{"id":42604,"date":"2026-10-12T20:55:14","date_gmt":"2026-10-12T20:55:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=42604"},"modified":"2026-10-12T20:55:14","modified_gmt":"2026-10-12T20:55:14","slug":"due-dipinti-del-maestro-del-1416-restaurati-e-messi-in-mostra-nella-galleria-dellaccademia-di-firenze-e-musei-del-bargello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/10\/12\/due-dipinti-del-maestro-del-1416-restaurati-e-messi-in-mostra-nella-galleria-dellaccademia-di-firenze-e-musei-del-bargello\/","title":{"rendered":"Due dipinti del Maestro del 1416, restaurati e messi in mostra nella Galleria dell\u2019Accademia di Firenze e Musei del Bargello"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/01.-Maestro-del-1416-Madonna-con-Bambino-e-i-santi-Pietro__-Antonio-abate-Giuliano-e-Giovanni-Battista-_finale-foto-Claudio-Giusti__-copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-42605\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/01.-Maestro-del-1416-Madonna-con-Bambino-e-i-santi-Pietro__-Antonio-abate-Giuliano-e-Giovanni-Battista-_finale-foto-Claudio-Giusti__-copia.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"940\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/01.-Maestro-del-1416-Madonna-con-Bambino-e-i-santi-Pietro__-Antonio-abate-Giuliano-e-Giovanni-Battista-_finale-foto-Claudio-Giusti__-copia.jpg 945w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/01.-Maestro-del-1416-Madonna-con-Bambino-e-i-santi-Pietro__-Antonio-abate-Giuliano-e-Giovanni-Battista-_finale-foto-Claudio-Giusti__-copia-182x300.jpg 182w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/01.-Maestro-del-1416-Madonna-con-Bambino-e-i-santi-Pietro__-Antonio-abate-Giuliano-e-Giovanni-Battista-_finale-foto-Claudio-Giusti__-copia-622x1024.jpg 622w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/01.-Maestro-del-1416-Madonna-con-Bambino-e-i-santi-Pietro__-Antonio-abate-Giuliano-e-Giovanni-Battista-_finale-foto-Claudio-Giusti__-copia-768x1264.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/01.-Maestro-del-1416-Madonna-con-Bambino-e-i-santi-Pietro__-Antonio-abate-Giuliano-e-Giovanni-Battista-_finale-foto-Claudio-Giusti__-copia-933x1536.jpg 933w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/a>GAMB \u2013 Galleria dell\u2019Accademia di Firenze e Musei del Bargello<\/strong> presenta <strong>due dipinti attribuiti al Maestro del 1416<\/strong>, al termine di un importante percorso di studio e di restauro. <strong>A partire da marted\u00ec 6 ottobre fino al 14 marzo 2027, le due tavole sono riunite nelle sale del primo piano della Galleria dell\u2019Accademia in un allestimento temporaneo che ne racconta la storia, le caratteristiche stilistiche<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>le vicende conservative.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019iniziativa rientra nel progetto <strong>\u201cOpere restaurate in esposizione\u201d<\/strong>, realizzato nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 di <strong>tutela e valorizzazione del patrimonio culturale promosse dal MiC &#8211; Ministero della Cultura<\/strong>, e nasce con l\u2019obiettivo di restituire al pubblico opere delle collezioni al termine di significativi interventi di recupero, offrendo al tempo stesso l\u2019opportunit\u00e0 di conoscere il lavoro di ricerca e di cura che ne accompagna la conservazione.<\/p>\n<p><strong><em>\u201c<\/em><\/strong><em>Il restauro \u00e8 un momento fondamentale nella vita di un\u2019opera: permette di preservarla, ma anche di tornare a interrogarla e a conoscerla pi\u00f9 a fondo<\/em>\u201d <strong>dichiara Andreina Contessa, Direttore Generale del GAMB. <\/strong>\u201c<em>Le indagini condotte durante il lavoro possono infatti restituire dettagli, colori e informazioni sulla tecnica e sulla storia materiale che nel tempo erano diventati meno evidenti. Presentare queste due tavole al termine del loro<\/em> <em>percorso conservativo significa condividere con il pubblico non soltanto il risultato visibile, ma anche il patrimonio di conoscenze che il restauro ha permesso di acquisire. Con \u201cOpere restaurate in esposizione\u201d vogliamo rendere questo processo parte dell\u2019esperienza di visita e mostrare quanto studio, competenza e attenzione siano necessari per custodire e