{"id":5440,"date":"2015-07-02T23:31:50","date_gmt":"2015-07-02T23:31:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=5440"},"modified":"2015-07-03T08:09:37","modified_gmt":"2015-07-03T08:09:37","slug":"il-primato-del-disegno-capolavori-su-carta-esposti-alla-pinacoteca-di-brera-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/07\/02\/il-primato-del-disegno-capolavori-su-carta-esposti-alla-pinacoteca-di-brera-a-milano\/","title":{"rendered":"Il Primato del Disegno. Capolavori su carta esposti alla Pinacoteca di Brera a Milano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_7_image.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5442\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_7_image.jpg\" alt=\"C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_7_image\" width=\"375\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_7_image.jpg 375w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_7_image-262x300.jpg 262w\" sizes=\"(max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/a134e97867c293caeeaf8466413019da2774da.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5444\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/a134e97867c293caeeaf8466413019da2774da.jpg\" alt=\"a134e97867c293caeeaf8466413019da2774da\" width=\"317\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/a134e97867c293caeeaf8466413019da2774da.jpg 317w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/a134e97867c293caeeaf8466413019da2774da-244x300.jpg 244w\" sizes=\"(max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_13_image.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5445\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_13_image.jpg\" alt=\"C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_13_image\" width=\"330\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_13_image.jpg 330w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_13_image-230x300.jpg 230w\" sizes=\"(max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/2015-05-26.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5448\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/2015-05-26.jpg\" alt=\"2015-05-26\" width=\"155\" height=\"217\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/Primato-del-disegno-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5446\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/Primato-del-disegno-2.jpg\" alt=\"Primato-del-disegno-2\" width=\"275\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/Primato-del-disegno-2.jpg 275w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/Primato-del-disegno-2-208x300.jpg 208w\" sizes=\"(max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_1_image.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-5447 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_1_image.jpg\" alt=\"C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_1_image\" width=\"295\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_1_image.jpg 295w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/07\/C_4_articolo_2110667__ImageGallery__imageGalleryItem_1_image-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 295px) 100vw, 295px\" \/><\/a>Per quanto famosa per la presenza di opere pittoriche, la Pinacoteca di Brera, grazie al suo legame con l\u2019Accademia di Belle Arti, istituzione che in epoca neoclassica ha sostenuto la grande tradizione del disegno, conserva anche un ricco ma poco noto Gabinetto di Disegni. Un\u2019importante selezione di tali opere, di Brera, su carta, viene proposta in mostra, dal titolo \u201cIl Primato del Disegno\u201d, accanto a prestigiosi prestiti dalle pi\u00f9 importanti collezioni pubbliche italiane e straniere, dal Louvre, dall\u2019Albertina di Vienna, dal Metropolitan Museum, dalla Morgan Library, dagli Uffizi e dal Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco ecc<\/strong>. Il tema dell\u2019esposizione \u00e8 l\u2019arte del Disegno come strumento fondamentale per leggere e comprendere la pittura e raduna infatti esemplari scelti espressamente perch\u00e9 strettamente correlati ai quadri della Pinacoteca. Il confronto fra opere su carta e opere su tela (o tavola), molte delle quali espressioni cruciali della storia dell\u2019arte italiana, permetter\u00e0 di comprendere il raffinato e poetico rapporto tra la fase dello studio preparatorio e la stesura finale o, per usare le parole di Giovanni Morelli &#8211; fondatore di una particolare impostazione della critica artistica basata sul riconoscimento di un artista attraverso i dettagli anatomici &#8211; \u201cfarne una galleria per studiare meglio le specialit\u00e0 tecniche di quei maestri\u201d. <strong>La mostra sta a dimostrare come il disegno, dal Trecento al Novecento, sia costante fondamentale per la genesi dell\u2019opera pittorica. Insignita da Giorgio Vasari di un ruolo prioritario rispetto alle altre arti, pittura, scultura e architettura, l\u2019arte del Disegno fin dal XVI secolo ha rappresentato un momento fondamentale per la formazione degli artisti (come conferma l\u2019aneddoto di vasariana memoria del giovane Giotto intento a disegnare una pecora).