{"id":7560,"date":"2016-05-14T18:10:05","date_gmt":"2016-05-14T18:10:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7560"},"modified":"2016-05-14T18:11:20","modified_gmt":"2016-05-14T18:11:20","slug":"cecilia-alemani-curatrice-del-padiglione-italia-alla-biennale-dui-venezia-2017-una-nomina-fuori-dalle-righe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/05\/14\/cecilia-alemani-curatrice-del-padiglione-italia-alla-biennale-dui-venezia-2017-una-nomina-fuori-dalle-righe\/","title":{"rendered":"Cecilia Alemani  curatrice del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2017. Una nomina fuori dalle righe."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/cecilia-alemani.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7561\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/cecilia-alemani.jpg\" alt=\"cecilia-alemani\" width=\"523\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/cecilia-alemani.jpg 523w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/cecilia-alemani-300x172.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/a>Arriva direttamente dall&#8217;Uffico Stampa del Mibact la notizia della scelta del curatore del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2017. Anzi, curatrice,\u00a0 e si tratta di Cecilia Alemani.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il progetto della capo curatrice del programma arte della High Line di New York, nota compagna di Massimiliano Gioni, \u00e8 stato scelto tra dieci proposte con la seguente motivazione: \u201cIl progetto \u00e8 molto ambizioso e innovativo, e allinea il Padiglione Italia alle pi\u00f9 avanzate metodologie espositive e valorizza il grande ruolo degli artisti nella societ\u00e0 contemporanea\u201d. Non vorrei che questa prossima Biennale Padiglione Italia fosse la seconda uscita di Massimiliano Gioni! O che la Alemani ne fosse decisamente influenzata. \u00a0Qualche anticipazione? Pare che il gruppo di artisti che ver<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/images2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7562\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/images2.jpg\" alt=\"images2\" width=\"200\" height=\"252\" \/><\/a><\/strong><strong>r\u00e0 presentato sar\u00e0 piuttosto ristretto, volendosi per l\u2019appunto distanziare distanziandosi dagli ultimi Padiglioni sovraffollati.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ritengo che il Ministro Franceschini, altra questione da non sottovalutare, abbia voluto optare per questa nomina dopo gli attacchi per la scelta di Vincenzo Trione due anni fa; infatti, al Mibact, penso ancora che molti consiglieri interni al ministero e non, abbiano indirizzato\u00a0 quelle \u00a0che sono state le scelte del Ministro, il quale diversamente sarebbe entrato in una palude.<\/p>\n<p>Ci sono invece una serie di problemi effettivi, a significare tale scelta \u00a0della Alemani, che se pare \u2013 dico pare-\u00a0 di professionalit\u00e0\u00a0 ottima e di profilo internazionale,\u00a0 proprio perch\u00e9 gravitante la sua figura \u00a0da anni stabilmente a New York, \u00a0potrebbe non avere nitida e chiara la \u00a0situazione artistica italiana, e quindi non conoscere gli svolgimenti e i percorsi nuovi del nostro paese Italia, dato che pochi \u00a0-pochissimi- sono gli artisti nostrani presenti \u00a0in giro per il mondo.<\/p>\n<p>Altra smentita \u00a0forte\u00a0 \u00e8 per quanto dice Franceschini, e cio\u00e8 che \u00a0la scelta di un nome che in qualche modo \u00e8 \u201cstraniero\u201d \u00a0vale per via che in Italia i curatori \u201cfuori dal\u00a0 coro\u201d &#8211; (Trione fu scelto perch\u00e9 \u201cfuori dal coro\u201d) &#8211; non sono adatti per l&#8217;organizzazione di una manifestazione come la Bienn<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/images1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7564\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/images1.jpg\" alt=\"images\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/strong>ale. Aggiungiamo ancora, e va sottolineato pi\u00f9 volte, che altre figure \u00a0possibili \u00a0in Italia ce ne sono \u2013 e tante- \u00a0magari \u201cdentro il coro\u201d, per di pi\u00f9 capaci realmente e inserite negli ingranaggi del sistema arte (potrei fare nomi ma li evito per rispetto ai colleghi che stimo), non sono proprio presi in considerazione.<strong> Non so se tale nomina alla fine dar\u00e0 un quadro degli svolgimenti nuovi dell\u2019arte in Italia. Se fosse rimasta nella sua Milano oggi forse sarebbe disoccupata o impiegata in qualche museo, invece Cecilia Alemani, dal 2011, \u00e8 curatrice indipendente e direttrice del programma di arte pubblica dell\u2019 High Line Art, ovvero la ferrovia sopraelevata che l\u2019ex sindaco di New York ha fortemente voluto e trasformato in uno spazio pubblico aperto che \u00e8 diventato uno dei simboli della citt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A soli trentasette anni, la Alemani \u00a0si \u00e8 imposta \u00e8 vero , ma \u00e8 \u00a0dovuta andare all\u2019estero come tanti nostri giovani, ora \u00e8 entrata a pieno titolo nel Gotha dell\u2019Arte negli Stati Uniti \u00a0d\u2019America di cui gli italiani tengono alta la bandiera. Qualche nome. Eccoli. Insieme a lei, Massimiliano Gioni (suo compagno) direttore del New Museum di arte contemporanea a New York, Valentina Castellani, braccio destro di Larry Gagosian, il numero uno dei galleristi a New York, e Francesco Bonami, curatore del Museo di arte contemporanea a Chicago. Questa strabiliante giovent\u00f9\u00a0 non valorizzata in\u00a0 Italia -visto che Franceschini ha voluto per i musei di eccellenza in Italia 20 direttori stranieri- ha conquistato l\u2019America, ma \u00a0si \u00e8 formata in Italia in prima battuta, e \u00a0vanta master negli Stati Uniti ed esperienze a Londra, Berlino e Parigi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E la Alemani \u00a0\u00e8 arrivata a New York per un master al Bard College nel 2003, dopo un passaggio a Parigi e Londra. Sappiamo che dal 2012 curatrice di Frieze Projects, la sezione non-profit di Frieze New York, Cecilia Alemani ha anche collaborato anche con musei come la Tate Modern, il MoMA PS1, Palazzo Grassi, e organizzato mostre in gallerie di tutto il mondo, da Glee a Blum and Poe, Gi\u00f3 Marconi e Bloomberg Headquarters with Art in General e Artists Space. \u00a0\u00a0Ma, lo ripeto,\u00a0 tutto ci\u00f2 non basta ad \u00a0avere in mano il polso della situazione artistica italiana certamente in movimento, ve lo assicuro.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Arriva direttamente dall&#8217;Uffico Stampa del Mibact la notizia della scelta del curatore del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2017. Anzi, curatrice,\u00a0 e si tratta di Cecilia Alemani. 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