trasmettere le nostre collezioni\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Dopo il <strong>Trittico di Spinello Aretino<\/strong>, il progetto presenta ora due tavole del <strong>Maestro del 1416<\/strong>: la <strong><em>Madonna con Bambino e i santi Pietro, Antonio abate, Giuliano e Giovanni Battista<\/em><\/strong> e la <strong><em>Madonna con Bambino e otto angeli<\/em><\/strong>. Riunite una accanto all\u2019altra, le due opere consentono di mettere a confronto linguaggi, soluzioni formali e vicende conservative differenti, restituendo una lettura pi\u00f9 articolata della personalit\u00e0 del pittore e della cultura figurativa fiorentina del primo Quattrocento.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, integrata nel percorso permanente della Galleria, \u00e8 curata dalle funzionarie della Galleria dell\u2019Accademia di Firenze e dei Musei del Bargello <strong>Elvira Altiero, storica dell\u2019arte, ed Eleonora Pucci, restauratrice.<\/strong> Il progetto di allestimento, a cura degli architetti <strong>Roberto Lembo<\/strong> e <strong>Giorgios Papaevangeliu<\/strong>, \u00e8 stato eseguito da <strong>Galli Mostre<\/strong>, ed \u00e8 accompagnato da un <strong>video che <\/strong>ripercorre le diverse fasi dei lavori, realizzato da <strong>Domenico Spampinato<\/strong>. Attraverso immagini e approfondimenti sono illustrate le principali problematiche conservative, le indagini effettuate e le soluzioni adottate durante i lavori. In particolare, il restauro della <em>Madonna con Bambino e santi <\/em>\u00e8 stato condotto da <strong>Elisabetta Bianco<\/strong>, con <strong>Roberto Buda<\/strong> per l\u2019intervento sul supporto ligneo. L\u2019intervento sulla <em>Madonna con Bambino e angeli<\/em> si deve invece a <strong>Lucia Biondi<\/strong> e, per il supporto, ad <strong>Alberto Dimuccio<\/strong>. Le indagini diagnostiche sono state realizzate rispettivamente da <strong>Paolo Triolo-Geospectra srl <\/strong>e da <strong>Ottaviano Caruso<\/strong>.<\/p>\n<p>Con il nome convenzionale di <strong>Maestro del 1416<\/strong>, <strong>gli studiosi identificano un anonimo pittore attivo a Firenze nel primo quarto del XV secolo, forse riconoscibile in<\/strong> <strong>Bartolomeo di Pietro<\/strong> <strong>(documentato dal 1412 al 1427), nipote di Lorenzo di Niccol\u00f2 di Martino<\/strong>. Le due tavole esposte restituiscono con particolare evidenza i caratteri distintivi del suo linguaggio.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/02.-Maestro-del-1416-Madonna-con-bambino-e-otto-angeli-finale__-foto-Ottaviano-Caruso-copia-e1791837889569.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-42607 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2026\/10\/02.-Maestro-del-1416-Madonna-con-bambino-e-otto-angeli-finale__-foto-Ottaviano-Caruso-copia-e1791837889569.jpg\" alt=\"\" width=\"564\" height=\"752\" \/><\/a> L\u2019impianto compositivo conserva il legame con la tradizione neo-giottesca, mentre le figure allungate, i panneggi fluenti e le raffinate soluzioni cromatiche mostrano l\u2019apertura verso il gusto del Gotico internazionale e, in particolare, l\u2019influenza di <strong>Lorenzo Monaco<\/strong>. La <strong><em>Madonna con Bambino e i santi Pietro, Antonio abate, Giuliano e Giovanni Battista<\/em><\/strong>, costituisce un punto di riferimento fondamentale per <strong>la ricostruzione della personalit\u00e0 artistica del Maestro del 1416<\/strong><strong>. <\/strong>Alla base della tavola \u00e8 presente infatti l\u2019iscrizione con la data \u201cMCCCCXVI d\u2019agosto\u201d, da cui deriva il nome convenzionale dell\u2019artista. La pala fu probabilmente commissionata dall\u2019<strong>Arte dei Beccai<\/strong><strong>,<\/strong> la corporazione che riuniva commercianti, macellatori e venditori di carni. La presenza di <strong>san Pietro<\/strong><strong>,<\/strong> patrono dell\u2019Arte, accanto alla Vergine in posizione privilegiata, sembra sostenere questa ipotesi. Anche <strong>sant\u2019Antonio abate<\/strong> era legato alla corporazione in quanto protettore degli animali, mentre <strong>san Giovanni Battista<\/strong> e<strong> san Giuliano<\/strong> figuravano tra i santi maggiormente venerati a Firenze. La tavola pervenne alle <strong>Gallerie Fiorentine nel 1782 <\/strong>dalla