{"id":7521,"date":"2016-05-09T21:39:40","date_gmt":"2016-05-09T21:39:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7521"},"modified":"2016-05-09T21:39:40","modified_gmt":"2016-05-09T21:39:40","slug":"louise-nevelson-e-lomaggio-alluniverso-una-mostra-alla-fondazione-marconi-celebra-la-grande-scultrice-americana-che-uni-il-cielo-la-terra-e-gli-inferi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/05\/09\/louise-nevelson-e-lomaggio-alluniverso-una-mostra-alla-fondazione-marconi-celebra-la-grande-scultrice-americana-che-uni-il-cielo-la-terra-e-gli-inferi\/","title":{"rendered":"Louise Nevelson e l\u2019omaggio all\u2019universo. Una mostra alla Fondazione Marconi celebra la grande scultrice americana che un\u00ec il cielo, la terra e gli inferi."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016111831-e1462828712523.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7522\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016111831-e1462828712523.jpg\" alt=\"20042016111831\" width=\"400\" height=\"138\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/index2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7523\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/index2.jpg\" alt=\"index\" width=\"312\" height=\"214\" \/><\/a>Sono trascorsi \u00a0ben 43 anni dalla prima esposizione di Louise Nevelson a Milano, e la <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110517.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7524\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110517.jpg\" alt=\"20042016110517\" width=\"474\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110517.jpg 474w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110517-300x190.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110453.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7525\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110453.jpg\" alt=\"20042016110453\" width=\"300\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110453.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110453-193x300.jpg 193w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Fondazione Marconi presenta nella sua sede di Via Tadino un nucleo di circa 80 opere, tra sculture e collages, datate a partire dal 1955 fino agli ultimi anni Ottanta. Risale \u00a0infatti al maggio 1973 la prima esposizione dell\u2019artista naturalizzata\u00a0 americana che proprio lo Studio Marconi le dedic\u00f2 a Milano in un momento in cui era ancora poco nota al pubblico europeo. E\u2019 bene precisare che dopo aver visto alcune sue opere in una mostra a Parigi, Giorgio Marconi ebbe occasione di conoscerla personalmente nel 1971, tramite la Pace Gallery di New York, e and\u00f2 a trovarla nel suo studio-abitazione. <\/strong>Cos\u00ec Marconi ricorda l\u2019incontro: \u201c <em>Era un assemblage di opere fatte con avanzi delle \u2018cose\u2019 dell\u2019uomo, cassette di Coca-Cola, gambe di tavoli, ritagli di falegnameria, doghe di barili ecc. ecc. Passai una mattinata piena: si parl\u00f2 di opere, spazi, mostre, viaggi a Milano e un\u2019infinit\u00e0 di argomenti, comprese chiacchiere varie sulla vita&#8230;<\/em>(Giorgio Marconi, <em>Autobiografia di una galleria<\/em>, Skira 2004).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da allora inizi\u00f2 cos\u00ec un\u2019assidua collaborazione che sarebbe durata qualche anno e avrebbe dato vita a diverse mostre, organizzate in Italia e all\u2019estero. <strong>Affascinata da Marcel Duchamp e da altri numi tutelari \u00a0del Dada e del Surrealismo -\u201cIl Surrealismo era nell\u2019arte che respiravo\u201d- \u00a0affermava ricordando gli anni del suo apprendistato, l\u2019artista sub\u00ec l\u2019influenza dell\u2019esperienza cubista di Picasso, dell\u2019arte nativa del Nord e Centro America e, in particolar modo, dopo essere stata assistente di Diego Rivera e Frida Khalo, della <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016112359.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7529\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016112359.jpg\" alt=\"20042016112359\" width=\"300\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016112359.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016112359-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>pittura murale.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110501.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7526 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110501.jpg\" alt=\"20042016110501\" width=\"300\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110501.