{"id":7018,"date":"2016-02-26T23:38:40","date_gmt":"2016-02-26T23:38:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7018"},"modified":"2016-02-26T23:38:40","modified_gmt":"2016-02-26T23:38:40","slug":"andrea-schiavone-1510-1563-artefice-del-rinascimento-veneziano-una-mostra-a-venezia-ne-celebra-la-figura-e-il-linguaggio-pittorico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/02\/26\/andrea-schiavone-1510-1563-artefice-del-rinascimento-veneziano-una-mostra-a-venezia-ne-celebra-la-figura-e-il-linguaggio-pittorico\/","title":{"rendered":"Andrea Schiavone (1510-1563) artefice del Rinascimento veneziano . Una mostra a Venezia ne celebra la figura e il linguaggio pittorico."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/17-e1456528709932.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7019\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/17-e1456528709932.jpg\" alt=\"17\" width=\"500\" height=\"354\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Andrea-Meldolla-detto-Schiavone-Vergine-e-Bambino-San-Giovannino-e-Santi-Zaccaria-Elisabetta-Giuseppe-Caterina-e-una-santa_olio-su-tela-e1456528746304.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7020 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Andrea-Meldolla-detto-Schiavone-Vergine-e-Bambino-San-Giovannino-e-Santi-Zaccaria-Elisabetta-Giuseppe-Caterina-e-una-santa_olio-su-tela-e1456528746304.jpg\" alt=\"Andrea-Meldolla-detto-Schiavone-Vergine-e-Bambino-San-Giovannino-e-Santi-Zaccaria-Elisabetta-Giuseppe-Caterina-e-una-santa_olio-su-tela\" width=\"393\" height=\"498\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 la prima mostra dedicata ad Andrea Schiavone (Zara, 1510 c. \u2013 Venezia, 1563), artista nuovo e spregiudicato del suo tempo, che divise opinione pubblica e critici per aver messo in piedi uno stile nuovo. Una pittura eruttiva e un artista controcorrente, ecco perch\u00e9 era ammirato da Tintoretto, da Carracci e da El Greco. Ora sull\u2019artista veneziano, al Museo Correr di Venezia, fino al 10 aprile, si fanno vivere 140 opere provenienti da tutto il mondo, in parte del maestro e in parte di tanti artisti dell\u2019epoca. Dello Schiavone 80 lavori mai riuniti prima, che danno uno scenario certo della pittura rinascimentale veneziana, in parallelo con altre personalit\u00e0 cinquecentesche attive in laguna e in Europa. Per la verit\u00e0 la figura e il linguaggio pittorico di Andrea Meldola detto Schiavone (1510 c. \u2013 1563) si avvertirono subito gi\u00e0 pochi anni dopo l\u2019arrivo a Venezia (avvenuto forse intorno al 1535). Questa prima grande monografica dedicata all\u2019artista dalmata \u00e8 la prima reale occasione per il pubblico di scoprire il ruolo centrale che Schiavone ebbe nella pittura del secolo d\u2019oro della Serenissima, ma \u00e8 un punto di partenza per uno studio pi\u00f9 approfondito sull\u2019artista nel quadro degli studi sul Cinquecento italiano.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Schiavone.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7021\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Schiavone-e1456528799798.jpg\" alt=\"Schiavone\" width=\"449\" height=\"361\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/02-andrea-schiavone-diana-e-atteone-kunsthistorisches-museum-vienna.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7022 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/02-andrea-schiavone-diana-e-atteone-kunsthistorisches-museum-vienna.jpg\" alt=\"02-andrea-schiavone-diana-e-atteone-kunsthistorisches-museum-vienna\" width=\"423\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/02-andrea-schiavone-diana-e-atteone-kunsthistorisches-museum-vienna.jpg 544w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/02-andrea-schiavone-diana-e-atteone-kunsthistorisches-museum-vienna-300x290.