{"id":7353,"date":"2016-04-15T22:11:47","date_gmt":"2016-04-15T22:11:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7353"},"modified":"2016-04-15T22:12:15","modified_gmt":"2016-04-15T22:12:15","slug":"adriano-castelli-un-neochiarista-mantovano-in-mostra-da-firenzeplus-florence-al-museo-italo-americano-di-san-francisco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/04\/15\/adriano-castelli-un-neochiarista-mantovano-in-mostra-da-firenzeplus-florence-al-museo-italo-americano-di-san-francisco\/","title":{"rendered":"Adriano Castelli, un neochiarista mantovano in mostra da Firenze\/Plus Florence al Museo Italo Americano di  San Francisco."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/14-LULTIMO_RAGGIO-2003.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7354 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/14-LULTIMO_RAGGIO-2003.jpg\" alt=\"14-L'ULTIMO_RAGGIO-2003\" width=\"411\" height=\"311\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/14-LULTIMO_RAGGIO-2003.jpg 396w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/14-LULTIMO_RAGGIO-2003-300x227.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 411px) 100vw, 411px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/4-I_PAPAVERI-2008.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7355\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/4-I_PAPAVERI-2008.jpg\" alt=\"4-I_PAPAVERI-2008\" width=\"312\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/4-I_PAPAVERI-2008.jpg 302w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/4-I_PAPAVERI-2008-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/4-I_PAPAVERI-2008-300x298.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 312px) 100vw, 312px\" \/><\/a>Adriano Castelli \u00e8 uno degli ultimi neochiaristi italiani, artista di valore e di pregio che da anni indaga il paesaggio italiano argomentandolo attorno alla luce che, sovrana, \u00e8 divenuta pelle singolare di un luogo mentale, dove silenzio, magia, stupore e riflessione rimandano alla grande pittura italiana dei secoli passati. Di questi tempi espone in Europa a Firenze al Plus Florence con una personale e a San Francisco al Museo Italo Americano in una distintissima rassegna.<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/Fort_Mason_Center__Building_C.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7356\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/Fort_Mason_Center__Building_C.jpg\" alt=\"Fort_Mason_Center__Building_C\" width=\"436\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/Fort_Mason_Center__Building_C.jpg 436w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/Fort_Mason_Center__Building_C-300x206.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b017-PRIMA_DELLA_FESTA-2002.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7357 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b017-PRIMA_DELLA_FESTA-2002.jpg\" alt=\"N\u00b017-PRIMA_DELLA_FESTA-2002\" width=\"348\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b017-PRIMA_DELLA_FESTA-2002.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b017-PRIMA_DELLA_FESTA-2002-210x300.jpg 210w\" sizes=\"(max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/><\/a>Fort Mason Center \u00e8 un ex avamposto militare che \u00e8 stato convertito in un centro culturale e artistico, oggigiorno ospita due musei,il Museo Italo Americano e il Mexican Museum, tre teatri, un distaccamento del Moma di S.Francisco, una scuola di musica e varie altre organizzazioni onlus. Nel Museo Italo Americano di San Francisco attualmente \u00e8 ospitata la mostra dal titolo \u201cQuattro storie\u201d, opere di Adriano Castelli(Mantova), Stefano Spagnoli(Parma), due italiani e due americani, Paulette Perone Long e Michael Rizza.<\/strong><br \/>\nCollaborazione e messa a punto sui quattro artisti due italiani e due americani e un sicuro raffronto su dove e come viaggia l\u2019arte contemporanea, come ha ben sottolineato all\u2019inaugurazione Mary Serventi Steiner, Direttrice e Curatrice del Museo Italo Americano, avendo magistralmente fatto confluire quattro contesti generazionali, quattro linguaggi apparentemente distanti tra loro, ma pi\u00f9 vicini che mai per via di poetiche forti e ancora attuali .<br \/>\nDei due italiani ha parlato Amelia Carpenito Antonucci, gi\u00e0 Direttrice dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura a New York ed a S.Francisco, oggi Presidente della Leonardo da Vinci Society.