{"id":6893,"date":"2016-02-06T18:14:04","date_gmt":"2016-02-06T18:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=6893"},"modified":"2016-02-06T18:14:04","modified_gmt":"2016-02-06T18:14:04","slug":"venezia-e-i-vedutisti-da-canaletto-a-guardi-100-capolavori-tra-settecento-e-ottocento-raccontano-lo-splendore-della-serenissima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/02\/06\/venezia-e-i-vedutisti-da-canaletto-a-guardi-100-capolavori-tra-settecento-e-ottocento-raccontano-lo-splendore-della-serenissima\/","title":{"rendered":"Venezia e i vedutisti, da Canaletto a Guardi. 100 capolavori tra Settecento e Ottocento raccontano lo splendore della Serenissima."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/8-Federico-Moja-e1454781706593.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6894\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/8-Federico-Moja-e1454781706593.jpg\" alt=\"8 Federico Moja\" width=\"400\" height=\"303\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/1-Gaspar-Van-Wittel-e1454781784252.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6895\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/1-Gaspar-Van-Wittel-e1454781784252.jpg\" alt=\"1 Gaspar Van Wittel\" width=\"400\" height=\"245\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/17-Federico-Moja-e1454781823283.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-6896 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/17-Federico-Moja-e1454781823283.jpg\" alt=\"17 - Federico Moja\" width=\"400\" height=\"236\" \/><\/a>Devo dire che Palazzo Martinengo a Brescia continua ancora a stupire per i progetti espositivi portati avanti e rafforza la propria presenza all\u2019interno del panorama artistico italiano con un\u2019esposizione dedicata agli incanti di Venezia, la citt\u00e0 che nei secoli ha affascinato generazioni di artisti.<\/strong><br \/>\n<strong>Dopo il successo della mostra \u201cIl cibo nell\u2019Arte dal Seicento a Warhol\u201d con oltre 40.000 visitatori, l\u2019Associazione Amici di Palazzo Martinengo propone un nuovo evento, aperto al pubblico fino al 12 giugno 2016, dal titolo \u201cLo splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell\u2019Ottocento\u201d, che celebrer\u00e0 la citt\u00e0 italiana che pi\u00f9 di ogni altra \u00e8 stata, ed \u00e8 ancora oggi, un mito intramontabile. Si trovano in esposizione oltre cento capolavori di Canaletto, Bellotto, Guardi e dei pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/2-Canaletto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6897\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/2-Canaletto-e1454781881372.jpg\" alt=\"2  Canaletto\" width=\"400\" height=\"285\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/3-Guardi_0-e1454781928421.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6898\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/3-Guardi_0-e1454781928421.jpg\" alt=\"3 Guardi_0\" width=\"400\" height=\"233\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/21-Ippolito-Caffi-e1454782049377.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-6900 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/21-Ippolito-Caffi-e1454782049377.jpg\" alt=\"21 - Ippolito Caffi\" width=\"400\" height=\"285\" \/><\/a>importanti vedutisti del XVIII e XIX secolo, provenienti da collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali. Avere studiato e riproposto il paesaggio italiano fra Settecento e Ottocento, \u00e8 ammirevole per via del grand tour che moviment\u00f2 il cosmopolitismo europeo. Ecco allora che l\u2019analisi del filone iconografico passato alla storia col nome di \u2018Vedutismo\u2019, non si esaurir\u00e0 con l\u2019esperienza di Francesco Guardi, ma proseguir\u00e0 anche lungo i decenni del XIX secolo.