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/a><\/strong> E tra le 140 opere della mostra tra dipinti, disegni e stampe, pi\u00f9 un ricco nucleo di libri e documenti storici sono oltre 80 i lavori di Andrea Meldola \u2013 dipinti, disegni, incisioni \u2013 la maggior parte dei quali mai esposti in una mostra e prestati, tra l\u2019altro, dalle Royal Collection di Elisabetta II, dal Kunsthistoriches Museum e dall\u2019Albertina di Vienna, dal Metropolitan Museum of Art di New York, dall\u2019Accademia Croata di Scienze e Arti di Zagabria, dalla Gamd\u00e4lde Galerie di Dresda, dal Mus\u00e9e du Louvre di Parigi e dal British Museum di Londra. E accanto a taluni inediti, vengono subito a galla i capisaldi dell\u2019opera pittorica di Schiavone \u2013 va rilevato della mostra il bell\u2019allestimento- unitamente a importanti dipinti di confronto dei maggiori artisti del tempo, punto di riferimento per il dalmata e con cui egli ebbe contatti . Ammirevoli i capolavori del suo maestro ideale Parmigianino \u2013 la grande \u201cMadonna di San Zaccaria\u201d degli Uffizi \u2013 del suo compagno di scorribande giovanili, Jacopo Tintoretto, di Tiziano \u2013 con la \u201cMadonna Aldobrandini\u201d dalla National Gallery di Londra \u2013 e ancora Vasari, Bassano, Veronese, Polidoro da Lanciano, Lambert Sustris, tutte presenze importanti per lo Schiavone e per il quadro della pittura veneziana proprio nell\u2019et\u00e0 del Manierismo. <strong>Gli storici dell\u2019arte, me compreso che ho fatto studi anche sul primo e tardo Cinquecento veneziano, non hanno avuto fino ad oggi ben chiare notizie sulla biografia dell\u2019artista, ad iniziare dalla formazione tra la nativa Zara (in Croazia), l\u2019Italia Centrale (Bologna? Firenze? Roma?) e la meta finale, Venezia. N\u00e9 \u00e8 da dimenticare che il Vasari condizion\u00f2 non poco le biografie successive, definendo Schiavone esponente di \u201cuna certa pratica che s\u2019usa a Vinezia, di macchie o vero bozze, senza esser finita punto\u201d.<\/strong> Strano poi che per quanto il Vasari lo criticasse, ancor prima di recarsi a Venezia nel \u201941, gli commission\u00f2 la rappresentazione di una \u201cBattaglia di Tunisi\u201d per Ottaviano de\u2019 Medici. Ci\u00f2 avvenne perch\u00e9 \u00e8 parsa certa la mediazione dell\u2019Aretino, amico comune, se non con l\u2019intento di dimostrare la superiorit\u00e0 sua o della scuola fiorentina. Certo \u00e8 &#8211; come sottolinea Enrico Maria Dal Pozzolo in catalogo &#8211; che il \u201cSan Girolamo\u201d che Vasari dipinse per Ottaviano l\u2019anno successivo, ora a Palazzo Pitti ed esposto a Venezia in questa occasione, pare \u201cl\u2019esatto contrario della proposta linguistica che Schiavone andava diffondendo\u201d in quegli anni.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/03.-Andrea-Schiavone-Sposalizio-mistico-di-Santa-Caterina-Kunsthistorisches-Museum-Vienna_-e1456528903830.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7023\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/03.-Andrea-Schiavone-Sposalizio-mistico-di-Santa-Caterina-Kunsthistorisches-Museum-Vienna_-e1456528903830.jpg\" alt=\"03.-Andrea-Schiavone-Sposalizio-mistico-di-Santa-Caterina-Kunsthistorisches-Museum-Vienna_\" width=\"500\" height=\"396\" \/><\/a> Contro i commenti vasariani e in difesa di Schiavone \u2013 che addirittura viene posto da Giulio Cesare Gigli in apertura del corteo \u201cDe\u2019 Veneziani\u201d che seguono il carro della \u201cPittura Trionfante\u201d (1615) \u2013 furono in molti a scagliarsi contro, grandi pittori come Annibale Carracci ed El Greco, e critici in testa ai quali Marco Boschini \u2013 rispondendo a Vasari \u2013scrisse: \u201cO machie senza machia, anzi spendori\/che luse pi\u00f9 de qual se sia lumiera\u201d!<strong> Era la \u201cfuria Dalmatina\u201d, il genio del pennello, vera forza della natura a lasciarsi leggere cos\u00ec.