Camera di Commercio, ente incaricato di raccogliere le opere d\u2019arte conservate presso le antiche sedi delle Arti dopo le riforme del governo lorenese, ed \u00e8 esposta alla Galleria dell\u2019Accademia dal <strong>1915<\/strong><strong>. <\/strong>In questo dipinto il restauro si \u00e8 concentrato sul recupero della pellicola pittorica, compromessa da precedenti puliture particolarmente aggressive e alterata dalla presenza di ampie ridipinture. \u00c8 stato cos\u00ec possibile riequilibrare la superficie pittorica e restituire maggiore armonia all\u2019insieme, rendendo nuovamente leggibili dettagli e qualit\u00e0 cromatiche che risultavano fortemente alterate.<\/p>\n<p>La <strong><em>Madonna con Bambino e otto angeli<\/em><\/strong> riprende invece, in formato ridotto, la celebre<em> <strong>Madonna <\/strong><\/em><strong>dipinta da Bernardo Daddi nel 1347<\/strong>, custodita nel tabernacolo dell\u2019Orcagna a Orsanmichele. L\u2019immagine, particolarmente venerata, rappresent\u00f2 per lungo tempo un importante punto di riferimento per la devozione e per la produzione artistica fiorentina. Accanto alla persistenza del modello trecentesco, il dipinto mostra un\u2019apertura ai modi del Gotico internazionale: il cangiantismo delle vesti degli angeli richiama in particolare i raffinati accordi cromatici di Lorenzo Monaco.<\/p>\n<h3>Proveniente dal monastero femminile di Santa Apollonia, l\u2019opera fu acquisita dallo Stato italiano nel <strong>1865<\/strong><strong>,<\/strong> in seguito alle soppressioni degli enti ecclesiastici, l\u2019opera \u00e8 entrata a far parte delle collezioni della Galleria dell\u2019Accademia nel <strong>2017 e, dopo questo recupero, esposta per la prima volta al pubblico<\/strong>. In questo caso, l\u2019impiego della <strong>tecnologia laser<\/strong> ha permesso di intervenire selettivamente sulla superficie pittorica, riportando alla luce il colore originale del manto della Vergine. Parallelamente, il recupero e la ricomposizione della cornice hanno consentito di ristabilire l\u2019unit\u00e0 visiva e la stabilit\u00e0 dell\u2019insieme.<\/h3>\n<p>Due interventi differenti per metodo e problematiche conservative, che hanno restituito maggiore leggibilit\u00e0 alle opere e, al tempo stesso, nuove informazioni sulla loro storia. La presentazione congiunta permette cos\u00ec di osservare da vicino non soltanto i risultati raggiunti, ma anche le diverse fasi di studio e di cura che accompagna ogni opera nel tempo. Il progetto richiama inoltre l\u2019attenzione sul nucleo dei cosiddetti <strong>\u201cPrimitivi\u201d<\/strong><em>,<\/em> i maestri che precedettero la piena affermazione del linguaggio rinascimentale e le cui opere costituiscono uno dei nuclei storici pi\u00f9 importanti delle collezioni della Galleria dell\u2019Accademia.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>GAMB \u2013 Galleria dell\u2019Accademia di Firenze e Musei del Bargello presenta due dipinti attribuiti al Maestro del 1416, al termine di un importante percorso di studio e di restauro. A partire da marted\u00ec 6 ottobre fino al 14 marzo 2027, le due tavole sono riunite nelle sale del primo piano della Galleria dell\u2019Accademia in un allestimento temporaneo che ne racconta la storia, le caratteristiche stilistiche e le vicende conservative. L\u2019iniziativa rientra nel progetto \u201cOpere restaurate in esposizione\u201d, realizzato nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale promosse dal MiC &#8211; Ministero della Cultura, e nasce con l\u2019obiettivo di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/10\/12\/due-dipinti-del-maestro-del-1416-restaurati-e-messi-in-mostra-nella-galleria-dellaccademia-di-firenze-e-musei-del-bargello\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,9894,53747,53794,41640,44441,87,35351,26,35185,17505,35188,28369,202271,4625,409394],"tags":[603073,603075,603076,603071,603072,603074,355195,406730],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42604"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42604"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42604\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42610,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42604\/revisions\/42610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}