{"id":6040,"date":"2015-10-13T21:07:10","date_gmt":"2015-10-13T21:07:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=6040"},"modified":"2015-10-13T22:22:29","modified_gmt":"2015-10-13T22:22:29","slug":"acque-della-lombardia-medievale-racconti-di-vita-quotidiana-nelle-pergamene-della-biblioteca-ambrosiana-di-milano-secoli-ix-xii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/10\/13\/acque-della-lombardia-medievale-racconti-di-vita-quotidiana-nelle-pergamene-della-biblioteca-ambrosiana-di-milano-secoli-ix-xii\/","title":{"rendered":"Acque della Lombardia medioevale. Racconti di vita quotidiana nelle pergamene della Biblioteca Ambrosiana di Milano (secoli IX-XII)."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/07_17-e1444768878301.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-6041\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/07_17-e1444768878301.jpg\" alt=\"07_17\" width=\"395\" height=\"294\" \/><\/a>Per la prima volta al pubblico, la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/08_31-e1444768933445.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-6042 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/08_31-e1444768933445.jpg\" alt=\"08_31\" width=\"407\" height=\"315\" \/><\/a>Biblioteca Ambrosiana apre il proprio caveau per esporre una preziosa selezione documenti medievali di grande valore storico, 14 pergamene risalenti al periodo tra il IX e l\u2019XII secolo, che hanno come oggetto i paesaggi e le vie d\u2019acqua lombarde. La mostra \u201cAcque della Lombardia medievale\u201d, visitabile fino all\u201911 novembre 2015, propone un suggestivo percorso dall\u2019Adda al Lambro, dal Ticino al Po, in grado di raccontare la vita quotidiana del territorio lombardo nel Medioevo. Tra i capolavori esposti, un documento col monogramma originale di Federico Barbarossa, una bolla pontificia di Papa Alessandro III, oltre a importanti reperti archeologici, una bolla pontificia di Papa Alessandro III, o ancora una cartula convenientiae del 1116, mai esposta prima, che segnala l\u2019ubicazione di un pozzo nelle adiacenze di Porta Ticinese a Milano.<\/strong> \u201cIl bene <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/05_60-e1444769250474.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-6044\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/05_60-e1444769250474.jpg\" alt=\"05_60\" width=\"389\" height=\"376\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/06_47-e1444769001239.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-6043 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/06_47-e1444769001239.jpg\" alt=\"06_47\" width=\"375\" height=\"277\" \/><\/a>prezioso dell&#8217;acqua &#8211; afferma mons. Franco Buzzi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana &#8211; \u00e8 sempre stato occasione di &#8220;pace&#8221; e di &#8220;guerra&#8221; tra gli uomini: dai pozzi biblici di Abramo e Giacobbe, agli accordi faticosi per il controllo delle rogge in Lombardia, tra Medioevo e Ottocento, passando attraverso il tema moderno del Diritto commerciale a solcare i mari. La mostra, di grande valore storico-documentario, di Rita Pezzola e Federico Gallo in Ambrosiana, ci fa comprendere come questa tematica, assai variegata nei tempi, sia stata di casa anche da noi\u201d. \u201cDa diversi anni studio le pergamene della Veneranda Biblioteca, dichiara Rita Pezzola, sono state realizzate edizioni di fonti documentarie di antichi monasteri e si sta ricostruendo la storia di questa collezione preziosissima, formata da oltre 12.000 pezzi. La mostra, che racconta, in forma discorsiva, le storie di quotidianit\u00e0 che le <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/02_68-e1444769326447.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-6045\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/02_68-e1444769326447.jpg\" alt=\"02_68\" width=\"395\" height=\"568\" \/><\/a>pergamene trasmettono, affonda le radici in questa attivit\u00e0 di ricerca\u201d. E ancora, Federico Gallo sottolinea che, \u201cPer la prima volta nella sua secolare storia, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana propone in mostra alcuni dei pi\u00f9 antichi e preziosi documenti su pergamena che conserva. Sono diplomi regi e imperiali, bolle pontificie e documenti notarili, dal IX fino al XII secolo. Essi sono uniti dal tema dell\u2019acqua e nella mostra sono suddivisi in tematiche strutturate secondo un marcato intento didattico\u201d.<br \/>\n<strong>Il percorso espositivo, organizzato in sezioni tematiche, si configura come un lungo viaggio, partendo dalla Valtellina seguendo l\u2019intero corso dell\u2019Adda, per poi proseguire lungo il lago di Como; quindi, attraverso il Lambro e il Ticino giungere al Po.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/03verso-e1444769387261.