{"id":4832,"date":"2015-04-22T20:50:54","date_gmt":"2015-04-22T20:50:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=4832"},"modified":"2015-04-22T20:51:35","modified_gmt":"2015-04-22T20:51:35","slug":"capolavori-nel-segno-dei-medici-i-tesori-sacri-della-devozione-granducale-al-museo-delle-cappelle-medicee-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/04\/22\/capolavori-nel-segno-dei-medici-i-tesori-sacri-della-devozione-granducale-al-museo-delle-cappelle-medicee-di-firenze\/","title":{"rendered":"Capolavori nel segno dei Medici. I tesori sacri della devozione granducale al Museo delle Cappelle Medicee di Firenze."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/Fig_-14.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright  wp-image-4834\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/Fig_-14.jpg\" alt=\"Fig_%2014\" width=\"272\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/Fig_-14.jpg 1229w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/Fig_-14-272x300.jpg 272w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/Fig_-14-927x1024.jpg 927w\" sizes=\"(max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4b4c4e\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><b><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/Fig_-12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-4833\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/Fig_-12.jpg\" alt=\"Fig_%2012\" width=\"274\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/Fig_-12.jpg 620w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/Fig_-12-244x300.jpg 244w\" sizes=\"(max-width: 274px) 100vw, 274px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/untitled3.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4836\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/untitled3.png\" alt=\"untitled\" width=\"228\" height=\"221\" \/><\/a>L\u2019annuale appuntamento espositivo del Museo delle Cappelle Medicee di Firenze propone la mostra \u201cNel segno dei Medici. Tesori sacri della devozione granducale\u201d;<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #4b4c4e\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> una riflessione e un approfondimento su un<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #4b4c4e\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><b> tema caro alla famiglia granducale: i doni a carattere sacro, preziosissimi e magnifici che i Medici offrirono ai santuari della Toscana, ma anche ben oltre lo Stato che la famiglia governava, arrivando fino a Loreto, in Terra Santa, e a Goa in India.<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #4b4c4e\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> Doni di varia natura e tipologia, corone votive, fornimenti per altari, calici, ostensori, reliquiari, paliotti etc., che allora come oggi si leggono nella duplice forma di <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #4b4c4e\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>testimonianza del culto dei granduchi e delle granduchesse legati per varie ragioni ai santuari beneficiati dalle sontuose suppellettili sacre, ma anche di ricchezza, di cultura e di gusto, testimonianza indubbia del loro potere economico e politico, o meglio, come \u00e8 stato scritto, \u201cveicoli dell\u2019articolato sistema di sacralizzazione del potere\u201d<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #4b4c4e\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">. Si \u00e8 scelto di presentare solo pezzi molto preziosi e spesso poco noti, un \u201cfior da fiore\u201d a far da corona alle meraviglie di reliquiari medicei che il Museo conserva fin dal 1945 e che oggi, alla luce di rinnovati studi, concorrono a esprimere e chiarire il sentire dei committenti contribuendo alla comprensione della cultura che li espresse, troppo spesso e ingiustamente ritenuta in passato unicamente frutto di \u2018bigottismo\u2019. Nel risplendere degli ori, nel variare delle pietre dure sapientemente lavorate, nello scomporsi della luce nel cristallo di rocca si avr\u00e0 l\u2019impressione di fulgida bellezza e si capir\u00e0 tutta la grandezza dei committenti. La mostra segue e, in qualche modo completa, altre due importanti esposizioni che l\u2019hanno preceduta: \u201c<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #4b4c4e\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Sacri Splendori\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #4b4c4e\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">, allestita nel 2014 nel Museo degli Argenti e i cui studi e attente indagini documentarie hanno costituito la base indispensabile per quella attuale; e la piccola e raffinata esposizione dedicata a \u201c<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #4b4c4e\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>L\u2019altra met\u00e0 del cielo\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #4b4c4e\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> che ha trovato il suo luogo ideale presso il Museo di Casa Martelli a Firenze, sempre nel 2014.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/unnamed51.