<br \/>\n<strong>Sorprendente questo artista italiano, Adriano Castelli che opera da anni con metodo e pazienza la sua ricerca sulla luce , fortemente intellettuale, portandosi proprio nella grande tradizione pittorica italiana evitando gruppi scuole e correnti se non per quel silenzioso apparentamento con il chiarismo padano, fatto di atmosfere magiche e di sogno dove materia e luce trovano una simbiosi animata, e salutato dal collega Francesco Arcangeli negli anni Cinquanta del Novecento come \u201cnaturalismo padano\u201d. <\/strong><br \/>\n<strong>Adriano Castelli(1955, Mantova), presenta opere realizzate con varie tecniche, olio su tela, acquerello, pastello, disegno a matita e pigmento; si distingue per una forte caratterizzazione nella ricerca della luce, con la luminosit\u00e0 coinvolgente ed avvolgente, vicina al simbolismo, che affonda le sue radici ispirative nella classicit\u00e0 della tradizione italiana. Castelli esplora cos\u00ec temi mistici e spirituali.<\/strong><br \/>\nStefano Spagnoli(1946,Parma)la sua storia vale il titolo di \u201ca spasso con Pk\u201d, evidenziando profondo rispetto ed ammirazione per Paul Klee e la passione per le forme geometriche;i colori vivaci paiono ispirati da Cowin A.Abbott con la novella satirica \u201cFlatland\u201d.<br \/>\nPaulette Perone Long(S.Francisco Bay Area)si presenta con una quinquennale retrospettiva della sua opera con tre distinti progetti:veiling, inaugurazione acqua diving e dipinti italiani sul tema dell&#8217;acqua e del coinvolgimento del visitatore.<br \/>\nMichael Rizza,scultore(1927,Manhattan East Side)vicino a Little Italy, ha vissuto e lavorato nella Baia di S.Francisco dal 1963.Ispirato fortemente dalla natura ed a una visione intimista,lavora con svariati mezzi,soprattutto bronzo e pietra. Le sue opere non le ritiene mai finite, come coppie di occhi da aggiungere perennemente.<br \/>\nLa missione del Museo Italo Americano \u00e8 cos\u00ec duplice, in quanto opera con ricerca e raccolta, perseguendo la massima visibilit\u00e0 degli Artisti Italiani ed Italo Americani mediante la promozione di programmi educativi. La valorizzazione dell&#8217;Arte e della cultura Italiana \u00e8 per conservare e preservare il patrimonio degli Italo Americani a vantaggio delle future generazioni. E artisti di fama Internazionale sono presenti nella collezione permanente del Museo: Emilio Tadini, John Grillo, Benny Bufano, Francesco Clemente, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Michele Cascella, e altri ancora.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b03-SENZA_TITOLO-2014.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7359\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b03-SENZA_TITOLO-2014.jpg\" alt=\"N\u00b03-SENZA_TITOLO-2014\" width=\"371\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b03-SENZA_TITOLO-2014.jpg 301w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b03-SENZA_TITOLO-2014-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b03-SENZA_TITOLO-2014-300x299.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b04-SENZA_TITOLO-2014.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7360 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b04-SENZA_TITOLO-2014.jpg\" alt=\"N\u00b04-SENZA_TITOLO-2014\" width=\"380\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b04-SENZA_TITOLO-2014.jpg 303w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/04\/N\u00b04-SENZA_TITOLO-2014-300x297.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a>Non meno importante la personale che Castelli ha in corso nel Progetto \u201cScenari\u201d al Plus Florence di Firenze con opere di grande significazione, anche qui argomentate fra paesaggio, classicit\u00e0 e luce. Per l&#8217;occhio ci\u00f2 che conta \u00e8 la luce, quel possibile sempiternum con cui introduce la favola. Quella, appunto, di Adriano Castelli che si porta e s&#8217;apre al meraviglioso, allo stupore dello svelamento. Il gusto della percezione nel tracciato tipicamente padano \u00e8 tra gli infiniti presagi dell&#8217;artista, che contorna, ritaglia, approfondisce, misura e valorizza. L\u2019amore per il paesaggio italiano \u00e8 quanto Castelli offre al destino di questo genere con cui colloquia con naturale ossessione da sempre. Eppure, si badi bene che nel paesaggio e nella grande pittura di questo artista italiano c\u2019\u00e8 tutta una lezione pittorica di forte rilevanza che trae umore da artisti che hanno iniziato la pittura moderna tra Ottocento e Novecento, che concede ad esso non una semplice rappresentazione dal vero, quanto una serie di vibrazioni sottili, capaci di svelare un sentimento lirico e meditativo, un