{"id":7029,"date":"2016-02-28T17:54:36","date_gmt":"2016-02-28T17:54:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7029"},"modified":"2016-02-28T17:54:36","modified_gmt":"2016-02-28T17:54:36","slug":"laprile-di-antonio-fontanesi-e-la-rivoluzione-del-paesaggio-la-lezione-di-un-romantico-in-mostra-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/02\/28\/laprile-di-antonio-fontanesi-e-la-rivoluzione-del-paesaggio-la-lezione-di-un-romantico-in-mostra-a-milano\/","title":{"rendered":"L\u2019Aprile di Antonio Fontanesi e la rivoluzione del paesaggio. La lezione di un  romantico in mostra a Milano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Fontanesi-A-Aprile-e1456681140808.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7030\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Fontanesi-A-Aprile-e1456681140808.jpg\" alt=\"Fontanesi A-Aprile\" width=\"400\" height=\"262\" \/><\/a>Le Gallerie Maspes di Milano (via Manzoni 45) ospitano un\u2019esposizione dedicata a una delle opere fondamentali nell\u2019evoluzione di Antonio Fontanesi (1818-1882) e nella storia della pittura europea di paesaggio del XIX secolo: \u201cAprile. Sulle rive del lago del Bourget, in Savoia\u201d (1864).<\/strong><br \/>\nLa mostra dossier, ideata da Francesco Luigi Maspes e curata da Piergiorgio Dragone, massimo esperto dell\u2019artista reggiano e autore dei quattro volumi dedicati alla pittura piemontese dell\u2019Ottocento, documenta la genesi di uno dei rari capolavori di Fontanesi ancora in collezione privata. <strong>Il dipinto ritorna protagonista di un appuntamento milanese, dopo l\u2019esordio alla Promotrice di Torino nel 1864 e all\u2019antologica Fontanesi, Ragusa e l\u2019arte giapponese nel primo periodo Meiji del 1977-1978 a Tokyo e Kyoto, curata da Angelo Dragone.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Fontanesi-A.-Aprile-Rive-del-lago-di-Bourget-olio-su-tela-102-x-153-cm-particolare-1-e1456681207229.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7031\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Fontanesi-A.-Aprile-Rive-del-lago-di-Bourget-olio-su-tela-102-x-153-cm-particolare-1-e1456681207229.jpg\" alt=\"Fontanesi A. - Aprile (Rive del lago di Bourget), olio su tela 102 x 153 cm (particolare 1)\" width=\"400\" height=\"600\" \/><\/a><\/strong> \u201cSi potr\u00e0 cos\u00ec rivedere \u2013 afferma il curatore \u2013 la grande tela, ammirarne i colori intensi e insieme assai delicati, le pennellate materiche e di grande effetto, il vasto respiro della sua composizione basata su una rigorosa articolazione degli elementi nello spazio e, allo stesso tempo, contemplare una straordinaria \u201cpagina\u201d pittorica di quieta natura, intrisa di luce e piena di un tale panico sentimento del paesaggio, che pare tradurre persino una vivida percezione sensoriale del calore del sole e della vibrazione dell\u2019aria, che vediamo nelle nubi che scorrono lievi nel grande cielo, gonfiare la vela sul lago, mentre sembra far impercettibilmente muovere le fronde degli alberi ma pure i cespugli, i fili d\u2019erba dell\u2019ampio prato in primo piano; forse anche la lanugine delle pecore accarezzate dalla luce solare\u201d.<strong> Questo dipinto fa vivere la granitura luminosa dell\u2019 Aprile, che pare cos\u00ec tattile e trasparente, da far s\u00ec che l\u2019artista raggiunga il pi\u00f9 alto grado di poesia, svelandone la sua inquieta sensibilit\u00e0 e un gusto romantico.<\/strong><br \/>\nIl dipinto \u00e8 stato sottoposto, dapprima, a un complesso lavoro di indagini diagnostiche condotte da Thierry Radelet, autore in passato di quelle sul Quarto Stato di Pellizza da Volpedo e, in seguito, a un attento restauro eseguito da Enrica Boschetti. In mostra i risultati di questi studi che consentono di approfondire la storia dell\u2019opera. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Fontanesi-A.-Aprile-Rive-del-lago-di-Bourget-olio-su-tela-102-x-153-cm-particolare-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7032\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Fontanesi-A.-Aprile-Rive-del-lago-di-Bourget-olio-su-tela-102-x-153-cm-particolare-4.jpg\" alt=\"Fontanesi A. - Aprile (Rive del lago di Bourget), olio su tela 102 x 153 cm (particolare 4)\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Fontanesi-A.-Aprile-Rive-del-lago-di-Bourget-olio-su-tela-102-x-153-cm-particolare-4.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Fontanesi-A.-Aprile-Rive-del-lago-di-Bourget-olio-su-tela-102-x-153-cm-particolare-4-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><strong>Dipinse quasi esclusivamente paesaggi, nei quali il meditato gioco dei rapporti di luce e d&#8217;ombra e il segno nervoso e tormentato, lo portarono a realizzare opere fondate su schemi compositivi sottilmente concettuali; la materia del colore si manifesta con una ricchezza e una libert\u00e0 che, se pur felicemente connessa con la grande esperienza europea, mantiene un accento inconfondibilmente personale e sa esprimere un intenso sentimento di \u201cinfinito\u201d e di profonda poesia.