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-4837\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/unnamed51.jpg\" alt=\"unnamed5\" width=\"209\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/unnamed51.jpg 767w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/unnamed51-214x300.jpg 214w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/unnamed51-732x1024.jpg 732w\" sizes=\"(max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a>L&#8217;esposizione dei magnifici oggetti \u00e8 ordinata secondo il loro legame con i vari personaggi della famiglia Medici che effettuarono le donazioni. Allora come oggi questi doni si prestano ad una duplice lettura: sia come attestazione della devozione dei granduchi e delle granduchesse, sia come manifestazioni di ricchezza, di cultura e di gusto, testimonianza indubbia del potere economico e politico al governo. E&#8217; evidente infatti che offerte di questo pregio superlativo &#8211; e di costo esorbitante, in proporzione &#8211; trascendevano l&#8217;ambito di una devozione privata e personale, e si presentavano come omaggi &#8220;di Stato&#8221; al superiore potere della Divinit\u00e0.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/55-tesoro-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-4838\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/55-tesoro-3.jpg\" alt=\"55-tesoro-3\" width=\"425\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/55-tesoro-3.jpg 425w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/04\/55-tesoro-3-300x276.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 425px) 100vw, 425px\" \/><\/a> <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">La cura nella scelta e nella lavorazione dei materiali \u00e8 un tratto comune nella creazione di oggetti di piccole, medie e grandi dimensioni. Gli artefici che fornivano modelli e disegni lavoravano indistintamente a urne reliquiario destinate a racchiudere piccoli elementi e frammenti, oppure di<\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">grandezza tale da accogliere un intero corpo, come pure a corone, fornimenti, altari, paliotti o intere cappelle. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Gli oggetti in mostra, tutti di qualit\u00e0 altissima, trovano con la Cappella dei Principi, dove sono ambientati, un dialogo stretto ed esplicito che valorizza gli uni e l\u2019altra con rimandi, rapporti e richiami palesi, in un tutt\u2019uno davvero unico al mondo.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">La mostra si apre con un dipinto di anonimo raffigurante il momento, il 5 marzo 1570, in cui Cosimo I de\u2019 Medici ricevette l\u2019investitura a granduca da papa Pio V <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">(1566-1572)<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">Il titolo granducale era nuovo rispetto a quelli fino ad allora assegnati da papi o imperatori, cosicch\u00e9 anche la corona, che non poteva esemplarsi su modelli esistenti, dovette essere creata ex novo; la vediamo rappresentata in questo dipinto oltre che nel proclama originale conservato presso <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">l\u2019Archivio <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">di Stato di Firenze. La medesima corona del <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">Granduca<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> fu poi presa a modello per incoronare le sacre immagini mariane dei maggiori santuari della Toscana, a testimonianza della sacralit\u00e0 assunta come forma ufficiale di propaganda e affermazione politica. Ne sono manifestazione evidente in mostra le due corone realizzate per la cosiddetta <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Madonna delle lacrime<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> della Santissima Annunziata di Arezzo. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">Nell\u2019anno del Giubileo 1600, Ferdinando I de\u2019 Medici rinnov\u00f2 con un prezioso donativo il legame tra il casato e le chiese del territorio, inaugurando una tendenza che segn\u00f2 l\u2019intero secolo, in un continuo crescendo. L\u20198 settembre (festa dell\u2019Annunciazione) il granduca consegn\u00f2 alla Basilica servita della Santissima Annunziata un prezioso paliotto d\u2019argento opera dell\u2019orafo cortonese Egidio Leggi, come <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>ex voto<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> in segno di gratitudine per la guarigione del figlio Cosimo da una grave infermit\u00e0, considerata una grazia della Madonna pi\u00f9 venerata di Firenze.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">Ancora pi\u00f9 importante, per la storia che narriamo in questa mostra, \u00e8 la figura di <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Cristina di Lorena<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">, moglie di Ferdinando I dal 1589. A lei si devono importanti donativi per i santuari della Toscana, fra i quali quelli per la Madonna al Sasso e per Santa Maria della Fontenuova a Monsummano. Nei laboratori di Galleria, Cristina di Lorena favor\u00ec la presenza di vari maestri d\u2019oltralpe, come Jonas Falck, (<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Ostensorio<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">), accanto agli artisti di corte come Matteo Nigetti e Pietro Tacca, autori del &#8220;fornimento d\u2019altare&#8221; per la basilica della Santissima Annunziata a Firenze e impegnati nel