{"id":4366,"date":"2015-02-17T21:39:28","date_gmt":"2015-02-17T21:39:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=4366"},"modified":"2015-02-17T21:39:28","modified_gmt":"2015-02-17T21:39:28","slug":"il-minimalismo-di-vincenzo-pellitta-a-berlino-presenza-con-monocromie-moduli-specchianti-e-costruttivismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/02\/17\/il-minimalismo-di-vincenzo-pellitta-a-berlino-presenza-con-monocromie-moduli-specchianti-e-costruttivismo\/","title":{"rendered":"Il minimalismo di Vincenzo Pellitta a Berlino. Presenza con  monocromie, moduli specchianti  e  costruttivismo."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/X-B.-Geometria-spaziale-4-10-2014-70x.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4367\" style=\"width: 210px;height: 187px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/X-B.-Geometria-spaziale-4-10-2014-70x.jpg\" alt=\"\" width=\"1772\" height=\"1772\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/X-B.-Geometria-spaziale-4-10-2014-70x.jpg 1772w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/X-B.-Geometria-spaziale-4-10-2014-70x-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/X-B.-Geometria-spaziale-4-10-2014-70x-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/X-B.-Geometria-spaziale-4-10-2014-70x-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/8-Struttura-xyz-117-70x701.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4372\" style=\"width: 132px;height: 131px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/8-Struttura-xyz-117-70x701.jpg\" alt=\"\" width=\"1772\" height=\"1772\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/8-Struttura-xyz-117-70x701.jpg 1772w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/8-Struttura-xyz-117-70x701-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/8-Struttura-xyz-117-70x701-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/8-Struttura-xyz-117-70x701-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/11-Struttura-xyz-109-50x50-diag.3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4376\" style=\"width: 290px;height: 303px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/11-Struttura-xyz-109-50x50-diag.3.jpg\" alt=\"\" width=\"1772\" height=\"1772\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/11-Struttura-xyz-109-50x50-diag.3.jpg 1772w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/11-Struttura-xyz-109-50x50-diag.3-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/11-Struttura-xyz-109-50x50-diag.3-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/11-Struttura-xyz-109-50x50-diag.3-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-spaziale-186-2014.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4378\" style=\"width: 185px;height: 204px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-spaziale-186-2014.jpg\" alt=\"\" width=\"1772\" height=\"1772\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-spaziale-186-2014.jpg 1772w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-spaziale-186-2014-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-spaziale-186-2014-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-spaziale-186-2014-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-Spaziale-275-20143.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4380\" style=\"width: 281px;height: 302px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-Spaziale-275-20143.jpg\" alt=\"\" width=\"1772\" height=\"1772\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-Spaziale-275-20143.jpg 1772w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-Spaziale-275-20143-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-Spaziale-275-20143-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/02\/Geometria-Spaziale-275-20143-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/a>Un&#8217;intera ala del Plus Berlin di Berlino a ridosso di quella parte del muro storico ancora esistente, accoglie un nucleo consistente di trenta opere dell&#8217;artista italiano e vigevanese Vincenzo Pellitta. Uno sbarco di geometrie e strutture d&#8217;arte nel cuore di Berlino.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> L&#8217;arte italiana troneggia nel progetto \u201cStrade d&#8217;Europa\u201d gi\u00e0 da qualche anno. Pellitta vive da qualche tempo presenze forti e significanti sia in Italia che all&#8217;estero, da Desenzano del Garda a Milano, e oggi a Berlino, dopo aver vinto il Premio delle Arti-Premio della Cultura (Premio della Giuria) a Milano al Circolo della Stampa nel dicembre 2014. Tappe che caratterizzano sia il suo dinamismo, che la lucida vocazione dell&#8217;arte. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Ora strutture, ritagli, costruzioni di angoli e forme geometriche, chiuse e aperte; linee rette, ondulate, a tratteggio; in materiali lucidi come l&#8217;acciaio su fondi monocromi, forme in parallelismo,<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> questo e altro si lascia leggere nell&#8217;intero percorso di Vincenzo Pellitta, artista che da anni lavora costantemente nel morfema astratto come \u201cconcreta\u201d realt\u00e0 della creazione artistica, nel sospendere all&#8217;interno dello spazio destinato, strutture \u201ccostruttive\u201d, dove la cifra del messaggio visivo non rinuncia n\u00e9 alla complessit\u00e0 della funzione estetica, n\u00e8 al ricorso di giochi d&#8217;immagine, dove l&#8217;immagine lascia quindi leggere negli zone specchianti il suo doppio. