{"id":42696,"date":"2026-10-27T20:16:01","date_gmt":"2026-10-27T20:16:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=42696"},"modified":"2026-10-27T20:16:01","modified_gmt":"2026-10-27T20:16:01","slug":"luigi-russolo-rumorcolori-al-palazzo-vescovile-della-sua-portogruaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/10\/27\/luigi-russolo-rumorcolori-al-palazzo-vescovile-della-sua-portogruaro\/","title":{"rendered":"\u201cLuigi Russolo. Rumorcolori\u201d al Palazzo Vescovile della sua Portogruaro"},"content":{"rendered":"<p><strong>PORTOGRUARO &#8211;<\/strong> Nelle sale del <strong>Palazzo Vescovile <\/strong>di<strong> Portogruaro<\/strong>, in provincia di<strong> Venezia<\/strong>, \u00e8 stata inaugurata sabato 17 ottobre, e sar\u00e0 visitabile sino al 28 febbraio 2027, la mostra \u201c<strong>Luigi Russolo. Rumorcolori<\/strong>\u201d, a cura di Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso.<br \/>\nL\u2019esposizione vuole ripercorrere attraverso un\u2019ottantina di opere tra oli, disegni, incisioni, mobili e Intonarumori, oltre ad una fondamentale serie di documenti, l\u2019intero cammino artistico del <strong>grande futurista<\/strong> nato proprio a Portogruaro.<br \/>\n\u201cLuigi Russolo. Rumorcolori\u201d, ideata per il <strong>140\u00b0 anniversario della nascita<\/strong> di Russolo (1885) e volta ad aprire le celebrazioni per l\u2019<strong>80\u00b0 della sua scomparsa<\/strong> (1947), sancisce anche il doveroso omaggio della cittadina veneta al suo figlio pi\u00f9 illustre in campo artistico.<br \/>\n<strong>La mostra, la pi\u00f9 importante che si sia mai tenuta nella sua citt\u00e0 natale, vuole restituire grandezza e centralit\u00e0 a Luigi Russolo, potendo oltre tutto vantare l\u2019eccezionale ritorno, sia pur ovviamente temporaneo, in Italia, dopo vent\u2019anni (fu esposto nella grande mostra tenutasi dal 27 maggio al 17 settembre 2006 al Mart di Rovereto), del suo capolavoro pi\u00f9 magnetico e misterioso, La Musica (1911), opera iconica dello stesso Futurismo, grazie alla straordinaria disponibilit\u00e0 della Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, che ha creduto in questo progetto.<\/strong><br \/>\nFra i prestiti di notevole importanza museale si segnalano anche Autoritratto con teschi del 1908, dal Museo del Novecento di Milano, e Lampi del 1910, dalla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Per l\u2019occasione tornano insieme, dopo decenni, la parte centrale di Linee-forza della folgore (1912), conservata a Portogruaro, e il frammento posto in alto a sinistra nella composizione originaria, proveniente da una collezione privata romana, esposto ora per la prima volta da quando \u00e8 stato ritrovato all\u2019inizio degli anni Duemila.<br \/>\n\u201cAncora oggi il meno noto e il pi\u00f9 ingiustamente sottovalutato fra i fondatori del Futurismo \u00e8 Luigi Russolo, pittore, musicista, compositore, inventore degli Intonarumori e filosofo. Eppure\u201d, osserva Simongini, \u201ca guardare bene il suo multiforme percorso nell\u2019ambito del movimento marinettiano, Russolo \u00e8 forse il pi\u00f9 sperimentatore in senso ampio, polifonico, avendo creato una sorta di personale intercodice che abbatte i confini fra discipline diverse e che nasce dall\u2019osmosi fra pittura, musica, filosofia, invenzione tecnica. Se una delle qualit\u00e0 pi\u00f9 importanti del Futurismo fu quella di creare una osmosi fra i vari linguaggi artistici in modo tale da abbattere le barriere disciplinari, proprio Russolo \u00e8 uno dei massimi protagonisti di questa compenetrazione non solo fra musica e pittura ma anche con la letteratura, visto che nel suo manifesto \u201cL\u2019arte dei rumori\u201d (1913) stabilisce uno stretto legame fra il suo \u201csuono-rumore\u201d e le parole in libert\u00e0 marinettiane [\u2026]. Il futurista che meglio ha incarnato l\u2019assunto marinettiano secondo cui il principio assoluto del Futurismo \u00e8 il divenire continuo\u201d. Nato da Domenico, orologiaio, organista e direttore della Schola Cantorum di Latisana, giovanissimo Russolo lascia il borgo medievale della citt\u00e0 per