{"id":42698,"date":"2026-10-28T21:04:58","date_gmt":"2026-10-28T21:04:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=42698"},"modified":"2026-10-28T21:04:58","modified_gmt":"2026-10-28T21:04:58","slug":"max-bill-larte-tra-bellezza-e-innovazione-la-mostra-da-lorenzelli-arte-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/10\/28\/max-bill-larte-tra-bellezza-e-innovazione-la-mostra-da-lorenzelli-arte-a-milano\/","title":{"rendered":"max bill. l\u2019arte tra bellezza e innovazione. la mostra da lorenzelli arte a milano"},"content":{"rendered":"<p>\u00abq<em>uando qualcuno crea qualcosa, si assume la responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 che ha fatto\u2026 l\u2019arte \u00e8 un problema di innovazione e di invenzione<\/em>\u00bb. con queste parole, nel 1976, definiva <strong>l\u2019arte come processo di continua invenzione<\/strong>. da qui la galleria lorenzelli arte di milano prende le mosse per presentare m<em>ax bill. l\u2019arte \u00e8 un problema d\u2019innovazione<\/em>, una <strong>mostra personale di impianto museale<\/strong> che, <strong>dal 6 novembre 2026 al 13 febbraio 2027<\/strong>, riunisce <strong>oltre 60 opere<\/strong> tra <strong>dipinti<\/strong>, <strong>sculture<\/strong> e <strong>opere grafiche<\/strong> \u2013 diverse delle quali provenienti dalla collezione personale di matteo lorenzelli \u2013 dai primi anni quaranta alla fine degli anni ottanta.<\/p>\n<p>il percorso privilegia la <strong>scultura<\/strong>, ambito spesso sottovalutato ma essenziale per comprendere la portata di bill: nella pratica tridimensionale la sua indagine teorica trova una delle espressioni pi\u00f9 compiute, tra rapporti geometrici, equilibri e trasformazioni. <strong>in mostra<\/strong>, tra i <strong>capisaldi<\/strong>, <em>unendliche schleife aus einem kreisring II<\/em> (1947-48), nastro continuo in ottone dorato nato dalla torsione di un anello; e<em>inheit aus drei gleichen volumen<\/em> (1961-63), tre volumi identici che si compenetrano; <em>dublement<\/em> (1969, ottone cromato) e <em>kern aus doppelung<\/em> (legno dipinto), costruite sul raddoppiamento di elementi che si incrociano nello spazio; <em>halber kubus<\/em> (1966), in granito nero svedese, dove la compattezza della pietra rende tangibile la scomposizione del cubo; <em>die feste h\u00e4lfte einer kugel<\/em> (1972), semisfera specchiante in alluminio nichelato che amplifica il rapporto tra forma, luce e spazio.<\/p>\n<p>accanto alle sculture, un nucleo di <strong>oli su tela<\/strong>, dal 1943 al 1985, documenta le tappe della pittura di bill e mostra il colore come elemento strutturale, da misurare e ordinare secondo rapporti precisi: dall\u2019equazione cromatica di <em>blu+giallo=rosso<\/em> (1943-71) a <em>konstruktion mit 2 \u00e4hnlichen farbgruppen um das zentrum<\/em> (1956); dalle tele <strong>romboidali<\/strong>, come <em>rote strahlung<\/em> (1955-65), con un quadrato rosso inscritto in un campo nero, <em>verdichtung aus violett<\/em> (1964-72), <em>transcolorazione dall\u2019azzurro<\/em> (1972) e <em>farben um schwarz und weiss<\/em> (1977), alle variazioni sistematiche di <em>konzentration zu komplement\u00e4rfarben<\/em> (1972), <em>durchdringung von vier farben IV- III<\/em> (1966-72) e <em>3x3x3<\/em> (1973), fino a composizioni simmetriche come <em>zwillingsgruppe<\/em> (1970). pur nella variet\u00e0 dei mezzi, emerge una ricerca coerente, fondata sul pensiero matematico e sulla convinzione che <strong>la bellezza<\/strong> <strong>in qualit\u00e0 di funzione<\/strong> sia parte integrante dell\u2019opera.<\/p>\n<p>il carattere scientifico del progetto trova riscontro nel <strong>catalogo monografico bilingue italiano-inglese<\/strong>, con oltre 80 tavole a colori, un testo critico inedito di roberto borghi e un\u2019ampia selezione di materiali d\u2019archivio, testi, interviste e fotografie. come nelle precedenti pubblicazioni di lorenzelli arte dedicate all\u2019artista, e per precisa volont\u00e0 di quest\u2019ultimo, anche in questo caso tutti i testi escludono l\u2019utilizzo delle maiuscole.<\/p>\n<p>l\u2019esposizione rinnova la <strong>relazione storica tra lorenzelli arte e max bill<\/strong>, avviata a fine anni sessanta a bergamo e consolidata fino all\u2019affidamento a bruno lorenzelli jr. della custodia esclusiva dell\u2019archivio max bill italia. l\u2019esposizione <strong>amplia e completa, anche grazie alle recenti numerose acquisizioni<\/strong>, la retrospettiva <em>max bill (1908\u20131994): la grammatica della bellezza<\/em> tenutasi al m.a.x. museo di chiasso, alla cui realizzazione la galleria ha contribuito come una delle principali prestatrici.<\/p>\n<p>la galleria lorenzelli arte collabora infatti attivamente con musei e istituzioni pubbliche su scala mondiale.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abquando qualcuno crea qualcosa, si assume la responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 che ha fatto\u2026 l\u2019arte \u00e8 un problema di innovazione e di invenzione\u00bb. con queste parole, nel 1976, definiva l\u2019arte come processo di continua invenzione. da qui la galleria lorenzelli arte di milano prende le mosse per presentare max bill. l\u2019arte \u00e8 un problema d\u2019innovazione, una mostra personale di impianto museale che, dal 6 novembre 2026 al 13 febbraio 2027, riunisce oltre 60 opere tra dipinti, sculture e opere grafiche \u2013 diverse delle quali provenienti dalla collezione personale di matteo lorenzelli \u2013 dai primi anni quaranta alla fine degli anni ottanta. 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