{"id":42700,"date":"2026-10-29T21:21:02","date_gmt":"2026-10-29T21:21:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=42700"},"modified":"2026-10-29T21:21:02","modified_gmt":"2026-10-29T21:21:02","slug":"lei-ritratti-di-donne-da-van-gogh-a-modigliani-e-oltre-capolavori-dalla-galleria-nazionale-darte-moderna-e-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2026\/10\/29\/lei-ritratti-di-donne-da-van-gogh-a-modigliani-e-oltre-capolavori-dalla-galleria-nazionale-darte-moderna-e-contemporanea\/","title":{"rendered":"LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre. Capolavori dalla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea."},"content":{"rendered":"<p><strong>Oltre 60 opere allestite in 13 sale \u2013 dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi \u2013 che compongono una sorprendente rassegna di sguardi tra figure reali e ideali dell\u2019universo femminile, lungo oltre due secoli di storia.<\/strong><\/p>\n<p>Dopo il successo della retrospettiva \u201cGiacomo Balla. Un universo di luce\u201d, dal 2 ottobre 2026 va in scena a Parma, nelle sale del Palazzo del Governatore, il secondo capitolo del protocollo d\u2019intesa tra il Comune di Parma e la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea con una\u00a0nuova esposizione, Lei, concepita per la citt\u00e0 emiliana con capolavori provenienti esclusivamente dalla collezione della galleria.<\/p>\n<p>La mostra, dal titolo <strong>LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre. Capolavori dalla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, <\/strong>presenta oltre 60 opere allestite in 13 sale\u2013 dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi \u2013 che compongono una sorprendente rassegna di sguardi tra figure reali e ideali dell\u2019universo femminile, lungo oltre due secoli di storia. <strong>Alcuni lavori sono di recente acquisizione, a partire da Nu Debout il pastello del 1906 ca. di Pablo Picasso donato lo scorso anno dalla Cy Twombly Foundation.<\/strong><\/p>\n<p>La figura femminile ha saputo catturare l\u2019interesse, il dibattito e l\u2019ispirazione delle arti visive; \u00e8 stata vero e proprio motore della creativit\u00e0 umana e tema privilegiato della ricerca artistica tra XIX e XX secolo. Attraverso il ritratto femminile si sono manifestate le tensioni estetiche, psicologiche, culturali e politiche che hanno accompagnato il passaggio alla modernit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cLa GNAMC propone a Parma una straordinaria selezione di ritratti femminili, con diversi capolavori, per celebrare l\u2019ottantesimo anniversario del voto alle donne. Conferma, in questo modo, il concreto impegno nel progetto \u201cMuseo migrante\u201d, ideato proprio per diffondere la conoscenza della propria collezione in Italia e all\u2019estero. La mostra, inoltre, offre l\u2019occasione per perfezionare e aggiornare gli studi sulla collezione, anche alla luce di alcune importanti nuove acquisizioni promosse recentemente in vista della mostra, secondo una visione dinamica del patrimonio culturale che mira ad arricchirlo costantemente.\u201d, cos\u00ec Renata Cristina Mazzantini.<\/p>\n<p>\u00abCredo che il compito delle amministrazioni pubbliche e delle grandi istituzioni culturali non si esaurisca nella conservazione del patrimonio. La sua funzione \u00e8 anche quella di creare occasioni di conoscenza, confronto e riflessione, affinch\u00e9 le opere continuino a dialogare con il presente e ad arricchire la vita della comunit\u00e0. \u00c8 questo il senso della collaborazione tra il Comune di Parma e la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea: permettere a una grande collezione pubblica nazionale di incontrare la citt\u00e0 e, allo stesso tempo, rafforzare Parma come luogo di progettazione culturale, capace di promuovere iniziative di rilievo nazionale attraverso la sinergia tra istituzioni. \u00c8 attraverso queste collaborazioni che una citt\u00e0 cresce, amplia i propri orizzonti e rende la cultura una componente centrale della vita pubblica. La collaborazione con la GNAMC va esattamente in questa direzione e rappresenta un investimento sul presente e sul futuro culturale di Parma\u00bb, dichiara Lorenzo Lavagetto.