{"id":6956,"date":"2016-02-15T22:24:37","date_gmt":"2016-02-15T22:24:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=6956"},"modified":"2016-02-15T22:24:37","modified_gmt":"2016-02-15T22:24:37","slug":"giovanni-fattori-maestro-della-macchia-e-del-realismo-a-padova-lantologica-sul-caposcuola-toscano-che-dipinse-paesaggio-umanita-e-battaglie-risorgimentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/02\/15\/giovanni-fattori-maestro-della-macchia-e-del-realismo-a-padova-lantologica-sul-caposcuola-toscano-che-dipinse-paesaggio-umanita-e-battaglie-risorgimentali\/","title":{"rendered":"Giovanni Fattori, maestro della macchia e del realismo. A Padova l\u2019antologica sul caposcuola toscano  che dipinse paesaggio, umanit\u00e0 e battaglie risorgimentali."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/28.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6957\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/28.jpg\" alt=\"28\" width=\"310\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/28.jpg 310w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/28-233x300.jpg 233w\" sizes=\"(max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/05_59.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-6958 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/05_59.jpg\" alt=\"05_59\" width=\"300\" height=\"174\" \/><\/a>Giovanni Fattori (Livorno, 1825 &#8211; Firenze, 1908) \u00e8 stato artefice e caposcuola della \u201cmacchia\u201d in Toscana, maestro di una illustre <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/22_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-6960 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/22_3.jpg\" alt=\"22_3\" width=\"400\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/22_3.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/22_3-300x103.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>scuola regionale quale si argomentava e si svolgeva nel secondo Ottocento l\u2019intera pittura italiana -divisa per sc<\/strong><strong>uole regionali- , esecutore di una pittura potente, capace di interpretare, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/09_23.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6961\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/09_23.jpg\" alt=\"???????????????\" width=\"350\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/09_23.jpg 350w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/09_23-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a>lungo tutta la seconda met\u00e0 del XIX secolo, le trasformazioni della visione moderna. Ecco, promossa dalla<\/strong><strong> Fondazione Bano e dal Comune di Padova, un\u2019antologic<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/03_56.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-6959 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/03_56.jpg\" alt=\"03_56\" width=\"400\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/03_56.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/03_56-300x148.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/strong><strong>a a Palazzo Zabarella, visitabile fino al 28 marzo 2016, che ripropone al grande pubblico l\u2019immagine di uno dei maggiori protagonisti dell\u2019arte europea.<\/strong> La mostra, curata dai colleghi maggiormente esperti del pittore livornese, Francesca Dini, Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca, presenta oltre cento dipinti, in grado di ricostruire, attraverso un avvincente taglio cronologico ed anche tematico &#8211; a partire dallo fiero \u201cAutoritratto\u201d del 1854, dove riusciva gi\u00e0 a rivelare la forza rivoluzionaria della sua pittura, agli ultimi capolavori eseguiti agli inizi del Novecento &#8211; la straordinaria versatilit\u00e0 di una lunga vicenda creativa che lo ha visto cimentarsi con tematiche e generi diversi.<strong> Fattori, infatti passava con estrema facilit\u00e0 dal paesaggio, di cui \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 sorprendenti interpreti, al ritratto, raggiungendo risultati altrettanto strabilianti, alle cronache della storia contemporanea, dove \u00e8 stato testimone di un\u2019epoca(vedi le battaglie), alle scene di vita popolare, dove ha saputo condividere gli stati d\u2019animo e i problemi pi\u00f9 drammatici dell\u2019umanit\u00e0.<\/strong> Il percorso ne ricostruisce l\u2019intera carriera, dalla rivoluzione dei Macchiaioli, in cui ebbe un ruolo di primo piano, affidata ai piccoli formati delle leggendarie tavolette, come \u201cLa rotonda di Palmieri\u201d a Livorno della Galleria d\u2019arte moderna di Palazzo Pitti, fino al raggiungimento, nei grandi formati, di una dimensione epica dove si riflettono i mutamenti storici e sociali che hanno trasformato il nostro Paese, alla sperimentazione infine di nuovi territori iconografici e formali che lo ha avvicinato, per i risultati raggiunti, ad altri maestri solitari quali Courbet o C\u00e9zanne.<strong> Le sue doti, dopo una formazione in ambito accademico, si sono rivelate piuttosto tardi, quando, superati i trent\u2019anni, aveva partecipato alle animate serate del Caff\u00e8 Michelangelo che \u00e8 stato a Firenze il vivace palcoscenico della cosiddetta rivoluzione della \u201cmacchia\u201d. Ma rispetto agli altri pittori che hanno fatto parte del movimento dei Macchiaioli, Fattori si \u00e8 subito manifestato per la sua forte e indipendente personalit\u00e0, capace delle scelte pi\u00f9 coraggiose.<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/19_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6962\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/19_1.jpg\" alt=\"19_1\" width=\"400\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/19_1.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/19_1-300x197.