<\/strong> L\u2019itinerario espositivo ripercorre cronologicamente la storia delle scuole pittoriche italiane, a partire dai rarissimi esempi pisanelliani e di Stefano da Verona, e dalla straordinaria stagione della pittura veneta del Rinascimento, in cui Mantegna, Giovanni e Gentile Bellini, affrontano prospettiva e interesse per la natura e utilizzano il disegno come strumento di indagine della realt\u00e0. Segue una sezione dedicata a Leonardo e i Leonardeschi, fondatori in Lombardia di una vera e propria scuola del disegno: come per i dipinti del maestro, anche i disegni esposti mostrano un arricchimento di valori quasi cromatici, di sfumati e di effetti luministici. La rappresentazione dello spazio secondo la visione bramantesca compare in mostra grazie agli esempi di Bramantino, Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino, nelle loro figure tendenti alla geometrizzazione. Grazie a prestiti prestigiosi si \u00e8 potuto riunire accanto all\u2019unico disegno preparatorio conosciuto per lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, proveniente da Oxford, una serie di maestri raffaelleschi e manieristi fino a Parmigianino e Salviati, in un excursus che dalle forme pittoriche del primo Rinascimento giunge fino alla linea forzata dei grandi del tardo Cinquecento. Completano il panorama del XVI secolo la scuola pittorica veneziana, rappresentata da Tintoretto e Paolo Veronese, pi\u00f9 manierista l\u2019uno, pi\u00f9 realista e luministico l\u2019altro, e gli altri casi significativi dell\u2019Italia settentrionale: Luca Cambiaso, noto per i suoi effetti di luce, e i Campi, maestri del realismo pi\u00f9 naturale. Un capitolo speciale \u00e8 dedicato a Federico Barocci, che per la sua attenta osservazione del vero, per la cura quasi maniacale per il disegno preparatorio, sapientemente arricchito di colore e colpi di luce, segna il passaggio verso l\u2019epoca moderna. Il Seicento \u00e8 rappresentato da diverse realt\u00e0 geografiche: a Bologna la fondazione dell\u2019Accademia degli Incamminati, da parte del Cardinal Paleotti, costituisce il primo esempio in Italia settentrionale di insegnamento basato sul disegno. In mostra compaiono gli importanti e rarissimi cartoni di Ludovico Carracci e Guido Reni, di propriet\u00e0 della Pinacoteca e generalmente non visibili al pubblico. Conclude il secolo un interessante confronto con un disegno barocco di Pietro da Cortona. <strong>La sezione del Settecento \u00e8 dedicata alla pittura, e di conseguenza al disegno, di genere; Giuseppe Maria Crespi, Londonio, Piazzetta, Canaletto e Guardi introducono alla pittura aneddotica, alla \u201cpittura di carattere\u201d e al vedutismo. L\u2019epoca neoclassica \u00e8 rappresentata da raffinate opere di Giuseppe Bossi e da un interessantissimo confronto fra un affresco strappato e il disegno preparatorio corrispondente di Andrea Appiani, entrambi di grandissimo formato. Grazie ad alcuni esemplari su carta di Hayez e Fattori si prende in esame l\u2019Ottocento<\/strong> ed in particolare la visione romantica del Bacio, da un lato, e del realismo imperturbato e poetico, dall\u2019altro.<strong> L\u2019autoritratto di Segantini introduce invece al disegno del Novecento. Oltre alle opere costruite tradizionalmente basandosi sul disegno, da Boccioni, Modigliani, Carr\u00e0, Morandi, Sironi, Giacometti, Licini, il Novecento propone altre infinite possibilit\u00e0, dalle avanguardie storiche alla linea grafica, come espressione del tormento umano del secolo.<\/strong> Oltre al percorso storico la mostra permette anche di addentrarsi nelle dinamiche di bottega degli artisti, di notare come un disegno poteva anche essere assunto come prova di contratto (Barocci), o poteva essere riutilizzato pi\u00f9 volte (Francia) come cartone preparatorio ripetibile (Carpaccio), permette di osservare quanto spesso gli artisti disegnassero sul retro dei dipinti, tracciando figure e profili, vere e proprie prove di grande creativit\u00e0, mai prima esposte al pubblico (Pietro Alemanno). Ma si scopre anche come gli artisti rielaborassero i disegni anche poco dopo l\u2019esecuzione del dipinto, considerandoli concettualmente autonomi rispetto alla pittura (Morandi), o infine come elaborassero monocromi come documento di bottega, materiale di riferimento per conservare la memoria e i modelli, per un teatro degli affetti destinato a commuovere ancor pi\u00f9 di un\u2019opera dipinta (Giovanni Bellini).<br \/>\n<strong>Ai collezionisti e agli studiosi del settore questa mostra non pu\u00f2 sfuggire, serve miracolosamente a leggervi quello slancio vitale, primario, che spesso poi porta l\u2019artista a dipingere quanto disegnato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Per quanto famosa per la presenza di opere pittoriche, la Pinacoteca di Brera, grazie al suo legame con l\u2019Accademia di Belle Arti, istituzione che in epoca neoclassica ha sostenuto la grande tradizione del disegno, conserva anche un ricco ma poco noto Gabinetto di Disegni. Un\u2019importante selezione di tali opere, di Brera, su carta, viene proposta in mostra, dal titolo \u201cIl Primato del Disegno\u201d, accanto a prestigiosi prestiti dalle pi\u00f9 importanti collezioni pubbliche italiane e straniere, dal Louvre, dall\u2019Albertina di Vienna, dal Metropolitan Museum, dalla Morgan Library, dagli Uffizi e dal [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/07\/02\/il-primato-del-disegno-capolavori-su-carta-esposti-alla-pinacoteca-di-brera-a-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,9894,53794,41640,44441,87,35351,35224,35185,17505,35188,28389,28369],"tags":[76966,249,17503,3393,406623,76965,73589],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5440"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5440"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5440\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5449,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5440\/revisions\/5449"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}