{"id":6130,"date":"2015-10-21T23:01:26","date_gmt":"2015-10-21T23:01:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=6130"},"modified":"2015-10-21T23:01:26","modified_gmt":"2015-10-21T23:01:26","slug":"in-cina-si-investe-in-arte-gruppi-cinesi-e-il-miliardario-cheng-investono-in-opere-e-artisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2015\/10\/21\/in-cina-si-investe-in-arte-gruppi-cinesi-e-il-miliardario-cheng-investono-in-opere-e-artisti\/","title":{"rendered":"In Cina si investe in arte. Gruppi cinesi e il miliardario Cheng  investono in opere e artisti."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/adrian-cheng.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6131\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/adrian-cheng.jpg\" alt=\"adrian-cheng\" width=\"523\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/adrian-cheng.jpg 523w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2015\/10\/adrian-cheng-300x172.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le borse flettono, sono in ribasso, i mercati sono fortemente preoccupati. Ma in Cina si investe in un settore ancor pi\u00f9 sicuro dei \u201cmattoni\u201d, l\u2019arte. Non ci ha pensato due volte il miliardario Adrian Cheng (nella foto), fondatore del non-profit K11 Art Foundation nel 2010, il quale ha annunciato che prevede di costruire 17 nuovi centri commerciali, tutti in terra cinese, che serviranno anche a raddoppiare spazi espositivi e gallerie.<\/strong><br \/>\nUna storia non nuova visto che il gruppo di Cheng gestisce gi\u00e0 strutture simili sia a Shanghai che ad Hong Kong, con opere di artisti come Olafur Eliasson, Damien Hirst e Yoshitomo Nara sparse tra le corsie dei negozi. Mall dell&#8217;arte, con un po&#8217; di \u201cdemocrazia\u201d e il grande cattivo gusto dell&#8217;est, nel trattare tutto come pura mercanzia, fossero anche opere millenarie.<br \/>\nMa c&#8217;\u00e8 dell\u2019altro, ecco un&#8217;altra novit\u00e0; il K11 e l&#8217;Institute of Contemporary Arts (ICA) di Londra stanno collaborando su una serie di mostre, nel tentativo di promuovere gli scambi culturali tra la capitale del Regno Unito e la Cina (non dimentichiamo, infatti, le tensioni pre-estive che avevano coinvolto Ai Weiwei e la diplomazia inglese). <strong>La partnership prender\u00e0 il via con una mostra di opere di Zhang Ding, adesso in ottobre. Cheng possiede un valore stimato di 1,4 miliardi di dollari, secondo il sito Wealthx, che ha incluso il filantropo tra i primi 20 miliardari del mondo under 35<\/strong>. Dico questo ai tanti galleristi italiani piccoli e grandi che si arrabbattano pensando di fare mercato vendendo qualche opera in tv,\u00a0 che tra qualche anno non varr\u00e0 pi\u00f9 nulla, o\u00a0 pensando di fare mostre nostrane provinciali\u00a0 di qualche artista che non \u00e8 conosciuto oltre i confini d&#8217;Italia\u00a0 o forse solo nell&#8217;enclave statunitense della &#8220;Little Italy&#8221; ovvero &#8220;piccola Italia&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le borse flettono, sono in ribasso, i mercati sono fortemente preoccupati. Ma in Cina si investe in un settore ancor pi\u00f9 sicuro dei \u201cmattoni\u201d, l\u2019arte. 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