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Nei drammatici capolavori della maturit\u00e0, come \u201cIl muro bianco\u201d (In vedetta) o \u201cLo staffato\u201d, espressi con un linguaggio che va oltre la dimensione della denuncia per raggiungere una prospettiva universale, Fattori \u00e8 stato lucido interprete della delusione di una nazione, uscita dal Risorgimento, che non ha saputo realizzare quegli ideali di giustizia sociale in cui le giovani generazioni avevano creduto. Questa \u00e8 la sua grandezza, che ne ha fatto subito un classico, paragonato ai maestri del Quattrocento, come il Beato Angelico, Paolo Uccello, ma anche a Goya e al contemporaneo C\u00e9zanne. <strong>Vissuto a partire dal 1846 a Firenze, \u00e8 per\u00f2 ritornato spesso nella sua Livorno, ma anche a Castiglioncello, il luogo prediletto dai Macchiaioli, di cui ha saputo rappresentarne, come pochi, la limpida luce. La sua ultima meta \u00e8 stata la Maremma toscana, una terra aspra e selvaggia che, grazie ai capolavori dei suoi ultimi anni, \u00e8 entrata nel mito, come la Provenza di C\u00e9zanne <\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/11_9.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6963\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/11_9.jpg\" alt=\"11_9\" width=\"400\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/11_9.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/11_9-300x152.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><strong>o la Polinesia di Gauguin. Anche in questo periodo ha saputo creare capolavori universali su un tema a lui prediletto, come in \u201cRiposo (Il carro rosso)\u201d della Pinacoteca di Brera e nel \u201cPio bove\u201d dove affiora la suggestione di Carducci.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/17_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-6964 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/17_1.jpg\" alt=\"17_1\" width=\"237\" height=\"300\" \/><\/a> A contatto con scenari naturali diversi, con differenti situazioni storiche, quando evoca nei suoi quadri a tema militare le vicende del nostro Risorgimento, con<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/02_66.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6965\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/02_66.jpg\" alt=\"02_66\" width=\"263\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/02_66.jpg 263w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/02_66-197x300.jpg 197w\" sizes=\"(max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/><\/a><\/strong><strong> gli uomini, di cui sa rendere sia la condizione esistenziale che quella sociale, il suo stile cambia continuamente: dalla splendida pittura a macchie colorate e abbag<\/strong><strong>liate delle tavolette giovanili, alle visioni pi\u00f9 drammatiche caratterizzate da una nuova impostazione prospettica e da un disegno sempre pi\u00f9 potente dei dipinti della maturit\u00e0,<\/strong><strong> sino alla deformazione delle ultime opere che sembrano anticipare, nella loro sconcertante modernit\u00e0, le avanguardie del Novecento.<\/strong> All\u2019interno del percorso espositivo si d\u00e0 conto anche alla sua produzione grafica, con una sezione che presenta una decina di fogli incisi ad acquaforte su zinco, in grado di dimostrare quanto Fattori, anche in questo campo, abbia toccato vertici assoluti, sia dal punto di vista tecnico che stilistico, nonostante la sua attivit\u00e0 sia iniziata solo negli anni Ottanta dell\u2019Ottocento. <strong>Come per i dipinti, i soggetti ricorrenti sono i protagonisti della vita reale, siano essi contadini o soldati, attorniati da una natura indagata sempre con grande commozione.<\/strong><br \/>\nLa rassegna segna un\u2019ulteriore tappa nel progetto decennale della Fondazione Bano sulla pittura dell\u2019Ottocento italiano, che in passato ha gi\u00e0 rivolto l\u2019attenzione, tra gli altri, su Hayez, Boldini, Signorini, i Macchiaioli, il Simbolismo in Italia, De Nittis e Corcos.<strong> Si vedr\u00e0, quindi, per i tanti collezionisti e studiosi sia dell\u2019Ottocento che dello stesso Fattori, che tale mostra segna un punto di riferimento importante facendo ancor pi\u00f9 luce sul pi\u00f9 macchiaiolo dei macchiaioli.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Giovanni Fattori (Livorno, 1825 &#8211; Firenze, 1908) \u00e8 stato artefice e caposcuola della \u201cmacchia\u201d in Toscana, maestro di una illustre scuola regionale quale si argomentava e si svolgeva nel secondo Ottocento l\u2019intera pittura italiana -divisa per scuole regionali- , esecutore di una pittura potente, capace di interpretare, lungo tutta la seconda met\u00e0 del XIX secolo, le trasformazioni della visione moderna. Ecco, promossa dalla Fondazione Bano e dal Comune di Padova, un\u2019antologica a Palazzo Zabarella, visitabile fino al 28 marzo 2016, che ripropone al grande pubblico l\u2019immagine di uno dei maggiori protagonisti dell\u2019arte europea. La mostra, curata dai colleghi maggiormente esperti [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/02\/15\/giovanni-fattori-maestro-della-macchia-e-del-realismo-a-padova-lantologica-sul-caposcuola-toscano-che-dipinse-paesaggio-umanita-e-battaglie-risorgimentali\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,9894,53794,41640,28386,44441,87,35351,35407,51746,17505,35188,51708,44805,28369],"tags":[125098,59480,125097,8690,51747,125096,406679,125101,15938,125095,29821,125100],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6956"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6956"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6956\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6966,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6956\/revisions\/6966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6956"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6956"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6956"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}