cantiere della Cappella dei Principi presso San Lorenzo. <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">Con il granduca <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Cosimo II e la consorte Maria Maddalena d\u2019Austria<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">, si intensificarono le commissioni di grandiose opere di oreficeria sacra. Tra i lavori promossi dalla coppia granducale spicca lo straordinario <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>ex voto<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> con l\u2019effigie in pietre dure di Cosimo II. L\u2019opera costituiva la parte centrale di un monumentale paliotto in oro \u2013 disfatto sul finire del XVIII secolo \u2013 destinato all\u2019altare di <\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">san<\/span><\/span><\/em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> Carlo Borromeo a Milano, ma mai inviato nella citt\u00e0 lombarda per la morte prematura del Granduca, avvenuta nel 1621.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">Su iniziativa di Maria Maddalena la cappella dell&#8217;ex appartamento di Ferdinando I de\u2019 Medici in Palazzo Pitti divenne un sontuoso sacello domestico: la Cappella delle Reliquie, dove trov\u00f2 stabile sistemazione la ricca collezione di oltre seicento reliquie, entro custodie eseguite in materiali preziosi, come il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Reliquiario di san Guglielmo duca di Aquitania<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> e quello di una delle <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>compagne di sant\u2019Orsola<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">, eseguiti nel 1619 per Cosimo II che li offr\u00ec in dono alla moglie. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Vittoria della Rovere <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">eredit\u00f2 dalle granduchesse Cristina di Lorena e Maria Maddalena d\u2019Austria la Cappella delle Reliquie di Palazzo Pitti con il suo tesoro di sacri resti e di reliquiari. Animata da una fervida fede, contribu\u00ec in maniera determinante alla crescita di questo insieme, arricchendolo di reliquie provenienti spesso dalle catacombe romane. Di pari passo procedette la realizzazione di nuove custodie, tutte di notevole pregio artistico, come il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Reliquiario di san Zanobi<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> e il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Reliquiario di san Tommaso vescovo di Hereford<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">, caratterizzati da statuette a tutto tondo in argento attribuite a Michelangiolo Targioni. Il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>granduca Cosimo III rivest\u00ec un ruolo di assoluta centralit\u00e0 nella storia della devozione medicea<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">. Le cronache del tempo informano delle sue numerose donazioni ai molti luoghi di culto, cos\u00ec come della sua ossessiva ricerca e raccolta di reliquie di santi. Il suo regno fu segnato dalla commissione di un rilevante numero di custodie destinate alla sua Camera in palazzo Pitti, ma anche da portare addosso alla persona sotto forma di raffinati medaglioni, cos\u00ec da trarre beneficio dai poteri terapeutici che la devozione del tempo attribuiva ai sacri resti. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\">Si deve a Cosimo III il rinnovamento dell\u2019ambiente artistico di corte. Fu infatti il Granduca a fondare, nel 1673, l\u2019Accademia fiorentina a Roma con sede a palazzo Madama, permettendo agli artisti fiorentini di aggiornarsi sul gusto barocco. Vi si formarono vari illustri artefici destinati a dominare la scena cittadina tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento, primi tra tutti Giovan Battista Foggini e Massimiliano Soldani Benzi, importando le novit\u00e0 di origine romana nel linguaggio fiorentino delle arti espresso in tutte le sue forme.<\/span><\/span><b> <\/b><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> Nel <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Reliquiario di san Casimiro<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> del Soldani Benzi si avverte la rottura rispetto alla tradizione precedente per il complesso dinamismo dell\u2019opera: un vero trionfo di fiori, nastri, e figure a tutto tondo in libert\u00e0, che raggiunge effetti di straordinaria efficacia. La suggestione teatrale di chiara impronta barocca \u00e8 evidente anche nelle opere di Giovan Battista Foggini, caratterizzate dall\u2019impiego di pietre dure con effetti cromatici sorprendenti. Il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Reliquiario di san Sigismondo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"> si pone al vertice di tale percorso: attorno alla pur carismatica presenza della reliquia, l&#8217;apparato narrativo e ornamentale diviene sempre pi\u00f9 coinvolgente e scenografico.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Carlo Franza<\/b><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019annuale appuntamento espositivo del Museo delle Cappelle Medicee di Firenze propone la mostra \u201cNel segno dei Medici. 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