<\/strong> E se gi\u00e0 Ridolfi, nelle \u201cMeraviglie dell\u2019Arte\u201d (1648), ricordava che Jacopo Tintoretto era solito ripetere \u201cch\u2019era degno di riprensione quel Pittore. Che non tenesse in casa sua un quadro d\u2019Andrea\u201d, qualche anno pi\u00f9 tardi Boschini precisa \u2013 su fonte diretta del figlio Domenico &#8211; che Tintoretto addirittura \u201cteneva avanti di s\u00e9, come esemplare, un quadro di questo Autore per impressionarsi di quel gran Carattere di Colorito, cos\u00ec forzuto e punto\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/16.-Andrea-Schiavone-La-Conversione-di-San-Paolo-Fondazione-Querini-Stampalia-Venezia_-e1456528954934.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7024\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/16.-Andrea-Schiavone-La-Conversione-di-San-Paolo-Fondazione-Querini-Stampalia-Venezia_-e1456528954934.jpg\" alt=\"16.-Andrea-Schiavone-La-Conversione-di-San-Paolo-Fondazione-Querini-Stampalia-Venezia_\" width=\"500\" height=\"384\" \/><\/a> E da qui, da tutto ci\u00f2 si capir\u00e0 la forza d\u2019animo, la robusta creativit\u00e0 passionale. Certamente l\u2019influenza di Schiavone su Jacopo Robusti e gli indizi di una loro frequentazione non episodica sono ormai accertati (non per nulla in passato furono parecchie le confusioni attributive tra i due), cos\u00ec com\u2019\u00e8 condiviso dalla critica che il pittore dalmata sia stato il principale diffusore del Parmigianino in area Veneta. Dal grande artista emiliano Schiavone trae modelli figurativi che rende propri e soprattutto una forma di disegno pittorico che \u201c\u00e8 un aspetto fondamentale del suo contributo alla storia della pittura veneziana\u201d.<br \/>\n<strong>I disegni pittorici dello Schiavone vivono poi per qualit\u00e0 e freschezza, ma anche nelle incisioni Andrea raggiunge vertici assoluti, dimostrando una vera passione che manterr\u00e0 per tutta la vita , sviluppando la sua ricerca di pari passo a quella pittorica, e utilizzando in modo straordinario la puntasecca insieme al bulino e realizzando circa 150 soggetti declinati in pi\u00f9 varianti di stato.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/11.-MC-Padova-inv.897-Bassano-predica-di-s-Paolo_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7026\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/11.-MC-Padova-inv.897-Bassano-predica-di-s-Paolo_.jpg\" alt=\"11.-MC-Padova-inv.897-Bassano-predica-di-s-Paolo_\" width=\"429\" height=\"562\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/11.-MC-Padova-inv.897-Bassano-predica-di-s-Paolo_.jpg 611w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/11.-MC-Padova-inv.897-Bassano-predica-di-s-Paolo_-229x300.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><\/a>La grafica di Schiavone &#8211; per la quale, oltre a Parmigianino, egli trae spunti da molti artisti veneti e del Centro Italia &#8211; costituisce senza dubbio un momento capitale nella storia del disegno veneziano e del Rinascimento lagunare e il corpus di disegni, incisioni e stampe presentato in questa eccezionale mostra al Museo Correr ne svela ampiamente la magia di un tocco vertiginoso, imparagonabile.<br \/>\nTra tutte segnaliamo il \u201cRatto di Elena\u201d: incisione prestata dal British Museum insieme ad altri 13 importanti lavori dell\u2019artista, unica opera di Schiavone firmata e datata, 1547 (la sola data certa nella biografia del pittore insieme a quella della morte), e in certo senso \u201cmanifesto\u201d della consapevolezza dell\u2019artista di attingere si e \u201ccopiare\u201d dai grandi ma di saper anche, e soprattutto, rileggere e trasformare. E sulla fama di Schiavone in Laguna era stato lo stesso Vasari a scrivere, nel capitolo dedicato all\u2019artista nella seconda edizione delle Vite, che \u201cLa maggior parte delle sue opere sono stati quadri, che sono per le case de\u2019 gentiluomini\u201d, sottolineando cos\u00ec l\u2019apprezzamento per quanto fatto dallo Schiavone \u2013 che si adoperava anche nei formati minori da fregio e da cassone &#8211; tra le mura dei palazzi veneziani.