immaginario fantastico che solleva il racconto nel colore, legandolo ad una condizione emotiva ed esistenziale. La natura tutta vive cos\u00ec di eccitati chiarori, di tensioni visive, di racconti sempre in relazione con il carattere dei luoghi di accensioni luminose, di nuclei e macchie che impostano il diverso livello compositivo, e ancora le mutazioni degli stati di luce che si aggrappano al colore giocando sulla densit\u00e0 e sulle atmosfere. Con Adriano Castelli va in frantumi l&#8217;immaginario classico e si scoprono le tracce di piccoli mondi che rielaborano la scena artistica e la qualit\u00e0 di certi riti. L\u2019occhio cattura la nostalgia del postmoderno, con quell&#8217;invisibile e delicata polvere di colori che interagisce con il grido e l&#8217;eco dello spettacolo totale ,capace di dialogare con il cielo, quasi liete apparenze, con le spoglie di un silenzio che inquieta dinanzi ad argomenti inattesi. Passaggio e paesaggi nuovi, legami con il futuribile, forse il mistero di sempre che attraverso un varco fa scorrere le radici di ogni incantamento.<\/strong><\/p>\n<p>Adriano Castelli nasce ad Asola-Mantova nel 1955 e si diploma all&#8217;Istituto d&#8217;Arte di Guidizzolo. Dopo un lungo periodo dedicato alla grafica in bianco e nero dal 1977 inizia ad usare il colore con una valenza simbolica d&#8217;arte romantico nordica che si traduce nella serie delle porte, del 1982, dove i passaggi tonali dall&#8217;ombra alla luce alludono metaforicamente al ciclo e ai transiti dell&#8217;esistenza. Negli anni Ottanta Castelli accelera gli impegni espositivi anche in Germania. Gli scenari che ora i suoi pastelli costruiscono con calcolata misura trasportano in una dimensione aurorale le vedute monumentali piranesiane, liberate dalla potenza delle tenebre, per la decantazione nella materia-luce di un sogno di concordia e di pace. Con la personale del 1998 &#8220;&#8230;Am ende des sommers&#8221; ancora in Germania l&#8217;artista conclude una serie di opere ispirate all&#8217;estate. I paesaggi di Castelli sembrano anche recuperare il chiarore delle luci lombarde, iscrivendosi nella tradizione del paesaggio padano con suggestioni metafisiche e astrazioni liriche del tutto autonome. Il risultato di questo percorso \u00e8 visibile nel ciclo &#8220;Le luci della sera&#8221; del 1990 a Palazzo Ducale di Mantova e successivamente, nel 1994, a Sirmione con la mostra &#8220;Harmonices Mundi&#8221; con opere ispirate allo scienziato Keplero con le quali continua l&#8217;indagine sui ritmi e la misura dell&#8217;universo. Del 2000 \u00e8 la mostra antologica &#8220;Sulle ali del vento&#8221; al Museo d&#8217;Arte Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti che segna il passaggio verso il sogno e l&#8217;anima nell&#8217;indagine iconografica sui temi del Novecento. Nel 2006 la grande esposizione di New York&#8221;In the Shadow of the Moon&#8221;con trentatre opere di sapore autobiografico sui grandi temi dell&#8217;esistenza e sulla contemporaneit\u00e0. Sulle stesse tematiche \u00e8 la collettiva, con due scultori mantovani: Andrea Iori e Nicola Biondani realizzata realizzata nella primavera del 2007 in Francia. Nel 2011 \u00e8 invitato a esporre due lavori alla 54\u00b0 Biennale di Venezia (Padiglione Torino),\u201dL\u2019arte non \u00e8 cosa nostra\u201d a cura di Vittorio Sgarbi. Nel 2012,a Mantova, la mostra \u201cIl paesaggio dell\u2019Alto Mantovano\u201d allestita alla Casa del Mantegna a cura di Gianfranco Ferlisi. Nel 2016 la collettiva \u201cQuattro storie\u201d: storie simmetriche tra i due mari,quattro artisti, due italiani e due americani (Adriano Castelli, Stefano Spagnoli, Paulette Long e Michael Rizza) a cura di Mary Serventi Steiner al Museo Italo-Americano Fort Mason Center di S.Francisco in California. Nell\u2019aprile 2016 l\u2019illustre Prof. Carlo Franza lo invita e gli cura la mostra personale dal titolo \u201cLuci Padane\u201d al Plus Florence di Firenze, nel Progetto \u201cScenari\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Adriano Castelli \u00e8 uno degli ultimi neochiaristi italiani, artista di valore e di pregio che da anni indaga il paesaggio italiano argomentandolo attorno alla luce che, sovrana, \u00e8 divenuta pelle singolare di un luogo mentale, dove silenzio, magia, stupore e riflessione rimandano alla grande pittura italiana dei secoli passati. Di questi tempi espone in Europa a Firenze al Plus Florence con una personale e a San Francisco al Museo Italo Americano in una distintissima rassegna. 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