{"id":42570,"date":"2026-10-09T14:25:19","date_gmt":"2026-10-09T14:25:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=42570"},"modified":"2026-10-09T14:25:19","modified_gmt":"2026-10-09T14:25:19","slug":"anna-spagna-e-i-readymade-il-clima-del-nouveau-realisme-e-la-dissoluzione-del-linguaggio-in-una-mostra-di-ampio-respiro-alla-fondazione-atm-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/10\/09\/anna-spagna-e-i-readymade-il-clima-del-nouveau-realisme-e-la-dissoluzione-del-linguaggio-in-una-mostra-di-ampio-respiro-alla-fondazione-atm-di-milano\/","title":{"rendered":"Anna Spagna e i readymade, il clima del Nouveau R\u00e8alisme e la dissoluzione del linguaggio in una mostra di ampio respiro alla Fondazione ATM di Milano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_fe69fa82b8974ede881210b45d2ba5eamv2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-42571\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_fe69fa82b8974ede881210b45d2ba5eamv2.jpg\" alt=\"\" width=\"393\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_fe69fa82b8974ede881210b45d2ba5eamv2.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_fe69fa82b8974ede881210b45d2ba5eamv2-228x300.jpg 228w\" sizes=\"(max-width: 393px) 100vw, 393px\" \/><\/a>Inaugurata la mostra dal titolo <strong>\u201cI Catarifrangenti, readymade, rifrazioni di luce e ornamenta\u201d<\/strong> dell\u2019artista <strong>ANNA SPAGNA, <\/strong>che rientra in un progetto artistico internazionale, \u201c<strong>NUOVO ATLANTE DELLE ARTI<\/strong>\u201d, ideato e diretto dal Prof. Carlo Franza Storico dell\u2019Arte Moderna e Contemporanea per la FONDAZIONE ATM di MILANO, istituzione<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_2c88638f1bea499688c08256d2b69aa5mv2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42572 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_2c88638f1bea499688c08256d2b69aa5mv2.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_2c88638f1bea499688c08256d2b69aa5mv2.jpg 701w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_2c88638f1bea499688c08256d2b69aa5mv2-266x300.jpg 266w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a> attestata internazionalmente, che focalizza l\u2019attenzione su talune figure in progress della nuova stagione artistica europea.\u00a0 L\u2019esposizione curata dal Prof. Carlo Franza, illustre Storico dell\u2019Arte di piano internazionale, che firma anche il testo, riunisce un certo numero di opere che compongono una vera e propria installazione, capace di campionare il percorso singolare di questo illustre artista italiano. <strong>All\u2019inaugurazione, presente un pubblico colto, con anche intellettuali e giornalisti, i saluti del Presidente della Fondazione e del Vicepresidente dell\u2019Ordine Nazionale Giornalisti Dott. Francesco Caroprese, ecco la prolusione del Prof. Carlo Franza, curatore della mostra, unitamente alla partecipazione di \u00a0\u00a0artisti e di numerosi collezionisti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Scrive Carlo Franza nel testo<\/strong>: \u201cDopo un lavoro di sperimentazione e ricerca che, <strong>unendo tradizione e<\/strong> <strong>utilizzando materiali e tecniche diverse<\/strong>, Anna Spagna artista di chiara fama, riesce a dare vita ad <strong>opere sempre nuove per stile<\/strong> e <strong>concezione<\/strong>. Il suo lavoro negli anni aveva toccato l\u2019arte new-pop con i sacchi dipinti, poi l\u2019arte concettuale tra segno e gesto, ed oggi la nuova costola dell\u2019arte povera contagiata da lettere e numeri.\u00a0 <strong>La sperimentazione sui materiali ha portato Anna Spagna anche a confrontarsi con le mille potenzialit\u00e0 dell\u2019objet trouv\u00e8, -dai readymade\u00a0di Duchamp a C\u00e9sar Baldaccini detto C\u00e8sar, pioniere e figura chiave del Nouveau R\u00e9alisme-, e di sfruttarne tutte le possibilit\u00e0 formali.