{"id":4655,"date":"2015-03-23T22:44:01","date_gmt":"2015-03-23T22:44:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=4655"},"modified":"2015-03-23T22:44:01","modified_gmt":"2015-03-23T22:44:01","slug":"5-ettari-di-grano-nel-cuore-di-milano-lamericana-agnes-denes-impianta-unopera-da-land-art-wheatfield-un-enorme-campo-seminato-a-grano-poi-coltivato-e-raccolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/03\/23\/5-ettari-di-grano-nel-cuore-di-milano-lamericana-agnes-denes-impianta-unopera-da-land-art-wheatfield-un-enorme-campo-seminato-a-grano-poi-coltivato-e-raccolto\/","title":{"rendered":"5 ettari di grano nel cuore di Milano. L&#8217;americana Agnes Denes impianta un&#8217;opera da Land Art, \u201cWheatfield\u201d, un  enorme campo seminato a grano, poi  coltivato  e raccolto."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesOP07FNS0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4656\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesOP07FNS0.jpg\" alt=\"imagesOP07FNS0\" width=\"260\" height=\"194\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/images3AUESY8J.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4657\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/images3AUESY8J.jpg\" alt=\"images3AUESY8J\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesQI8Q2QG2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4658\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesQI8Q2QG2.jpg\" alt=\"imagesQI8Q2QG2\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesYIDPL433.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4659\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/imagesYIDPL433.jpg\" alt=\"imagesYIDPL433\" width=\"183\" height=\"275\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/images5V6XKOHP.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4660\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/images5V6XKOHP.jpg\" alt=\"images5V6XKOHP\" width=\"274\" height=\"184\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/105136676-d4e31075-dbaf-477f-8722-2b72704a35b9.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-4661 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/105136676-d4e31075-dbaf-477f-8722-2b72704a35b9.jpg\" alt=\"105136676-d4e31075-dbaf-477f-8722-2b72704a35b9\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/105136676-d4e31075-dbaf-477f-8722-2b72704a35b9.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/03\/105136676-d4e31075-dbaf-477f-8722-2b72704a35b9-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; memoria fresca di cosa fosse Milano negli anni Cinquanta-Sessanta del Novecento, della sua trasformazione urbanistica e di <b>cosa cantava Adriano Celentano nella<\/b> <b>canzone &#8220;Il ragazzo della via Gluck&#8221;<\/b>, con quei versi che descrivono bene il cambiamento del secondo dopoguerra: &#8220;L\u00e0 dove c&#8217;era l&#8217;erba ora c&#8217;\u00e8 una citt\u00e0 e quella casa in mezzo al verde ormai, dove sar\u00e0?&#8221; E di questi tempi, dei nostri giorni che <b>a Milano succede esattamente il contrario e l\u00e0 dove c&#8217;era il cemento presto ci sar\u00e0 addirittura un campo di grano, 5 ettari coltivati all\u2019interno dell\u2019area di Porta Nuova, tra grattacieli ed edifici futuristi.<\/b> Per una volta, insomma, sar\u00e0 la natura ad invadere la citt\u00e0 e non il contrario. <b>Una installazione artistica di circa 5 ettari \u00e8 stata ideata dall\u2019artista americana Agnes Denes (Budapest, 1931), <\/b>su invito della Fondazione Riccardo Catella e della Fondazione Nicola Trussardi, sul sito che accoglier\u00e0 il Parco \u201cLa Biblioteca degli Alberi\u201d nel cuore di Milano, oggi un immenso vuoto urbano.