{"id":4758,"date":"2015-04-12T13:24:42","date_gmt":"2015-04-12T13:24:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=4758"},"modified":"2015-04-12T13:24:42","modified_gmt":"2015-04-12T13:24:42","slug":"pino-pinelli-pilastro-e-nobiluomo-della-pittura-analitica-alla-galleria-depart-di-milano-unantologica-di-grande-rilievo-mette-in-risalto-il-percorso-e-la-storica-figura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/04\/12\/pino-pinelli-pilastro-e-nobiluomo-della-pittura-analitica-alla-galleria-depart-di-milano-unantologica-di-grande-rilievo-mette-in-risalto-il-percorso-e-la-storica-figura\/","title":{"rendered":"Pino Pinelli, pilastro e nobiluomo della Pittura Analitica. Alla Galleria Depart di Milano un&#8217;antologica di grande rilievo mette in risalto il percorso  e la storica figura."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\"><b><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/FF11_big-590x393.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright  wp-image-4760\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/FF11_big-590x393.jpg\" alt=\"FF11_big-590x393\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/FF11_big-590x393.jpg 590w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/FF11_big-590x393-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/exibartsegnala2015317153727.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4759\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/exibartsegnala2015317153727.jpg\" alt=\"exibartsegnala2015317153727\" width=\"250\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/exibartsegnala2015317153727.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/exibartsegnala2015317153727-211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>Dal 1968 quel nobiluomo di Pino Pinelli occupa uno spazio importante in quella che \u00e8 stata definita la &#8220;Pittura Analitica\u201d in Italia. <\/b><\/span><span style=\"font-size: large\">Nato nel 1938 a Catania, da sempre a Milano, \u00e8 un altro dei pilastri dell&#8217;arte italiana contemporanea che stanno avendo oggi nuova attenzione, dalle aste internazionali ai musei. <\/span><span style=\"font-size: large\"><b>Ora per scoprire o riscoprire il lavoro di questa figura singolarissima, alla Galleria Dep Art di Milano, \u00e8 aperta una importante mostra <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/pino-pinelli-antologia-rossa-0_109162-kK9H-400x320@Milano.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-4762 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/pino-pinelli-antologia-rossa-0_109162-kK9H-400x320@Milano.jpg\" alt=\"pino-pinelli-antologia-rossa-0_109162-kK9H--400x320@Milano\" width=\"330\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/pino-pinelli-antologia-rossa-0_109162-kK9H-400x320@Milano.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/pino-pinelli-antologia-rossa-0_109162-kK9H-400x320@Milano-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/rev1465561.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4761\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/rev1465561.jpg\" alt=\"rev146556(1)\" width=\"180\" height=\"213\" \/><\/a>retrospettiva con opere dagli anni \u201970 ad oggi: dai primi monocromi che indagano lo &#8220;stato ansioso&#8221; della pittura fino alla &#8220;rottura del quadro\u201d e le conseguenti &#8220;disseminazioni\u201d, in un&#8217;esposizione intitolata \u201c<\/b><\/span><span style=\"font-size: large\"><i><b>Antologia Rossa\u201d<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-size: large\"><b>.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\">&#8220;Negli anni Settanta, artisti come Pino Pinelli presentano una deflagrazione e uno sconfinamento in grado di dare corpo alla pittura, rendendola materia (pi\u00f9 ancora che materica). Pinelli, ad esempio, avverte l\u2019esigenza di rifondare la natura stessa della pittura, i suoi presupposti, prefigurandone gli sviluppi futuri e tutte le diramazioni possibili. Ancor oggi, la sua \u00e8 una pittura &#8220;pensata\u201d in relazione allo spazio espositivo, &#8220;progettata\u201d per vivere in sinergia e in simbiosi con l\u2019architettura\u201d, cos\u00ec scrive in catalogo il collega Alberto Zanchetta. I seguaci della <strong>Pittura analitica, e Pino Pinelli \u00e8 fra questi, <\/strong> \u2013 chiamata anche in altri modi, da Nuova pittura a Pittura pittura a Fundamental Painting \u2013 pur consapevoli dell&#8217;importanza rivestita dall\u2019analisi e dalla conoscenza esatta dei mezzi espressivi dell&#8217;artista, ma altrettanto convinti che la pittura avesse ancora molto da esprimere, dipingono in maniera per cos\u00ec dire &#8220;concettuale&#8221;, cio\u00e8 applicando alla pittura quella stessa analiticit\u00e0 che gli artisti concettuali applicavano nell\u2019indagare da un punto di vista estetico altri aspetti del reale. In questo modo <strong>la pittura<\/strong> ottiene un duplice risultato: <strong>diventa essa stessa l&#8217;oggetto d&#8217;indagine dell&#8217;artista<\/strong> e perde ogni connotato di riferimento naturalistico o anche semplicemente realistico. <strong>L&#8217;accento \u00e8 posto da questi pittori sulla pratica pittorica e sulle relazioni tra gli elementi fondanti la pittura, quali superficie, supporto, colore, segno. La pittura non deve pi\u00f9 rappresentare qualcosa per essere legittimata, ma \u00e8 sufficiente che parli di se stessa.