{"id":5394,"date":"2015-06-28T20:23:33","date_gmt":"2015-06-28T20:23:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=5394"},"modified":"2015-06-28T20:23:33","modified_gmt":"2015-06-28T20:23:33","slug":"ad-art-basel-2015-litalia-in-cima-mercato-affari-storicizzazioni-boom-per-larte-italiana-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/06\/28\/ad-art-basel-2015-litalia-in-cima-mercato-affari-storicizzazioni-boom-per-larte-italiana-4\/","title":{"rendered":"Ad Art Basel 2015 l\u2019Italia in cima. Mercato, affari, storicizzazioni, boom  per l\u2019arte italiana."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/06\/32757509.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5395\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/06\/32757509.jpg\" alt=\"32757509\" width=\"170\" height=\"140\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/06\/32765813.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5396\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/06\/32765813.jpg\" alt=\"32765813\" width=\"170\" height=\"140\" \/><\/a>Si \u00e8 tenuta a Basilea, in Svizzera, \u201cArt Basel\u201d , una delle pi\u00f9 importanti fiere internazionali di arte moderna e contemporanea (Art Basel si tiene ogni anno anche a Miami e da due anni ad Hong Kong). L\u2019edizione del 2015, la 46esima, ha ospitato i lavori di pi\u00f9 di 4 mila artisti e centinaia di gallerie provenienti da tutto il mondo, tra cui 16 gallerie italiane. \u201cGalleries\u201d \u00e8 la sezione principale della fiera e quest\u2019anno ha contato 224 gallerie che hanno esposto i lavori di grandi artisti come Yves Klein, Francis Bacon, Ren\u00e9 Magritte, Egon Schiele. Una delle sezioni pi\u00f9 importanti della fiera \u00e8 stata \u201cUnlimited\u201d, che raccoglieva 74 progetti tra sculture, installazioni, dipinti e fotografie di decine di artisti come Robert Irwin, Ai Weiwei, Bruce Nauman, Dan Flavin, Gilbert &amp; George, Jannis Kounellis e tre esposizioni degli artisti italiani Dadamaino, Emilio Vedova e Gianni Colombo. E\u2019 questo un appuntamento immancabile nell\u2019agenda di ogni collezionista perch\u00e9 offre una mappa aggiornata dei galleristi e degli artisti pi\u00f9 in vista. Forte \u00e8 stata la squadra italiana in fiera. Il nostro Paese \u00e8 stata la 6\u00b0 nazione per presenze, con 16 gallerie suddivise tra la Hall 2.0 e la 2.1.<\/strong> Mentre la compagine pi\u00f9 numerosa \u00e8 stata quella statunitense (56), seguita da Regno Unito (25) e Svizzera (24). Gallerie a parte, l\u2019arte italiana, come gi\u00e0 a Frieze e alla FIAC, era presente in grande quantit\u00e0 e nella sezione \u201cUnlimited\u201d della fiera tre solo show hanno aperto una finestra importante sull\u2019opera di Dadamaino, Emilio Vedova e Gianni Colombo. Italia protagonista anche di Unlimited, la piattaforma di Art Basel che rompe la tradizionale impostazione fieristica avendo presentato, quest\u2019anno, 74 progetti realizzati dalla gallerie presenti in fiera e curata, per il quarto anno consecutivo, da Gianni Jetzer dell\u2019Hirshhorn Museum e dello Sculpture Garden di Washington D.C. Fin dalla sua introduzione, nel 2000, Unlimited \u00e8 diventata un elemento chiave della fiera di Basilea, offrendo alle gallerie l\u2019opportunit\u00e0 di presentare lavori su larga scala o esposizioni pi\u00f9 ampie che non troverebbero spazio negli stand. Un\u2019opportunit\u00e0 che, quest\u2019anno, ha aperto anche ai lavori di Dadamaino, Emilio Vedova e Paolo Gioli. La Galleria Tornabuoni presentava in questa sezione, situata nella Hall 1, Il movimento delle cose (1993) di Dadamaino, rara installazione dei suoi lavori monumentali in poliestere. La Galleria dello Scudo, invece, porta ad Art Basel \u2026in continuum (1987-88): progetto di Emilio Vedova composto da 109 tele di varie dimensioni mai esposto fino ad oggi in modo completo e che adesso invader\u00e0 lo spazio architettonico di Basilea. Realizzato alla fine degli anni Ottanta, questo progetto nasce come installazione in continuo divenire, composta da un supporto a terra sul quale venivano disposte tele colorate di bianco su fondo nero e nere su fondo bianco, fresche di colore; la pittura si trasferiva, cos\u00ec, per compenetrazione e traslazione. Terminato il ciclo, le tele ottenute vengono disposte sulle pareti in sovrapposizioni parziali, spostabili a piacere, creando la possibilit\u00e0 di variare continuamente l\u2019insieme dell\u2019opera e rivelando quel movimento e quell\u2019indagine sul possibile di infiniti mondi che \u00e8 motivo ricorrente nell\u2019estetica di Vedova. A Arte Invernizzi, infine, presenta Architettura cacogoniometrica. Ambiente, lavoro sperimentale di Gianni Colombo datato 1984: environment d\u2019artista composto da un insieme di colonne storte realizzate in PVC che fanno vacillare il nostro senso dell\u2019equilibrio e alterano la nostra percezione dello spazio. E l\u2019Italia era presente anche nel \u201cParcours\u201d che dalla Fiera di Basilea ci ha portato in centro citt\u00e0, serie di opere d\u2019arte site-specific installate attorno alla M\u00fcnsterplatz di Basilea. Al Municipio la Gagosian Gallery e Bortolami presentano Untitled (il male esiste dove gli uomini buoni non fanno nulla) (2005), una ghigliottina a grandezza naturale di Piero Golia (n. 1974).