{"id":4603,"date":"2015-03-16T22:27:28","date_gmt":"2015-03-16T22:27:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=4603"},"modified":"2015-03-16T22:27:28","modified_gmt":"2015-03-16T22:27:28","slug":"salviamo-la-lingua-italiana-cancelliamo-i-forestierismi-facciamo-partire-una-crociata-in-difesa-della-nostra-lingua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/03\/16\/salviamo-la-lingua-italiana-cancelliamo-i-forestierismi-facciamo-partire-una-crociata-in-difesa-della-nostra-lingua\/","title":{"rendered":"Salviamo la Lingua Italiana. Cancelliamo i forestierismi. Facciamo partire una crociata in difesa della nostra lingua."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/images1.jpg1_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4606\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/images1.jpg1_1.jpg\" alt=\"images.jpg1\" width=\"184\" height=\"274\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\"><b><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesWH607OMS.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4604\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesWH607OMS.jpg\" alt=\"imagesWH607OMS\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesJ2TBT5VE.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-4605 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesJ2TBT5VE.jpg\" alt=\"imagesJ2TBT5VE\" width=\"336\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesJ2TBT5VE.jpg 336w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesJ2TBT5VE-300x134.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesI9Q31222.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4607\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesI9Q31222.jpg\" alt=\"imagesI9Q31222\" width=\"318\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesI9Q31222.jpg 318w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesI9Q31222-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/images.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4608\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/images.png\" alt=\"images\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/images.jpg3_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4609\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/images.jpg3_.jpg\" alt=\"images.jpg3\" width=\"130\" height=\"192\" \/><\/a>Dobbiamo urlare tutti che in Italia, nella nostra nazione e nei nostri confini, vogliamo parlare italiano e solo italiano. Salviamo la Lingua Italiana. Non ci aiuta neppure il Presidente del Consiglio Matteo Renzi con il suo uso di \u201cJobs Act\u201d, quando avrebbe potuto dire \u201cRiforma del Lavoro\u201d. Mettiamo al bando i forestierismi, le parole straniere. Non ci portano nulla. E poi sono orribili. C&#8217; \u00e8 da ricordare con rincrescimento la politica linguistica del Fascismo,<\/b><\/span><span style=\"font-size: large\"> e al bando conseguenziale che vi fu delle parole straniere (basti ricordare le insegne dei negozi). Oggi molte parole inglesi, ma anche francesi, potrebbero essere comodamente tradotte in italiano. <\/span><span style=\"font-size: large\"><b>Brand, sponsor, flop, killer, fan, ceo, spread, blogger, escort, meeting, new media, target, twittare, work in progress, outlet,.\u2026 e la lista potrebbe continuare. Per anni \u00e8 stato consigliato che imparare l\u2019inglese era una conquista importante e ora, ci troviamo la lingua italiana \u201ccontaminata\u201d dall\u2019anglosassone. La ricerca di Federlingue \u00e8 chiara: l\u2019uso di parole anglosassoni \u00e8 aumentato del 773% negli ultimi otto anni.<\/b><\/span><span style=\"font-size: large\"> I mezzi di comunicazione, certo \u201cresponsabili\u201d della commistione di lingue e dell\u2019ingresso degli anglicismi nella lingua italiana, ogni giorni ci propinano termini in inglese che potrebbero comodamente essere tradotti in italiano.<\/span><span style=\"font-size: large\"><b> Ormai siamo talmente abituati ad usare termini inglesi che a volte stentiamo a tradurre in italiano. La storia insegna che i popoli colonizzati hanno scimmiottato la lingua dei colonizzatori; nell&#8217;Impero Romano per i provinciali parlare latino era un privilegio come in Grecia dove i Romani riconoscevano la superiorit\u00e0 della lingua latina. Ora noi sudditi \u2013 non mi fate dire di chi- parliamo l&#8217;inglese pur avendo una Lingua -l&#8217;italiano- nettamente superiore all&#8217;inglese sia dal punto di vista sintattico, fonetico e soprattutto per la ricchezza di vocaboli; basti pensare che l&#8217;80% dei vocaboli inglesi \u00e8 di origine latina. <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\"><b>Intanto la petizione di Annamaria Testa esperta di comunicazione, pubblicitaria e docente universitaria, su change.org raccoglie moltissimi consensi ed \u00e8 condivisa in pieno anche dall\u2019Accademia della Crusca.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">Nella petizione si legge: \u201c<\/span><strong><span style=\"font-size: large\">Una petizione per invitare il governo italiano, le amministrazioni pubbliche, i media, le imprese a parlare un po\u2019 di pi\u00f9, per favore, in italiano<\/span><\/strong><span style=\"font-size: large\">.<\/span><span style=\"font-size: large\"><b> La lingua italiana \u00e8 la quarta pi\u00f9 studiata al mondo<\/b><\/span><span style=\"font-size: large\">. Oggi parole italiane portano con s\u00e9 dappertutto la cucina, la musica, il design, la cultura e lo spirito del nostro paese. Invitano ad apprezzarlo, a conoscerlo meglio, a visitarlo. Le lingue cambiano e vivono anche di scambi con altre lingue. L\u2019inglese ricalca molte parole italiane (\u201cmanager\u201d viene dall\u2019italiano <\/span><em><span style=\"font-size: large\">maneggiare<\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">, \u201cdiscount\u201d da <\/span><em><span style=\"font-size: large\">scontare<\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">) e ne usa molte cos\u00ec come sono, da <\/span><em><span style=\"font-size: large\">studio <\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">a <\/span><em><span style=\"font-size: large\">mortadella<\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">, da <\/span><em><span style=\"font-size: large\">soprano <\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">a <\/span><em><span style=\"font-size: large\">manifesto<\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesWH607OMS.