<\/strong> Osserviamola da vicino la pittura di Pino Pinelli, segmenti, linee, interlinee, tracce, impronte, percorsi, ecc.; <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><b>Pino Pinelli \u00e8 rimasto detentore di una sua inconfondibile e unica maniera.<\/b><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> La sua pittura si \u00e8 come naturalmente e tempestivamente svincolata dal supporto, <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><b>ha acquistato una grana di madrepora, ha acquisito una morbidezza di muschio, pulsando in concrezioni esatte e ritmate: colate laviche di colori primari, rossi, blu, gialli, neri, bianchi, raffreddate nel bel mezzo delle loro eruzioni emotive, con paste disciplinate da grammata granulosit\u00e0, che rivelano, per usare le sue parole, \u201cquasi uno stato ansioso della superficie\u201d. La sua maggiomente, ma anche quella di Luciano Bartolini, Carlo Battaglia, Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Giorgio Griffa, Marco Gastini, Paolo Masi, Claudio Olivieri, Claudio Verna, Elio Marchegiani, Vittorio Matino, Carmengloria Morales, Pino Pinelli, Riccardo Guarnieri, Gianfranco Zappettini, compresi i precursori Rodolfo Aric\u00f2 e Mario Nigro<\/b><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"> secondo diverse prospettive e punti di vista, hanno portato la pittura a pensare se stessa nel momento stesso in cui prendeva corpo, quasi fosse animata da riflessioni impresse nei gesti, da meditazioni appena sciolte nel colore. Quest\u2019ansia di ricerca fin dai primi Anni Settanta non ferveva solo in Italia, ovviamente. In Francia era attivo il quartetto composto da Daniel Buren, Olivier Mosset, Michel Parmentier e Niele Toroni, i quali riflettevano sulla pittura praticandola nel momento stesso in cui provocatoriamente la rinnegavano, e inoltre il gruppo Support\/Surface. Ma anche nel resto d\u2019Europa, soprattutto in Inghilterra, Germania e Olanda, la pittura, la \u201cnuova pittura\u201d, rivisitava se stessa. Negli USA artisti del calibro di Robert Mangold, Brice Marden e Robert Ryman fin dagli anni Sessanta si adoperano a rielaborare i fondamenti di quest\u2019arte, che anche laggi\u00f9, abbandonando le postazioni sistematiche,si \u00e8 inoltrata sempre pi\u00f9 in una direzione decisamente analitica. <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><b>Questa mostra di Pino Pinelli che \u00e8 un vero e proprio omaggio a questo artista, significativo intellettuale, e ben altre pi\u00f9 importanti che speriamo presto di vedere in Italia e all&#8217;estero in spazi prestigiosi, contribuiscono a mettere una cornice di profondo pensiero sul lavoro decisamente unico per un grande non solo in Italia, ma nell&#8217;intero contesto internazionale.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: large\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><b>Carlo Franza<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal 1968 quel nobiluomo di Pino Pinelli occupa uno spazio importante in quella che \u00e8 stata definita la &#8220;Pittura Analitica\u201d in Italia. Nato nel 1938 a Catania, da sempre a Milano, \u00e8 un altro dei pilastri dell&#8217;arte italiana contemporanea che stanno avendo oggi nuova attenzione, dalle aste internazionali ai musei. Ora per scoprire o riscoprire il lavoro di questa figura singolarissima, alla Galleria Dep Art di Milano, \u00e8 aperta una importante mostra retrospettiva con opere dagli anni \u201970 ad oggi: dai primi monocromi che indagano lo &#8220;stato ansioso&#8221; della pittura fino alla &#8220;rottura del quadro\u201d e le conseguenti &#8220;disseminazioni\u201d, in [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/04\/12\/pino-pinelli-pilastro-e-nobiluomo-della-pittura-analitica-alla-galleria-depart-di-milano-unantologica-di-grande-rilievo-mette-in-risalto-il-percorso-e-la-storica-figura\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,53889,53888,53709,53710,9894,28280,41640,28386,44441,87,35351,17505,66712,28369],"tags":[59718,44554,66749,17479,249,53732,59666,17523],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4758"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4758"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4758\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4763,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4758\/revisions\/4763"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4758"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4758"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4758"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}