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-size: medium\">Il mix di sguardi plurimi e di affondi nella cultura del proprio tempo, di configurazione delle forme, di manipolazione e costruzione dello spazio, di declinazione dei segni, di griglia ipermodernista, di flessibilit\u00e0 degli universi, fa vivere il recente lavoro di Vincenzo Pellitta; e ancora, mimetizza e clona, duplica e libera, materializza e imita, esplora connessioni e riprogramma, associa immaginario e catena di montaggio, fa coabitare soggetto-forma e contesto. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>L&#8217;aggettivazione neoastratto-concreta serve a Pellitta a segnalare che l&#8217;arte \u00e8 un metodo di conoscenza del mondo, a muoversi oltre il razionale facendo proprio l&#8217;irrazionale come sensazione\/ intuizione e avviando quella ispessita sperimentazione linguistico-geometrica che \u00e8 fatta di ritagli di definizione spaziale. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">La parabola artistica di Vincenzo Pellitta si conferma in un arco gestuale di lavoro in cui la monocromia-luce, o meglio lo specchio implorante, sente la consequenzialit\u00e0 scientifica, con l&#8217;incidenza delle particelle-materia, dei segni-disegni, e di ogni altro apporto percettivo che avvia relazioni col mondo del segno e della geometria cui da anni l&#8217;artista vigevanese ne ha sposato le idealit\u00e0. Oltre questi capitoli di racconto geometrico e infinitesimale, partiture formali, architetture dello spazio, flussi e riflussi, rapporti, dissonanze, tracce e silenzi. Tutta l&#8217;esistenza presente in queste opere \u00e8 ricca di significati, di sensi profondi che guardano oltre i dati momentanei della percezione, scoprendo un altrove, uno specchiante, una realt\u00e0 esterna e interna. Lo spazio non si identifica pi\u00f9 totalmente con la superficie, ma si trasforma in un luogo di apparizioni ricche di rinvii analogici. Dentro le geometrie, l&#8217;immagine e il suo doppio. Privilegio di queste opere \u00e8 il loro \u201cesserci\u201d catturate da un&#8217;astratta progressione storica. Ad ogni nuova occasione la loro lezione si rinfrange, si riaccende, vive una traduzione infinita, una infinita transizione di senso, di codificazione, di segmentazione, di slittamento, di tracce e percorsi che ritornano all&#8217;origine. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Queste opere, che compongono questo nuovo capitolo di Vincenzo Pellitta, da quelle costruite con materiali naturali a quelle specchianti e a quelle intervallate da tracce di colore, necessitano di un senso di durata che si attesta tra l&#8217;informalit\u00e0 assoluta e l&#8217;assoluto della forma, una luce-colore che si fa presenza-assenza, e addirittura filosofia di fondo dove galleggiano interne armonie.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Vincenzo Pellitta annulla le capacit\u00e0 narrative dell&#8217;oggetto-opera, che porterebbero standardizzazione e controllabilit\u00e0, per reintrodurre l&#8217;imprevedibilit\u00e0, l&#8217;incertezza, il labirinto, il gioco. Strutture parallele, minimaliste, nate dall&#8217;utopia Bauhaus e dal costruttivismo, che oggi sforano in uno spazio \u201ccinegenico\u201d, dove il visitatore diventa attore specchiandosi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>L&#8217;artista italiano, tra i pi\u00f9 stimolanti oggi all&#8217;interno di quella via astratto-concreta, svela ai pi\u00f9 la complessit\u00e0 delle regole ottiche, offre una sorta di realt\u00e0 virtuale, disloca forme dinamiche che catturano l&#8217;occhio, presenta codici pi\u00f9 flessibili e moduli spaziali a macchia, utilizzando e alternando colori strutturati accanto a cromemi in assonanza, ma anche monocromi assoluti accanto a partiture colorate in una prospettiva di fenomenismo pi\u00f9 concettuale e meno corporale. <\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-size: medium\"><strong>Carlo Franza <\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un&#8217;intera ala del Plus Berlin di Berlino a ridosso di quella parte del muro storico ancora esistente, accoglie un nucleo consistente di trenta opere dell&#8217;artista italiano e vigevanese Vincenzo Pellitta. Uno sbarco di geometrie e strutture d&#8217;arte nel cuore di Berlino. L&#8217;arte italiana troneggia nel progetto \u201cStrade d&#8217;Europa\u201d gi\u00e0 da qualche anno. Pellitta vive da qualche tempo presenze forti e significanti sia in Italia che all&#8217;estero, da Desenzano del Garda a Milano, e oggi a Berlino, dopo aver vinto il Premio delle Arti-Premio della Cultura (Premio della Giuria) a Milano al Circolo della Stampa nel dicembre 2014. Tappe che caratterizzano [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/02\/17\/il-minimalismo-di-vincenzo-pellitta-a-berlino-presenza-con-monocromie-moduli-specchianti-e-costruttivismo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,53889,9894,28386,44441,87,35351,17505,35188],"tags":[59703,11818,59668,59704,59705,59706,59200,17477,59707,59664,53594],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4366"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4366"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4366\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4382,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4366\/revisions\/4382"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4366"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4366"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4366"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}