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4604\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesWH607OMS.jpg\" alt=\"imagesWH607OMS\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a>La stessa cosa fa l\u2019italiano: molte parole straniere, da <\/span><em><span style=\"font-size: large\">computer <\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">a <\/span><em><span style=\"font-size: large\">tram<\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">, da <\/span><em><span style=\"font-size: large\">moquette <\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">a <\/span><em><span style=\"font-size: large\">festival<\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">, da <\/span><em><span style=\"font-size: large\">kitsch <\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">a <\/span><em><span style=\"font-size: large\">strudel<\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">, non hanno corrispondenti altrettanto semplici, efficaci e diffusi. Privarci di queste parole per un malinteso desiderio di \u201cpurezza della lingua\u201d non avrebbe molto senso. Ha invece senso che ci sforziamo di non sprecare il patrimonio di cultura, di storia, di bellezza, di idee e di parole che, nella nostra lingua, c\u2019\u00e8 gi\u00e0. Ovviamente, ciascuno \u00e8 libero di usare tutte le parole che meglio crede, con l\u2019unico limite del rispetto e della decenza. Tuttavia, e non per obbligo ma per consapevolezza, parlando italiano potremmo tutti interrogarci sulle parole che usiamo. A maggior ragione potrebbe farlo chi ha ruoli pubblici e responsabilit\u00e0 pi\u00f9 grandi. Molti (spesso oscuri) termini inglesi che oggi inutilmente ricorrono nei discorsi della politica e nei messaggi dell\u2019amministrazione pubblica, negli articoli e nei servizi giornalistici, nella comunicazione delle imprese hanno efficaci corrispondenti italiani. Perch\u00e9 non scegliere quelli? Perch\u00e9, per esempio, dire \u201c<\/span><em><span style=\"font-size: large\">form<\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">\u201d quando si pu\u00f2 dire modulo, \u201c<\/span><em><span style=\"font-size: large\">jobs act<\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">\u201d quando si pu\u00f2 dire legge sul lavoro, \u201c<\/span><em><span style=\"font-size: large\">market share<\/span><\/em><span style=\"font-size: large\">\u201d quando si pu\u00f2 dire quota di mercato? <\/span><span style=\"font-size: large\"><b>Chiediamo all\u2019Accademia della Crusca di farsi, forte del nostro sostegno, portavoce e autorevole testimone di questa istanza presso il Governo, le amministrazioni pubbliche, i media, le imprese. E di farlo ricordando alcune ragioni per cui scegliere termini italiani che esistono e sono in uso \u00e8 una scelta virtuosa. 1) Adoperare parole italiane aiuta a farsi capire da tutti. Rende i discorsi pi\u00f9 chiari ed efficaci. \u00c8 un fatto di trasparenza e di democrazia. 2) Per il buon uso della lingua, esempi autorevoli e buone pratiche quotidiane sono pi\u00f9 efficaci di qualsiasi prescrizione. 3) La nostra lingua \u00e8 un valore. Studiata e amata nel mondo, \u00e8 un potente strumento di promozione del nostro paese. 4) Essere bilingui \u00e8 un vantaggio. Ma non significa infarcire di termini inglesi un discorso italiano, o viceversa. In un paese che parla poco le lingue straniere questa non \u00e8 la soluzione, ma \u00e8 parte del problema. 5) In itanglese \u00e8 facile usare termini in modo goffo o scorretto, o a sproposito. O sbagliare nel pronunciarli. <\/b><\/span><em><span style=\"font-size: large\"><b>Chi parla come mangia parla meglio. <\/b><\/span><\/em><span style=\"font-size: large\"><b>6) Da Dante a Galileo, da Leopardi a Fellini: la lingua italiana \u00e8 la specifica forma in cui si articolano il nostro pensiero e la nostra creativit\u00e0. 7) Se il nostro tessuto linguistico \u00e8 robusto, tutelato e condiviso, quando serve pu\u00f2 essere arricchito, e non lacerato, anche dall\u2019inserzione di utili o evocativi termini non italiani. 8) L\u2019italiano siamo tutti noi: gli italiani, forti della nostra identit\u00e0, consapevoli delle nostre radici, aperti verso il mondo.\u201d <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\"><b>Programma questo che aspetta la firma di tutti i veri italiani. <\/b><\/span><span style=\"font-size: large\">Come giustamente sostiene l&#8217;illustre linguista prof. Tullio De Mauro, anche l\u2019abuso dell\u2019inglese \u00e8 una delle conseguenza della dealfabetizzazione in cui versa la scuola, l&#8217;universit\u00e0 e la societ\u00e0 italiana. Pensate che il portale del Ministero Beni Culturali voluto per l&#8217;Expo 2015 dal Ministro Franceschini si chiama \u201cVeryBello\u201d. Inglese docet. E&#8217; la controprova di quel che sono venuto dicendo. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\"><b>Carlo Franza<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dobbiamo urlare tutti che in Italia, nella nostra nazione e nei nostri confini, vogliamo parlare italiano e solo italiano. Salviamo la Lingua Italiana. Non ci aiuta neppure il Presidente del Consiglio Matteo Renzi con il suo uso di \u201cJobs Act\u201d, quando avrebbe potuto dire \u201cRiforma del Lavoro\u201d. Mettiamo al bando i forestierismi, le parole straniere. Non ci portano nulla. E poi sono orribili. 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