{"id":61,"date":"2012-12-15T23:22:31","date_gmt":"2012-12-15T23:22:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=61"},"modified":"2012-12-15T23:24:53","modified_gmt":"2012-12-15T23:24:53","slug":"il-respiro-esistenziale-nellarte-di-mario-nigro-retrospettiva-in-germania-di-un-protagonista-dellarte-italiana-del-xx-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2012\/12\/15\/il-respiro-esistenziale-nellarte-di-mario-nigro-retrospettiva-in-germania-di-un-protagonista-dellarte-italiana-del-xx-secolo\/","title":{"rendered":"Il respiro esistenziale nell&#8217;arte di Mario Nigro. Retrospettiva in Germania di un protagonista dell&#8217;arte italiana del XX secolo."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2012\/12\/1255.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2012\/12\/1255-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-65\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2012\/12\/1255-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2012\/12\/1255.jpg 361w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2012\/12\/26_11_Mario-Nigro.png\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2012\/12\/26_11_Mario-Nigro-282x300.png\" alt=\"\" width=\"282\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-66\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2012\/12\/26_11_Mario-Nigro-282x300.png 282w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2012\/12\/26_11_Mario-Nigro.png 350w\" sizes=\"(max-width: 282px) 100vw, 282px\" \/><\/a>A vent&#8217;anni dalla morte di Mario Nigro (Pistoia 1917-Livorno 1992) la Kunstsammlungen Chemnitz in Germania presenta  dell&#8217;artista una retrospettiva ripercorrendone la sua ricerca dal 1952 al 1992. Quest&#8217;esposizione celebra alla grande il lavoro singolarissimo,lucido e fortemente filosofico di un maestro della pittura italiana che \u00e8 stato capace, fin dagli anni Quaranta, accanto alle operazioni di Burri, Fontana, Vedova e Capogrossi, di progettare,eseguire e raccontare il respiro esistenziale dell&#8217;universo, quel flusso di memoria bergsoniana, quel filo che lega ogni cosa e ogni relazione in un tensivo atto di vita. Quattro sale di questo importante museo tedesco raccontano il suo operato con opere che ne segnano il valore, interpretano la lettura del mondo, si sono materializzate dallo sguardo dell&#8217;artista, per vivere una prospettiva internazionale attraverso una continua analisi dei sistemi complessi della pittura. La sua \u00e8 stata una poetica in divenire, costruendo e decostruendo, lavorando sulla tridimensionalit\u00e0, sulle dinamiche psicologiche, sulle progressioni ritmiche e simultanee,sugli elementi geometrici ,su reticoli ottico- percettivi. Dall&#8217;astrazione all&#8217;arte programmata, poi si \u00e8 volto all&#8217; arte cinetica, fino alle griglie neoplastiche di Mondrian.<br \/>\nNella prima sala ecco le opere che furono esposte alla Biennale di Venezia  nel 1968,ovvero lavori tridimensionali a parete e a pavimento. E ancora nella stessa sala cinque tele del ciclo\u201dTempo totale\u201d esposte alla Quadriennale di Roma nel 1973. Nella seconda sala il ciclo \u201cPannelli a scacchi\u201d  e l&#8217;opera \u201cPittura:fuga\u201d  riferita alla musica di Bach,per via della grande passione dell&#8217;artista per la musica in genere e per  quanta incidenza essa  abbia avuto  nella sua arte. E a dialogare con il movimento musicale anche il ciclo \u201cSpazio totale\u201d nella terza sala,che va a  innescare tutte quelle relazioni con l&#8217;intero cosmo, e con i palpiti e il pulsare esistenziale che stringe ogni cosa. Ancora nella terza sala  sono presenti documenti originali, scritti,inviti, manifesti, cataloghi, materiale che mette sotto i riflettori l&#8217;intera storia artistica di Nigro. E per finire nella quarta sala le opere degli anni Ottanta dei cicli \u201cRitratti\u201d e \u201cDipinti satanici\u201d fino alle opere degli anni Novanta del ciclo \u201cStrutture\u201d che si  lasciano leggere fortemente intrise di respiro universale e capaci di farsi luoghi  di  visione assoluta  addirittura tra fantascienza e antimateria.<br \/>\nLa mostra aperta fino al 3 febbraio (Theaterplatz 1- D-09111Chemnitz) \u00e8 un tassello forte alla conoscenza tutta dell&#8217;opera di Nigro capace di significarsi,come lo \u00e8, radicale e fondante.<\/p>\n<p>Carlo Franza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A vent&#8217;anni dalla morte di Mario Nigro (Pistoia 1917-Livorno 1992) la Kunstsammlungen Chemnitz in Germania presenta dell&#8217;artista una retrospettiva ripercorrendone la sua ricerca dal 1952 al 1992. 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