<\/p>\n<p>Le donne rappresentate appartengono a mondi differenti, hanno et\u00e0, condizioni, caratteri e destini eterogenei, eppure condividono la capacit\u00e0 di raccontare un\u2019esperienza umana che supera il tempo in cui furono ritratte. <strong>Dalla Signora \u00a0Ginoux (L\u2019Arlesiana\u00a0 di Vincente van Gogh),\u00a0 moglie del proprietario del Caf\u00e9 de la Gare di Arles, alla \u00a0marchesa Luisa Casati, diva eccentrica e collezionista immortalata da Giovanni Boldini; dalla facoltosa aristocratica polacca Hanka Zborowska (la Signora dal collaretto di Amedeo Modigliani ) a Carminella,\u00a0 figlia del popolo la cui storia il tempo ha lasciato nella penombra, ma non il pennello di Antonio Mancini; da Palma Bucarelli (la donna che rivoluzion\u00f2\u00a0 l\u2019arte contemporanea) italiana alla guida della Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma) dipinta da Savinio, all\u2019attrice Elsa Martinelli nell\u2019interpretazione di Giosetta Fioroni.<\/strong> Un immaginario al femminile rivelatore e generatore di una moltiplicazione dell\u2019Io di donne attraverso altre donne. I soggetti esposti agiscono, in taluni casi, sia da rappresentazione di una realt\u00e0 sia sotto forma di variazioni possibili dell\u2019identit\u00e0 femminile. Da qui nascono ritratti di donne con potenti personalit\u00e0, esaltate nella loro energia grazie alla cattura \u201cmagistrale\u201d di uno sguardo rivelatore, di un gesto segreto o di un respiro appena trattenuto.<\/p>\n<p>La mostra che si avvale di un comitato scientifico comprende un prestito eccezionale di capolavori alla citt\u00e0 di Parma, molti dei quali raramente concessi, provenienti dalle collezioni della GNAMC di Roma, la pi\u00f9 ampia sul territorio nazionale di arte italiana e internazionale del XIX e XX secolo. <strong>Dai raffinati disegni di Gustav Klimt (tra cui uno studio per Le tre et\u00e0 della donna) in cui la linea sigilla l\u2019erotismo e l\u2019eleganza della donna della Secessione viennese, alla Figura (Femme de Venise VI) di Alberto Giacometti, un totem ancestrale, una madre-matrice scarnificata, fino alle Femmes di Man Ray dove il corpo femminile smette di essere oggetto di contemplazione per farsi rebus,<\/strong> ombra perturbante, enigma che rifiuta di essere catalogato dallo sguardo maschile. Mentre la cera della <strong>Bambina che ride di Medardo Rosso<\/strong> cattura il guizzo dell\u2019infanzia della piccola protagonista prima che venga normata dalle ristrettive convenzioni sociali del decoro borghese di fine Ottocento, <strong>la Donna in bianca invece viene dipinta da Kees van Dongen<\/strong> agli albori del XX secolo con occhi enormi, inquisitori, che non subiscono la posa e iniziano a guardare dritto il pubblico, costringendolo a fare i conti con la fiera indipendenza di un secolo in cui le donne non hanno pi\u00f9 voglia di chiedere il permesso. Legata a doppio filo all\u2019emancipazione sociale e politica delle donne, la nascita di una nuova identit\u00e0 femminile guida anche la pratica delle artiste in mostra. Con i rispettivi e differenti linguaggi \u2013 <strong>dalla densit\u00e0 plastica della scultura di Antonietta Raphael all\u2019obiettivo fotografico di Dora Maar e Francesca Woodman fino alle performance dalle complesse coreografie di Vanessa Beecroft e Marinella Senatore<\/strong>\u2013, queste autrici hanno scardinato vecchi paradigmi e aperto una riflessione profonda sui concetti di personalit\u00e0, libert\u00e0, autodeterminazione e riappropriazione del corpo.<\/p>\n<p>Una sezione del percorso espositivo \u00e8 dedicata alla ricerca in Italia tra le due guerre mondiali. In questa complessa fase di transizione, l\u2019universo delle donne si impone sulla scena sempre pi\u00f9 autonomo, volitivo, protagonista. La mostra ricompone questo straordinario mosaico culturale attraverso i ritratti femminili dei maggiori protagonisti del periodo (tra cui i pittori <strong>Giorgio De Chirico, Gino Severini, Carlo Carr\u00e0, Cagnaccio di San Pietro, Antonio Donghi, Achille Funi, Mario Sironi, Enrico Prampolini, Renato Guttuso e scultori come Arturo Martini, Adolfo Wildt, Arturo\u00a0 Dazzi, Giacomo Manz\u00f9, Pericle Fazzini, facendo risaltare la variet\u00e0 delle esperienze tra Metafisica, \u201cValori Plastici\u201d, il Novecento italiano, la poetica del Realismo magico,<\/strong> insieme alle grandi mitologie dei primi decenni del XX secolo. L\u2019attivit\u00e0 di questi artisti si rivela d\u2019avanguardia anche nel respingere, negli anni Trenta e Quaranta, i rigidi stereotipi domestici e materni che la propaganda del regime fascista tenter\u00e0 di imporre, scegliendo piuttosto di raccontare l\u2019intimit\u00e0 delle donne solcata da silenziosa e tenace resistenza nonch\u00e9 da inquietudini esistenziali.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oltre 60 opere allestite in 13 sale \u2013 dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi \u2013 che compongono una sorprendente rassegna di sguardi tra figure reali e ideali dell\u2019universo femminile, lungo oltre due secoli di storia. Dopo il successo della retrospettiva \u201cGiacomo Balla. 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