<strong> Nel Sei e Settecento la fortuna collezionistica del Meldola si \u00e8 spinta anche oltre i confini veneziani. Leopoldo de\u2019 Medici nel 1654 acquista un quadro \u201cgrande\u201d di Schiavone identificato con il \u201cCaino e Abele\u201d della Galleria palatina &#8211; esposto al Museo Correr &#8211; ammirato per il \u201cterribile colorito che fa stupire\u201d e Leopoldo Guglielmo d\u2019Asburgo vanta nelle sue collezioni numerose sue opere, oggi in gran parte confluite al Kunsthistorishes Museum di Vienna che a questo eccezionale evento ha prestato ben sei dipinti dell\u2019artista. <\/strong><br \/>\n<strong>Tra i principali collezionisti di Schiavone in quegli anni ci sono anche due mercanti: Bartolomeo Dalla Nave, amico di artisti e a capo di una fiorente bottega di colori &#8211; che pare avesse comprato opere di Schiavone anche dallo scultore Alessandro Vittoria, collega, amico e collezionista del dalmata &#8211; e Jan Rynes, ricco olandese stabilitosi a Venezia nel 1652. E non \u00e8 tutto qui perch\u00e9 Schiavone, insieme a Tintoretto, risulta l\u2019artista del Cinquecento veneto pi\u00f9 rappresentato anche nella collezione personale di Francesco Algarotti che, come consulente di Augusto III di Sassonia, chiamato a completare il museo di Dresda, procura un imponente \u201cGiove fanciullo in mezzo alle Grazie\u201d riconosciuto solo recentemente nell\u2019 \u201cInfanzia di Giove\u201d nelle collezioni dell\u2019Earl of Wemyss. Esposto per la prima volta in Scozia nel 2004, il dipinto \u00e8 singolare presenza in mostra, ove non mancano neppure le due telette della National Gallery di Londra, \u201cArcade\u201d e \u201cGiove che seduce Callisto\u201d, provenienti dalla raccolta privata di Algarotti, esposte insieme alla parte centrale del cassone al quale probabilmente appartenevano &#8211; raffigurante \u201cDiana e Callisto\u201d &#8211; prestata dal Mus\u00e9e de Picardie di Amiens. <\/strong><br \/>\n<strong>Ed \u00e8 stato cos\u00ec che si \u00e8 creato un vero e proprio mito attorno al nome e all\u2019operato dello Schiavone, protagonista del Rinascimento veneziano, per aver portato a Venezia s\u00ec una pittura nuova e di rottura, fatta di colore, luce e movimento; e per certi versi d\u2019avanguardia, sorprendendo non solo Tiziano, forsanche anticipando Rembrandt, e di l\u00e0 a venire certi postulati informali che ritroveremo secoli dopo persino nel nostro Novecento, precisamente nella scuola del naturalismo padano.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 la prima mostra dedicata ad Andrea Schiavone (Zara, 1510 c. \u2013 Venezia, 1563), artista nuovo e spregiudicato del suo tempo, che divise opinione pubblica e critici per aver messo in piedi uno stile nuovo. Una pittura eruttiva e un artista controcorrente, ecco perch\u00e9 era ammirato da Tintoretto, da Carracci e da El Greco. Ora sull\u2019artista veneziano, al Museo Correr di Venezia, fino al 10 aprile, si fanno vivere 140 opere provenienti da tutto il mondo, in parte del maestro e in parte di tanti artisti dell\u2019epoca. Dello Schiavone 80 lavori mai riuniti prima, che danno uno scenario certo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/02\/26\/andrea-schiavone-1510-1563-artefice-del-rinascimento-veneziano-una-mostra-a-venezia-ne-celebra-la-figura-e-il-linguaggio-pittorico\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44759,28386,87,35351,35224,35407,35408,35400,35185,17505,35188,64,28369,53684,51665],"tags":[125135,125144,125142,125143,125136,125146,125145,125147,125139,125141,125137,125140,53719,16887,50963],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7018"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7018"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7028,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7018\/revisions\/7028"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}