approdare a Milano. Nella citt\u00e0 lombarda frequenta gli studi degli artisti di tendenza simbolista e divisionista. Si avvicina allora alla tecnica incisoria e, tra il 1908 e il 1913, realizza una serie di acqueforti influenzate prima da inquietudini simboliste poi dalle tematiche futuriste testimoniate in mostra, ad esempio, dalla figura seducente e vampirica della Donna pipistrello (1907) oppure dalla magia dei volti spiritati fusi insieme in Maschere (1909). L\u2019artista si avvicina poi al Futurismo e nel 1910 firma, insieme agli altri protagonisti del movimento, il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista. Nelle opere di Russolo, la luce, il colore e la forma diventano strumenti per esprimere l\u2019energia e la vibrazione del mondo. La superficie pittorica non \u00e8 pi\u00f9 soltanto uno spazio destinato a riprodurre ci\u00f2 che l\u2019occhio vede, ma diventa il luogo in cui si manifesta una realt\u00e0 in trasformazione. Le immagini sono attraversate da tensioni, ritmi e sovrapposizioni che suggeriscono una percezione sempre pi\u00f9 complessa e dinamica.<br \/>\nIl titolo della mostra \u201cRumorcolori\u201d richiama questa particolare dimensione della sua ricerca: il colore non \u00e8 soltanto materia visiva, ma sembra acquistare una propria intensit\u00e0 sonora, mentre il rumore pu\u00f2 essere percepito come una forma di colore, di movimento e di energia.<br \/>\nDel 1911 \u00e8 La musica, \u201cdipinto che contiene in s\u00e9 tutta la sua poetica visionaria ed esprime il concetto di arte sinestetica, coniugando assieme pittura, esoterismo, musica e movimento, alludendo all\u2019esistenza di un suono visivo, come se si potesse vedere e disegnare la musica seguendo la traccia di una scomposizione dinamica di un\u2019eterea chiave di violino avvolta in una nebulosa\u201d, afferma Pautasso.<br \/>\nIl passaggio dalla pittura alla sperimentazione sonora rappresenta uno dei momenti pi\u00f9 rivoluzionari del percorso di Russolo. Nel 1913, con la pubblicazione del manifesto L\u2019arte dei rumori, l\u2019artista elabora una nuova concezione della musica, fondata sull\u2019idea che il mondo moderno abbia prodotto una ricchezza di suoni destinata a trasformare radicalmente l\u2019esperienza estetica: \u201cNel diciannovesimo secolo, coll\u2019invenzione delle macchine, nacque il Rumore. Oggi, il Rumore trionfa e domina sovrano sulla sensibilit\u00e0 degli uomini [\u2026] Oggi l\u2019arte musicale complicandosi sempre di pi\u00f9, ricerca gli amalgami di suoni pi\u00f9 dissonanti, pi\u00f9 strani e pi\u00f9 aspri per l\u2019orecchio. Ci avviciniamo cos\u00ec sempre pi\u00f9 al suono-rumore. Ogni manifestazione della nostra vita \u00e8 accompagnata dal rumore. Il rumore \u00e8 quindi famigliare al nostro orecchio, ed ha il potere di richiamarci immediatamente alla vita stessa\u201d. Il rumore della citt\u00e0, delle fabbriche, dei motori e delle macchine diventa cos\u00ec una materia capace di esprimere la modernit\u00e0.<br \/>\nRussolo per\u00f2 non si limita a registrare o imitare i suoni della realt\u00e0: propone di organizzarli, trasformarli e utilizzarli come elementi di una nuova composizione musicale. Per dare forma concreta alle proprie idee, Russolo progetta e costruisce gli Intonarumori, strumenti destinati a produrre differenti tipologie di rumore con i quali tiene concerti in Italia e all\u2019estero. Attraverso meccanismi e manovelle, queste macchine sonore permettono di generare suoni continui o variabili, dai rombi ai crepitii, dagli scoppi ai sibili. Gli Intonarumori non sono semplici strumenti per imitare la realt\u00e0, ma veri e propri dispositivi di ricerca. Il loro obiettivo \u00e8 costruire un nuovo linguaggio musicale, capace di accogliere la complessit\u00e0 acustica del mondo contemporaneo. Le sperimentazioni di Russolo anticipano importanti sviluppi della musica del Novecento, dalla musica concreta alla musica elettronica, fino alle pi\u00f9 recenti esperienze di sound art. Eccezionalmente in mostra ed esposta per la prima volta in Veneto nel suo insieme, la ricostruzione di Pietro Verardo del 1977 degli Intonarumori andati