<\/strong><br \/>\nLe vedute ideate dai pittori, popolate da macchiette in costumi d\u2019epoca e dai personaggi della Commedia dell\u2019Arte, diventano spesso cornici alle famose feste veneziane del Redentore, della Regata Storica, della Sensa e del Carnevale animato dalle tradizionali maschere. <strong>Il percorso espositivo, ordinato cronologicamente, prende avvio con le suggestioni dell\u2019olandese Gaspar Van Wittel e da quelle del friulano Luca Carlevarijs, padri nobili del vedutismo veneziano che aprirono la strada allo straordinario talento di Canaletto, cui sar\u00e0 dedicata la seconda sezione. Qui, le sue vedute dialogano con quelle del padre Bernardo Canal, del nipote Bernardo Bellotto e del misterioso Lyon Master, artista attivo nella bottega di Canaletto sul finire del quarto decennio del XVIII secolo<\/strong>. A seguire, ecco ben in evidenza i lavori dei maggiori vedutisti attivi nel secondo e terzo quarto del Settecento, vale a dire Michele Marieschi, Antonio Joli, Apollonio Domenichini e Antonio Stom e lo svedese Johan Richter.<br \/>\n<strong>La seducente bellezza della Venezia di Canaletto diventa un luogo vago e remoto nelle opere che Francesco Guardi realizz\u00f2 nella seconda met\u00e0 del XVIII secolo. La lunga parabola artistica del maestro, testimoniata in rassegna attraverso alcuni capolavori della produzione matura, si condensa nell\u2019espressione pittorica di una citt\u00e0 quasi fantomatica, vista in dissolvenza tra bagliori luminosi e indistinti aloni di colore che preludono alla pittura moderna.<\/strong><br \/>\nIl friulano Giuseppe Bernardino Bison, nato a Palmanova nel 1762 e morto a Milano nel 1844, interpretando in maniera originale secondo i canoni estetici della nuova sensibilit\u00e0 romantica la tradizione del Grand Si\u00e8cle &#8211; di Canaletto e di Guardi in primis &#8211; assunse il ruolo di traghettatore del vedutismo dal XVIII al XIX secolo. La figura di Bison, di cui sono presentati diversi lavori inediti frutto di recenti ritrovamenti in collezioni private, \u00e8 messa a confronto con quella di altri importanti artisti della prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento quali Vincenzo Chilone, Giovanni Migliara, Giuseppe Borsato, Francesco Moja e Giuseppe Canella che, inventando inedite angolature, spettacolari riprese, inedite e affascinanti atmosfere e contesti, rinnovarono l&#8217;immagine della Serenissima attualizzandola e arricchendola di dettagli che esprimono certamente lo spirito del loro tempo.<br \/>\n<strong>Nell&#8217;ultima sezione, dopo due sale dedicate rispettivamente ai membri della famiglia Grubacs e a Ippolito Caffi, si incontrano dipinti realizzati nella seconda met\u00e0 del XIX secolo da Luigi Querena, Francesco Zanin, Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e altri ancora che perpetuarono il fascino intramontabile di Venezia fino ai confini dell&#8217;epoca moderna. E&#8217; presente anche una rarissima \u201cVenezia\u201d di grandi dimensioni del maestro bresciano Angelo Inganni, firmata e datata 1839, che immortala Piazza San Marco animata da spigliate macchiette in costumi d&#8217;epoca. Nella sezione \u201cVenezia riflessa nel rame\u201d, si trova una serie di incisioni di Canaletto, Marieschi e Visentini, specialisti della tecnica dell&#8217;acquaforte che, grazie all&#8217;ampia tiratura delle stampa, ha contribuito a diffondere l&#8217;immagine della Serenissima in tutta Europa. Chiude la mostra Venezia teatro della vita, sezione dedicata a dipinti con scene di vita quotidiana ambientate in campi e campielli, tra le calli e i canali della citt\u00e0.<\/strong> All\u2019interno del percorso espositivo, il pubblico pu\u00f2 ammirare una raffinata selezione di vetri di Murano creata dall&#8217;artista Maria Grazia Rosin, tra cui l&#8217;installazione \u201cGelatine Lux\u201d esposta alla 53^ Biennale d&#8217;Arte di Venezia.<br \/>\n<strong>Ora una mostra cos\u00ec esaustiva, cos\u00ec completa, cos\u00ec variegata, con autori illustrissimi che campionano Venezia, una citt\u00e0 unica al mondo, e una squadernatura di vedute cos\u00ec particolari, d\u2019una Venezia ripresa fra notte e giorno, con la neve, sotto la pioggia, ammaliata di sole, triste e romantica, lascia intendere come fra le citt\u00e0 italiane, in tandem con Roma, la Serenissima si \u00e8 lasciata rappresentare destando in chi la ritraeva fra luci e colori, impressioni di paradiso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Devo dire che Palazzo Martinengo a Brescia continua ancora a stupire per i progetti espositivi portati avanti e rafforza la propria presenza all\u2019interno del panorama artistico italiano con un\u2019esposizione dedicata agli incanti di Venezia, la citt\u00e0 che nei secoli ha affascinato generazioni di artisti. 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