<\/strong>\u00a0 Nascono da qui le serie di catarifrangenti, dove il materiale perde la sua caratteristica di tabula rasa per acquisire una prospera vitalit\u00e0 formale. La punta di luce e il filo che li avvolge che li intarsia come un vomere che conduce, e un filo di Arianna che si fa strada per l\u2019infinito, riversa ai bordi eleganti rimasugli da riporto che, a sbalzo, tramutano l\u2019opera in una minuta geografia di crinali e avvallamenti.\u00a0 Regolando parti\u00a0 meccaniche in concomitanza ad accuratissime <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_569ad3caca9f42bcb8226855d1a3f2b3mv2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-42574\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_569ad3caca9f42bcb8226855d1a3f2b3mv2.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"644\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_569ad3caca9f42bcb8226855d1a3f2b3mv2.jpg 510w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_569ad3caca9f42bcb8226855d1a3f2b3mv2-193x300.jpg 193w\" sizes=\"(max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><\/a>modificazioni di spessori, Anna Spagna ha ultimamente perfezionato questa\u00a0 tecnica di lavorazione che permette, assemblando, la produzione di piccoli <strong>riquadri a geometria variabile<\/strong>, ampiamente rappresentati nella mostra, dove vengono presentati<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_cc39233084ce4b52aa2f97ae7314bb22mv2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42575 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_cc39233084ce4b52aa2f97ae7314bb22mv2.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_cc39233084ce4b52aa2f97ae7314bb22mv2.jpg 812w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_cc39233084ce4b52aa2f97ae7314bb22mv2-300x292.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_cc39233084ce4b52aa2f97ae7314bb22mv2-768x748.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/a> raggruppati in sequenza, il che permette non solo di apprezzare il singolo \u201cpezzo\u201d, ma conferiscono anche all\u2019insieme il carattere d\u2019opera continua caratterizzata da una forte coerenza d\u2019insieme. <strong>La serie dei \u201ccatarifrangenti\u201d i cui titoli \u201cAttrazioni di luce\u201d, \u201cPensieri in libert\u00e0\u201d, \u201cPensieri scomposti\u201d, \u201cPensieri sovrapposti\u201d e \u201cRifrazioni di luce\u201d per citarne alcuni, si avvolgono e appaiono in un succedersi di parti, da apparire chiaramente opere assemblate cos\u00ec come fece il grande artista francese C\u00e8sar. Se le lettere dell\u2019alfabeto dovrebbero essere negli assemblamenti di Anna Spagna, dune e colline del sapere, biblioteche dell\u2019oggi, quasi rasentare un dispensario del nostro tempo; qui nei suoi lavori vivono in caduta libera, lettere disseminate come fossero -e sono- valenza negativa, paiono e sono una narrazione apocalittica. <\/strong>Se i poeti visivi avevano gi\u00e0 assunto una posizione critica nei confronti delle derive del capitalismo, scegliendo di utilizzare linguaggi alternativi e pratiche non d\u2019elite, proprio per formulare un\u2019arte capace di ascoltare il quotidiano, ora Anna Spagna punta il dito, sceglie e indica, l\u2019ammorbante formula estetica della destrutturazione del linguaggio. La sua \u00e8 un\u2019accusa formidabile alla societ\u00e0 del nostro tempo, che con l\u2019uso delle novit\u00e0 tecnologiche e i loro riflessi sulla lingua italiana ne hanno calpestato la sua storia e il suo uso; Anna Spagna si porta a movimentare a caduta le lettere dell\u2019alfabeto attorno ai catarifrangenti -\u00e8 la stessa luce a rimanere intrappolata- lasciando esprimere la disconnessione del linguaggio, mostrando come la decostruzione abbia contaminato i codici tradizionali della comunicazione. La lingua dei nostri padri, dei grandi della lingua italiana ad iniziare da Dante, per via delle tecnologie della comunicazione e del digitale, sparisce senza lasciare tracce.