{"id":7302,"date":"2016-04-08T13:11:15","date_gmt":"2016-04-08T13:11:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7302"},"modified":"2016-04-08T13:11:15","modified_gmt":"2016-04-08T13:11:15","slug":"mario-giacomelli-la-figura-nera-aspetta-il-bianco-al-museo-di-roma-palazzo-braschi-una-sorprendente-antologica-di-foto-bianco-nero-del-piu-innovativo-fotografo-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/04\/08\/mario-giacomelli-la-figura-nera-aspetta-il-bianco-al-museo-di-roma-palazzo-braschi-una-sorprendente-antologica-di-foto-bianco-nero-del-piu-innovativo-fotografo-italiano\/","title":{"rendered":"Mario Giacomelli. \u201cLa figura nera aspetta il bianco\u201d. Al Museo di Roma Palazzo Braschi una sorprendente antologica di foto bianco-nero del pi\u00f9 innovativo fotografo italiano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/41-590x442.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7304\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/41-590x442-e1460120039108.jpg\" alt=\"41-590x442\" width=\"490\" height=\"367\" \/><\/a>\u201cL\u2019immagine \u00e8 spirito, materia, tempo, spazio, occasione per lo sguardo. Tracce che sono prove di noi stessi e il segno di una cultura che vive incessantemente i ritmi che reggono la memoria, la storia, le norme del sapere\u201d. Sono parole di Mario Giacomelli il grande fotografo italiano che nel bianco\/nero ha \u201cdisegnato\u201d con scatti di verit\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/14-590x451.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7305 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/14-590x451.jpg\" alt=\"14-590x451\" width=\"510\" height=\"390\" \/><\/a>sorprendente l\u2019Italia e le sue bellezze, tradizioni, usi e costumi, un intero mondo, una intera nazione, l\u2019Italia, capace di svelarne cos\u00ec La grande mostra antologica propone per la prima volta a Roma un viaggio appassionante nella fotografia di Mario Giacomelli, nella sua arte, nella sua intima e profonda poesia, nel suo furore creativo. La mostra, promossa da Roma Capitale \u2013 Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, \u00e8 prodotta da <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/71-590x446-e1460120256611.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7306\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/71-590x446-e1460120256611.jpg\" alt=\"Da Presa di coscienza sulla natura (1977-2000). Campagna marchigiana\" width=\"490\" height=\"370\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/21-590x447-e1460120299475.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7307 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/21-590x447-e1460120299475.jpg\" alt=\"Da Presa di coscienza sulla natura (1977-2000). Campagna marchigiana\" width=\"490\" height=\"371\" \/><\/a>Fondazione Forma per la Fotografia, in collaborazione con Archivio Giacomelli di Senigallia, e organizzata con Z\u00e8tema Progetto Cultura.<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019esposizione presenta circa 200 tra le fotografie pi\u00f9 importanti del fotografo di Senigallia, tutte in formato originale: stampe vintage e autografate dall\u2019autore. L\u2019esposizione consente per la prima volta al pubblico di Roma di ammirare una <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/31-590x442-e1460120548477.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7308\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/31-590x442-e1460120548477.jpg\" alt=\"31-590x442\" width=\"490\" height=\"367\" \/><\/a>grande retrospettiva del lavoro di Giacomelli, realizzata in stretta collaborazione con la famiglia e accompagnata dall\u2019analisi storico critica di vari importanti autori.<\/strong><br \/>\n<strong>Nelle sale di Palazzo Braschi sono esposte molte delle celebri serie del grande fotografo italiano, il pi\u00f9 importante e innovativo che l\u2019Italia abbia mai avuto: dalle sue prime fotografie, scattate sulla spiaggia di Senigallia nel 1953, alle serie dedicate all\u2019Ospizio (Verr\u00e0 la morte e avr\u00e0 i tuoi occhi), ai \u201cpretini\u201d in festa nel seminario della citt\u00e0 (Io non ho mani che mi carezzino il volto), a Lourdes, alle atmosfere fuori dal tempo di Scanno, ai contadini de La buona terra, alla storia quasi cinematografica di Un uomo, una donna, un amore; senza trascurare le serie dedicate alle grandi poesie che affascinavano con il loro ritmo e la loro profondit\u00e0 Giacomelli (A Silvia, Io sono Nessuno, Ritorno \u2026).<\/strong><br \/>\n<strong>Non mancano in mostra anche le straordinarie immagini del paesaggio marchigiano, che per tutta la vita Giacomelli non si \u00e8 mai stancato di fotografare, di riprendere e di sorprendere, ed alcune tra le sue immagini pi\u00f9 \u201cmateriche\u201d, dove la tensione tra le figure nere e il bianco di fondo si fa attesa drammatica, corposa, lirica. Saranno visibili anche altre serie (Cos\u00ec come la morte, Ritorno, Territorio del Linguaggio, il volo lento delle farfalle), che testimoniano quel lavoro incessante di grande inventore di immagini che ha sempre contraddistinto il lavoro di Mario Giacomelli.<\/strong><br \/>\nLa mostra esposta a Palazzo Braschi \u00e8 una preziosa occasione per conoscere e apprezzare il talento fotografico e l\u2019eccezionale realismo magico di Mario Giacomelli.<br \/>\n\u201cCerchi sempre di sintetizzare in pochi elementi i suoi argomenti\u201d, gli raccomandava Pietro Donzelli, \u201cinventi delle fotografie, la sua sensibilit\u00e0 gliele suggerir\u00e0 certamente. A volte basta un suono o una voce per creare dentro di noi un\u2019immagine o dei personaggi. Li racconti questi personaggi, prima a se stesso, poi agli altri con una sequenza di immagini\u2026 Sar\u00e0 dura la sua strada, come \u00e8 dura la mia, perch\u00e9 la malinconia non \u00e8 sempre accettata dagli uomini che cercano di sfuggirla. Si ricordi per\u00f2 che il cammino degli artisti \u00e8 fatto solo di tristezza e di dolore. Nascono per consolare la tristezza degli altri \u2026 Faccia ogni tanto una personale cercando di raccontare per immagini\u2026\u201d. A questo insegnamento, Giacomelli sembra esser stato sempre molto fedele.<br \/>\n<strong>Mario Giacomelli, nato a Senigallia nel 1925, inizia a lavorare a 13 anni in una tipografia. Nel 1952 compra una macchina fotografica e scatta la sua prima immagine, \u201cL\u2019approdo\u201d. Da allora, fotografo non professionista per scelta, si dedica alla creazione delle sue intense serie fotografiche: la vita d\u2019ospizio, i paesaggi, Scanno, il mondo contadino. Nel 1953 entra a far parte del gruppo fotografico Misa e nel 1956 de La Bussola. Dal 1955 viene celebrato dall\u2019allora direttore della fotografia del MoMa di New York John Szarkowski e comincia a ottenere riconoscimenti e a esporre in Italia e all\u2019estero. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. Muore a Senigallia nel 2000.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cL\u2019immagine \u00e8 spirito, materia, tempo, spazio, occasione per lo sguardo. Tracce che sono prove di noi stessi e il segno di una cultura che vive incessantemente i ritmi che reggono la memoria, la storia, le norme del sapere\u201d. 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