<\/strong> L\u2019evento \u00e8 stato reso possibile anche grazie alla collaborazione della Galleria d\u2019Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, che per l\u2019occasione ha messo a disposizione due importanti taccuini di disegni inediti, recentemente donati al museo, e la tela di Fontanesi \u201c Il lago di Lemano\u201d che, insieme al dipinto di collezione privata, \u201cCampagna nel Delfinato\u201d (1863), accompagnano il rilevante apparato scientifico della mostra.<\/p>\n<p><strong>Antonio Fontanesi (Reggio Emilia, 23 febbraio 1818 &#8211; Torino, 17 aprile 1882) fu il pi\u00f9 sensibile dei pittori romantici italiani e uno dei pi\u00f9 intimamente partecipi al movimento europeo<\/strong>. Formatosi alla scuola di P. Minghetti, esord\u00ec dipingendo paesaggi e vedute. Combatt\u00e9 con Garibaldi (1848-1849), e si rifugi\u00f2 poi a Lugano e a Ginevra, dove rimase fino al 1865 entrando in contatto con A. Calame e C.-F. Daubigny. Fu a Parigi (1855 e 1861), dove conobbe Corot e Troyon; con loro ed altri amici artisti ebbe regolari soggiorni nel Delfinato, ove strinse amicizia con A. Ravier. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Fontanesi-A.-Campagna-nel-Delfinato-olio-su-tavola-265-x-396-cm-e1456681437370.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7033\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/02\/Fontanesi-A.-Campagna-nel-Delfinato-olio-su-tavola-265-x-396-cm-e1456681437370.jpg\" alt=\"Fontanesi A. - Campagna nel Delfinato, olio su tavola 26,5 x 39,6 cm\" width=\"453\" height=\"337\" \/><\/a>Il 1861, l\u2019anno dell\u2019Unit\u00e0 dell\u2019Italia, fu un anno felice per Fontanesi: a Parigi le opere che espose a maggio al Salon (Il Guado, del 1861, e Il prato, che invi\u00f2 poi a Milano per una mostra a dicembre) furono molto apprezzate da Corot e Troyon; mentre i suoi dipinti esposti a Firenze vennero ammirati dai macchiaioli ed acquistati uno dal re Vittorio Emanuele II (\u201cDopo la pioggia\u201d, ora alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Firenze) e l\u2019altro (\u201cLa Quiete\u201d dal Ministero della Pubblica Istruzione che lo destin\u00f2 alla Civica Galleria d\u2019Arte Moderna di Torino). Visse a Londra (1865-1866), dove pot\u00e9 ammirare soprattutto Turner e Constable. Rientrato in Italia, abit\u00f2 a Firenze, dove ebbe modo di incontrare nuovamente Banti, D\u2019Ancona, Tivoli, Cabianca, Signorini e Fattori, ovvero gli artisti che si trovavano al Caff\u00e8 Michelangelo; tra questi soprattutto Signorini che ostacol\u00f2 i suoi tentativi di avere una cattedra all\u2019Accademia fiorentina. Nel 1868 fu chiamato a insegnare \u201cfigura\u201d a Lucca, e nominato direttore della locale Accademia, per l\u2019intervento del barone Ricasoli. <strong>Nel 1869 ebbe infine la cattedra di paesaggio all&#8217;Accademia Albertina di Torino,<\/strong> grazie all\u2019appoggio di Ferdinando Arborio Gattinara marchese di Breme e duca di Sartirana che da decenni dimostrava attenzione ed apprezzamento per il suo lavoro di artista. Amareggiato per\u00f2 per le ostilit\u00e0 qui incontrate da parte degli accademici tradizionalisti, nel 1876 accett\u00f2 di recarsi per tre anni a insegnare nell&#8217;Accademia Imperiale di Belle Arti di Tokyo appena istituita, dove lasci\u00f2 un segno duraturo.Rientr\u00f2 in Italia prima del previsto, (alla fine del 1878), a causa di una seria malattia contratta in Giappone. Riprese il suo posto di insegnante a Torino, circondato dall\u2019affetto degli allievi e dalla profonda stima di una ristretta cerchia di colleghi e di importanti protagonisti della cultura subalpina pi\u00f9 moderna ed internazionalmente aggiornata di quel tempo.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le Gallerie Maspes di Milano (via Manzoni 45) ospitano un\u2019esposizione dedicata a una delle opere fondamentali nell\u2019evoluzione di Antonio Fontanesi (1818-1882) e nella storia della pittura europea di paesaggio del XIX secolo: \u201cAprile. Sulle rive del lago del Bourget, in Savoia\u201d (1864). La mostra dossier, ideata da Francesco Luigi Maspes e curata da Piergiorgio Dragone, massimo esperto dell\u2019artista reggiano e autore dei quattro volumi dedicati alla pittura piemontese dell\u2019Ottocento, documenta la genesi di uno dei rari capolavori di Fontanesi ancora in collezione privata. Il dipinto ritorna protagonista di un appuntamento milanese, dopo l\u2019esordio alla Promotrice di Torino nel 1864 e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/02\/28\/laprile-di-antonio-fontanesi-e-la-rivoluzione-del-paesaggio-la-lezione-di-un-romantico-in-mostra-a-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,41640,44441,87,35351,17505,51708,44805,51619,51665],"tags":[125148,125151,125153,125150,125154,35345,125152,125149,51750],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7029"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7029"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7029\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7034,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7029\/revisions\/7034"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}