\u00a0 E\u2019 l\u2019era digitale ad aver cambiato il linguaggio, a movimentare quello che si chiama analfabetismo funzionale, dovuto all\u2019italiano digitale degli sms, dall\u2019e-taliano di email e chat e l\u2019Ai-taliano, la lingua prodotta dai Large Languages Models in italiano, e dagli emoticons; si \u00e8 cos\u00ec ormai lontani dalle riflessioni\u00a0 e dal pensiero classico, perch\u00e9 la lingua usata \u00e8 ormai quella degli sms ricca di abbreviazioni e grafie fonetiche, con una quasi lingua scomparsa rapidamente e l\u2019introduzione di messaggini. Ora il nostro tempo ci consegna una nuova forma di oralit\u00e0 terziaria, una lingua ibrida, n\u00e9 scritta n\u00e9 parlata, fatta di testi frammentati. Se la scrittura era lo strumento del nostro <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_4b7747e7581747c2a602d5f8d9e530c7mv2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-42576\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_4b7747e7581747c2a602d5f8d9e530c7mv2.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"509\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_4b7747e7581747c2a602d5f8d9e530c7mv2.jpg 593w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/877cf0_4b7747e7581747c2a602d5f8d9e530c7mv2-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><\/a>pensiero, ora Anna Spagna con queste opere ci richiama il dramma di questi meccanismi e l\u2019impigrimento delle persone per l\u2019uso di queste macchine del linguaggio. L\u2019Arte Povera \u00e8\u00a0\u00a0 stata uno dei movimenti pi\u00f9 influenti nati in Italia nel secondo Novecento, per cui attraverso materiali semplici, gesti primari e un linguaggio essenziale, gli artisti poveristi hanno rivoluzionato il modo di intendere la scultura, l\u2019installazione e il rapporto tra uomo, natura e artificio. Il movimento era nato a Torino nella seconda met\u00e0 degli anni \u201960, intorno alla riflessione del critico\u00a0Germano Celant, che nel 1967 coni\u00f2 il termine \u201cArte Povera\u201d. L\u2019obiettivo era superare l\u2019artificio dell\u2019arte tradizionale e le logiche del mercato scegliendo\u00a0materiali umili, organici, industriali, grezzi: terra, piombo, legno, tessuti, vetro, neon, pietre, elementi naturali; l\u2019Arte Povera non \u00e8 stata una fuga nell\u2019arcaico, ma un\u00a0<strong>contrappunto critico alla modernit\u00e0 tecnologica<\/strong>. L\u2019Arte Povera si inserisce nel panorama delle ricerche artistiche del Novecento, in dialogo con i linguaggi plastici raccontati nell\u2019approfondimento sulla\u00a0scultura italiana del \u2018900. <strong>Oggi Anna Spagna ripropone una sorta di \u201cnouvelle vague\u201d, riproponendo da una costola dell\u2019Arte povera, un tracciato nuovo, toccante, una sorta di luce e di strada, di illuminazione e transito stellare, di lacrime di comete; cos\u00ec i catarifrangenti, materiali \u201cpoveri\u201d con significati potenti, non sono un limite, ma uno spazio di libert\u00e0, perch\u00e9 l\u2019artista sottrae la materia al circuito del valore per restituirla alla sua forza originaria.<\/strong>\u00a0 I <strong>catarifrangenti sono anche<\/strong> <strong>natura vs<\/strong> <strong>artificio<\/strong>, elemento centrale \u00e8 la relazione viva tra forze naturali (fuoco, acqua, energia, luce, crescita vegetale) e strutture industriali o meccaniche; <strong>ma sono anche gesto, processo, trasformazione<\/strong>.<strong>\u00a0 <\/strong>Pi\u00f9 che oggetti compiuti, molte opere sono\u00a0processi in divenire, reazioni fisiche, trasformazioni nel tempo. Infine la serie dei <strong>catarifrangenti sono corpo e identit\u00e0,<\/strong> l\u2019opera finalmente si mostra attraverso dispositivi riflettenti e spazi partecipativi. Oggi come ieri, Anna Spagna ha realizzato lavori che la impongono alla critica tutta, per uno scandaglio di materiali assunti dall&#8217;uso quotidiano, \u00e8 cos\u00ec che il suo percorso \u00e8 maturato, passando dalle forme al segno, e liberando il colore-catarifrangente che si va luce, veicolo generante, come racchiuso in un&#8217;anima interna che illumina e trafigge.