<b> Il progetto dell\u2019artista americana, che prevede di ricoprire con un campo di grano la zona del previsto parco urbano, sar\u00e0 terminato per Expo alla data del 1 maggio 2015, \u00e8 parte integrante dei nuovi interventi che stanno animando la zona Garibaldi, Repubblica e i quartieri limitrofi. <\/b>Ecologia, agricoltura, ambiente, politica agraria, tutto ritorna in forma illusoria per l&#8217;Expo, visto che in Italia non si fanno politiche agricole fin dal fascismo e Milano ricorda ancora \u201cla battaglia del grano\u201d in Piazza del Duomo con Benito Mussolini in maniche i camicia intento a falciare il grano. Tempi lontani, lontanissimi, ma ancora vivi nel cuore di molti italiani. Questo riscatto agricolo sar\u00e0 messo in campo con un&#8217;opera singolarissima dall&#8217;artista Agnes Denes che lo annuncia con l&#8217;entusiasmo dei suoi ottantacinque anni. L&#8217;artista aveva gi\u00e0 firmato un altro progetto gemello negli ani Ottanta a New York. <b>Era il 1982 e Agnes Denes, realizz\u00f2 Wheatfield- A Confrontation, opera che segna un prima e un dopo nella storia della Land Art: fece crescere il mais a Battery Park, tra Wall Street e il World Trade Center.<\/b> <b>Il risultato fu la natura portata nel cuore di Manhattan, nel posto pi\u00f9 urbanizzato del mondo.<\/b> Ora Denes prepara il remake. Pi\u00f9 di trent&#8217;anni dopo, \u201cWheatfield\u201d arriva in Italia. Dalla fine di questo mese un enorme campo di grano verr\u00e0 seminato pubblicamente, coltivato e poi raccolto nel centro di Milano. A Porta Nuova, in una zona oggi ampiamente riqualificata, l&#8217;opera ambientale si estender\u00e0 per cinque ettari. Verso l&#8217;estate diventer\u00e0 un grande prato giallo da attraversare. <b>Non voglio pensare a quando questa enorme distesa di grano sar\u00e0 invasa, a meno di non ricorrere ad alte dosi di diserbanti nel centro della citt\u00e0, da erbe infestanti che ne danneggeranno la crescita. Ma sar\u00e0 certo spettacolare portare la campagna nel cuore della metropoli contemporanea, proprio nel momento in cui all\u2019agricoltura interesserebbe solo rimanere dove sta ora. <\/b>Nel suo curriculum artistico ci sono imprese impossibili, continui tentativi di forzare le possibilit\u00e0 dell&#8217;uomo, tanto che sia per i suoi disegni visionari, spesso divenuti realt\u00e0, che per le realizzazioni enormi messe in atto, in America, dove vive, \u00e8 stata paragonata a Leonardo. <b>In Finlandia ha costruito dal nulla una montagna, piantando undicimila alberi che sono ancora l\u00e0.<\/b> <b>Ha incatenato una foresta sacra indiana e seppellito capsule del tempo con testimonianze per gli uomini del futuro, adatte a resistere per mille anni.<\/b> <b>Ha messo su un campo di riso ai margini delle cascate del Niagara e convertito una discarica in un&#8217;oasi naturale a Berkeley, California, perch\u00e9 la comunit\u00e0 potesse fare una nuova esperienza del verde, dove c&#8217;era solo spazzatura. <\/b>Artista e operatrice della Land Art, Agnes Denes arriva a Milano con un&#8217;impresa faraonica. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\"><b>Carlo Franza<\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; memoria fresca di cosa fosse Milano negli anni Cinquanta-Sessanta del Novecento, della sua trasformazione urbanistica e di cosa cantava Adriano Celentano nella canzone &#8220;Il ragazzo della via Gluck&#8221;, con quei versi che descrivono bene il cambiamento del secondo dopoguerra: &#8220;L\u00e0 dove c&#8217;era l&#8217;erba ora c&#8217;\u00e8 una citt\u00e0 e quella casa in mezzo al verde ormai, dove sar\u00e0?&#8221; E di questi tempi, dei nostri giorni che a Milano succede esattamente il contrario e l\u00e0 dove c&#8217;era il cemento presto ci sar\u00e0 addirittura un campo di grano, 5 ettari coltivati all\u2019interno dell\u2019area di Porta Nuova, tra grattacieli ed edifici futuristi. 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