9894,10357,53794,41640,44441,87,35266,26,28369,4625,409394,44738],"tags":[376975,382035,603032,600928,603033,603034,59227,456484,336576,41610,409087,456358,594206,231377,386523,271246,231248,355195,51659],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42465"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42465"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42465\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42474,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42465\/revisions\/42474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}