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-6046 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/03verso-e1444769387261.jpg\" alt=\"03verso\" width=\"360\" height=\"383\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>Documenti antichi raccontano di scambi commerciali tra la Valtellina e la pianura, narrano di barche che solcano il Lario trasportando il prezioso vino della Valtellina, di magazzini sull\u2019Isola Comacina che conservano vino e olio \u201cin vasis ligneis\u201d, secondo la definizione che gi\u00e0 fu di Plinio il Vecchio, e tutti gli altri alimenti, solitamente prodotti nelle dipendenze dei monasteri comaschi e milanesi e destinati a rifornire i mercati cittadini.<\/strong><br \/>\n<strong>Gli atti di antichi notai parlano di pranzi a base di pesce e rape, di battaglie e guerre, in particolare di quella decennale combattuta tra Como e Milano (1118-1127). Il Lago di Como fu da sempre un contesto militare e strategico eccezionale: in et\u00e0 tardo antica \u00e8 ben documentata la figura del Praefectus classis Comensis cum curis eiusdem civitatis, un ammiraglio della flotta del Lario, dotato anche di ampi poteri sulla citt\u00e0 di Como, la cui carica poteva trovare un riscontro solo a Ravenna; e in et\u00e0 Longobarda si ricorda il valore del magister militum Francione, per mesi asserragliato sull\u2019Isola Comacina. Il possesso delle acque e il diritto di navigabilit\u00e0 di uno snodo di enorme importanza come il lago di Como \u00e8 l\u2019oggetto di due pergamene: il documento imperiale di Federico Barbarossa, siglato con il suo monogramma ufficiale, nel quale Federico I prende sotto la sua protezione il monastero di San Carpoforo di Como, con tutti i suoi beni, concedendo il diritto di navigazione sul Lario con una delle navi della sua flotta; a questo si contrappone la bolla papale di Alessandro III, il quale offre, a sua volta, la protezione al monastero di San Benedetto in Val Perlana con tutti i suoi possedimenti sul versante orientale del lago di Como, oltre a quelli valtellinesi. Questa pergamena riveste una grande importanza storica sino ad oggi sconosciuta, in quanto, per la prima volta definisce, pieve per pieve, l\u2019intera strutturazione della diocesi di Como. Il viaggio di \u201cAcque della Lombardia medievale\u201d incontra la pianura, dove si evidenzia l\u2019importanza dell\u2019acqua come fonte irrigua, testimoniata dalle controversie sia sullo sfruttamento del fiume Lambro sia per il pozzo a Porta Ticinese a Milano; in particolare in quest\u2019ultimo documento datato 1116 si parla di un pozzo detto \u201cde Massalia\u201d, posto nel suburbio di Porta Ticinese. L\u2019itinerario si conclude sul Ticino e sul Po. Molto interessanti, a tal proposito, sono il Diploma del 4 dicembre 881, nel quale Carlo il Grosso concede al monastero di Santa Maria Teodote di Pavia diversi diritti di sfruttamento delle acque del Ticino, del Po e del suo affluente Agogna e il Diploma dell\u2019834, emanato nella corte di Pavia, con il quale re Lotario I concede allo stesso monastero la possibilit\u00e0 di pescare lungo i due fiumi.<\/strong><br \/>\nAccanto alle antiche scritture, la mostra propone reperti archeologici &#8211; accompagnati dai disegni di Remo Rachini &#8211; provenienti da alcuni musei e collezioni pubbliche lombarde che hanno collaborato al progetto, insieme alla Soprintendenza per i Beni archeologici per la Lombardia. I reperti furono rinvenuti nelle localit\u00e0 documentate dai testi e rendono concreto e di immediata comprensione il tema di ciascuna sezione.<strong> Tra questi si segnala uno scudo longobardo del VI-VII secolo, in ferro forgiato e martellato con borchie in lamina di bronzo (Museo Civico Archeologico di Como), uno splendido esemplare di moneta in argento di Federico Barbarossa, battuto nella zecca di Como, che fu rinvenuto in uno scavo presso la chiesa di San Martino di Serravalle (So), la chiesa sepolta dalla frana nell\u2019alluvione del 1987. O ancora, la lucerna con pescatore, una terracotta a tecnica a stampo (II-III sec. d.C.), proveniente dal Civico Museo Archeologico di Como, raffigurante un pescatore seduto, col tipico copricapo, che regge una canna, sullo sfondo di un paesaggio lacustre.<\/strong><br \/>\nI reperti sono descritti in schede realizzate da archeologi di alto profilo, che afferiscono ad istituzioni di ricerca tradizionalmente legate all\u2019Ambrosiana o con le quali si \u00e8 allacciata una collaborazione inedita: Walter Basile (Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia), Paola Bordigone (Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Maila Chiaravalle (Societ\u00e0 numismatica italiana), Paola Marina De Marchi (Civico Museo di Arsago Seprio), Paolo De Vingo (Universit\u00e0 degli Studi di Torino), Isabella Nobile (Museo Civico Archeologico di Como) e Marco Sannazaro (Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per la prima volta al pubblico, la Biblioteca Ambrosiana apre il proprio caveau per esporre una preziosa selezione documenti medievali di grande valore storico, 14 pergamene risalenti al periodo tra il IX e l\u2019XII secolo, che hanno come oggetto i paesaggi e le vie d\u2019acqua lombarde. 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