<\/p>\n<p><strong>Anna Spagna \u00e8 nata a Siracusa, dove ha frequentato la scuola d\u2019arte. Trasferitasi a Milano nel 1970, si \u00e8 dedicata alla sperimentazione e al restauro di dipinti antichi<\/strong> presso il Gabinetto di Restauro delle raccolte d\u2019arte del Castello Sforzesco, collaborando con il maestro Ovidio Canesi fino al 1977. In questo periodo ha lavorato alle terrecotte delle raccolte archeologiche esposte alla mostra\u00a0<em>Gli Etruschi, nuove ricerche e scoperte<\/em>. Successivamente abbraccia la libera professione di restauratrice presso lo studio del Prof. Enos Malagutti e contemporaneamente, frequenta le esperienze artistiche attraverso l\u2019attivit\u00e0 dello Studio Santandrea, galleria d\u2019avanguardia milanese. Nel 1986 avvia il nuovo ciclo di assemblaggi e pitture che saranno oggetto della sua prima personale del gennaio 1989 presso la libreria Buchmesse. Nel dicembre 1990 prende parte a una collettiva alla galleria d\u2019arte L\u2019Affiche e nel maggio del 1991 ha luogo la sua seconda personale presso la galleria Volpini. Nello stesso anno partecipa con una sua opera al Premio Lario Cadoraco XV\u02da Edizione Murarte \u201990. \u201cNel 1993 insieme a Anna Spagna e Emanuele Viscuso allestisce una installazione alle Corderie per la XLV edizione della Biennale di Venezia\u201d. (cfr. Leonardo Lombardi, Una personale di Ariel Soul\u00e8 alla Rocca di Orzinuovi dal 29 Marzo al 22 Aprile 2019, Paese Mio, 27 Marzo 2019). Nel 1994 partecipa alla collettiva presso la galleria Vinciana di Milano, dove torna ad esporre nel 2004. Nel 2010 ha esposto presso la Galleria Derbylius con la personale\u00a0<em>LEGGERE\/non leggere&#8230; libro d\u2019artista e oltre<\/em>. Nel 2026 \u00e8 l\u2019illustrissimo Prof. Carlo Franza ad invitarla a tenere una mostra personale dal titolo \u201cLa biblioteca dei sogni\u201d nel Progetto Scenari al Plus Florence di Firenze; e ancora <strong>nel giugno 2026 su segnalazione del Presidente di Giuria Prof. Carlo Franza ad Anna Spagna \u2013 Casa d\u2019Arte Spagna Bellora viene assegnato il Premio Gran Prix Absolute 2026 in occasione del Premium International Florence Seven Stars 2026 a Firenze.<\/strong> Hanno scritto del suo lavoro vari critici fra cui il Prof. Carlo Franza, Tommaso Trini e altri.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Inaugurata la mostra dal titolo \u201cI Catarifrangenti, readymade, rifrazioni di luce e ornamenta\u201d dell\u2019artista ANNA SPAGNA, che rientra in un progetto artistico internazionale, \u201cNUOVO ATLANTE DELLE ARTI\u201d, ideato e diretto dal Prof. Carlo Franza Storico dell\u2019Arte Moderna e Contemporanea per la FONDAZIONE ATM di MILANO, istituzione attestata internazionalmente, che focalizza l\u2019attenzione su talune figure in progress della nuova stagione artistica europea.\u00a0 L\u2019esposizione curata dal Prof. Carlo Franza, illustre Storico dell\u2019Arte di piano internazionale, che firma anche il testo, riunisce un certo numero di opere che compongono una vera e propria installazione, capace di campionare il percorso singolare di questo illustre [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/10\/09\/anna-spagna-e-i-readymade-il-clima-del-nouveau-realisme-e-la-dissoluzione-del-linguaggio-in-una-mostra-di-ampio-respiro-alla-fondazione-atm-di-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53710,9894,28280,10357,38618,28386,44441,87,28308,26,17505,28369],"tags":[53843,603058,462500,603057,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42570"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42570"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42578,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42570\/revisions\/42578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}