distrutti nel 1943 sotto le bombe del conflitto: l\u2019Ululatore, il Gracidatore, il Ronzatore, il Rombatore, il Crepitatore, l\u2019Urlatore\u2026<br \/>\nDurante la Prima Guerra Mondiale Russolo presta servizio ma nel 1917 rimane gravemente ferito alla testa durante un\u2019azione militare; l\u2019esperienza della guerra segna profondamente la sua vita. Nel 1926 prende parte alla XV Biennale di Venezia \u2013 partecipando poi a dieci edizioni della Biennale \u2013 dove presenta Impressioni di bombardamento (Shrapnels e granate) esposto in mostra. Il 1930 segna l\u2019ultima sua apparizione alla Biennale di Venezia e decreta il passaggio dal periodo futurista, basato sulla scomposizione e ricostruzione dinamica delle forme, a una nuova maniera, contraddistinta da un \u2018simbolismo spirituale\u2019 debitore di ricerche filosofiche.<br \/>\nIl magnetista Guido Torre Gherson lo convince a coltivare la sua innata passione per le scienze occulte, le filosofie orientali e le pratiche Yoga, e lo spinge a trasferirsi nel febbraio del 1932 in Spagna, a Tarragona. L\u2019anno seguente, tornato in Italia, va a vivere a Cerro, frazione di Laveno-Mombello, sul lago Maggiore, dove elabora un volumetto a carattere filosofico, Al di l\u00e0 della materia, pubblicato nel 1938. Sulla linea di tali suoi ultimi interessi, affascinato dalla bellezza cristallina della natura del Lago Maggiore, Russolo comincia un ciclo pittorico che definisce \u201cclassico-moderno\u201d. I soggetti delle sue opere sono paesaggi naturali, tramonti, montagne e alberi ben rappresentati in mostra. \u201cI dipinti \u00abclassici-moderni\u00bb custodiscono immagini criptiche, raffigurazioni della natura segreta dell\u2019animo umano traslato in forme di alberi, in arbusti piegati dal vento in maniera quasi innaturale, in creature aliene fatte di fronde e frasche. I titoli parlano da soli e inquadrano l\u2019occhio irregolare dell\u2019artista che coglie il mistero della Natura e lo fissa sulla tela dando ai paesaggi una nuova luce: la luminosit\u00e0 ignota di un altro mondo\u201d, aggiunge Pautasso.<br \/>\n<strong>Una curiosit\u00e0: in mostra viene ricostruita la camera da letto di Luigi Russolo con mobili che potrebbero essere stati disegnati dall\u2019artista stesso attraverso una serie di decorazioni che rispondono alla sua predisposizione verso la ricerca di stati d\u2019animo e dell\u2019essere per l\u2019accrescimento interiore della ricchezza spirituale, come dimostra la scelta del colore azzurro.<\/strong> I documenti, provenienti dall&#8217;Archivio del &#8216;900 del Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e da ASAC Archivio Storico della Biennale di Venezia e da importanti collezioni private, esposti in una sezione dedicata della mostra, grazie a un percorso che si snoda tra cataloghi di mostre, lettere autografe, fotografie, ritagli di giornale e riviste, consentono inoltre di ripercorrere la vita dell\u2019artista di Portogruaro esplorando gli aspetti noti e quelli meno noti della sua esistenza approfondendo l\u2019originalit\u00e0 della sua ricerca in campo artistico e rumorista, scoprendo i suoi interessi scientifici, culturali e portando alla luce la sua attrazione per l\u2019esoterismo e il misticismo. Luigi Russolo muore a Cerro di Laveno, sessantaduenne, il 4 febbraio 1947. Tre anni prima era scomparso l\u2019amico e mentore Marinetti, di cui nel dicembre 1944 aveva tenuto l\u2019elogio funebre a Bellagio.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>PORTOGRUARO &#8211; Nelle sale del Palazzo Vescovile di Portogruaro, in provincia di Venezia, \u00e8 stata inaugurata sabato 17 ottobre, e sar\u00e0 visitabile sino al 28 febbraio 2027, la mostra \u201cLuigi Russolo. Rumorcolori\u201d, a cura di Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso. L\u2019esposizione vuole ripercorrere attraverso un\u2019ottantina di opere tra oli, disegni, incisioni, mobili e Intonarumori, oltre ad una fondamentale serie di documenti, l\u2019intero cammino artistico del grande futurista nato proprio a Portogruaro. \u201cLuigi Russolo. 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