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110501-184x300.jpg 184w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il suo \u00e8 un linguaggio scultoreo che aderisce immediatamente al muro, mutuando i suoi segni astratti dalla pittura. Monumentalit\u00e0, monocromia e dislocazione dei piani su una scarsa profondit\u00e0 sono le caratteristiche peculiari dei suoi assemblaggi o \u201cenvironments\u201d. Agli oggetti di recupero che compongono le sue sculture astratte, l\u2019artista attribuiva una nuova vita \u201cspirituale\u201d, diversa da quella per la quale erano stati creati, sottoponendoli a un rituale preparatorio quasi a volerli decontaminare dal mondo esterno. <strong>Ricordo che il mio maestro Giulio Carlo Argan cos\u00ec scriveva della Nevelson: \u201c \u2026quasi sempre le sculture della Nevelson sono al di sotto di un piano, fanno uno spazio profondo, e senza rilievo. E lo spazio negativo della memoria, uno spazio in cui si sprofonda lentamente e si scompare\u2026\u201d. Stadi intermedi, mondo esterno, sfere celesti, margini della terra,\u00a0 sono questi gli appigli sui quali ha lavorato la Nevelson, da \u201cPaesaggio lunare\u201d a \u201cGiardino Tropicale\u201d, a \u201cOde all\u2019antichit\u00e0\u201d del \u201957 in cui le forme rimandano a Arp, Brancusi, Schwitters, fino a \u201cGiardino notturno\u201d del \u201958 e a \u201cTotem del sole\u201d del 1961.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016111331.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7528\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016111331.jpg\" alt=\"20042016111331\" width=\"300\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016111331.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016111331-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Protagonista del rinnovamento della scultura nel XX secolo e delle sue trasformazioni, Louise Nevelson diceva parlando di s\u00e9 e del suo lavoro: \u201cAdoro mettere insieme le cose\u201d. Non si pu\u00f2 tuttavia confinare il suo repertorio c<strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110505.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7530 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110505.jpg\" alt=\"20042016110505\" width=\"300\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110505.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/20042016110505-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/strong>reativo nella sola categoria dell\u2019assemblaggio. Figura emblematica dell\u2019arte nel Novecento, Louise Nevelson, si \u00e8 distinta nel panorama artistico internazionale per la sua ricerca di un linguaggio universale. <strong>Bellissime le sue parole e<\/strong><strong> il suo pensiero: \u201c<em>Non so se la definizione di scultrice mi si addica. Faccio dei collage. Ricostruisco il m<\/em><\/strong><strong><em>ondo smembrato in una nuova armonia\u201d.\u00a0<\/em><\/strong>L\u2019armonia che si respira ad esempio in alcune delle opere in mostra, come nel monumentale <em>Homage to the Universe<\/em>, (1968, 900 x 90 cm), autentico esito di una cerimonia scolpita in cui ogni elemento conserva qualcosa della sua vita precedente; in <em>Dawn\u2019s Host<\/em> (1959) e nella serie <em>End of the Day<\/em> che documentano la predilezione della Nevelson per l\u2019inizio e la fine del giorno, l\u2019alba e il crepuscolo; oltre che nella selezione di collages, realizzati in varie dimensioni e su supporti lignei o cartacei, a dimostrazione della continua attenzione dell\u2019artista per l\u2019immediatezza d\u2019esecuzione, l\u2019equilibrio della composizione, i piani prospettici e i rapporti cromatici. <strong>La scultrice \u00e8 riuscita a liberare la sua vocazione costruttiva facendovi confluire le culture plastico-architettoniche\u00a0 che avevano catturato la sua immaginazione e persino l\u2019architettura coloniale messicana. Ha creato opere -e questa mostra da Marconi ne svela le caratteristiche- \u00a0che equivalessero al suggestivo significato di monumenti espressi come sintesi di civilt\u00e0 organicamente collettive. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sono trascorsi \u00a0ben 43 anni dalla prima esposizione di Louise Nevelson a Milano, e la Fondazione Marconi presenta nella sua sede di Via Tadino un nucleo di circa 80 opere, tra sculture e collages, datate a partire dal 1955 fino agli ultimi anni Ottanta. Risale \u00a0infatti al maggio 1973 la prima esposizione dell\u2019artista naturalizzata\u00a0 americana che proprio lo Studio Marconi le dedic\u00f2 a Milano in un momento in cui era ancora poco nota al pubblico europeo. E\u2019 bene precisare che dopo aver visto alcune sue opere in una mostra a Parigi, Giorgio Marconi ebbe occasione di conoscerla personalmente nel 1971, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/05\/09\/louise-nevelson-e-lomaggio-alluniverso-una-mostra-alla-fondazione-marconi-celebra-la-grande-scultrice-americana-che-uni-il-cielo-la-terra-e-gli-inferi\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[150,136780,59246,53888,53709,53710,31446,9894,41640,28386,44441,87,35266,59663,28369,17494],"tags":[41746,53920,149137,59480,36008,35442,44445,149135,149136,406611],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7521"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7521"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7521\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7531,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7521\/revisions\/7531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}