<br \/>\nE ci\u00f2 a significare come la produzione artistica italiana sia richiesta dal mercato, nonostante una valorizzazione istituzionale che da noi latita sempre un po\u2019 troppo. Conoscere le gallerie che partecipano alle principali fiere d\u2019arte del mondo \u00e8 importante per capire quali sono gli operatori di riferimento su ciascun mercato. Ecco le 16 gallerie italiane presenti Art Basel 2015 e quali artisti del nostro Paese hanno portato in Fiera.<br \/>\n<strong>La prima che abbiamo incontrato \u00e8 stata \u201cA Arte Invernizzi\u201d. Fondata nel 1993 da Epicarmo Invernizzi questa galleria milanese partecipa, gi\u00e0 dal 1994, a tutte le pi\u00f9 importati fiere di settore: Art Basel, Art Brussels, Art Cologne, Arte Fiera Bologna, Fiac Paris e MiArt. Quest\u2019anno A arte Invernizzi ha presentato ad &#8220;Art Basel 2015&#8221; un percorso espositivo con le opere di Rodolfo Aric\u00f2, Dadamaino, Fran\u00e7ois Morellet, Mario Nigro e Niele Toroni. L\u2019opera &#8220;Spazio totale&#8221;, appartenente al ciclo realizzato da Mario Nigro a partire dagli anni Cinquanta, con il quale viene poi invitato alla Biennale di Venezia del 1964 e del 1968, genera uno sfasamento reiterato in grado di trasmettere un\u2019urgenza espressiva e rimane uno snodo fondamentale anche nei lavori successivi come quelli della fine degli anni Ottanta, quali le \u201cOrme\u201d, in cui si trasmette sulla tela attraverso pennellate di colore dense e vigorose. L\u2019analisi reiterata degli strumenti espressivi che si sviluppa in gruppi di opere di matrice comune \u00e8 evidente anche nella produzione di Dadamaino come nel &#8220;Volume&#8221; della fine degli anni Cinquanta, in cui i fori si rigenerano moltiplicandosi in sequenze ortogonali ininterrotte e nelle lettere dei \u201cFatti della vita\u201d, esposte nella sua sala personale della Biennale di Venezia del 1980. La strutturazione ortogonale degli elementi costitutivi nelle opere di questi due artisti instaura uno stringente dialogo con la ricerca di Fran\u00e7ois Morellet che appartiene alla stessa generazione e che definisce i propri lavori attraverso l\u2019applicazione di un apparato di proporzioni matematiche. La sistematicit\u00e0 coerente e continua si ritrova nelle opere pi\u00f9 recenti come in quelle appartenenti agli anni Settanta all\u2019interno delle quali la resa in immagine si manifesta tramite entit\u00e0 geometriche e simboli messi in connessione tra loro. La presenza costante di una ripetizione sistematica come elemento di analisi \u00e8 presente anche nelle opere degli altri due artisti esposti, attivi dalla met\u00e0 degli anni Sessanta. Rodolfo Aric\u00f2 utilizza, infatti, sin dal 1964 tele sagomate, presentate anche alla Biennale di Venezia del 1968, che virano col passare dei decenni dalle forme geometriche rigorose iniziali alle strutture complesse ed irregolari degli anni Ottanta, all\u2019interno delle quali il colore definisce molteplici effetti visivi. La metodicit\u00e0 di Niele Toroni si mostra, invece, nella consuetudine continuativa e coerente con cui egli traccia impronte di pennello n. 50 a 30 cm di distanza l\u2019una dall\u2019altra, creando sequenze che variano in relazione alle diverse tipologie di superfici quali tele, tele cerate, carte, carte di giornali, carte giapponesi, o in relazione alle architetture degli spazi espositivi.<\/strong><br \/>\n<strong>Ma ad Artbasel con le gallerie che hanno fatto a gara a mettere in mostra il meglio, quali erano le imperdibili a livello mondiale? Hanno spopolato le grandi americane e le globali. Cominciamo da Gagosian, nel cui stand si passava da Picasso a un gigantesco Jeff Koons, Warhol, Richard Prince, uno smisurato Gursky e soprattutto un Rothko da 16 milioni di dollari con tanto di piantone accanto (nella foto sopra). \u00abLa fiera sta andando benissimo, abbiamo gi\u00e0 cambiato lo stand\u00bb, mi raccontatava Pepi Marchetti, direttrice di Gagosian Roma.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Una fiera cos\u00ec ha dato respiro -e che respiro- al mercato dell\u2019arte italiana.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si \u00e8 tenuta a Basilea, in Svizzera, \u201cArt Basel\u201d , una delle pi\u00f9 importanti fiere internazionali di arte moderna e contemporanea (Art Basel si tiene ogni anno anche a Miami e da due anni ad Hong Kong). 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